❌

Normal view

Master manageriali, l’Italia nella top 5: Escp Torino quinta al mondo

12 October 2026 at 10:15

Il Financial Times ha pubblicato la classifica annuale dedicata agli Executive Master in Business Administration (Emba). In questo scenario la formazione manageriale italiana si è particolarmente distinta, con la sede torinese della Escp Business School che ha conquistato il quinto posto assoluto.

La top five globale rappresenta un risultato di rilievo per chi valuta un investimento importante sulla propria carriera, che vede il nostro Paese presente con 3 programmi tra i 100 migliori al mondo. Vediamo chi guida la graduatoria.

La classifica del Financial Times

Il quotidiano britannico pubblica questa graduatoria dei migliori master post-laurea in economia e gestione d’azienda ogni anno. Parliamo degli Executive Mba, rivolti a chi ha già esperienza professionale.

In vetta alla classifica si piazza l’Emba Kellogg-HKUST, nato dalla collaborazione tra l’americana Kellogg School of Management e l’asiatica HKUST Business School. Tra i 100 programmi migliori al mondo compaiono tre proposte italiane, a conferma della competitività di alcune business school del nostro Paese su scala internazionale.

Escp Torino, quinta al mondo

L’Italia è trainata dall’Executive Mba della Escp Business School. È un’istituzione fondata a Parigi ma ormai diffusa su scala internazionale con 7 campus, tra i quali spicca quello di Torino. Il programma si è aggiudicato il quinto posto nel mondo, risultando primo tra gli italiani e terzo tra gli europei.

Ha inoltre conquistato la medaglia d’argento per esperienza internazionale, con una quota di partecipanti e docenti stranieri superiore al 90%. Ecco le parole di Alberta Di Giuli, Dean di Escp Torino:

Sono particolarmente orgogliosa del contributo che il team e la faculty del Campus di Torino apportano a questo risultato. (…) La nostra è un’offerta formativa rigorosa, aggiornata e capace di generare valore concreto per i partecipanti.

Bocconi e Politecnico

Le altre due italiane richiedono di scorrere un po’ di più la classifica. L’Emba della Sda Bocconi School of Management si colloca al quarantesimo posto. Un salto indietro di 15 posizioni rispetto al 2025.

Più indietro c’è la Polimi School of Management del Politecnico di Milano, all’ottantanovesimo posto. Anche in questo caso si registra un peggioramento, considerando il 77esimo gradino precedente.

I criteri della graduatoria

Per stilare questa particolare classifica, il Financial Times non guarda a un singolo parametro, ma combina più criteri per misurare il valore reale di un Executive Mba. Tra gli elementi considerati ci sono:

  • lo stipendio attuale degli ex studenti;
  • i progressi compiuti dagli ex studenti nella loro carriera dopo il diploma;
  • componente internazionale dei corsi (apertura verso docenti, studenti ed esperienze all’estero).

Di fatto si va a premiare la qualità della didattica ma anche l’impatto concreto del percorso sul reddito e la crescita professionale.

Spariti 500mila euro dall’ufficio postale, il caso delle firme false: come recuperare i soldi sottratti

12 October 2026 at 05:00

Il caso di Rovetta fa decisamente riflettere sulla sicurezza dei propri risparmi. Nel piccolo comune del Bergamasco, infatti, sono emersi degli ammanchi considerevoli presso l’ufficio postale. Sono spariti 500mila euro e sotto indagine è finita un’ex direttrice.

Un caso di cronaca che ha gettato tanti in allarme e che spinge a ragionare su che tipo di protezione si abbia in casi di frodi del genere. E quando poi ti ritrovi invischiato tuo malgrado in tutto ciò, come puoi recuperare i soldi che qualcuno ha prelevato dal conto a tua insaputa?

Il caso delle Poste di Rovetta

Secondo quanto ricostruito, l’ex direttrice dell’ufficio postale è indagata per aver sottratto nel tempo circa 500mila euro. La donna, 40enne, è stata licenziata a settembre e respinge con forza ogni accusa. Le vittime sono svariate e tra loro anche una coppia di 84enni. A loro sarebbero stati sottratti complessivamente 148mila euro. Oltre 150 prelievi da 600 euro dal conto del marito e una ventina di operazioni, da 1.000 a 7.000 euro, da quello della moglie, con firme false sui documenti e timbri contraffatti.

Il raggiro è emerso quando la coppia ha tentato di prelevare 10mila euro per dei lavori in casa, scoprendo gli ammanchi e presentando denuncia. Poste Italiane, che si considera parte lesa, si è impegnata al rimborso integrale.

Come recuperare i soldi sottratti

Se si scoprono delle operazioni non autorizzate, la tempestività d’azione è fondamentale. Il primo passo è sporgere denuncia ai carabinieri o alla Polizia Postale. Al tempo stesso, però, si deve presentare un reclamo scritto all’istituto in questione (conservando ogni documentazione utile).

In linea generale, per le operazioni non autorizzate l’intermediario è tenuto a rimborsare il cliente, a patto che questi possa dimostrare dolo o colpa grave. Nel caso in cui il reclamo non riceva una risposta soddisfacente, però, ci si può rivolgere all’Arbitro Bancario Finanziario. Questo è uno strumento gratuito per la risoluzione delle controversie. Un passo chiave prima di procedere per vie giudiziarie (costose). Nel caso di Rovetta tutto ciò non è stato necessario, perché, come detto, Poste ha già annunciato il rimborso completo.

Cosa dice la legge

Che diritti abbiamo in casi del genere? Qualcuno ha fatto sparire dei soldi sul nostro conto ed è importante conoscere la propria posizione legale. Chi subisce dei prelievi con firme falsificate ha dalla sua un principio importante.

Se si parla di un’operazione contestata, infatti, è l’intermediario ad avere l’onere di provare che sia stata realmente autorizzata dal cliente. La vittima può costituirsi parte civile nel processo, così da ottenere il risarcimento del danno in casi come appropriazione indebita e falso documentale.

Diritti a parte, resta validissimo il consiglio di contestare le operazioni appena ci si accorge dell’anomalia. Nei casi più complessi, inoltre, sarebbe il caso di valutare fin da subito l’intervento di un legale o di un’associazione dei consumatori.

I segnali per accorgersi della truffa

Non c’è un manuale da seguire. Detto ciò, la prima difesa è il controllo costante delle proprie finanze. È sempre utile verificare di frequente l’estratto conto, il libretto e la lista dei movimenti. Non sarebbe una brutta idea inoltre attivare degli alert via SMS o app che segnalino ogni operazione in tempo reale.

I campanelli d’allarme tipici sono proprio quelli emersi nel caso delle Poste di Rovetta:

  • piccoli prelievi ripetuti, pensati per non dare nell’occhio;
  • operazioni mai autorizzate;
  • attacco ai conti di persone anziane, spesso meno avvezze all’uso di app bancarie o postali.

Inps, aggiornato il Portale della famiglia: come trovare gli asili nido e tutti i bonus

11 October 2026 at 15:42

L’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, in collaborazione con il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio, ha lanciato la nuova versione aggiornata e potenziata del Portale della Famiglia e della Genitorialità. Lo strumento digitale nasce con l’obiettivo di accentrare in un unico punto d’accesso tutti gli interventi a sostegno dei nuclei familiari, dalla fase della nascita fino alla crescita e allo studio dei figli.

Il restyling della piattaforma non si limita a raccogliere le domande di sussidi e bonus, ma integra mappe interattive, geolocalizzazione dei servizi sul territorio e accesso diretto agli osservatori statistici dell’Istituto.

Quali sono i servizi che si possono trovare sul Portale

Tra le novità principali del portale figura la sezione Servizi vicino a me. Attraverso un sistema di geolocalizzazione integrato, i genitori possono individuare in tempo reale gli asili nido e le strutture educative autorizzate per i bambini da zero a tre anni presenti nella propria zona. I dati vengono aggiornati costantemente tramite il canale digitale Agenda asili nido in raccordo con gli enti locali.

A questo si affianca la nuova Mappa nazionale dei Centri per la famiglia, realizzata dal Dipartimento per le politiche della famiglia. La mappa interattiva consente di rintracciare le strutture attive a livello provinciale, regionale e nazionale, facilitando il contatto diretto con i servizi di orientamento, consulenza e supporto alla genitorialità.

Welfare e dati statistici sui bonus trasparenti

Il portale integra inoltre la sezione Bambina/o in crescita, che collega direttamente gli utenti all’area delle prestazioni creditizie e sociali dell’Inps. In questo spazio è possibile consultare i bandi di welfare attivi dedicati agli iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie, alla Gestione assistenza magistrale e alla Gestione postelegrafonici.

Spazio anche alla trasparenza e al monitoraggio dei dati con la pubblicazione degli Osservatori statistici. La sezione permette di consultare i report periodici su:

  • Assegno unico e universale (con dati navigabili e appendice statistica mensile);
  • Bonus asilo nido, Bonus nuovi nati e Bonus mamma;
  • congedi di maternità, paternità e congedi parentali;
  • assegni familiari e tutele per il sostegno alla disabilità grave.

Un unico punto d’accesso per 40 servizi previdenziali

Come evidenziato dalla Direzione centrale Inclusione e sostegno alla Famiglia dell’Inps, il nuovo hub digitale raccoglie in uno spazio unico circa 40 servizi previdenziali e assistenziali dell’Istituto, fornendo al contempo oltre 300 collegamenti diretti alle prestazioni erogate da altre Amministrazioni pubbliche.

Il Portale della Famiglia e della Genitorialità è già operativo e consultabile direttamente dal sito ufficiale dell’Inps nella sezione dedicata ai servizi al cittadino.

Riscaldamenti 2026, si accendono i termosifoni ma molti Comuni rinviano le date

11 October 2026 at 09:23

L’inverno 2026-2027 sarà più mite. Secondo gli esperti le temperature saranno più alte rispetto alla media stagionale e per questo il calendario dell’accensione dei riscaldamenti sta subendo diverse modifiche. Per quanto riguarda quello ufficiale, deciso per le sei zone nelle quali l’Italia è suddivisa dal decreto del 1993, Comuni e Regioni possono applicare delle modifiche. È quello che sta accadendo soprattutto al Nord, la prima zona che dovrà accendere i riscaldamenti secondo il calendario nazionale.

Non ci sono però soltanto le condizioni meteo più miti a dettare le disposizioni, ma anche gli obiettivi di sostenibilità ambientale e soprattutto la riduzione dell’inquinamento atmosferico in città, con particolare attenzione alla diminuzione delle polveri sottili PM10 responsabili dell’insorgere di malattie gravi. È così che Monza, Bergamo, Pavia e diverse altre città hanno deciso di intervenire sul calendario dell’accensione dei riscaldamenti con slittamenti, anticipazioni o conferme.

Quando si possono accendere i termosifoni

Per l’inverno 2026-2027 l’accensione dei termosifoni è, come negli anni precedenti, stabilita in base a un calendario nazionale. Non c’è una risposta univoca per tutti: dipende dall’area nella quale il proprio Comune è stato inserito dopo la suddivisione delle zone climatiche. Ci sono Comuni che possono accendere i riscaldamenti prima, quelli che dovranno attendere ancora diverso tempo e poi ci sono Comuni che non hanno limiti stagionali.

La prima data per molti Comuni sarà il 15 ottobre. Si tratta dei Comuni che appartengono alla zona climatica E, la maggior parte dei quali si trova in un’ampia area del Nord Italia. Le località di questa zona climatica accendono il riscaldamento il 15 ottobre e lo spengono il 15 aprile, con un tetto massimo di 14 ore al giorno.

Accensione 15 ottobre: quali città

La prima data del calendario delle zone climatiche per l’accensione dei riscaldamenti è il 15 ottobre. Possono iniziare a riscaldare le abitazioni, quindi, i Comuni nella zona climatica E, quella più a Nord.

Rientrano tra questi città come:

  • Milano;
  • Torino;
  • Bologna;
  • Venezia;
  • Verona;
  • Brescia;
  • Bergamo;
  • Trieste.

Ma quest’anno ci sono diverse novità. Non tutte le città nella zona E hanno deciso di rispettare il calendario.

Modifiche al calendario delle accensioni

Entrando nel dettaglio di alcune città, scopriamo che Monza ha disposto uno slittamento di una settimana rispetto all’accensione del 15 ottobre. Quindi l’accensione ufficiale sarà il 22 ottobre. La decisione è stata presa dal sindaco Paolo Pilotto, che ha stabilito anche i limiti previsti per le temperature interne: abitazioni ed edifici privati con tetto massimo a 19°, per le attività industriali e artigianali limite a 18°.

L’ordinanza esplicita chiaramente che la decisione è stata presa tenendo conto delle previsioni elaborate da ARPA Lombardia, che mostrano temperature medie superiori alla media stagionale, ma anche per contenere le emissioni inquinanti nell’aria e ridurre i consumi energetici in città.

Stesse motivazioni per Bologna, Modena e Reggio Emilia che hanno concordato un rinvio fino al 1° novembre. Bergamo, invece, ha deciso di posticipare l’avvio dell’accensione dei riscaldamenti di sette giorni, anche questo per allinearsi alle politiche di contenimento delle emissioni.

Como, Lecco e Pavia potrebbero confermare la data del 15 ottobre, ma si attendono le ordinanze specifiche. Mantova ha scelto di attendere, ma è propensa a far slittare la data in base al monitoraggio in tempo reale dei bollettini meteo.

Poi ci sono situazioni speciali, come a Cremona, dove si sta valutando l’accensione posticipata degli impianti, ma forse nelle scuole avverrà comunque prima; questo perché, a causa del nubifragio dello scorso 28 agosto, in molti casi non ci sono le finestre ma dei pannelli.

❌