Papa cancela viagem a Assis devido a ordem médica

© JOÃO PORFÍRIO/OBSERVADOR

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O papa Leão XIV cancelou uma visita planejada para 27 de outubro à cidade italiana de Assis para evitar uma viagem de helicóptero enquanto se recupera de uma cirurgia contra câncer de pulmão, informou o Vaticano nesta sexta-feira (23).
O pontífice, de 71 anos, tomou a decisão por recomendação médica, informou o Vaticano. Em um comunicado separado, seu cirurgião e médico pessoal disseram que um exame do tórax mostrou excelente evolução na recuperação de Leão.
O papa teve o lobo inferior do pulmão direito removido em uma cirurgia realizada em 13 de outubro e foi diagnosticado com adenocarcinoma pulmonar, a forma mais comum de câncer de pulmão.
Na quarta-feira, os médicos do pontífice informaram que exames adicionais do tecido removido durante a operação confirmaram que o câncer estava localizado e que ele não precisaria de tratamentos oncológicos contínuos adicionais.
Leão tinha viagem prevista para 27 de outubro a Assis, cidade a cerca de 175 quilômetros ao norte de Roma, para participar de um evento pela paz com outros líderes religiosos.
“Para apoiar sua recuperação após a cirurgia torácica realizada na terça-feira passada e seguindo as recomendações médicas, o papa Leão XIV não poderá comparecer”, afirmou o Vaticano em comunicado.
Leão recebeu alta hospitalar no sábado e está retomando gradualmente suas atividades habituais. Na quarta-feira, voltou à Praça de São Pedro para sua audiência semanal com os peregrinos.
O Vaticano não informou se o papa poderá realizar uma viagem programada para 6 a 17 de novembro ao Uruguai, à Argentina e ao Peru.
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Ciudad del Vaticano, 23 oct (Prensa Latina) El papa León XIV no viajará a la ciudad italiana de Asís el próximo 27 de octubre para participar en la clausura del encuentro internacional “Paz desarmada y desarmante”, informó hoy un comunicado de la Santa Sede.
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Roma, 23 oct (Prensa Latina) La primera ministra de Italia, Giorgia Meloni, inauguró hoy en la comunidad de San Patrignano, de Rímini, una reunión internacional para el fortalecimiento de la prevención de las adicciones y los procesos de recuperación y reinserción social.
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Roma, 23 oct (Prensa Latina) La Semana del Arte Contemporáneo de Roma desarrolla hoy y durante el fin de semana su programa de exposiciones, inauguraciones, estudios abiertos, visitas y encuentros con artistas y curadores, con actividades distribuidas por distintos barrios de la capitalinos.
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Roma, 23 oct (Prensa Latina) La ciudad italiana de Sanremo acoge hasta mañana las jornadas centrales del Premio Tenco 2026, una de las principales manifestaciones dedicadas a la canción de autor, con actuaciones musicales y reconocimientos a destacados exponentes de ese género.
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El Papa se sigue recuperando de forma “óptima”, pero aún es pronto para coger un helicóptero tras su operación, así que ha anulado la visita a Asís (Italia) que estaba prevista para el próximo martes, 27 de octubre, “como medida de precaución”. El Vaticano lo ha anunciado este viernes en un comunicado que transmite normalidad, y la verdad es que era una decisión esperada. Pero lo cierto es que es el primer acto de la agenda del Pontífice que se cancela tras la intervención para la extirpación de un tumor pulmonar a la que fue sometido el pasado 13 de octubre.

© FABIO FRUSTACI (EFE)
Roma, 23 oct (Prensa Latina) Las protestas de transportistas por carretera contra el encarecimiento de los combustibles continúan hoy en el sur de Italia, principalmente en la región de Campania, mientras en Calabria, Sicilia y Apulia se suspendieron la mayoría de los bloqueos.
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Nel panorama dell’Unione Europea, i Paesi baltici si sono ritagliati da anni un ruolo di prim’ordine nell’attrazione di capitali esteri, grazie a burocrazie digitalizzate, ambienti favorevoli al business e regimi d’imposta competitivi. In questo contesto, l’ipotesi di fondare o gestire una società in Lituania rappresenta una scelta sempre più al centro delle valutazioni di startup, imprese innovative ed e-commerce. Tuttavia, per un founder o un professionista che sceglie di mantenere la propria residenza fiscale in Italia, i vantaggi normativi offerti dall’ordinamento lituano devono fare i conti con un quadro legislativo nazionale estremamente stringente.
Comprendere come funziona la tassazione d’impresa a Vilnius e quali siano i reali obblighi verso il Fisco italiano è il primo passo per evitare che un’operazione di pianificazione aziendale si trasformi in un contenzioso tributario di proporzioni onerose.
La forma societaria di gran lunga più utilizzata dagli operatori internazionali è la UAB (Uždaroji akcinė bendrovė), assimilabile alla nostra Società a Responsabilità Limitata (S.r.l.). La costituzione appare snella ed economica: il capitale sociale minimo richiesto è fissato a 1.000 euro, di cui soltanto un quarto (250 euro) dev’essere versato al momento della registrazione iniziale, mentre il saldo può essere completato nell’arco dei dodici mesi successivi.
In termini di prelievo sui redditi d’impresa, il sistema lituano articola la tassazione su diversi scaglioni a seconda della dimensione aziendale e dell’anzianità di costituzione:
Sul fronte dell’Imposta sul Valore Aggiunto, l’aliquota ordinaria standard si attesta al 21%, con una soglia di registrazione Iva obbligatoria stabilita al superamento dei 45.000 euro di ricavi annui.
L’errore più comune commesso da chi decide di costituire una società in Lituania consiste nel credere che la semplice iscrizione al registro delle imprese di Vilnius basti ad affrancare i profitti dal prelievo fiscale italiano.
Secondo l’articolo 73 del Testo Unico delle Imposte sui Redditi (Tuir), un’entità giuridica estera viene presunta fiscalmente residente in Italia qualora si verifichi anche una sola delle seguenti condizioni per la maggior parte del periodo d’imposta:
Se un imprenditore italiano apre una UAB senza creare una vera struttura operativa in territorio lituano – ossia senza uffici reali, dipendenti in loco o un organo amministrativo autonomo che prenda decisioni strategiche sul posto – l’Agenzia delle Entrate qualificherà l’operazione come esterovestizione. In caso di contestazione, il Fisco riqualificherà la società come residente in Italia, ricalcolando tutte le imposte dovute (Ires e Irap) secondo le aliquote nazionali, oltre ad applicare sanzioni amministrative e potenziale rilevanza penale per omessa dichiarazione.
Per far sì che l’architettura societaria regga ad un eventuale controllo, è indispensabile dimostrare la cosiddetta sostanza economica (substance): la UAB deve possedere locali reali, contratti operativi stipulati in loco e una governance indipendente sul suolo lituano.
Anche laddove la società sia dotata di reale operatività locale, esiste un secondo ostacolo normativo spesso sottovalutato: la disciplina sulle società estere controllate (CFC), regolata dall’articolo 167 del Tuir.
La normativa antiriciclaggio ed elusione fiscale italiana prevede che, se un residente in Italia detiene il controllo di un’impresa estera e questa rispetta contemporaneamente due requisiti, scatti la tassazione per trasparenza:
Questo genera un paradosso fondamentale: le aliquote più basse offerte dal Fisco lituano (lo 0% per le startup nei primi due anni o il 7% per le piccole imprese), che rappresentano l’elemento di maggior attrazione commerciale, collocano la società al di sotto della soglia del 15% di tassazione effettiva. Di conseguenza, se la UAB produce proventi rientranti tra i redditi passivi, i profitti maturati a Vilnius verranno imputati direttamente al socio residente in Italia e tassati secondo le aliquote Irpef personali, a prescindere dal fatto che tali utili vengano poi effettivamente distribuiti o reinvestiti all’estero.
Quando la società in Lituania produce utili e decide di distribuirli al proprio socio persona fisica residente in Italia, la gestione del flusso finanziario segue quanto stabilito dalla Convenzione bilaterale contro le doppie imposizioni siglata tra i due Paesi (Legge n. 31/1999).
Il meccanismo di prelievo si articola su due livelli distinti.
L’articolo 10 della Convenzione prevede che lo Stato d’origine possa applicare una ritenuta sui dividendi in uscita. Per i soci persone fisiche, la trattenuta massima consentita è pari al 15% dell’importo lordo. Qualora il socio fosse invece una società di capitali italiana detentrice di almeno il 10% delle quote, la ritenuta convenzionale si ridurrebbe al 5%.
In Italia, la persona fisica percipiente è soggetta al principio della tassazione su scala mondiale (worldwide taxation). I dividendi esteri sono assoggettati a un’imposta sostitutiva del 26%.
La modalità di calcolo varia in funzione dell’incasso:
Il possesso di quote di partecipazione in una società estera impone al residente italiano la compilazione del Quadro RW nella propria dichiarazione dei redditi annuale. L’omessa o incompleta indicazione delle partecipazioni detenute all’estero comporta sanzioni pecuniarie proporzionali al valore della quota non dichiarata.
Un ulteriore aspetto riguarda la retribuzione di chi ricopre la carica di amministratore all’interno della UAB.
| Voce di costo/prelievo | Gestione in Lituania | Impatto per il residente italiano |
|---|---|---|
| Contributi datoriali (Sodra) | 1,77% sulla retribuzione lorda (contratti a tempo indeterminato) | Ridotto costo del lavoro per l’azienda lituana |
| Contributi dipendente/amministratore | 19,5% trattenuto alla fonte (previdenza e sanità) | Trattenuta diretta sulla busta paga lituana |
| Imposta sui Redditi delle Persone Fisiche | Aliquota progressiva locale tra il 20% e il 32% | Tassazione Irpef in Italia con credito d’imposta ex art. 165 TUIR |
Se l’amministratore residente in Italia percepisce un compenso dalla UAB, tali somme devono essere incluse nella dichiarazione dei redditi italiana sotto la voce dei redditi assimilati a lavoro dipendente. Per evitare la doppia imposizione integrale, il contribuente potrà scomputare dall’Irpef italiana le imposte già pagate a titolo definitivo in Lituania tramite il meccanismo del credito d’imposta.
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L’Umbria ha approvato una legge che disciplina le procedure per accedere al suicidio medicalmente assistito attraverso il servizio sanitario regionale. Il provvedimento è stato approvato ieri dall’Assemblea legislativa con 11 voti favorevoli, sei contrari e tre astensioni. È la quinta regione italiana a intervenire sul tema, dopo Toscana, Sardegna, Emilia Romagna e Veneto. La legge nasce dalla proposta di iniziativa popolare Liberi Subito, promossa dall’Associazione Luca Coscioni e sostenuta dalle firme di 4.801 cittadini umbri. Il suo obiettivo è stabilire procedure sanitarie definite per le persone che chiedono di accedere alla morte volontaria medicalmente assistita, una possibilità già riconosciuta dalla giurisprudenza costituzionale in presenza di determinate condizioni, ma che non è ancora regolata da una legge nazionale organica.
Il suicidio medicalmente assistito consiste nell’assunzione autonoma, da parte della persona interessata, di un farmaco letale nell’ambito di una procedura che prevede l’assistenza sanitaria. La normativa umbra non introduce nuovi requisiti per accedervi, ma definisce le modalità organizzative con cui le strutture sanitarie devono verificare le richieste e gestire il procedimento.
Ogni Azienda unità sanitaria locale dovrà istituire una commissione multidisciplinare permanente incaricata di accertare la presenza dei requisiti previsti dalla disciplina statale e dalla giurisprudenza costituzionale. La commissione sarà composta da un medico palliativista, uno psichiatra, un anestesista rianimatore, uno psicologo, un medico legale e un infermiere, ai quali si aggiungerà uno specialista della patologia della persona richiedente. I componenti saranno individuati su base volontaria tra il personale sanitario. Dopo aver esaminato la richiesta, la commissione trasmetterà una relazione al Comitato etico regionale dell’Umbria, che esprimerà il proprio parere. Le conclusioni della verifica saranno poi comunicate alla persona interessata. La procedura dovrà prevedere l’assistenza del medico di fiducia del richiedente e garanzie per evitare abusi nei confronti delle persone vulnerabili.
Durante l’esame in Aula sono stati approvati alcuni emendamenti che hanno modificato il testo iniziale. È stato eliminato il riferimento alla «fase terminale della vita della persona», che avrebbe potuto essere interpretato come un requisito aggiuntivo rispetto a quelli già previsti. Sono state inoltre introdotte disposizioni per garantire l’informazione e l’accesso alle cure palliative senza ritardare la procedura, oltre alla possibilità di sospendere o revocare la richiesta. Altri emendamenti hanno precisato le modalità di valutazione della commissione e previsto strumenti per verificare l’applicazione della legge.
L’approvazione è arrivata al termine di una discussione nella quale ha avuto un ruolo centrale la vicenda di Laura Santi, talentuosa giornalista perugina affetta da una grave forma di sclerosi multipla e tra le principali promotrici della proposta. Santi è morta il 21 luglio 2025 nella propria abitazione a Perugia, dopo essersi autosomministrata un farmaco letale. Era stata la prima persona in Umbria a ricorrere al suicidio medicalmente assistito e aveva dovuto affrontare un lungo percorso per ottenere l’autorizzazione.
In Aula era presente suo marito, Stefano Massoli, insieme ad alcuni rappresentanti dell’Associazione Luca Coscioni, tra cui Marco Cappato. Dopo la votazione, accolta da un lungo applauso, Massoli ha ricordato il ruolo avuto dalla moglie nella battaglia per la legge, dicendosi convinto che sarebbe stata soddisfatta del risultato.
Fabrizio Ricci, consigliere di Alleanza Verdi e Sinistra e relatore del provvedimento, ha sostenuto che la legge non introduce un nuovo diritto, ma serve a rendere concretamente accessibile una possibilità già riconosciuta dalle decisioni della Corte costituzionale. Secondo Ricci, l’assenza di una normativa nazionale ha contribuito a creare incertezze e attese particolarmente difficili per le persone coinvolte.
La maggioranza di centrosinistra ha sostenuto il provvedimento, pur riconoscendo la necessità di rafforzare l’assistenza ai malati. Il vicepresidente della Regione, Tommaso Bori, ha definito l’approvazione «una conquista di civiltà, di libertà, di dignità». La presidente dell’Assemblea legislativa, Sarah Bistocchi, ha parlato di una risposta concreta alle persone che vivono condizioni di sofferenza estrema e di uno strumento aggiuntivo per le famiglie e il personale sanitario.
Diversa è stata la posizione della presidente regionale Stefania Proietti, che ha scelto di non partecipare al voto. Pur riconoscendo il valore del confronto svolto in Assemblea, Proietti ha sostenuto che una materia di questa rilevanza dovrebbe essere affrontata dal Parlamento, così da garantire regole omogenee sull’intero territorio nazionale. Ha inoltre insistito sulla necessità di potenziare le cure palliative, l’assistenza domiciliare e le strutture dedicate ai malati con patologie gravi e inguaribili.
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Roma, 22 oct (Prensa Latina) Seis eurodiputados del Movimiento 5 Estrellas (M5S) denunciaron hoy el impacto del bloqueo estadounidense contra Cuba y reclamaron al Gobierno italiano que vote a favor de la resolución de Naciones Unidas que exige el fin de esa política.
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Almaty, Kazajistán, 22 oct (Prensa Latina) El ruso Daniil Medvedev mantuvo hoy sus ambiciones de retener la corona del torneo tenístico de Almaty, al aventajar en los octavos de final al japonés Sho Shimabukuro por 6-2 y 6-1.
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Trenitalia sospende la cancellazione dei “carnet smart” su richiesta del ministro dei trasporti Matteo Salvini: “Ho chiesto a Trenitalia di sospendere qualsiasi tipo di novità prima di un tavolo da me convocato con le associazioni dei consumatori al ministero dei Trasporti. E hanno risposto di sì”, ha dichiarato il vicepremier in prefettura a Milano. Il “carnet smart” è un pacchetto di 10 corse su un’unica tratta sui treni Frecciarossa e Frecciargento in classe standard: è uno degli strumenti più utilizzati dai pendolari, lavoratori o studenti. A metà ottobre Trenitalia ha annunciato che a partire dal 1º novembre questa soluzione sarà eliminata: era stata pensata per lo smart working del periodo Covid e, sostiene la società, fin da subito si sapeva che il fenomeno si sarebbe ridimensionato. Esistono ancora molti lavoratori da remoto però che, con questa scelta di Trenitalia, arriveranno a spendere fino a 1.400 euro in più all’anno per i costi di trasporto.
“Il carnet smart rappresentava un essenziale cuscinetto di flessibilità e calmierazione dei costi per le nuove formule di lavoro ibrido. Toglierlo significa scaricare sui pendolari rincari pesantissimi proprio in un momento di diffusa difficoltà economica. L’impatto economico della rimodulazione tariffaria e dell’introduzione dei costi accessori penalizza duramente le tratte più frequentate. Chiediamo a Trenitalia un immediato passo indietro sul Carnet Smart e l’apertura di un tavolo di confronto per istituire tariffe agevolate stabili che tengano conto delle reali modalità di mobilità del Paese”, ha affermato in una nota Adoc (Associazione per la difesa e l’orientamento dei consumatori).
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