Il governo ha varato il nuovo Decreto Sicurezza in seguito agli scontri avvenuti a Milano nello scorso weekend. Tra le varie misure previste però una ha suscitato polemiche e un dibattito molto acceso tra il Quirinale e Palazzo Chigi, si tratta del provvedimento voluto dal ministro della Difesa Guido Crosetto di inviare 500 militari a Milano per rinforzare l’organico delle forze dell’ordine impegnate a contrastare il fenomeno delle violenze. Sull’invio dei militari nessun problema, la questione che però ha suscitato “forti perplessità” da parte di Mattarella è stata quella relativa ai “poteri” di questi soldati. Crosetto infatti voleva che i rinforzi avessero gli stessi poteri della polizia, ma il Colle ha fermato tutto.
Lo stop del giurista del Colle – riporta Il Corriere della Sera – è arrivato dopo un braccio di ferro che ha tenuto banco fino all’ultimo, nei passaggi continui tra gli uffici legislativi del Quirinale e quelli di Palazzo Chigi. Sulla posizione del presidente Mattarella si sono schierati fin da subito il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il capo della Polizia Vittorio Pisani, pronti ad ascoltare fin dalla mattina le richieste dei sindacati più rappresentativi di polizia (“servono più investimenti, non militari”).
Tutto alla fine è stato smussato, spiegano dal governo per spegnere le polemiche interne. E riguardo all’impiego dei militari è stata trovata una soluzione mediana: i 500 che arriveranno a Milano saranno operativi per i “pattuglioni misti” con le forze dell’ordine, per non fare confusioni sulle competenze e aumentare, allo stesso tempo, la percezione di sicurezza e la risposta dello Stato davanti a fenomeni emergenziali.
Richiamo mondiale per le elettriche Volkswagen: la KBA segnala difetti alle celle delle batterie. Coinvolte anche alcune Cupra Born.
Nuovo richiamo Volkswagen su scala mondiale: il gruppo tedesco deve intervenire su circa 72.700 auto elettriche per possibili anomalie delle celle delle batterie ad alta tensione. A riportare la portata dell’operazione sono i dati del Kraftfahrt-Bundesamt (KBA), l’autorità federale tedesca per la motorizzazione, ripresi il 20 ottobre 2026 dalla stampa tedesca. In Germania i tre provvedimenti interessano complessivamente circa 10.000 vetture. Non significa che ogni esemplare dei modelli indicati debba passare in officina: il richiamo riguarda specifiche auto e periodi di produzione.
Quali modelli Volkswagen e Cupra sono coinvolti
Le campagne riguardano soprattutto alcune Volkswagen ID.3, ID.4, ID.7 e ID. Buzz, oltre alla Cupra Born, appartenente al gruppo. Per i modelli della famiglia ID. si parla di esemplari costruiti tra il 2022 e il 2025; per la Born l’intervallo indicato va dal 2022 al 2024. La banca dati della KBA associa ai richiami, tra gli altri, i riferimenti 17137R per i modelli Volkswagen e 17103R per Cupra Born. L’anno di immatricolazione, da solo, non basta però a determinare se una singola vettura sia interessata.
Batterie difettose: perché esiste un rischio incendio
Il problema nasce da alcune celle delle batterie ad alta tensione che, in base ai controlli interni di qualità comunicati dal costruttore, non rispettano gli standard previsti. Secondo le informazioni diffuse in Germania, alla base vi sarebbero difetti produttivi di fornitori. In circostanze rare, l’anomalia potrebbe provocare un aumento eccessivo della temperatura e, nei casi estremi, un incendio della batteria. La criticità è dunque potenziale e non equivale a un incendio certo. Al momento delle comunicazioni del 20 ottobre, la KBA non segnalava incidenti con danni materiali o lesioni riconducibili a questi richiami.
Ricarica fino all’80% e controlli in officina
In attesa delle verifiche, ai proprietari dei veicoli coinvolti viene indicata come misura precauzionale la ricarica fino a un massimo dell’80%. Dove tecnicamente possibile, il sistema dell’auto può applicare direttamente una limitazione del livello di carica. Sono previsti controlli delle batterie presso la rete di assistenza, mentre eventuali ulteriori interventi dipendono dall’esito dell’ispezione. La soluzione non comporta necessariamente la sostituzione di un modulo: in alcuni casi potrebbe essere sufficiente un aggiornamento software, secondo quanto riferito dalla stampa tedesca citando Volkswagen. È importante seguire le istruzioni specifiche ricevute per il proprio veicolo.
Come sapere se la propria auto è richiamata
I clienti interessati saranno informati tramite comunicazione scritta, con le indicazioni sulle procedure e sui contatti utili. Chi possiede una delle vetture citate non deve quindi presumere automaticamente che sia soggetta al provvedimento. Per una verifica puntuale è opportuno rivolgersi alla rete ufficiale Volkswagen o Cupra e comunicare il numero di telaio (VIN). La consultazione delle schede KBA consente inoltre di identificare le campagne, ma non sostituisce la verifica del singolo veicolo e delle misure applicabili.
Cosa cambia per il mercato italiano
La dimensione mondiale del richiamo non fornisce, da sola, il numero delle auto circolanti in Italia che dovranno essere controllate. Al 21 ottobre 2026 non risulta, nelle fonti qui consultate, una cifra ufficiale specifica per il mercato italiano. Per questo è necessario distinguere il totale globale, pari a quasi 72.700 unità, dai circa 10.000 veicoli segnalati in Germania. Per i proprietari italiani valgono soprattutto le comunicazioni del costruttore e l’accertamento tramite telaio, senza estendere automaticamente il provvedimento a tutte le auto elettriche dei modelli elencati. Le batterie dei veicoli elettrici sono composte da numerose celle: individuare gli esemplari interessati è quindi decisivo per circoscrivere l’intervento e non generare allarmismi fra i proprietari di auto non soggette a richiamo.
La fonte ufficiale è il Kraftfahrt-Bundesamt
La fonte istituzionale di riferimento è il Kraftfahrt-Bundesamt (KBA), responsabile della banca dati tedesca delle campagne di richiamo. I dettagli del provvedimento sono stati riportati anche dall’agenzia dpa e dalla testata pubblica tedesca Tagesschau il 20 ottobre 2026. La distinzione è rilevante: i numeri e i modelli interessati fanno riferimento ai dati KBA, mentre le spiegazioni sui controlli qualitativi e sulle possibili soluzioni tecniche derivano dalle dichiarazioni Volkswagen riprese dalle fonti giornalistiche. La priorità per gli automobilisti è verificare l’eventuale coinvolgimento del proprio mezzo e rispettare le prescrizioni di sicurezza ricevute.
I funzionari della sicurezza nazionale degli Stati Uniti si stanno preparando in segreto alla possibilità che il Presidente Donald Trump si rifiuti di accettare i risultati delle elezioni di metà mandato. Mentre numerosi sondaggi prevedono una forte ondata blu – il colore dei democratici – alle urne il 3 novembre, un ristretto gruppo di funzionari sta gettando le basi, insieme ai governi dei singoli Stati e ad alcuni membri del Congresso, per proteggere la democrazia. Lo ha riferito il ‘Washington Post’. Il gruppo comprende dieci funzionari, in carica ed ex, del dipartimento della Difesa, appartenenti a diverse aree dello spettro politico, secondo quanto riportato dal Post. A preoccuparli è il rischio che il Presidente, 80 anni, sacrifichi l’integrità della nazione pur di mantenere il suo partito al potere. “Tutti hanno detto: siamo preoccupati, ma non sappiamo cosa fare”, ha ammesso una fonte al Post. “L’esito che auspichiamo è che gli Stati siano preparati ad affrontare qualsiasi eventualità, qualora dovesse presentarsi”, ha aggiunto.
Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, commentando le elezioni di midterm, in programma il 3 novembre, ha detto che “il Presidente perde sempre, per qualsiasi ragione, alle midterm”. “Chiunque sia, repubblicano o democratico, grande Presidente o Presidente pessimo, perde per qualche ragione”, ha aggiunto, parlando con i giornalisti.
La Cnn ha minacciato il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump di intraprendere nuove azioni legali se continuerà a impedire ai giornalisti dell’emittente di salire a bordo dell’Air Force One e di accedere allo Studio Ovale. In una nuova lettera indirizzata al dipartimento di Giustizia, l’avvocato della Cnn Theodore Boutrous scrive che il divieto interferisce illegalmente con la possibilità dell’emittente di svolgere i propri compiti nell’ambito del press pool, il gruppo ristretto di giornalisti che segue il presidente e condivide le informazioni con gli altri media. Boutrous ha dato a Trump tempo fino alle 17 di giovedì per ripristinare l’accesso, prima che la rete avvii una nuova azione legale.
“Questi tentativi di ritorsione e discriminazione nei confronti della Cnn, basati sui contenuti della sua copertura giornalistica, sono sbagliati, controproducenti e illegali”, scrive Boutrous nella lettera, ottenuta dal Washington Sun. “Se queste misure dovessero continuare, la Cnn non avrà altra scelta che tornare in tribunale per difendere i propri diritti ed è pronta a battersi per tutto il tempo necessario a tutelarli”. Il mese scorso Cnn, Ms Now e Politico hanno intentato una causa congiunta contro l’amministrazione Trump, dopo che quest’ultima aveva vietato ai loro giornalisti di accedere al complesso della Casa Bianca.
Un drone russo a pilotaggio remoto ha colpito un autobus di linea a Zaporizhzhia, ferendo una persona. A denunciare l’attacco, secondo quanto riportato da ‘Ukrinform’, è stato il capo ad interim dell’amministrazione militare regionale di Zaporizhzhia, Mykhailo Semikin, con un messaggio su Telegram. “Le forze russe hanno attaccato un autobus municipale a Zaporizhzhia. Un drone Fpv si è schiantato sul tetto dell’autobus”, hanno dichiarato le autorità regionali in un post su Telegram.
Le forze ucraine hanno colpito le infrastrutture energetiche nella città di Chystiakove, nell’oblast di Donetsk, mentre sono stati segnalati blackout in Crimea a causa di attacchi di droni. Lo riporta ‘The Kyiv Independent’, spiegando anche che un sito di telecomunicazioni a Luhansk è stato colpito. In particolare, un massiccio attacco di droni ha preso di mira Chystiakove, mentre nel distretto di Krasnoperekopskyi, in Crimea, alcuni testimoni oculari hanno segnalato attacchi di droni vicino alla stazione ferroviaria e il rumore di sistemi di difesa aerea russi in funzione.
Elon Musk avrebbe ordinato di limitare la velocità di connessione dei satelliti Starlink utilizzati dall’Ucraina per la propria difesa. Lo riporta il Wall Street Journal, che, citando funzionari statunitensi e persone a conoscenza dei fatti, scrive che Musk, fondatore e amministratore delegato di SpaceX, “ha imposto un limite alle velocità con cui l’hardware ucraino poteva rimanere connesso alla rete satellitare” di Starlink. Tale decisione avrebbe reso “praticamente inutilizzabili” alcuni droni offensivi e intercettori ucraini, scrive il quotidiano, secondo cui Musk e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbero discusso della decisione relativa a Starlink “durante una telefonata poco dopo che la limitazione era stata resa pubblica”, ma avevano già affrontato l’argomento in precedenza, hanno riferito le fonti al Wsj.
Il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha attribuito a Starlink, la compagnia guidata da Elon Musk, la decisione finale che riguarda la copertura satellitare richiesta dall’Ucraina nel conflitto con la Russia. Quando gli è stato chiesto se il Pentagono avesse ridotto l’impiego della rete satellitare, come sostenuto dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Hegseth ha risposto: “Non abbiamo ridotto nulla. Ci sono condizioni di servizio che devono essere rispettate e, in ultima analisi, spetta a Starlink decidere in merito. Ma, dal nostro punto di vista, non è cambiato nulla. Non abbiamo impartito direttive né fatto nulla del genere e, naturalmente, auguriamo agli ucraini di avere successo”.
(Agenzia Vista) Usa, 20 ottobre 2026
“Non so se la sua firma conti qualcosa”, scherza così Trump con la moglie, la Firts Lady Melania, dopo la firma sull’ordine esecutivo sulla salute delle donne. “Ovviamente no, la tua è quella importante”, replica la First Lady, sorridendo. La sua firma è infatti puramente simbolica.
WhiteHouse
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
(Agenzia Vista) Usa, 20 ottobre 2026
“E’ Zelensky quello che deve far finire la guerra, deve fare un accordo, noi abbiamo dato più soldi all’Ucraina che a chiunque altro e non abbiamo avuto niente. Se non fa un accordo sarà peggio perché la Russia è un Paese grande e le sue conquiste in Ucraina sono sempre più ampie. La Russia “vorrebbe concludere un accordo”. Lo ha detto Donald Trump durante una conferenza stampa alla Casa Bianca.
WhiteHouse
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
(Agenzia Vista) Roma, 20 ottobre 2026
“C’è una fattispecie autonoma di reato punita da 4 ai 12 anni per chiunque anche mediante strumenti informatici o telematici promuove la formazione di un gruppo per queste «manifestazioni violente”. Lo ha detto il ministro alla Giustizia Carlo Nordio, alla conferenza stampa a Palazzo Chigi, dopo il Cdm, in merito al decreto per le nuove norme di sicurezza.
Chigi
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
(Agenzia Vista) Roma, 20 ottobre 2026
“Se Crosetto ha detto queste cose si vede che ha degli elementi di analisi che non vanno sottovalutati e che andranno approfonditi nelle sedi opportune”. Così il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri illustrando le misure del nuovo decreto sicurezza.
Chigi
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
(Agenzia Vista) Roma, 20 ottobre 2026
“Rispetto a un fenomeno che si è rivelato del tutto inedito nel corso degli atti di vandalismo dei giorni scorsi, che hanno coinvolto anche minorenni, le forze di polizia a Milano hanno praticato circa 400 fermi e una cinquantina di arresti”. Così il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri illustrando le misure del nuovo decreto sicurezza.
Chigi
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
Il consorzio guidato dal Tesoro italiano rimane determinato ad acquisire Sparkle, ossia la divisione cavi sottomarini di Telecom Italia. Lo ha comunicato la stessa Telecom Italia dopo la scadenza del termine per la chiusura dell’operazione, in attesa dell’approvazione richiesta dalle autorità di regolamentazione statunitensi. Il consorzio fumato dal Mef al 70% e da Retelit (30%), operatore di fibra ottica controllato dal fondo spagnolo Asterion, lo scorso anno aveva concordato di acquistare Sparkle, la divisione di cavi sottomarini di Tim per 700 milioni di euro.
La chiusura dell’operazione, inizialmente prevista entro la fine del 2025, ha subito ripetuti ritardi a causa della mancata autorizzazione da parte delle Autorità Usa, con l’ultima proroga che fissava al 15 ottobre il termine per il completamento. “Le parti stanno proseguendo discussioni costruttive con l’obiettivo di portare a termine con successo l’operazione e hanno concordato di riunirsi nuovamente per fornire un aggiornamento entro il 20 novembre”, ha spiegato Tim in un comunicato.
L’Italia considera Sparkle un bene di importanza strategica per il Paese, vista la sua rete di cavi che è pari a 600mila chilometri che trasmette dati in Europa, nel Mediterraneo e nelle Americhe. La vendita di Sparkle rientrava in un più ampio programma di cessione di attività da parte di Tim, che ha venduto la propria rete di telefonia fissa a un consorzio guidato dal fondo statunitense Kkr e di cui fa parte anche il Tesoro italiano, per 19 miliardi di euro, per ridurre l’indebitamento. L’ex monopolista delle telecomunicazioni dopo che ha ridotto il debito è tornata sotto il controllo dello Stato a seguito dell’acquisizione da parte di Poste Italiane.
(Agenzia Vista) Roma, 20 ottobre 2026
“Il decreto varato dal consiglio dei Ministri “prevede una dotazione di 500 unità di operatori dell’esercito italiano, di forze armate per la città di Milano”. Lo ha affermato il Ministro Piantedosi a Palazzo Chigi.
Chigi
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
(Agenzia Vista) Roma, 20 ottobre 2026
“E quindi non è tollerabile questa cosa e quindi Forza Italia vuole che ci sia una risposta molto ferma, perché la violenza non deve essere mai accettata”. Lo ha detto Raffaele Nevi di Forza Italia in un punto stampa fuori Montecitorio.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
(Agenzia Vista) Roma, 20 ottobre 2026
“Quello approvato oggi è uno schema di decreto-legge recante disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica e contrasto alla criminalità minorile. Ho detto subito che questo provvedimento non costituisce una limitazione alle libere manifestazioni del pensiero, ma ne è una sorta di garanzia, proprio perché tipicizzando in modo molto dettagliato le strutture dei reati e delle aggravanti si è pienamente comprensibili di quelli che sono i limiti entro i quali la libera manifestazione del pensiero, costituzionalmente garantita, può e deve esplicarsi”. Lo ha affermato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, intervenendo nel corso della conferenza stampa al termine della riunione del Consiglio dei Ministri.
Chigi
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
(Agenzia Vista) Roma, 20 ottobre 2026
“Fermo preventivo per le manifestazioni esteso anche per «chi turba la sicurezza in luoghi caratterizzati da un consistente afflusso di persone. Si fonda sul sospetto di commettere reati, anche nei confronti dei minori su un fenomeno inedito”. Così il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi nella conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri illustrando le misure del nuovo decreto sicurezza.
Chigi
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
(Agenzia Vista) Roma, 20 ottobre 2026
“Nelle piazze dei cortei violenti accanto alle frange antagoniste di sempre c’era qualcosa di nuovo: centinaia di giovanissimi, moltissimi miroenni, venuti in piazza per spaccare, filmare e rubare. Niente può giustificare questo. serve una risposta ferma dello stato”, lo ha detto la Premier Meloni in un video.
Chigi
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
(Agenzia Vista) Roma, 20 ottobre 2026
Speriamo che si riesca ad andare incontro all’interesse degli autotrasportatori in maniera significativa, perché è un problema, quello del caro carburanti, che mette in ginocchio le imprese, ma bloccare i trasporti e le strade mette in ginocchio i cittadini e gli agricoltori che rischiano di buttare i propri prodotti”, lo ha detto Francesco Lollobrigida al Forum Coldiretti.
Coldiretti
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
(Agenzia Vista) Roma, 20 ottobre 2026
“Abbiamo visto tutti le immagini delle violenze che hanno sconvolto Milano e altre città italiane nel fine settimana, negozi saccheggiati vetrine distrutte, forze dell’ordine aggredite. Sono scene inaccettabili che nessuno può pensare di minimizzare o di giustificare per questo oggi il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto con nuove misure per prevenire e contrastare queste violenze”, lo ha detto la Premier Meloni al termine del Consiglio dei Ministri.
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
(Agenzia Vista) Roma, 20 ottobre 2026
“Manifestare è un diritto, devastare le nostre città no. Ecco le misure che abbiamo approvato per contrastare la violenza e tutelare la sicurezza dei cittadini”, lo ha detto la Premier Meloni in un video sui social.
Ig Meloni
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
Tassa sulle banche, Messina: “Dubbi di costituzionalità se si colpisce solo una categoria”
“Non c’è un solo settore che deve pagare in un momento di difficoltà, anche a fronte di accordi già presi. Noi l’anno scorso abbiamo raggiunto un accordo per un contributo triennale che sarebbe stato quello richiesto alle banche per i prossimi tre anni. Io ci ho creduto”. Queste le parole dell’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo Carlo Messina durante il Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione.
“Noi avevamo proposto di farlo solo annuale, ma ci hanno detto di farlo triennale perché così si sarebbe data stabilità al bilancio pubblico e anche alle banche – ha dichiarato -. Per questo oggi è necessario fare squadra“.
“L’interesse del governo è l’interesse delle banche, io la vedo così. Poi se devono essere valutati interventi diversi allora tutte le aziende che hanno utili superiori a 500 milioni, quelle aziende che guadagnano tanto, potranno contribuire”, ha aggiunto Messina, ribadendo però l’aspetto di costituzionalità. “C’è anche un elemento infatti – ha affermato – che riguarda la costituzionalità. Perché non puoi andare contro un settore, contro una categoria. Per questo ci deve essere un’attenzione a fare in modo che sia generalizzata la visione su questi interventi”.
Messina ha continuato sostenendo che “la disponibilità delle banche a sostenere anche progetti diversi di dismissione del patrimonio pubblico, questa è una disponibilità assoluta. Le banche sono pronte a fare di tutto per far funzionare correttamente questo Paese, ma noi abbiamo degli azionisti, siamo degli amministratori per conto dei nostri azionisti, e non possiamo prendere delle responsabilità per delle cose che vengono fatte in modo non trasparente e non coerenti con quelli che erano gli accordi presi”. “Noi abbiamo sempre aiutato il governo e continueremo a farlo, ma deve esserci rispetto reciproco”, ha chiarito Messina.
“Oggi si parla moltissimo degli utili delle banche, che erano gli utili che si sapevano l’anno scorso che si sarebbero realizzati. Ma quello che non si dice è che a fronte dei 50 miliardi di utili lo Stato Incasserà 25 miliardi di imposte. Gli utili, se ci sono, è perché sono state pagate le imposte. Quest’anno 25 miliardi di euro di spesa pubblica sarà finanziata dalla banche, quindi mi piacerebbe che quando si parla di utili si dicesse anche dei 25 miliardi”, ha concluso.
EssilorLuxottica, ricavi in rialzo nei nove mesi. Milleri: “Dimostrata la forza del nostro modello”
Nel corso del terzo trimestre, il colosso EssilorLuxottica ha messo a segno un giro d’affari pari a 7.486 milioni di euro, segnando un progresso del 9% (+7,2% a tassi di cambio fissi) dopo il balzo a due cifre archiviato nell’analogo intervallo del 2025. Guardando al bilancio da inizio anno, le entrate dei primi nove mesi mostrano un rialzo del 6,8% raggiungendo quota 22.304 milioni (+8,9% a cambi costanti). Nell’arco dei prossimi cinque anni, la società stima di registrare in media a cambi costanti “una solida crescita dei ricavi totali, sostanzialmente allineata dell’utile operativo adjusted”, afferma EssilorLuxottica.
L’incasso derivante dalla commercializzazione dei soli dispositivi hi-tech ‘wearable’ (ovvero gli occhiali dotati di intelligenza artificiale e la tecnologia acustica Nuance) ha evidenziato tra luglio e settembre un incremento del 20% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Più in generale, la spinta al fatturato è arrivata anche “dalla solida crescita del business tradizionale Eyecare & Medtech, che comprende tutte le attività del gruppo ad eccezione dei Wearable (Ai glasses e occhiali acustici), con un incremento su base annua superiore al 6% a cambi costanti sia nel trimestre sia nei primi nove mesi dell’anno”, spiega Essilux.
“I negozi retail e il portafoglio di soluzioni per la gestione della miopia hanno continuato a rappresentare i principali driver di crescita, insieme al contributo dei wearable”, aggiunge EssilorLuxottica, precisando come la divisione Professional solutions abbia totalizzato vendite per 3.393 milioni, in salita del 3,4% a cambi costanti nel confronto con il terzo trimestre del 2025 (+5,3% a tassi correnti).
Riguardo alle proiezioni per il prossimo quinquennio, “radicato nella nostra trasformazione medtech, questo outlook di lungo periodo riflette il consolidamento della nostra piattaforma medicale Ai-driven e una nuova fase del percorso che trasformerà il nostro gruppo in un leader globale nella salute degli occhi avanzata e integrata, con l’ambizione di migliorare il potenziale umano“, conclude EssilorLuxottica.
“Trimestre dopo trimestre, continuiamo a dimostrare la forza del nostro modello unico, con il contributo di tutte le aree geografiche e la performance particolarmente brillante dell’Asia-Pacifico, in progresso a doppia cifra”. Lo dichiarano Francesco Milleri, presidente e amministratore delegato di EssilorLuxottica, e Paul du Saillant, vice amministratore delegato a margine dell’esame dei conti trimestrali. “Più di ogni altra cosa, questi risultati si devono alla passione, al talento e alla dedizione delle nostre persone in tutto il mondo”, affermano i vertici del gigante mondiale dell’occhialeria.