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Asta dei Btp, 7 miliardi collocati sul mercato: rendimenti fino al 4,84%

By: matrun
13 October 2026 at 15:00

Si è conclusa la collocazione dei Btp all’asta per i titoli a medio e lungo termine. I rendimenti sono stati valutati in forte aumento a causa del basso prezzo di vendita in particolare dei titoli a 15 anni. Questi ultimi, che già partivano da una cedola del 3,95%, hanno toccato rendite del 4,84% lordo, superando il 4% netto.

Anche gli altri due prodotti, un Btp a 3 anni e un altro a 7 anni, hanno raggiunto rendimenti notevoli, rispettivamente del 3,69% e del 4,24%. Si tratta di risultati relativamente prevedibili, visto che si trattava di tranche avanzate di prodotti già sul mercato da settimane.

Come è andata l’asta dei Btp del 13 ottobre

Il Tesoro è riuscito a piazzare tutti e 7 i miliardi di euro in Btp previsti per l’asta del 13 ottobre. L’importo è stato diviso come previsto in:

  • 2,5 miliardi di euro del Btp 3% 3 anni scadenza 15 settembre 2029;
  • 3 miliardi di euro del Btp 3,35% 7 anni scadenza 15 settembre 2033;
  • 1,5 miliardi di euro del Btp 3,95% 15 anni scadenza primo ottobre 2041.

Anche i rapporti di copertura sono stati buoni, tutti superiori all’1,50. I rendimenti però si sono adeguati alle ultime dinamiche di mercato, che non sono state particolarmente favorevoli al Tesoro.

I rendimenti dei Btp sono aumentati molto

L’aumento dei rendimenti è stato molto significativo in tutti i prodotti e mai inferiore a 26 punti base:

  • il Btp 3% 3 anni scadenza 15 settembre 2029 ha avuto un rendimento del 3,69%, 27 punti base sopra l’ultima tranche;
  • il Btp 3,35% 7 anni scadenza 15 settembre 2033 ha avuto un rendimento del 4,24%, 26 punti base sopra l’ultima tranche;
  • il Btp 3,95% 15 anni scadenza primo ottobre 2041 ha avuto un rendimento del 4,84%, 61 punti base sopra l’ultima tranche.

Come interpretare questi risultati

I risultati erano in parte prevedibili, ma si tratta comunque di rendimenti molto alti. Tutti questi Btp erano già sul mercato e, almeno nel caso di quelli a più breve termine, i rendimenti erano simili a quelli ottenuti: 3,70% per il 3 anni e 4,12% per il 7. È il 15 anni a essere andato molto oltre le aspettative, visto che veniva scambiato al 4,58%.

Il mercato ha quindi prezzato questo prodotto in maniera molto sfavorevole, ritenendolo non competitivo con altri sul mercato. Effettivamente, in un contesto in cui i Btp a 10 anni rendono il 4,50% circa, si tratta di un titoli di Stato con una cedola relativamente bassa.

Perché i rendimenti dei Btp sono così alti

Le ragioni dietro a questi risultati sono molteplici e, a differenza che in passato, non hanno molto a che fare con i problemi del debito italiano. Anche se la situazione finanziaria del nostro Paese è un fattore di debolezza, è l’intero mercato internazionale delle obbligazioni a essere in una condizione precaria.

La base di questa crisi sono i tassi di interesse sui depositi, alti a causa dell’inflazione che viene spinta dalle guerre che compromettono il mercato dell’energia. A questo si aggiunge una tendenza di lungo periodo: i grandi fondi pensione, in diversi Paesi, non sono più obbligati ad acquistare per legge i titoli di Stato, e questo sta inondando il mercato di bond.

Infine, c’è molta competizione per il capitale disponibile. Non sono solo gli Stati a cercare prestiti, ma anche le grandi aziende, soprattutto quelle tecnologiche per finanziare l’infrastruttura necessaria per intelligenza artificiale. Nel 2026 big tech ha già emesso obbligazioni che valgono più del debito pubblico italiano.

Btp all’asta il 13 ottobre, cedole al 3,95%: i rendimenti e le scadenze

By: matrun
12 October 2026 at 05:58

Domani 13 ottobre saranno messi all’asta tre tranche di Btp, con scadenze a 3, 7 e 15 anni. Si tratta di una regolare asta dei titoli di Stato italiani, ma il momento è particolarmente favorevole per gli investitori. I rendimenti sui mercati sono infatti molto alti e quindi gli investimenti nel debito pubblico italiano sono più convenienti anche solo rispetto a prima dell’estate.

Le cedole di tutti questi prodotti sono sopra il 3%, ma i loro rendimenti raggiungono anche il 4%, se li si confronta con le altre tranche già sul mercato. Il Tesoro immetterà fino a 7 miliardi di euro di Btp sul mercato in questa occasione a seconda della domanda degli operatori. Per tutti i Btp all’asta la prenotazione da parte del pubblico avverrà entro oggi 12 ottobre, la prenotazione delle domande entro le 11 di domani, la prenotazione all’asta supplementare entro le 15:30 del 14 ottobre e il regolamento avverrà entro il 15 ottobre.

Il Btp a 3 anni con scadenza a settembre 2029

Il primo titolo, Il Btp a 3 anni con scadenza a settembre 2029, ha le seguenti caratteristiche:

  • codice Isin, IT0005716839;
  • tranche, settima;
  • emissione il 15/6/2026;
  • scadenza il 15/9/2029;
  • cedola annuale del 3%;
  • data del primo pagamento della cedola 15/3/2027;
  • importo massimo offerto 2,5 miliardi di euro più 500 milioni supplementari.

Confrontandolo con le altre tranche già sul mercato, il rendimento lordo di questo titolo potrebbe aggirarsi attorno al 3,70%, portando quello netto al 3,24%.

Il Btp a 7 anni con scadenza a settembre 2033

Il Btp a 7 anni, con una scadenza quindi un po’ più lunga, punta a investitori che cercano strumenti per il medio termine. Le sue caratteristiche sono:

  • codice Isin, IT0005722845;
  • tranche, quinta;
  • emissione il 15/7/2026;
  • scadenza il 15/9/2033;
  • cedola annuale del 3,35%;
  • data del primo pagamento della cedola 15/3/2027;
  • importo massimo offerto 3 miliardi di euro più 600 milioni supplementari.

Anche in questo caso si possono paragonare i rendimenti della tranche già sul mercato, deducendo che il rendimento potrebbe avvicinarsi al 4% lordo, cioè il 3,6% netto.

Il Btp a 15 anni con scadenza a settembre 2041

Per il lungo termine sarà invece presentato un Btp a 15 anni con scadenza a settembre 2041. Le sue caratteristiche sono:

  • codice Isin, IT0005694630;
  • tranche, sesta;
  • emissione il 10/02/2026;
  • scadenza il 01/10/2041;
  • cedola annuale del 3,95%;
  • data del primo pagamento della cedola 01/04/2027;
  • importo massimo offerto 1,5 miliardi di euro più 300 milioni supplementari.

I rendimenti di questo Btp sono particolarmente alti sul mercato, pari al 4,58% lordo, più del 4% netto.

Come acquistare i Btp all’asta

I Btp non possono essere acquistati all’asta direttamente dai privati. Le aste sono riservate ai cosiddetti specialisti, per lo più banche e investitori istituzionali, che però possono fare da intermediario per i propri clienti.

Per chiedere alla propria banca di acquistare per sé un Btp all’asta basta avere un conto corrente e un deposito titoli presso quell’istituto. Attraverso l’home banking, si può poi fare richiesta, con importo minimo di 1.000 euro.

Btp per battere l’inflazione, tra l’asta del 13 ottobre e i Btp Valore

By: matrun
11 October 2026 at 06:00

A settembre l’inflazione in Italia ha raggiunto il 4,2%. I risparmiatori rischiano quindi di vedere i propri capitali non investiti perdere rapidamente di valore reale, a causa dell’aumento dei prezzi. In questi casi, molto spesso, gli italiani cercano rifugio nei Btp per difendere i propri risparmi attraverso le cedole.

In passato lo Stato aveva emesso titoli indicizzati all’inflazione proprio per queste evenienze. Per il 2026 non sono previste emissioni simili, ci sono però alcuni Btp tradizionali che stanno per essere immessi sul mercato con cedole relativamente alte e ci sono anche i Btp Valore, che verranno emessi nella seconda parte di ottobre. Quali titoli hanno rendimenti più alti dell’inflazione?

I Btp all’asta il 13 ottobre battono l’inflazione?

Anche se l’inflazione al momento è del 4,2%, difficilmente rimarrà così alta per tutta la durata di vita dei Btp all’asta il 13 ottobre, che va da 3 a 7 fino a 15 anni. Prendere questa misura come base potrebbe quindi essere troppo rigido come approccio per valutare i rendimenti dei Btp. In generale, se si tiene conto di un periodo abbastanza lungo di tempo, l’inflazione di un’economia sana tende verso il 2%.

Il Btp a 3 anni in scadenza a settembre 2029

Il primo titolo da prendere in considerazione è il più breve, quello a 3 anni, codice Isin IT0005716839. Ha una cedola del 3,00% ed è la settima tranche di un Btp che oggi il mercato prezza a 98,10. Il suo rendimento lordo è quindi del 3,70%, che si riduce al 3,24% se si applicano le tasse. Questo rendimento:

  • non batte l’inflazione attuale del 4,2%;
  • batte l’inflazione media del 2%.

Essendo però un titolo così a breve termine, è anche meno probabile che l’inflazione si avvicini alla media durante la sua vita rimanente. È quindi necessario considerare che l’inflazione potrebbe rimanere sufficientemente alta per un periodo di tempo abbastanza lungo da superare il rendimento del titolo di Stato.

Il Btp a 7 anni con scadenza a settembre 2033

Il Btp con codice Isin IT0005722845 scade tra 7 anni e ha un rendimento leggermente migliore del precedente. Il lordo arriva al 4,12% tra prezzo e cedola, quindi al netto tocca il 3,60%. Anche in questo caso, quindi:

  • non batte l’inflazione attuale del 4,2%;
  • batte l’inflazione media del 2%.

Dalla sua, rispetto al precedente, il Btp a 7 anni ha la durata più lunga, quindi una probabilità maggiore che l’inflazione, in media, torni nel frattempo al 2%. Questo però significa vincolare il denaro per più tempo se si vuole ottenere il risultato sperato.

Il Btp a 15 anni con scadenza a ottobre 2041

Il titolo di Stato che più può contare sull’appianamento verso il 2% dell’inflazione è il Btp a 15 anni. Tra cedola e prezzo, il suo rendimento è del 4,58% lordo, che diventa un 4,01% netto. Quindi:

  • si avvicina a battere l’inflazione attuale del 4,2%;
  • batte l’inflazione media del 2%.

Il rendimento di questo titolo è sicuramente il migliore, ma non bisogna dimenticarsi che si parla di vincolare il capitale per 15 anni, a meno di non vendere il Btp quando se ne ha bisogno, con il rischio però che il prezzo sia sceso e, di conseguenza, che il rendimento peggiori.

I Btp Valore e l’inflazione

Un’altra occasione per investire in Btp arriverà il 19 ottobre, con i Btp Valore e i Btp Valore insieme. Le cedole e i rendimenti di questi strumenti saranno comunicati solo il 16 ottobre. Avranno gli stessi rendimenti a scadenza, ma con due diverse tipologie di pagamento della cedola diverso:

  • Il Btp Valore avrà una cedola step up 2+2+1;
  • Il Btp Valore Insieme avrà un’unica cedola a scadenza.

Questi titoli hanno il vantaggio di essere dedicati agli investitori retail, ai privati, al momento dell’emissione. Questo potrebbe renderli gli strumenti giusti per difendere i risparmi privati dall’inflazione.

Quelle attività di M&A frenate dal golden power *

4 August 2026 at 08:00

Dopo l’estensione del 2020, il golden power ha ridotto le operazioni di fusione e acquisizione nei settori più innovativi dell’economia italiana. L’effetto è stato particolarmente intenso nel primo biennio, per poi attenuarsi fino a scomparire.

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