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BTP Valore o Insieme, quanto si incassa tra cedole e tasse: le simulazioni da 1.000 euro in su

22 October 2026 at 04:00

Su 10.000 euro investiti, il nuovo BTP Valore distribuisce almeno 1.776,25 euro netti di interessi in cinque anni. Il BTP Valore Insieme ne riconosce 1.946,88 tutti alla scadenza. La differenza è di circa 171 euro, ma per confrontare le due offerte bisogna considerare anche quando il denaro entra sul conto e come viene utilizzato.

Cosa sapere

Il doppio collocamento di ottobre mette davanti ai risparmiatori due modalità di investimento. Il BTP Valore paga ogni tre mesi, con cedole crescenti; il Btp Valore Insieme concentra gli interessi in un unico pagamento finale ed entrambi durano cinque anni. I calcoli si basano sui tassi minimi garantiti annunciati dal Tesoro, che alla chiusura dell’offerta potranno essere confermati o aumentati. Il collocamento è previsto dal 19 al 23 ottobre, salvo chiusura anticipata: il conto complessivo per lo Stato dipenderà dagli importi sottoscritti nei due titoli.

Quanto arriva sul conto con le cedole trimestrali

Il BTP Valore offre un tasso annuo lordo del 3,70% nei primi due anni, del 4,10% nel terzo e quarto e del 4,70% nell’ultimo. Su un investimento di 10.000 euro, ogni cedola trimestrale vale quindi 92,50 euro lordi nel primo biennio, 102,50 nel secondo e 117,50 nell’ultimo anno.

Capitale Anni 1 e 2 Anni 3 e 4 Anno 5
1.000 € 8,09 € 8,97 € 10,28 €
5.000 € 40,47 € 44,84 € 51,41 €
10.000 € 80,94 € 89,69 € 102,81 €
20.000 € 161,88 € 179,38 € 205,63 €
30.000 € 242,81 € 269,06 € 308,44 €
50.000 € 404,69 € 448,44 € 514,06 €
100.000 € 809,38 € 896,88 € 1.028,13 €

Applicando l’imposta del 12,5%, gli accrediti scendono rispettivamente a circa 80,94, 89,69 e 102,81 euro ogni tre mesi. Nell’intero quinquennio gli interessi ammontano a 2.030 euro lordi, dei quali 253,75 vengono assorbiti dalla tassazione. Al sottoscrittore restano 1.776,25 euro, oltre alla restituzione dei 10.000 euro di capitale alla scadenza.

Capitale Interessi lordi totali Imposte sugli interessi Interessi netti totali
1.000 € 203,00 € 25,38 € 177,63 €
5.000 € 1.015,00 € 126,88 € 888,13 €
10.000 € 2.030,00 € 253,75 € 1.776,25 €
20.000 € 4.060,00 € 507,50 € 3.552,50 €
30.000 € 6.090,00 € 761,25 € 5.328,75 €
50.000 € 10.150,00 € 1.268,75 € 8.881,25 €
100.000 € 20.300,00 € 2.537,50 € 17.762,50 €

Tutti gli importi netti qui riportati considerano la sola imposta sui rendimenti, senza sottrarre bollo ed eventuali costi del deposito titoli. L’aliquota agevolata del 12,5% si applica a entrambi gli strumenti.

 

Tradotto in una media mensile, il flusso netto equivale a circa 26,98 euro nei primi due anni, 29,90 nei due successivi e 34,27 nell’ultimo. Attenzione. Gli accrediti effettivi restano trimestrali e la media proposta serve a misurare quanto l’investimento può integrare il bilancio familiare.

Quanto paga la maxicedola di BTP Valore Insieme

Per BTP Valore Insieme il tasso minimo della cedola finale è del 22,25% complessivo sui cinque anni. Su 10.000 euro significa 2.225 euro lordi di interessi. Sottratti 278,13 euro circa di imposte, la remunerazione netta è di 1.946,88 euro e il pagamento finale, capitale compreso, arriva a circa 11.946,88 euro.

Capitale Maxicedola lorda Imposte sulla maxicedola Maxicedola netta Incasso finale netto, capitale compreso
1.000 € 222,50 € 27,81 € 194,69 € 1.194,69 €
5.000 € 1.112,50 € 139,06 € 973,44 € 5.973,44 €
10.000 € 2.225,00 € 278,13 € 1.946,88 € 11.946,88 €
20.000 € 4.450,00 € 556,25 € 3.893,75 € 23.893,75 €
30.000 € 6.675,00 € 834,38 € 5.840,63 € 35.840,63 €
50.000 € 11.125,00 € 1.390,63 € 9.734,38 € 59.734,38 €
100.000 € 22.250,00 € 2.781,25 € 19.468,75 € 119.468,75 €

Il 22,25% non è un rendimento annuo. Il rendimento composto equivalente è di circa il 4,10% lordo all’anno; dopo la sola imposta sugli interessi, quello calcolato sul pagamento finale è di circa il 3,62% annuo.

I circa 171 euro netti in più rispetto alla somma delle cedole del BTP Valore remunerano anche l’attesa. Chi sceglie il titolo trimestrale dispone prima degli interessi e può spenderli oppure reinvestirli. Se li lascia sul conto senza remunerazione, alla fine avrà incassato meno rispetto a Insieme; se li reinveste, il risultato dipenderà dai rendimenti ottenuti. Il Tesoro ha costruito le due offerte per assicurare lo stesso rendimento finanziario lordo a scadenza, pur con pagamenti differenti.

Capitale BTP Valore BTP Valore Insieme Maggior incasso nominale con Insieme
1.000 € 177,63 € 194,69 € 17,06 €
5.000 € 888,13 € 973,44 € 85,31 €
10.000 € 1.776,25 € 1.946,88 € 170,63 €
20.000 € 3.552,50 € 3.893,75 € 341,25 €
30.000 € 5.328,75 € 5.840,63 € 511,88 €
50.000 € 8.881,25 € 9.734,38 € 853,13 €
100.000 € 17.762,50 € 19.468,75 € 1.706,25 €

Per questa emissione non è previsto un premio fedeltà aggiuntivo. La maxicedola di Insieme rappresenta l’intera remunerazione finale prevista dal titolo.

Quanto paga lo Stato e quanto recupera con il fisco

Per ogni miliardo di euro sottoscritto nel BTP Valore, ai tassi minimi attuali, il Tesoro deve corrispondere 203 milioni di interessi lordi in cinque anni. Ipotizzando che tutti i pagamenti siano soggetti all’imposta del 12,5%, il gettito teorico è di 25,375 milioni e agli investitori arrivano 177,625 milioni netti.

Nel primo biennio ogni stacco trimestrale comporta 9,25 milioni di interessi lordi per miliardo collocato; nel secondo sale a 10,25 milioni e nell’ultimo anno a 11,75 milioni.

Per ogni miliardo sottoscritto in BTP Valore Insieme, invece, gli interessi finali sono 222,5 milioni lordi. Nella stessa ipotesi fiscale, 27,8125 milioni tornano allo Stato attraverso l’imposta e 194,6875 milioni restano ai risparmiatori. A questi si aggiunge il miliardo di capitale da rimborsare.

Sono elaborazioni sui tassi minimi annunciati, non il consuntivo del collocamento. Anche il gettito è teorico, perché quello effettivo dipenderà dal trattamento fiscale dei possessori al momento dei pagamenti.

Per l’investitore, la scelta passa soprattutto dal bisogno di liquidità. Le cedole trimestrali rendono disponibile una parte del rendimento durante i cinque anni; Insieme rinvia tutto alla scadenza. Se occorre vendere prima, entrambi sono esposti alle oscillazioni del mercato e il prezzo può essere inferiore a quello di acquisto. La concentrazione dei pagamenti alla fine rende inoltre Insieme più sensibile alle variazioni dei rendimenti di mercato, a parità delle altre condizioni.

Azioni o Bond-Btp, perché gli italiani scelgono le obbligazioni

21 October 2026 at 14:26

La possibilità di ottenere un rendimento senza aumentare troppo l’esposizione alle azioni. È questo l’equilibrio che sembra orientare verso le obbligazioni (Bond e anche Btp) gli investitori italiani. Nella prima edizione del Barometro CAWS di Colazione a Wall Street, il 42% sceglierebbe i bond se dovesse investire in una sola categoria di strumenti nei prossimi tre mesi. Le azioni raccolgono il 32% delle preferenze, mentre liquidità e strumenti monetari si fermano al 15%.

Perché in questo periodo si preferiscono Bond e Btp alle azioni?

Rendimenti più interessanti, con attenzione ai tassi

Gli investitori cercano di mantenere sostanzialmente invariata l’allocazione, mostrando al tempo stesso un maggiore interesse per i Bond rispetto alle azioni.

La scelta verso investimenti a medio-lungo termine, ovviamente, è influenzata dal contesto economico-finanziario. Il 10 settembre la Banca centrale europea ha aumentato i tre tassi ufficiali di 25 punti base, portando quello sui depositi al 2,50%, con effetto dal 16 settembre. Nella stessa decisione, la BCE ha richiamato le pressioni inflazionistiche generate dal conflitto in Medio Oriente, senza impegnarsi su un percorso prestabilito per le mosse successive.

Per chi acquista obbligazioni, il livello dei tassi ha due effetti. Rendimenti di mercato più elevati possono offrire condizioni di ingresso più interessanti. Un ulteriore rialzo può, però, far scendere il prezzo dei titoli a tasso fisso già acquistati, soprattutto di quelli con scadenze lunghe. La ricerca di rendimento richiede quindi anche una scelta sulla durata dell’investimento e sulla possibilità di mantenere il titolo fino al rimborso.

 

 

Le obbligazioni a tasso fisso consentono di conoscere in anticipo i flussi contrattuali e questa prevedibilità può essere utile a chi vuole programmare entrate e scadenze.

Quali sono i rischi per gli investimenti?

La situazione geopolitica è il rischio principale per il 27% degli intervistati. Seguono il debito pubblico elevato indicato dal 17%, l’aumento dell’inflazione dal 16%, e la recessione economica dal 15%. La fiducia sui mercati si ferma a 48 punti su 100 e la propensione al rischio a 46.

 

 

Sono preoccupazioni che trovano un riscontro reale nell’attualità economica. Secondo i dati Eurostat (pubblicati il 16 ottobre) l’inflazione nell’area euro è salita al 3,8% a settembre, dal 3,2% di agosto. L’energia ha contribuito per 1,71 punti percentuali al tasso complessivo. In Italia, l’inflazione misurata con l’indice armonizzato europeo ha raggiunto il 4,2%. Cosa significa?

Per il risparmiatore questo significa che il rendimento nominale va distinto dal risultato in termini di potere d’acquisto. Una cedola non protegge automaticamente dall’aumento dei prezzi. Contano il rendimento effettivo all’acquisto, le imposte, i costi e l’inflazione durante la vita dell’investimento.

Anche la preoccupazione per i debiti pubblici introduce una distinzione. Scegliere obbligazioni significa prestare denaro a un emittente, la cui solidità resta centrale. Titoli di Stato e bond societari possono avere rischi molto diversi, anche quando offrono cedole simili.

Dove investiranno nei prossimi 12 mesi

Se le obbligazioni raccolgono più preferenze nell’orizzonte dei tre mesi, guardando ai prossimi dodici l’attenzione sui temi azionari si concentra sulla tecnologia. L’intelligenza artificiale è il settore con le migliori prospettive per il 24,7% degli intervistati, seguita dalla cybersecurity con il 19,9%. Insieme raccolgono il 44,6% delle risposte.

 

 

Seguono energia, indicata dal 12,5%, robotica e automazione, dall’11,8%, e semiconduttori, dal 10,9%. Più distanti infrastrutture al 5%, biotech al 4,4%, difesa e aerospazio al 4,1% e fintech allo 0,9%. Il restante 5,7% sceglie altri temi.

Due intervistati su tre individuano quindi le migliori prospettive azionarie nei settori legati alla trasformazione tecnologica.

Btp Valore e Btp Valore Insieme, al via la doppia emissione: cosa sapere

19 October 2026 at 09:24

Parte oggi, lunedì 19 ottobre 2026, la doppia emissione dei Btp Valore e Btp Valore Insieme, i due titoli di Stato riservati ai piccoli risparmiatori. Il collocamento terminerà venerdì 23 ottobre alle ore 13, salvo chiusura anticipata, come comunicato dal ministero dell’Economia e delle Finanze. Per la prima volta il Tesoro propone contemporaneamente due strumenti con la stessa durata di cinque anni, ma con modalità differenti di pagamento degli interessi. Il Btp Valore prevede cedole trimestrali crescenti, mentre il nuovo Btp Valore Insieme riconosce un’unica cedola alla scadenza. L’investimento minimo è di 1.000 euro e i titoli possono essere acquistati separatamente oppure insieme, senza commissioni durante il periodo di collocamento.

Quanto rende il Btp Valore 2026 e quali sono le cedole

Il Btp Valore tradizionale prevede un rendimento crescente nel corso dei cinque anni, attraverso il meccanismo denominato step-up. Il ministero dell’Economia ha comunicato i tassi cedolari minimi garantiti per la nuova emissione:

  • 3,70% annuo per il primo e il secondo anno;
  • 4,10% annuo per il terzo e il quarto anno;
  • 4,70% annuo per il quinto anno.

Gli interessi vengono corrisposti ogni tre mesi direttamente al risparmiatore. Per un investimento iniziale di 10mila euro, ad esempio, la cedola trimestrale lorda ammonta a 92,50 euro nei primi due anni, sale a 102,50 euro nel terzo e quarto anno e raggiunge 117,50 euro nell’ultimo anno. I tassi annunciati rappresentano il livello minimo garantito. Alla chiusura del collocamento, prevista per il 23 ottobre, il Tesoro potrà confermarli oppure aumentarli in base alle condizioni di mercato.

Btp Valore Insieme, come funziona la cedola unica del 22,25%

La principale novità dell’emissione di ottobre riguarda il Btp Valore Insieme, che non prevede pagamenti periodici degli interessi. Il titolo riconosce una maxi-cedola minima del 22,25% lordo, corrisposta interamente alla scadenza dei cinque anni, insieme al rimborso del capitale investito. Su un investimento di 10mila euro, la cedola finale lorda sarebbe quindi pari a 2.225 euro. Applicando la tassazione agevolata del 12,5%, l’importo netto degli interessi sarebbe di circa 1.946,88 euro, al netto di eventuali altri costi e imposte.

La differenza principale rispetto al Btp Valore tradizionale riguarda quindi il momento in cui vengono incassati gli interessi, non la durata dell’investimento. I due strumenti sono stati strutturati per offrire rendimenti finanziariamente equivalenti all’emissione.

Come acquistare i Btp Valore dal 19 al 23 ottobre

I due titoli possono essere sottoscritti attraverso i canali bancari e postali abilitati. Chi dispone di un conto corrente con servizio di trading online può effettuare l’acquisto direttamente tramite home banking. In alternativa, è possibile rivolgersi alla propria banca oppure a un ufficio postale, purché si disponga anche di un conto deposito titoli.

Durante il collocamento, il prezzo di acquisto è fissato alla pari, cioè al 100% del valore nominale, e non vengono applicate commissioni di sottoscrizione. Entrambi i titoli hanno scadenza il 27 ottobre 2031.

Anche per queste emissioni viene applicata la tassazione agevolata riservata ai titoli di Stato italiani. Gli interessi sono soggetti a un’imposta del 12,5%, inferiore all’aliquota ordinaria del 26% prevista per molti altri strumenti finanziari. Sono inoltre previste l’esenzione dall’imposta di successione e l’esclusione dal calcolo dell’Isee fino a 50mila euro complessivi di titoli di Stato e degli altri prodotti di risparmio pubblico ammessi dalla normativa. Il limite riguarda il valore complessivo degli strumenti agevolati detenuti dal nucleo familiare, non ciascun singolo titolo acquistato.

Rivendita di Btp Valore e Btp Valore Insieme, cosa sapere

I Btp Valore e Btp Valore Insieme possono essere rivenduti anche prima dei cinque anni, senza dover attendere il rimborso previsto nel 2031. Il prezzo potrebbe essere superiore oppure inferiore al capitale inizialmente investito, in base soprattutto all’andamento dei tassi di interesse. Il rimborso integrale del valore nominale è previsto alla scadenza, mentre non è garantito in caso di vendita anticipata.

Chi sottoscrive entrambi i titoli può inoltre decidere di venderli separatamente, in tranche minime da 1.000 euro, mantenendo una parte dell’investimento fino alla scadenza. Per il Btp Valore Insieme, in particolare, chi vende prima dei cinque anni non incassa la maxi-cedola finale prevista per chi mantiene il titolo fino al rimborso. Il valore degli interessi maturati viene invece riflesso nelle condizioni economiche di vendita sul mercato.

Btp Valore, offerta al via da lunedì: meglio “tradizionale” o con “maxi-cedola”? Ecco quanto possono rendere

16 October 2026 at 17:04

Due titoli di Stato, entrambi della durata di cinque anni, ma con una differenza fondamentale: incassare gli interessi ogni tre mesi oppure riceverli tutti insieme alla scadenza, nell’ottobre 2031. Da lunedì 19 a venerdì 23 ottobre il ministero dell’Economia e delle Finanze offre la doppia possibilità di investimento: il Btp Valore tradizionale e il nuovo Btp Valore Insieme. I tassi minimi garantiti sono già stati fissati: fino al 4,7% annuo per il primo, il 22,25% complessivo per il secondo. Ma quanto rendono concretamente? E quale conviene scegliere?

Il Btp Valore tradizionale paga una cedola, cioè gli interessi maturati, ogni tre mesi. Il tasso annuo lordo è del 3,7% per i primi due anni, sale al 4,1% per i successivi due e arriva al 4,7% nell’ultimo. Investendo 10mila euro, si incassano complessivamente 2.030 euro lordi, che diventano 1.776,25 euro dopo la tassazione del 12,5%. Alla scadenza, ovviamente, viene restituito anche il capitale iniziale.

Il Btp Valore Insieme funziona diversamente: non paga nulla durante i cinque anni, ma riconosce un’unica maxi-cedola finale del 22,25%. Con gli stessi 10mila euro, gli interessi lordi sono 2.225 euro, pari a 1.946,88 euro netti. I calcoli non comprendono eventuali costi e imposta di bollo.

Quale conviene? Dipende dalle esigenze. Il tradizionale è indicato per chi vuole disporre periodicamente degli interessi, anche per reinvestirli. Insieme si rivolge invece a chi può attendere, rinunciando agli incassi intermedi e preferendo accumulare una somma per obiettivi futuri. Attenzione però: il 22,25% finale non significa necessariamente un rendimento finanziario superiore. Come spiega Davide Iacovoni, direttore del Debito pubblico, i due titoli hanno lo stesso rendimento all’emissione: cambia il momento in cui si ricevono gli interessi. Il confronto tra gli incassi complessivi, del resto, non considera la possibilità di reinvestire le cedole trimestrali.

Inoltre, è possibile acquistarli entrambi, anche contemporaneamente, con un investimento minimo di mille euro per ciascuno. Basta rivolgersi alla propria banca o all’ufficio postale, disponendo di un conto corrente e di un deposito titoli, oppure utilizzare l’home banking abilitato agli investimenti. Il collocamento termina alle 13 del 23 ottobre, salvo chiusura anticipata. I tassi annunciati sono minimi garantiti, che significa che il Tesoro potrà modificarli soltanto al rialzo alla conclusione dell’offerta. Quella che inizia lunedì 19 è l’ultima emissione del 2026 riservata ai piccoli risparmiatori.

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BTP Valore e BTP Valore insieme, quanto rendono i due titoli di Stato per i piccoli risparmiatori

16 October 2026 at 12:12

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato i tassi minimi garantiti del BTP Valore e del BTP Valore Insieme, i due titoli di Stato destinati ai piccoli risparmiatori che saranno collocati contemporaneamente dal 19 al 23 ottobre 2026. Entrambi hanno una durata di cinque anni, ma prevedono modalità differenti di pagamento degli interessi. Il BTP Valore tradizionale offre cedole trimestrali crescenti, mentre il BTP Valore Insieme concentra il rendimento in un’unica maxicedola alla scadenza. La sottoscrizione sarà riservata agli investitori individuali e ai soggetti assimilati, con un investimento minimo di 1.000 euro per ciascun titolo.

BTP Valore e BTP Valore insieme, rendimenti e cedole

Il BTP Valore prevede il pagamento di cedole ogni tre mesi. I tassi minimi garantiti seguono il meccanismo step-up, che stabilisce una crescita progressiva degli interessi nel corso della durata del titolo. Nel dettaglio, i rendimenti annui lordi previsti sono:

  • 3,70% per il primo e il secondo anno;
  • 4,10% per il terzo e il quarto anno;
  • 4,70% per il quinto anno.

Il risparmiatore riceverà quindi pagamenti periodici, calcolati sul capitale nominale investito e sulla cedola applicabile nel periodo di riferimento. Per un investimento di 10.000 euro, ad esempio, il tasso del 3,70% corrisponde a 370 euro lordi annui nei primi due anni, distribuiti attraverso quattro cedole trimestrali.

Il BTP Valore Insieme introduce una modalità diversa di remunerazione del capitale. Non sono previste cedole periodiche. L’intero rendimento viene riconosciuto alla scadenza dei cinque anni, insieme al rimborso del capitale investito. Il tasso minimo garantito è pari al 22,25% complessivo, corrisposto al termine del periodo.

Con un investimento di 10.000 euro, il risparmiatore che conserva il titolo fino alla scadenza riceverà quindi una maxicedola di 2.225 euro lordi, oltre alla restituzione dei 10.000 euro iniziali. Applicando la tassazione agevolata del 12,5%, il rendimento netto della maxicedola sarebbe pari a circa 1.946,88 euro, in assenza di altri costi. Il rendimento annualizzato lordo del titolo è indicativamente vicino al 4,10%, considerando l’effetto dell’incasso concentrato alla scadenza.

La principale differenza riguarda il momento in cui vengono pagati gli interessi. Il BTP Valore tradizionale garantisce un flusso di cedole ogni tre mesi, mentre il BTP Valore Insieme prevede un unico pagamento dopo cinque anni.

Quanto si guadagna a fine investimento

Per capire quanto rendono i due titoli di Stato dopo cinque anni è possibile simulare il guadagno utilizzando i tassi minimi garantiti dal Mef e applicando la tassazione agevolata del 12,5%. Il BTP Valore tradizionale prevede un rendimento annuo lordo del 3,70% per i primi due anni, del 4,10% per il terzo e quarto anno e del 4,70% per il quinto. Sommando le cedole dei cinque anni, il rendimento complessivo lordo è pari al 20,30% del capitale investito. Dopo la tassazione, il guadagno netto complessivo è del 17,76% circa. Il BTP Valore Insieme, invece, riconosce una maxicedola lorda del 22,25% alla scadenza. Al netto dell’imposta del 12,5%, il rendimento complessivo è pari al 19,47% circa. Una simulazione dei guadagni dopo cinque anni:

Capitale investito BTP Valore: guadagno netto BTP Valore Insieme: guadagno netto
1.000 euro 177,63 euro 194,69 euro
5.000 euro 888,13 euro 973,44 euro
10.000 euro 1.776,25 euro 1.946,88 euro

Con un investimento di 10.000 euro, il BTP Valore tradizionale genera complessivamente 2.030 euro lordi di interessi, che diventano 1.776,25 euro dopo le imposte. Il BTP Valore Insieme, sulla stessa cifra, riconosce invece 2.225 euro lordi alla scadenza, equivalenti a 1.946,88 euro netti.  Le simulazioni non comprendono l’eventuale reinvestimento delle cedole trimestrali del BTP Valore tradizionale, né l’imposta di bollo sul deposito titoli, generalmente pari allo 0,2% annuo, o eventuali costi applicati dall’intermediario. I risultati si basano sui tassi minimi annunciati e potrebbero aumentare qualora il Tesoro decidesse di rivedere al rialzo i rendimenti definitivi al termine del collocamento.

Quando si possono acquistare i BTP Valore di ottobre 2026

Il collocamento è previsto da lunedì 19 a venerdì 23 ottobre 2026, con chiusura alle ore 13 dell’ultimo giorno, salvo conclusione anticipata dell’offerta. La sottoscrizione potrà avvenire attraverso il proprio servizio di home banking, purché abilitato al trading online, oppure rivolgendosi alla banca o all’ufficio postale presso cui si dispone di un conto corrente e di un deposito titoli.

L’acquisto durante il collocamento avverrà sulla piattaforma MOT di Borsa Italiana, alla pari, cioè a un prezzo di 100, e senza commissioni di sottoscrizione. L’importo minimo è fissato a 1.000 euro per ciascun titolo, senza un tetto massimo di investimento. Entrambi i titoli potranno essere venduti sul mercato secondario anche prima della scadenza dei cinque anni. In questo caso il prezzo dipenderà dalle condizioni di mercato e potrà essere superiore o inferiore al valore nominale. Al termine del collocamento, previsto per il 23 ottobre, il Tesoro potrà confermare i tassi minimi garantiti oppure modificarli esclusivamente al rialzo, in base alle condizioni di mercato.

Asta dei Btp, 7 miliardi collocati sul mercato: rendimenti fino al 4,84%

By: matrun
13 October 2026 at 15:00

Si è conclusa la collocazione dei Btp all’asta per i titoli a medio e lungo termine. I rendimenti sono stati valutati in forte aumento a causa del basso prezzo di vendita in particolare dei titoli a 15 anni. Questi ultimi, che già partivano da una cedola del 3,95%, hanno toccato rendite del 4,84% lordo, superando il 4% netto.

Anche gli altri due prodotti, un Btp a 3 anni e un altro a 7 anni, hanno raggiunto rendimenti notevoli, rispettivamente del 3,69% e del 4,24%. Si tratta di risultati relativamente prevedibili, visto che si trattava di tranche avanzate di prodotti già sul mercato da settimane.

Come è andata l’asta dei Btp del 13 ottobre

Il Tesoro è riuscito a piazzare tutti e 7 i miliardi di euro in Btp previsti per l’asta del 13 ottobre. L’importo è stato diviso come previsto in:

  • 2,5 miliardi di euro del Btp 3% 3 anni scadenza 15 settembre 2029;
  • 3 miliardi di euro del Btp 3,35% 7 anni scadenza 15 settembre 2033;
  • 1,5 miliardi di euro del Btp 3,95% 15 anni scadenza primo ottobre 2041.

Anche i rapporti di copertura sono stati buoni, tutti superiori all’1,50. I rendimenti però si sono adeguati alle ultime dinamiche di mercato, che non sono state particolarmente favorevoli al Tesoro.

I rendimenti dei Btp sono aumentati molto

L’aumento dei rendimenti è stato molto significativo in tutti i prodotti e mai inferiore a 26 punti base:

  • il Btp 3% 3 anni scadenza 15 settembre 2029 ha avuto un rendimento del 3,69%, 27 punti base sopra l’ultima tranche;
  • il Btp 3,35% 7 anni scadenza 15 settembre 2033 ha avuto un rendimento del 4,24%, 26 punti base sopra l’ultima tranche;
  • il Btp 3,95% 15 anni scadenza primo ottobre 2041 ha avuto un rendimento del 4,84%, 61 punti base sopra l’ultima tranche.

Come interpretare questi risultati

I risultati erano in parte prevedibili, ma si tratta comunque di rendimenti molto alti. Tutti questi Btp erano già sul mercato e, almeno nel caso di quelli a più breve termine, i rendimenti erano simili a quelli ottenuti: 3,70% per il 3 anni e 4,12% per il 7. È il 15 anni a essere andato molto oltre le aspettative, visto che veniva scambiato al 4,58%.

Il mercato ha quindi prezzato questo prodotto in maniera molto sfavorevole, ritenendolo non competitivo con altri sul mercato. Effettivamente, in un contesto in cui i Btp a 10 anni rendono il 4,50% circa, si tratta di un titoli di Stato con una cedola relativamente bassa.

Perché i rendimenti dei Btp sono così alti

Le ragioni dietro a questi risultati sono molteplici e, a differenza che in passato, non hanno molto a che fare con i problemi del debito italiano. Anche se la situazione finanziaria del nostro Paese è un fattore di debolezza, è l’intero mercato internazionale delle obbligazioni a essere in una condizione precaria.

La base di questa crisi sono i tassi di interesse sui depositi, alti a causa dell’inflazione che viene spinta dalle guerre che compromettono il mercato dell’energia. A questo si aggiunge una tendenza di lungo periodo: i grandi fondi pensione, in diversi Paesi, non sono più obbligati ad acquistare per legge i titoli di Stato, e questo sta inondando il mercato di bond.

Infine, c’è molta competizione per il capitale disponibile. Non sono solo gli Stati a cercare prestiti, ma anche le grandi aziende, soprattutto quelle tecnologiche per finanziare l’infrastruttura necessaria per intelligenza artificiale. Nel 2026 big tech ha già emesso obbligazioni che valgono più del debito pubblico italiano.

Btp all’asta il 13 ottobre, cedole al 3,95%: i rendimenti e le scadenze

By: matrun
12 October 2026 at 05:58

Domani 13 ottobre saranno messi all’asta tre tranche di Btp, con scadenze a 3, 7 e 15 anni. Si tratta di una regolare asta dei titoli di Stato italiani, ma il momento è particolarmente favorevole per gli investitori. I rendimenti sui mercati sono infatti molto alti e quindi gli investimenti nel debito pubblico italiano sono più convenienti anche solo rispetto a prima dell’estate.

Le cedole di tutti questi prodotti sono sopra il 3%, ma i loro rendimenti raggiungono anche il 4%, se li si confronta con le altre tranche già sul mercato. Il Tesoro immetterà fino a 7 miliardi di euro di Btp sul mercato in questa occasione a seconda della domanda degli operatori. Per tutti i Btp all’asta la prenotazione da parte del pubblico avverrà entro oggi 12 ottobre, la prenotazione delle domande entro le 11 di domani, la prenotazione all’asta supplementare entro le 15:30 del 14 ottobre e il regolamento avverrà entro il 15 ottobre.

Il Btp a 3 anni con scadenza a settembre 2029

Il primo titolo, Il Btp a 3 anni con scadenza a settembre 2029, ha le seguenti caratteristiche:

  • codice Isin, IT0005716839;
  • tranche, settima;
  • emissione il 15/6/2026;
  • scadenza il 15/9/2029;
  • cedola annuale del 3%;
  • data del primo pagamento della cedola 15/3/2027;
  • importo massimo offerto 2,5 miliardi di euro più 500 milioni supplementari.

Confrontandolo con le altre tranche già sul mercato, il rendimento lordo di questo titolo potrebbe aggirarsi attorno al 3,70%, portando quello netto al 3,24%.

Il Btp a 7 anni con scadenza a settembre 2033

Il Btp a 7 anni, con una scadenza quindi un po’ più lunga, punta a investitori che cercano strumenti per il medio termine. Le sue caratteristiche sono:

  • codice Isin, IT0005722845;
  • tranche, quinta;
  • emissione il 15/7/2026;
  • scadenza il 15/9/2033;
  • cedola annuale del 3,35%;
  • data del primo pagamento della cedola 15/3/2027;
  • importo massimo offerto 3 miliardi di euro più 600 milioni supplementari.

Anche in questo caso si possono paragonare i rendimenti della tranche già sul mercato, deducendo che il rendimento potrebbe avvicinarsi al 4% lordo, cioè il 3,6% netto.

Il Btp a 15 anni con scadenza a settembre 2041

Per il lungo termine sarà invece presentato un Btp a 15 anni con scadenza a settembre 2041. Le sue caratteristiche sono:

  • codice Isin, IT0005694630;
  • tranche, sesta;
  • emissione il 10/02/2026;
  • scadenza il 01/10/2041;
  • cedola annuale del 3,95%;
  • data del primo pagamento della cedola 01/04/2027;
  • importo massimo offerto 1,5 miliardi di euro più 300 milioni supplementari.

I rendimenti di questo Btp sono particolarmente alti sul mercato, pari al 4,58% lordo, più del 4% netto.

Come acquistare i Btp all’asta

I Btp non possono essere acquistati all’asta direttamente dai privati. Le aste sono riservate ai cosiddetti specialisti, per lo più banche e investitori istituzionali, che però possono fare da intermediario per i propri clienti.

Per chiedere alla propria banca di acquistare per sé un Btp all’asta basta avere un conto corrente e un deposito titoli presso quell’istituto. Attraverso l’home banking, si può poi fare richiesta, con importo minimo di 1.000 euro.

Btp per battere l’inflazione, tra l’asta del 13 ottobre e i Btp Valore

By: matrun
11 October 2026 at 06:00

A settembre l’inflazione in Italia ha raggiunto il 4,2%. I risparmiatori rischiano quindi di vedere i propri capitali non investiti perdere rapidamente di valore reale, a causa dell’aumento dei prezzi. In questi casi, molto spesso, gli italiani cercano rifugio nei Btp per difendere i propri risparmi attraverso le cedole.

In passato lo Stato aveva emesso titoli indicizzati all’inflazione proprio per queste evenienze. Per il 2026 non sono previste emissioni simili, ci sono però alcuni Btp tradizionali che stanno per essere immessi sul mercato con cedole relativamente alte e ci sono anche i Btp Valore, che verranno emessi nella seconda parte di ottobre. Quali titoli hanno rendimenti più alti dell’inflazione?

I Btp all’asta il 13 ottobre battono l’inflazione?

Anche se l’inflazione al momento è del 4,2%, difficilmente rimarrà così alta per tutta la durata di vita dei Btp all’asta il 13 ottobre, che va da 3 a 7 fino a 15 anni. Prendere questa misura come base potrebbe quindi essere troppo rigido come approccio per valutare i rendimenti dei Btp. In generale, se si tiene conto di un periodo abbastanza lungo di tempo, l’inflazione di un’economia sana tende verso il 2%.

Il Btp a 3 anni in scadenza a settembre 2029

Il primo titolo da prendere in considerazione è il più breve, quello a 3 anni, codice Isin IT0005716839. Ha una cedola del 3,00% ed è la settima tranche di un Btp che oggi il mercato prezza a 98,10. Il suo rendimento lordo è quindi del 3,70%, che si riduce al 3,24% se si applicano le tasse. Questo rendimento:

  • non batte l’inflazione attuale del 4,2%;
  • batte l’inflazione media del 2%.

Essendo però un titolo così a breve termine, è anche meno probabile che l’inflazione si avvicini alla media durante la sua vita rimanente. È quindi necessario considerare che l’inflazione potrebbe rimanere sufficientemente alta per un periodo di tempo abbastanza lungo da superare il rendimento del titolo di Stato.

Il Btp a 7 anni con scadenza a settembre 2033

Il Btp con codice Isin IT0005722845 scade tra 7 anni e ha un rendimento leggermente migliore del precedente. Il lordo arriva al 4,12% tra prezzo e cedola, quindi al netto tocca il 3,60%. Anche in questo caso, quindi:

  • non batte l’inflazione attuale del 4,2%;
  • batte l’inflazione media del 2%.

Dalla sua, rispetto al precedente, il Btp a 7 anni ha la durata più lunga, quindi una probabilità maggiore che l’inflazione, in media, torni nel frattempo al 2%. Questo però significa vincolare il denaro per più tempo se si vuole ottenere il risultato sperato.

Il Btp a 15 anni con scadenza a ottobre 2041

Il titolo di Stato che più può contare sull’appianamento verso il 2% dell’inflazione è il Btp a 15 anni. Tra cedola e prezzo, il suo rendimento è del 4,58% lordo, che diventa un 4,01% netto. Quindi:

  • si avvicina a battere l’inflazione attuale del 4,2%;
  • batte l’inflazione media del 2%.

Il rendimento di questo titolo è sicuramente il migliore, ma non bisogna dimenticarsi che si parla di vincolare il capitale per 15 anni, a meno di non vendere il Btp quando se ne ha bisogno, con il rischio però che il prezzo sia sceso e, di conseguenza, che il rendimento peggiori.

I Btp Valore e l’inflazione

Un’altra occasione per investire in Btp arriverà il 19 ottobre, con i Btp Valore e i Btp Valore insieme. Le cedole e i rendimenti di questi strumenti saranno comunicati solo il 16 ottobre. Avranno gli stessi rendimenti a scadenza, ma con due diverse tipologie di pagamento della cedola diverso:

  • Il Btp Valore avrà una cedola step up 2+2+1;
  • Il Btp Valore Insieme avrà un’unica cedola a scadenza.

Questi titoli hanno il vantaggio di essere dedicati agli investitori retail, ai privati, al momento dell’emissione. Questo potrebbe renderli gli strumenti giusti per difendere i risparmi privati dall’inflazione.

Quelle attività di M&A frenate dal golden power *

4 August 2026 at 08:00

Dopo l’estensione del 2020, il golden power ha ridotto le operazioni di fusione e acquisizione nei settori più innovativi dell’economia italiana. L’effetto è stato particolarmente intenso nel primo biennio, per poi attenuarsi fino a scomparire.

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