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L’Ue apre un’indagine su Booking su rischi di falsi annunci, phishing e visibilità degli annunci sponsorizzati

21 October 2026 at 12:20

Un’indagine per accertare se Booking.com non abbia valutato con la dovuta diligenza né mitigato con efficacia i rischi legati agli annunci fraudolenti e alle truffe di phishing. È la mossa decisa dalla Commissione Europea che ha aperto un’indagine sulla possibile violazione del Digital Services Act, anche in materia di trasparenza in relazione a una segnalazione non chiara di annunci in cui gli inserzionisti pagano per ottenere un posizionamento più elevato nei risultati di ricerca mostrati agli utenti.

In particolare, la Commissione esaminerà se il gestore del noto sito per le prenotazione online, la Booking Holdings che è quotata al Nasdaq, abbia valutato correttamente i rischi connessi alla diffusione di contenuti illeciti come quelli relativi a strutture inesistenti, casi di furto d’identità e offerte di alloggio non conformi alle regole. L’indagine valuterà anche se la piattaforma abbia adottato misure efficaci per mitigare questi rischi, anche attraverso la rimozione di annunci fraudolenti o non in regola.

L’indagine si concentrerà anche sui rischi legati alle modalità di condivisione dei dati sulle prenotazioni e sugli ospiti con le strutture ricettive, nonché sulla progettazione e sul funzionamento del servizio di messaggistica di Booking.com. La Commissione verificherà inoltre se l’azienda offra garanzie sufficienti a impedire che i dati vengano utilizzati in modo improprio, per compiere operazioni di phishing o sollecitare pagamenti fraudolenti.

“Booking.com ha segnalato un aumento del 500% delle truffe a livello globale sulla propria piattaforma”, ha riferito un alto funzionario dell’Ue in merito all’indagine sulla piattaforma di prenotazione online. Il funzionario ha citato anche i dati dell’organizzazione Fraudehelpdesk che riguardano i Paesi Bassi: “Nella prima parte del 2026 sono state registrate 1.072 segnalazioni di frode, per danni pari a 82.000 euro”, ha spiegato la fonte, specificando che si è trattato di un numero di casi “dieci volte” superiore “rispetto all’anno precedente”. “È un vero problema”, ha sottolineato, specificando che “segnalazioni di questo tipo provengono da quasi tutti gli Stati membri”.

Infine, la Commissione deciderà se su Booking.com le strutture ricettive possono aumentare la visibilità dei propri annunci nei risultati di ricerca, pagando una commissione più elevata: gli utenti, sottolinea l’esecutivo Ue, devono essere in grado di riconoscere chiaramente che questi annunci sponsorizzati sono, a tutti gli effetti, pubblicità. Verrà inoltre esaminato se, per ogni annuncio visualizzato su Booking.com, gli utenti siano in grado di comprendere facilmente chi vi sia dietro, chi abbia pagato, perché lo stiano visualizzando e come possano modificare le impostazioni che determinano quali annunci vengono loro mostrati. Il Dsa prevede infatti che gli utenti hanno il diritto di sapere quando un annuncio pubblicitario viene loro presentato e per conto di chi: senza queste informazioni, non sono in grado di distinguere se un annuncio appaia in una posizione di rilievo perché è pertinente alla loro ricerca o perché la struttura ricettiva ha pagato per ottenere maggiore visibilità.

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A Bruxelles l’azione degli europarlamentari M5s a sostegno di autotrasportatori e agricoltori del Sud Italia: “Siamo con voi”

By: F. Q.
20 October 2026 at 19:01

La protesta di agricoltori e autotrasportatori contro il caro carburante nel Sud Italia arriva al Parlamento europeo. A margine della plenaria di Strasburgo, la delegazione del Movimento 5 Stelle ha organizzato una manifestazione di solidarietà, esibendo cartelli con le scritte “Sud in crisi”, “Stop al carovita” e “Siamo con voi”. L’eurodeputato Mario Furore ha annunciato un’interrogazione urgente alla Commissione europea per sapere se il governo abbia informato Bruxelles delle proteste. Valentina Palmisano ha definito “sacrosante” le richieste dei manifestanti, mentre il capodelegazione Pasquale Tridico ha rilanciato la proposta di tassare gli extraprofitti delle compagnie energetiche per finanziare un credito d’imposta europeo sul carburante. Giuseppe Antoci ha criticato le politiche europee che penalizzano famiglie e lavoratori, rivendicando l’opposizione all’accordo Mercosur.

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Scontro al Consiglio Ue sul sistema delle quote di emissione. Poi il compromesso: “Valutare gli impatti dell’applicazione a edifici e trasporti”

16 October 2026 at 09:15

Dopo una giornata di stallo e scontri, nella notte i Ventisette leader della Ue hanno trovato un compromesso sul sistema europeo di scambio delle quote di emissione (Ets), ma senza accogliere la richiesta di rinviare il nuovo mercato del carbonio per edifici e trasporti. Nelle conclusioni del Consiglio europeo entra, su pressione dell’Italia e dei Paesi del gruppo Visegrad, l’invito alla Commissione a rivalutare tutti gli impatti dell’Ets2, con particolare attenzione alla struttura del sistema e alle misure di salvaguardia. Un risultato politico per Giorgia Meloni, che però non cambia la tabella di marcia: l’allargamento del meccanismo a case e trasporti resta previsto dal 2028. La partita, del resto, va oltre il mercato delle emissioni. Al centro c’è il conflitto tra la richiesta di alleggerire i costi della transizione per famiglie e imprese e la difesa di una politica climatica che una parte dei governi considera indispensabile anche per ridurre la dipendenza europea dai combustibili fossili.

La mediazione raggiunta nella notte mostra tutti i limiti della strategia italiana. Roma ha fatto asse con i Paesi del gruppo Visegrad per chiedere correttivi al sistema, ma non ha trovato una sponda sufficiente per ottenere il rinvio dell’Ets2 che farà pagare un prezzo alle emissioni di anidride carbonica generate dai combustibili utilizzati per riscaldare gli edifici e alimentare i trasporti. Il nuovo sistema dovrebbe partire nel 2028.

Il testo delle conclusioni chiede un mercato del carbonio più trasparente e prevedibile, una riduzione della volatilità dei prezzi e misure per attenuare le ricadute sulle bollette elettriche. Ma ribadisce anche il ruolo dell’Ets nella transizione energetica e climatica, attraverso un prezzo delle emissioni capace di orientare investimenti e innovazione. La revisione, dunque, non mette in discussione il principio del sistema, ma apre alla possibilità di intervenire sul suo funzionamento. “Il Consiglio europeo invita la Commissione Ue ad aggiornare la valutazione di tutti gli impatti dell’Ets2, in particolare per quanto riguarda la sua struttura e le sue misure di salvaguardia”, si legge. Il testo “ribadisce la necessità di garantire con urgenza un mercato del carbonio ben funzionante, trasparente e prevedibile, di ridurre la volatilità del prezzo del carbonio e di mitigarne l’impatto sui prezzi dell’energia elettrica, preservando al contempo il ruolo essenziale dell’Ets”.

La richiesta italiana di correggere gli effetti delle politiche climatiche si scontra con i governi nordici, contrari a indebolire la transizione, e con la posizione di Commissione, Germania e Francia. Proprio Berlino e Parigi stanno cercando una convergenza sul futuro dell’industria automobilistica europea, un dossier destinato a pesare sulle prossime decisioni comunitarie. Per Meloni, la strada potrebbe essere quella di chiedere deroghe temporanee nazionali, sul modello dell’eccezione concessa nel 2023 a Spagna e Portogallo per contenere il prezzo dell’elettricità. Ma per ora è un’ipotesi, non un risultato del Consiglio.

Meloni ha portato al vertice anche il tema della flessibilità delle regole fiscali di fronte al caro energia, chiedendo di considerare l’aumento dei prezzi come un fattore esterno determinante. Su questo punto, il sostegno è stato limitato: soltanto la Grecia si è schierata apertamente con Roma. La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha ribadito la necessità di prudenza sui conti pubblici, indicando nella possibile proroga del regime degli aiuti di Stato per la crisi energetica una delle poche leve disponibili nel brevissimo periodo.

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