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Pestato dal branco dopo aver difeso la figlia: identificati otto giovanissimi, ci sono anche i figli di due poliziotti

15 October 2026 at 14:00

Una lite tra ragazzine, l’intervento di un giovane in scooter e poi la violenta reazione di un gruppo di amici. È la sequenza che, secondo quanto ricostruito finora, avrebbe portato al pestaggio di un uomo di 50 anni nel quartiere Vomero, a Napoli, durante la serata di sabato 10 ottobre. L’uomo era intervenuto dopo aver saputo che sua figlia era stata aggredita. Circondato da una decina di giovanissimi, sarebbe stato colpito ripetutamente anche quando era già a terra. Le indagini dei carabinieri, coordinate dalla procuratrice per i minorenni Patrizia Imperato, hanno portato finora all’identificazione di otto ragazzi, quasi tutti minorenni. Gli accertamenti proseguono per chiarire il ruolo di ciascuno e individuare tutti i partecipanti. Tra gli identificati ci sarebbero anche i figli di due appartenenti alla Polizia.

La vicenda avrebbe avuto inizio con una lite tra tre ragazzine, nata per un ragazzo conteso. Durante lo scontro, una delle giovani sarebbe stata colpita e spinta contro il parabrezza di un’auto, finendo poi a terra. Nella ricostruzione degli investigatori compare anche un giovane arrivato in scooter, che avrebbe aggredito la ragazza. Il padre, informato di quanto accaduto alla figlia, avrebbe rintracciato il ragazzo e lo avrebbe schiaffeggiato. A quel punto, il giovane avrebbe chiamato alcuni amici, dando origine al pestaggio dell’uomo.

Durante la colluttazione è intervenuto anche un camion per la raccolta dei rifiuti, che avrebbe investito accidentalmente il cinquantenne. L’impatto gli ha provocato gravi lesioni a una gamba. Trasportato all’ospedale Cardarelli, è stato sottoposto alle cure necessarie per scongiurare il rischio di amputazione. Le sue condizioni sono in miglioramento, ma resta lo choc per l’aggressione. La moglie ha riferito che anche le figlie sarebbero state minacciate.

Le immagini del pestaggio, circolate sui social, hanno suscitato reazioni e richieste di intervento. Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha annunciato un rafforzamento dei controlli nella zona. Il sindaco Gaetano Manfredi e l’azienda comunale Asia hanno espresso solidarietà alla vittima. Sull’episodio è intervenuto anche il nuovo questore di Napoli, Fausto Lamparelli, che ha definito le immagini dolorose e una sconfitta per gli adulti, richiamando l’importanza della prevenzione e dell’educazione alla legalità. Il cardinale Domenico Battaglia ha chiesto di affiancare alla risposta giudiziaria un impegno concreto per le famiglie, le scuole e i luoghi di aggregazione: “L’emergenza educativa è soprattutto un problema degli adulti. I ragazzi hanno le loro responsabilità, ma educare vuol dire anche farsi carico del mondo in cui crescono”.

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“Vorrei l’orsacchiotto con gli occhiali”, anabolizzanti e droga nascosti nei peluche: sequestrate oltre 400mila dosi e 16 indagati

15 October 2026 at 12:44

Peluche, frullatori e confezioni dall’aspetto innocuo per nascondere farmaci dopanti e stupefacenti. È il sistema che, secondo gli investigatori, sarebbe stato utilizzato da un’organizzazione al centro di un’inchiesta coordinata dalla Procura di Bolzano e condotta dai carabinieri del Nas di Trento. L’indagine, avviata nel 2024, ha portato a perquisizioni nelle province di Napoli, Caserta, Pavia e Milano e al sequestro di oltre 400mila dosi. Sono 16 le persone indagate: 15 residenti in provincia di Napoli e una in provincia di Pavia. Undici di loro sono destinatarie di una richiesta di misure cautelari in carcere o ai domiciliari. Gli indagati hanno ricevuto avvisi per essere sottoposti a interrogatorio di garanzia.

Al centro dell’inchiesta ci sarebbero due nuclei familiari, uno composto da quattro persone e l’altro da due, che con l’aiuto di una decina di collaboratori avrebbero gestito le spedizioni quotidiane delle sostanze in Italia e all’estero. I carabinieri hanno eseguito 17 decreti di perquisizione, uno dei quali nei confronti di una persona che al momento non risulta indagata. Alle operazioni hanno partecipato anche i Nas territorialmente competenti, i militari dell’Arma locale e le sezioni anticrimine e criptovalute di Roma.

Il principale deposito individuato dagli investigatori si trovava in provincia di Napoli, in un grande garage nella disponibilità di uno degli indagati. Al suo interno erano custoditi 560 pacchi già pronti per essere spediti, contenenti anabolizzanti e stupefacenti. Il valore delle sostanze sul mercato al dettaglio è stato stimato in almeno 30 milioni di euro. Per rendere meno riconoscibile il contenuto, i prodotti sarebbero stati nascosti in confezioni apparentemente destinate a contenere giocattoli per bambini, articoli di bellezza e oggetti per la casa. Tra gli esempi emersi dall’indagine ci sono peluche e frullatori economici usati per occultare le pasticche.

Anche gli ordini avrebbero seguito un codice per dissimulare la natura della merce. In alcuni messaggi, la richiesta di sostanze sarebbe stata camuffata con frasi come “Devo fare il regalo di compleanno a mio figlio, vorrei l’orsacchiotto con gli occhiali”. La gestione delle spedizioni e dei pagamenti avrebbe sfruttato sistemi difficili da tracciare. Secondo gli inquirenti, gli indagati utilizzavano un’applicazione di messaggistica anonima, sviluppata da un hacker proprio per agevolare il traffico, e ricorrevano anche alle criptovalute, compresi i bitcoin. In alcuni casi il denaro sarebbe stato trasferito attraverso pacchi con mittenti e destinatari fittizi, nei quali venivano nascosti contanti. Gli investigatori stimano in circa 8 milioni di euro i profitti illeciti generati dal traffico.

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