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Flat tax a 100mila euro e ipotesi Iva dagli 85mila, cosa può cambiare con la Manovra 2027

20 October 2026 at 10:04

La flat tax per autonomi e ditte individuali potrebbe arrivare fino a 100mila euro, ma con una precisazione: l’obbligo di applicare l’Iva a partire da 85mila euro.

È una delle ipotesi allo studio in vista della legge di Bilancio 2027 che deve ancora arrivare in Consiglio dei ministri.

Flat tax fino a 100mila euro, come funziona l’ipotesi

L’obiettivo è conciliare l’aumento del limite del regime forfettario, sostenuto con forza dalla Lega, con la direttiva europea che fissa a 85mila euro la soglia di riferimento per le agevolazioni Iva.

Oggi il regime forfettario prevede una soglia ordinaria di 85mila euro di ricavi o compensi. Chi rispetta i requisiti può beneficiare di un’imposta sostitutiva del 15%, che scende al 5% per le nuove attività nei casi previsti dalla normativa. Il sistema consente inoltre di determinare il reddito imponibile applicando ai ricavi o compensi un coefficiente di redditività legato al codice Ateco dell’attività.

In questo modo, i costi non vengono dedotti analiticamente uno per uno, come avviene nel regime ordinario, ma sono riconosciuti in misura forfettaria. Uno dei vantaggi riguarda anche l’Iva. Chi opera nel regime forfettario, infatti, normalmente non la applica in fattura e non è tenuto ai relativi adempimenti ordinari, come i versamenti periodici, la dichiarazione annuale e le comunicazioni delle liquidazioni periodiche.

Con l’ipotesi allo studio, il tetto dei ricavi o compensi potrebbe salire a 100mila euro senza estendere fino a quella cifra tutte le agevolazioni oggi collegate al regime. Il contribuente continuerebbe a pagare l’imposta sostitutiva sui redditi, ma sarebbe tenuto ad applicare l’Iva sulle operazioni a partire dalla soglia di 85mila euro, con i relativi adempimenti. La flat tax e il trattamento agevolato ai fini dell’Iva verrebbero quindi separati.

Per chi lavora prevalentemente con altre imprese, l’Iva potrebbe risultare sostanzialmente neutrale per il cliente, quando detraibile secondo le regole applicabili. Diverso il caso di un professionista che fattura a persone fisiche che potrebbe trovarsi a dover scegliere tra aumentare il prezzo finale del 22% e assorbire il costo dell’imposta riducendo il proprio margine.

Cosa cambia con la flat tax

In sintesi, se passa la riforma:

  • fino a 85mila euro si resta nel regime forfettario con le agevolazioni previste e senza applicazione dell’Iva in fattura;
  • oltre 85mila e fino a 100mila euro si resta nel regime forfettario fino alla fine del periodo d’imposta e si passa al regime ordinario dall’anno successivo;
  • oltre 100mila euro si esce immediatamente dal regime agevolato con applicazione dell’Iva secondo le regole previste.

Tirando le somme: la fascia compresa tra 85mila e 100mila euro diventerebbe una fascia nella quale continuare a beneficiare della tassazione agevolata sui redditi applicando, però, l’Iva.

Verso il Cdm di fine ottobre

Quanto detto però, in vista della Manovra 2027, dovrà affrontare quel bagno di realtà chiamato “coperture”. Entro la fine di ottobre il nodo dovrebbe essere sciolto. E mentre il Governo ragiona, c’è una scadenza importantissima in avvicinamento: alla fine del 2026 scade l’innalzamento da 30mila a 35mila euro della soglia di reddito da lavoro dipendente o pensione che consente di accedere al regime forfettario quando si svolge anche un’attività con partita Iva. Se non verrà prorogato, il limite tornerà a 30mila euro, restringendo le possibilità per chi vuole affiancare un secondo lavoro allo stipendio o alla pensione.

Un nuovo bonus per i lavoratori dipendenti under 35, come funzionerebbe la flat tax giovani

15 October 2026 at 06:00

Tra le misure allo studio del governo guidato da Giorgia Meloni, già al lavoro sulla manovra 2027, c’è un nuovo bonus per i lavoratori dipendenti, una flat tax sugli aumenti di stipendio riconosciuti agli under 35. L’agevolazione è stata pensata per alleggerire il peso delle imposte sui redditi e rendere più conveniente la crescita professionale delle nuove generazioni, favorendo al tempo stesso il potere d’acquisto delle famiglie.

Come funzionerebbe il bonus per i lavoratori dipendenti under 35

La flat tax giovani si inserisce in un quadro più ampio di interventi fiscali che l’esecutivo sta valutando per il 2027. L’intervento prevede un’aliquota ridotta al 5% applicata esclusivamente agli aumenti di stipendio, permettendo così al lavoratore di trattenere una quota di retribuzione netta più alta rispetto a quella che otterrebbe applicando l’Irpef ordinaria.

La proposta è stata anticipata dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha indicato un possibile costo di circa 350 milioni di euro. Trattandosi di misura ancora allo studio, dovrà essere definita nei dettagli per trovare spazio nella prossima manovra finanziaria. Quello che sappiamo ad oggi, però, è che il meccanismo si differenzierebbe da un bonus erogato direttamente in busta paga o da un contributo economico riconosciuto una tantum.

Esempio di calcolo

Per comprendere il meccanismo, ipotizziamo un incremento di stipendio pari a 1.000 euro lordi annui interamente ammesso alla tassazione agevolata. Applicando un’imposta sostitutiva del 5%, a prescindere dal reddito del lavoratore, il prelievo sarebbe pari a 50 euro e resterebbero 950 euro dopo l’applicazione dell’imposta, prima di considerare eventuali contributi previdenziali e gli altri elementi che incidono sul netto.

Al contrario, considerando che l’Irpef si basa su un sistema progressivo, l’imposta da pagare sugli aumenti aumenterebbe con l’aumentare del reddito del lavoratore e, di conseguenza, anche il netto spettante varierebbe. Nel dettaglio, considerando le varie fasce reddituali:

  • per i redditi fino a 28.000 euro, soggetti all’aliquota del 23%, la tassazione ordinaria sull’aumento è pari a 230 euro, per un netto di 770 euro. Con la flat tax, che prevede un’imposta di 50 euro, il risparmio è di 180 euro;
  • per i redditi compresi tra 28.001 e 50.000 euro, soggetti all’aliquota del 33%, l’imposta ordinaria sull’aumento sale a 330 euro, lasciando un netto di 670 euro. In questo caso il vantaggio della flat tax raggiunge i 280 euro;
  • per i redditi superiori a 50.000 euro, soggetti all’aliquota del 43%, il prelievo ordinario è di 430 euro e il netto scende a 570 euro. Qui il risparmio garantito dalla flat tax è il più alto, pari a 380 euro.

In ogni caso, una riduzione dell’imposta sul reddito – qualora dovesse ottenere l’approvazione del Parlamento ed essere inserita nella legge di bilancio 2027 – comunque non comporterebbe automaticamente una riduzione dei contributi previdenziali dovuti. Se la disciplina non prevedesse deroghe specifiche, infatti, questi continueranno a essere calcolati secondo le regole ordinarie.

Quali aumenti di stipendio potrebbero beneficiare della nuova agevolazione

Uno dei principali nodi da sciogliere riguarda la tipologia di aumento retributivo che potrebbe beneficiare della flat tax giovani. L’ipotesi annunciata dal ministro dell’Economia si riferisce agli aumenti di stipendio in generale, ma non è ancora disponibile una disciplina definitiva che individui tutte le voci interessate.

Resta da chiarire se la misura riguarderà esclusivamente gli incrementi derivanti dai rinnovi dei contratti collettivi, gli aumenti individuali concordati con il datore di lavoro (per esempio in seguito a una promozione, all’assunzione di nuove responsabilità o a una progressione professionale) oppure anche altre forme di incremento della retribuzione.

Queste forme di retribuzione hanno caratteristiche differenti e potrebbero essere disciplinate da regole specifiche. Non è quindi possibile presumere che tutte siano automaticamente comprese nella flat tax giovani o che le diverse agevolazioni siano cumulabili.

Manovra fra cedolare secca al 5%, Irpef fino a 60mila euro e flat tax: tutte le ipotesi

13 October 2026 at 08:00

Che Manovra sarà dipenderà in larga parte dal braccio di ferro fra Italia e Unione europea. Ne ha dato conferma il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, secondo il quale il testo definitivo della Legge di Bilancio 2027 potrà essere delineato solo dopo la fine delle procedure europee relative alla clausola di salvaguardia e alle richieste di flessibilità sui conti pubblici.

Il Governo sconta anche la mancata uscita dalla procedura d’infrazione Ue per il deficit rimasto sopra il 3%. Oggi l’Italia ha sforato per appena un decimale (0,1%). Nel frattempo, però, emergono i primi orientamenti in merito alle misure considerate dal Governo.

Cedolare secca al 5%

Il Governo punta a dare una prima risposta all’emergenza casa con una cedolare secca al 5% per gli affitti lunghi e a canone concordato.

Per gli affitti lunghi, attualmente l’aliquota ordinaria della cedolare secca è al 21%. Che cala al 10% per i contratti a canone concordato nel rispetto dei requisiti di legge. Una eventuale aliquota agevolata al 5% potrebbe rappresentare una agevolazione contro il caro casa, soprattutto in quei comuni in cui l’emergenza abitativa è particolarmente forte.

Si ricorda che il canone concordato non conviene solo all’inquilino: i proprietari possono beneficiare di sconti sull’Irpef e sulle imposte.

Lavoro per i giovani

C’è poi il capitolo giovani: Giorgetti ha annunciato già da tempo l’idea di una flat tax al 5% sugli aumenti di stipendio per i lavoratori dipendenti fino a 35 anni.

La misura dovrebbe costare attorno ai 350 milioni di euro. Ma il ministro ha invocato anche “la collaborazione dei datori di lavoro”.

E poi dovrebbe essere replicata la flat tax sui rinnovi contrattuali, sul lavoro notturno e festivo e sui premi di produttività.

Ma l’universo “flat tax” riguarda anche un’altra categoria: le partite Iva. Attualmente la soglia è stata portata da 65.000 euro a 85.000 euro. Ora il Governo starebbe puntando a quota 100.000 euro. Ma serve aprire un tavolo con l’Ue, dal momento che per farlo sarebbe necessario andare a ritoccare anche la normativa sull’Iva. A spingere forte su questo punto è in particolare la Lega.

Irpef

C’è poi il capitolo Irpef, con una carezza rivolta al ceto medio. L’ipotesi è quella di estendere l’aliquota Irpef al 33% fino ai 60.000 euro lordi l’anno. Ora il limite è fissato a 50.000 euro. Una misura del genere costerebbe sui 2,6 miliardi.

Nell’ultimo intervento, l’aliquota Irpef scese dal 35% al 33% sui redditi compresi tra 28.000 euro e 50.000 euro.

Bollo auto

“Bollo ciao!”, ha cantato la premier Giorgia Meloni alla kermesse Fenix 2026. Nell’anno in corso il bollo auto è stato tolto a tutte le moto e ai veicoli di bassa cilindrata. Si tratta, però, di una misura relativa solo all’anno 2027, costata 2,3 miliardi da fondi Pnrr.

Energia e difesa

Lo scostamento di Bilancio di 28,8 miliardi di euro per le spese destinate a energia e difesa, previste dalla clausola di salvaguardia, è stato approvato dal Consiglio dei ministri lo scorso 2 ottobre. Ci sarà un nuovo voto in Parlamento, nella giornata del 13 ottobre, per dare l’ok all’extradeficit.

Per l’energia viene prevista una spesa di 7,2 miliardi l’anno per il biennio 2027-2028. Prevista un’identica cifra per la difesa e la sicurezza.

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