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X Factor 2026, al via i Live Show: Giorgia ripesca due eliminati, Marco Mengoni apre la serata. Ecco i nuovi concorrenti (non c’è un vincitore annunciato) – Scaletta

22 October 2026 at 06:00

Tutto pronto per la fase più attesa: i Live Show di X Factor 2026 partono stasera giovedì 22 ottobre alle 21:15 su Sky Uno e in streaming su Now, in diretta dall’X Factor Arena (Teatro Repower, Assago). Al timone Giorgia, mentre al tavolo dei giudici siedono Francesco Gabbani, Jake La Furia, Paola Iezzi e la new entry Irama. Ad aprire la serata sarà il superospite Marco Mengoni, con un set inedito realizzato in esclusiva per il programma, oltre naturalmente a presentare il nuovo singolo “Giornate perse”.

Nella prima puntata i 12 concorrenti si sfideranno in due manche di cover; nel corso della serata Giorgia svelerà inoltre i due artisti scelti con i suoi “Skoda X Pass”: si tratta di due eliminati delle Last Call che proporranno un proprio cavallo di battaglia e saranno giudicati dal pubblico con un televoto flash. Il vincitore tornerà in gara nella squadra rimasta senza concorrenti al termine delle due manche.

Il meccanismo del primo Live e cosa accadrà nelle prossime settimane

Al termine di ciascuna manche, i meno votati vanno al ballottaggio, dove decidono i giudici: se almeno tre di loro votano lo stesso concorrente, questo viene eliminato; se i voti si dividono a metà, scatta il Tilt. Chi si aggiudica il ballottaggio degli X Pass entra direttamente nella squadra rimasta orfana di un concorrente.

Il percorso comprenderà sette serate. Torneranno le puntate a tema, la celebre giostra e la serata degli inediti, primo traguardo stagionale per i cantanti. Le quattro squadre in gara contano 12 concorrenti ufficiali, più altri due in panchina pronti a subentrare. La finale è in programma giovedì 3 dicembre all’Unipol Forum di Assago.

Alla vigilia della partenza dello show abbiamo incontrato alcuni dei dodici concorrenti Manu, Camilla, Giacomo, Patrizia, Le Distanze, Alex e Lenanie. Per ora non c’è alcun vincitore annunciato, ma c’è chi sussurra che quest’anno a vincere sarà un cantante uomo. Occhi puntati sulla squadra di Irama.

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“Spesso i giudizi più duri mirano a colpire proprio le passioni: se balli ti dicono che non sei capace, se canti ti dicono che sei stonata”: la denuncia delle Fourteen, il primo girl group K-Pop italo-europeo

20 October 2026 at 10:05

Quattro adolescenti, un nome che è un’età, un progetto che parte dall’Italia e guarda all’Europa. Sono le Fourteen, il primo girl group K-Pop italo-europeo, nato da un casting su oltre 5.000 candidate e pensato fin dall’inizio per vivere insieme su più piattaforme: musica, serie TV, social e live.

Viola Scalzo, Cahaya Lovisa Kabuhung, Sofia Di Giamberardino (in arte Deegee) e Sofia Peleggi (Sofy) non sono una semplice band, ma un esperimento inedito per il panorama musicale italiano, dove la storia delle ragazze si racconta in televisione, la musica la porta fuori dallo schermo e la community la trasforma in relazione quotidiana.

Intanto esce il 23 ottobre “Bulletproof”, il nuovo singolo, dopo il debutto estivo con “One More Kiss”. Il brano, che unisce sonorità K-Pop e urban, affronta il tema del cyberbullismo e invita a costruire una “corazza emotiva” che protegga la propria identità senza rinunciare a sensibilità e autenticità, puntando su amicizia e sostegno reciproco. “Essere “bulletproof” non significa non soffrire o essere invincibili, ma credere in se stessi e trovare la forza di reagire”, spiegano le artiste. Il 31 ottobre il gruppo sarà al Lucca Comics & Games: alle 15.30 si esibirà sul Palco Centrale e incontrerà i fan per la prima volta.

Deegee ha dichiarato a Fanpage: “È fondamentale ricordare, però, che davanti a queste dinamiche ci sono anche persone molto fragili. Bulletproof vuole rivolgersi proprio a chi si sente più indifeso e colpito dal bullismo, anche online. Con questa canzone vogliamo dire loro che non sono soli, che bisogna farsi scivolare addosso le critiche che cercano di tarpare le ali. Spesso i giudizi più duri mirano a colpire proprio le passioni: se balli ti dicono che non sei capace, se canti ti dicono che sei stonata. Eppure le nostre passioni sono il motore che ci spinge ad andare avanti e, ingiustamente, sono la prima cosa che viene presa di mira”.

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“Ho svapato molta, troppa, nicotina. È stata una cosa stupida, per questo non riuscirò più a cambiare la mia voce”: Selena Gomez si sfoga

20 October 2026 at 09:45

Selena Gomez ha un rimpianto che pesa sulla sua voce e ha deciso di dirlo apertamente ai fan: svapare nicotina per anni ha lasciato il segno, e smettere si sta rivelando tutt’altro che facile. Lo ha raccontato nelle sue storie Instagram, aggiungendo un invito a chi usa le sigarette elettroniche o sta valutando di provarle.

“Non riuscirò a cambiare la mia voce – ha detto la cantante e attrice – Ho svapato molta nicotina”. Poi ha aggiunto: “È così difficile da abbandonare e penso di aver voluto dire che, se state attraversando questa situazione o anche solo state pensando di iniziare a svapare, non ne vale la pena”.

Non ha nascosto il dispiacere per le conseguenze di questa abitudine: “È stata una cosa così stupida. Ha cambiato la mia voce. Quindi, se non vi piace ascoltare la mia voce, è del tutto comprensibile. Non me la prendo. Basta che non mi ascoltiate”.

La star della musica ha ammesso che liberarsi dalla nicotina è un percorso in salita: “Spero soltanto di riuscire a continuare a fare questo lavoro. Se state attraversando questa cosa, potete superarla anche voi”.

Già lo scorso dicembre Gomez aveva risposto a una domanda a un fan un merito alla correlazione tra voce e fumo: “Mi hanno fatto questa domanda diverse volte. La questione della voce. A volte succedono delle cose. Mi capita che la gola si gonfi un po’ all’interno. È tutto qui”.

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È morta Lua Maria Blanco, la cantante e attrice aveva un tumore intestinale. La famiglia: “Se n’è andata in pace, colma d’amore e con la ferma fede di ricongiungersi direttamente a Dio”

20 October 2026 at 07:37

Mondo del cinema e della musica in lutto. È morta a 39 anni Lua Maria Blanco, attrice e cantante brasiliana nota soprattutto per il ruolo di Roberta Messi nella telenovela per adolescenti “Rebelde”, trasmessa dall’emittente Record. Nata a San Paolo il 5 marzo 1987, è scomparsa a Rio de Janeiro il 15 ottobre, dopo aver affrontato negli ultimi mesi un tumore intestinale. La notizia è stata annunciata sui social dalla famiglia. Nel messaggio pubblicato online, i familiari hanno ricordato gli ultimi mesi di vita dell’attrice, trascorsi circondata dall’affetto dei suoi cari e degli amici più stretti. “Se n’è andata in pace, colma d’amore e con la ferma fede di ricongiungersi direttamente a Dio”, si legge nella comunicazione, che si conclude con una richiesta di rispetto per il dolore e il silenzio della famiglia.

Lua Blanco proveniva da una famiglia profondamente legata al mondo della musica. Era figlia del cantante e musicista Billy Blanco Jr. e nipote del compositore Billy Blanco, figura di riferimento della bossa nova brasiliana. Aveva cinque fratelli: Pedro Sol, Ana Terra, Estrela Blanco, Daniel Céu e Marisol Blanco. Prima di raggiungere la notorietà televisiva, aveva intrapreso un percorso musicale come cantante e compositrice nella band Lágrima Flor.

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Il tormentone che incanta e “silenzia” i neonati: la scienza ha inventato la canzone anti-pianto (e non è una ninna nanna)

19 October 2026 at 14:05

Chiunque abbia avuto un figlio piccolo conosce quel momento: le tre di notte, il pianto che non cede, un repertorio di ninne nanne ormai esaurito. Per tutti i genitori in quella condizione, la scienza ha una proposta musicale. Si chiama “The Happy Song” e in dieci anni ha collezionato oltre 470 milioni di riproduzioni in streaming su Spotify.

Non è nata per caso, e nemmeno in uno studio di registrazione qualsiasi. A idearla sono stati lo psicologo dello sviluppo Caspar Addyman e la professoressa Lauren Stewart, del dipartimento di Psicologia del Goldsmiths College di Londra, insieme alla musicista Imogen Heap, all’agenzia pubblicitaria BETC London e alla società di consulenza musicale Felt Music. Il committente era un marchio britannico di prodotti per l’infanzia, Cow & Gate (C&G Baby Club), che voleva una canzone capace di mettere di buon umore i più piccoli “in modo dimostrabile”.

La ricetta: poche regole, molto ritmo

Il punto di partenza era scoprire cosa piace ai neonati, un terreno sorprendentemente poco esplorato. I ricercatori hanno quindi fissato alcuni criteri: tonalità maggiore, melodia semplice e ripetitiva, andamento allegro e una voce femminile in stile “cantilena”. Anche il ritmo ha un senso: il tempo è sostenuto perché il battito cardiaco dei bambini è più veloce di quello degli adulti.

Poi sono stati interpellati i genitori. Quasi 2.300 mamme e papà britannici hanno indicato quali rumori fanno ridere i loro figli. Tra i più votati: il “bu!” a sorpresa, le pernacchie, gli starnuti, i versi degli animali. Tutti finiti nel brano. Un dettaglio che sa di leggenda, ma è documentato: Imogen Heap ha registrato la voce con la figlia di 18 mesi nella stanza, perché i piccoli riconoscono il tono con cui gli adulti parlano e cantano loro.

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Céline Dion torna agli Oscar del 1997 (ma a Parigi): l’abito Chanel da 1.380 ore di lavoro e 6.000 gioielli

16 October 2026 at 11:39

Mentre la prima tranche della sua residency parigina alla La Défense Arena si avvia verso la chiusura, Céline Dion ha riportato in scena un pezzo di storia degli Oscar: un abito Chanel su misura ispirato al modello di Karl Lagerfeld indossato alla cerimonia del 1997.

Il nuovo capo è un’opera di alta sartoria. Secondo Vogue, l’abito conta 6.000 gioielli e 5.000 perline, per 1.380 ore di lavoro dei couturier della maison. Chanel precisa che è stato realizzato negli atelier parigini di rue Cambon 31. A disegnarlo è Matthieu Blazy, direttore creativo della maison. La silhouette ha un bustier a corsetto con vita molto segnata e uno scollo a cuore in rafia. Il ricamo sul corpetto riprende la sfumatura di colore dell’originale. La gonna in seta ha uno spacco alto sul davanti.

Il riferimento è alla 69esima edizione degli Academy Awards, il 24 marzo 1997. Dion si presentò con una creazione dell’alta moda Chanel primavera/estate 1997, disegnata da Lagerfeld. Nel suo abito argentato con scollatura profonda, divenne la prima artista a eseguire due brani nella stessa serata sul palco degli Oscar. Il vestito di allora era più scivolato e sinuoso, quello di oggi più scultoreo.

Anche la collana ha una storia. È una reinterpretazione della Comète: una stella cadente in oro bianco e diamanti, con 1.080 pietre per oltre 67 carati. Il motivo richiama una collezione di alta gioielleria del 1932, l’unica creata da Gabrielle Chanel.

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“Giorno dopo giorno sono sola. Avere il cuore spezzato alla mia età è qualcosa che a che fare con la tenerezza. Sono libera e liberata”: la rinascita di Elisa in “Kintsugi… e sono la mia opera”

16 October 2026 at 08:53

Ci sono dischi che si ascoltano e dischi che, a un certo punto, chiedono di essere guardati. Per Elisa, “Kintsugi” è entrato nella seconda categoria prima ancora di uscire. Accanto all’album, in arrivo il 27 novembre, nasce infatti un mediometraggio che porta lo stesso titolo e un sottotitolo che suona come una dichiarazione d’intenti: “Kintsugi… e sono la mia opera”.

Il film, diretto da Ludovico Boccianti, sarà presentato venerdì 23 ottobre alle 18.30 al Teatro Olimpico Acea, nella sezione Special Screenings della 21esima Festa del Cinema di Roma. Intanto sono online le prime immagini ufficiali, con il trailer.

Chi si aspetta il classico dietro le quinte, il “making of” con il musicista in studio e la tazza di caffè, resterà spiazzato. Il mediometraggio è nato in parallelo alla lavorazione dell’album e ne è, più che il contorno, un prolungamento. Elisa è protagonista e voce narrante, e guida lo spettatore in un viaggio introspettivo che alterna realtà e dimensione onirica. Spazi teatrali, paesaggi interiori, luoghi dell’anima: ogni canzone funziona come una soglia da attraversare, un passaggio verso una parte di sé diversa dalla precedente.

Le parole della cantautrice risuonano sincere e immediate, specie dopo aver ufficializzato la separazione dal musicista Andrea Rigonat dopo 18 anni insieme e due figli: Emma Cecile (nata nel 2009) e Sebastian (nato nel 2013).

“Questo posto dove sono ora mi ha scrutato dentro. – dice Elisa nel trailer – Mi ha messa davanti a una verità emersa lentamente tra il mondo ondoso. Giorno dopo giorno, che sono sola”.

E ancora: “Avere il cuore spezzato alla mia età è qualcosa che ha cose a che fare con la tenerezza. E questi lacrimoni grossi, da bambino, che mirigano le guance, che scendono da soli come cerbiati dalla montagna, io li accolgo nel mio cuore e ne sento il calore”.

Infine ha detto: “Penso all’anima, l’unica che può ribellarsi, l’unica in grado di generare amore e arte. Sono in uno stato totalmente rivoluzionario che è il mio cuore. Sono libera e liberata e sono la mia opera”.

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X Factor 2026, ecco i dodici concorrenti delle fase Live. Giorgia si gioca, a sorpresa, il doppio X Pass per ripescare due concorrenti scartati dai giudici

16 October 2026 at 05:00

Il dado è tratto. Ieri, 15 ottobre, alle Last Call di X Factor 2026 su Sky Uno e in streaming su Now, alle Last Call è entrato in gioco il meccanismo delle tre sedie. Francesco Gabbani, Irama, Jake La Furia e Paola Iezzi hanno avuto a disposizione tre sedie da riempire liberamente con i concorrenti della propria squadra che si sono esibiti uno dopo l’altro.

Una volta occupate tutte e tre le sedute, lo studio si è colorato di rosso e sono partiti gli switch, a causa dei quali per ogni esibizione ritenuta soddisfacente qualche cantante è stato obbligato ad alzarsi e a lasciare il posto.

La diretta delle fasi Live di X Factor 2026 prenderà il via dal Teatro Repower di Assago (Milano) giovedì 22 ottobre in prima serata. Giorgia avrà a disposizione due X Pass: potrà ripescare due concorrenti eliminati, che saranno poi giudicati dal pubblico a casa, e solo uno dei due passerà.

In gara dunque ci sono dodici artisti in totale, tre per ogni squadra.

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“A volte capita di essere buttati nella vita, di trovarci responsabilità non previste. È questo il bello”: Angelina Mango e quella canzone che non vedrà mai il podio di Sanremo 2027

15 October 2026 at 15:00

Al primo ascolto si pensa: ‘perché questa canzone non è un gara al Festival di Sanremo 2027?’. Era da podio. Angelina Mango, grazie anche alla produzione di Michelangelo, ha sfornato il suo brano più bello: “Vita da adulti”.

“Devo ancora accendere le luci e poi capire come funziona, come fare a non perdersi, come fare piacersi come fare, distinguersi”. Inizia così schietta e sincera la cantautrice che è tornata a piccoli passi sulla scena musicale – dopo una pausa per curare la salute mentale – già con l’album “caramé”, a ottobre 2025. Poi il tour. Questo inedito invece rappresenta un altro percorso tutto nuovo.

Tra i versi citati c’è la descrizione di uno stato d’animo nuovo: “Accendere le luci e poi capire che cosa dici quando provi a amarmi quando prendi e mi parli prima di addormentarti, mettere cornice attorno ai miei disegni appendere sti quadri in cerca di attenzioni che aspettano per terra (…) ma che vita è che mi rende una donna che mi prende e mi ingoia e mi lascia sospesa dentro casa nuova mi commuove ogni cosa il basilico muore ogni volta forse mi piace la vita da adulti“.

L’artista stessa ha confermato al Tg1 il senso del brano: “Il momento in cui ho capito di essere adulta per la prima volta forse è stato quando ho deciso di essere un po’ bambina. Con adulto non intendo una crescita è quando una persona si riesce a centrare su se stessa, riesce a capire quali sono le sue esigenze. Sicuramente in ‘Vita ad adulti’ ci sono entrambe le cose. C’è sia la parte più istintiva che quella un po’ più riflessiva”.

Per poi concludere: “A volte ci capita di essere buttati nella vita, di trovarci con addosso delle responsabilità che magari non ci aspettavamo arrivassero così presto e invece arrivano. Secondo me questo è proprio il bello della vita. Io amo questa cosa, abbiamo voluto parlarne con questo brano”.

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Il “caso Julio Iglesias” non è chiuso: la procura spagnola cambia criterio e riapre la partita sulle accuse di abusi sessuali. Il cantante continua a negare tutto

15 October 2026 at 14:47

La Procura spagnola ha modificato la propria posizione, riconoscendo ora la competenza del tribunale dell’Audiencia Nacional ad indagare sulla denuncia presentata contro Julio Iglesias. Il celebre cantante è accusato di presunte molestie e aggressioni sessuali ai danni di due ex dipendenti, episodi che si sarebbero verificati nelle sue residenze situate nella Repubblica Dominicana e alle Bahamas. La notizia è stata riportata dal quotidiano online elDiario.es e dall’agenzia di stampa Efe, entrambi in base a fonti interne alla Procura. La decisione finale sull’apertura di un’indagine formale spetterà ora al giudice istruttore del tribunale competente.

Il caso nasce da un’inchiesta di elDiario.es e Univision Noticias, durata tre anni, che ha raccolto le testimonianze di un’ex collaboratrice domestica e di una fisioterapista, che hanno accusato la celebre pop star spagnola di presunti abusi sessuali, di tratta ai fini di sfruttamento e violazione dei diritti dei lavoratori per fatti che risalgono al 2021, quando Iglesias aveva 78 anni.

Le due donne, rappresentate dall’organizzazione internazionale per i diritti umani Women’s Link, identificate con i nomi fittizi di Rebeca e Laura, avevano presentato alla Procura dell’Audiencia Nacional spagnola una denuncia il 4 gennaio 2026, in cui raccontavano presunte aggressioni sessuali e abusi sul lavoro. Azioni configurabili come “reato di tratta di esseri umani finalizzata al lavoro forzato e alla servitù”, e reati “contro la libertà e l’integrità sessuale, come le molestie sessuali”.

Iglesias ha sempre negato le accuse e la sua difesa ha chiesto l’archiviazione, ottenuta nello stesso gennaio scorso per “carenza di giurisdizione” e non competenza dei tribunali spagnoli, indicata dalla procura generale, poiché non erano stati riscontrati vincoli territoriali né personali delle denuncianti con la Spagna, necessati perché la giustizia spagnola potesse indagare.

La procura si è ora espressa in merito a una seconda querela presentata dalle due presunte vittime ai primi di settembre presso la Sezione istruttoria dell’Audiencia Nacional. Il documento include anche il presunto reato di “trattamento degradante”, configurabile come violazione dei diritti umani, che — secondo l’organizzazione Women’s Link — potrebbe attribuire ai tribunali spagnoli la giurisdizione e la competenza necessarie per avviare le indagini sul caso. In questo senso, la procura avrebbe trasmesso una relazione favorevole al magistrato dell’Audiencia Nacional, al quale spetterà ora la decisione definitiva sull’apertura di un’istruttoria.

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