❌

Normal view

Lotto e SuperEnalotto, estrazioni di Oggi martedì 13 ottobre 2026: numeri e combinazione vincente

13 October 2026 at 15:12

Come ogni martedì, giovedì, venerdì e sabato tornano le estrazioni di Lotto, SuperEnalotto e 10eLotto.

Il jackpot del superenalotto è di € 39.500.000,00 milioni di euro.

Scopriamo i numeri vincenti dell’estrazione di oggi 13 ottobre 2026:

Estrazioni del SuperEnalotto

Sestina vincente:

4 21 30 33 38 78
Jolly: 41
Superstar: 34

Quote SuperEnalotto
• 6 punti: vincitori
• 5 punti + Jolly: vincitori
• 5 punti: 4 vincitori totalizzano € 42.393,20
• 4 punti: 525 vincitori totalizzano € 330,26
• 3 punti: 19752 vincitori totalizzano € 26,35
• 2 punti: 310035 vincitori totalizzano € 5,20

Quote SuperStar
• 5 punti più SuperStar: vincitori
• 4 punti più SuperStar: 3 vincitori totalizzano € 33.026,00
• 3 punti più SuperStar: 75 vincitori totalizzano € 2.635,00
• 2 punti più SuperStar: 1274 vincitori totalizzano € 100,00
• 1 punti più SuperStar: 8514 vincitori totalizzano € 10,00
• 0 punti più SuperStar: 18747 vincitori totalizzano € 5,00

Estrazioni del Lotto

Ruota 1° estr. 2° estr. 3° estr. 4° estr. 5° estr.
Bari: 56 21 79 19 67
Cagliari: 23 76 52 15 63
Firenze: 22 63 81 76 49
Genova: 17 57 79 14 68
Milano: 1 3 46 32 29
Napoli: 69 23 30 80 10
Palermo: 76 84 49 87 82
Roma: 20 6 36 62 18
Torino: 41 55 33 8 87
Venezia: 39 6 81 41 79
Nazionale: 52 33 59 45 12

Estrazione del 10eLotto serale

1 3 6 17 20 21 22 23 39 41
52 55 56 57 63 69 76 79 81 84
Numero oro: 56
Doppio oro: 56 21

Prossima estrazione

La prossima estrazione del Lotto, SuperEnalotto e 10eLotto serale sarà alle 20:00 del giovedì 15 ottobre 2026. Puoi giocare fino alle 19:30 del giorno dell’estrazione. Il jackpot del SuperEnalotto è di € 39.500.000,00 milioni e il montepremi complessivo è di 39,5 milioni di euro.

Estrazione precedente

Nell’ estrazione precedente di sabato 10 ottobre 2026, non ci sono stati né 6 né 5+.

Estrazioni del mese

Verifica tutte le estrazioni del mese del SuperEnalotto e del Lotto

Multa al supermercato, il Codice della Strada resta valido: sanzioni fino 1.000 euro

13 October 2026 at 12:45

Le regole del Codice della Strada non svaniscono all’interno del parcheggio di un supermercato o di un centro commerciale. Quelle norme infatti sono attive anche nell’area privata di un parcheggio. Una nozione che, se si è dimenticata, può costare molto cara.

Lo ha ricordato la Corte di Cassazione con la sentenza numero 17279 del 2009, che ha richiamato le regole generali della circolazione e la loro applicazione nei parcheggi privati aperti al pubblico. Diverso invece è per un parcheggio privato di un’abitazione o uno spazio chiuso, riservato a poche persone autorizzate. La proprietà di un supermercato, invece, non esclude l’applicazione delle norme stradali.

Quindi anche all’interno di un parcheggio di un centro commerciale possono essere riconosciute violazioni e applicate le relative multe.

Multe nel parcheggio del supermercato

Il parcheggio di un supermercato è un’area privata, ma ad uso pubblico. Quindi si applica il Codice della Strada. A fare la differenza è il numero di persone che possono accedere a quest’area privata. Il cortile di un condominio è diverso dal parcheggio di un centro commerciale, dove un incidente, l’ammaccatura provocata da ignoti o l’occupazione di un posto riservato a persone disabili o mezzi di soccorso seguono le stesse regole del Codice della Strada.

La giurisprudenza infatti lo ha chiarito con la sentenza della Cassazione 17279 del 2009, che ha riconosciuto l’applicabilità delle regole generali sulla circolazione dei veicoli anche nei parcheggi privati di centri commerciali, supermercati e simili.

Valgono quindi in questi spazi la segnaletica, le precedenze, gli stop, i divieti di sosta e altre prescrizioni applicabili. Quello che il cliente deve sapere è che un parcheggio di un centro commerciale o di un supermercato è un’area privata, ma segue le regole degli spazi pubblici, quindi in generale non possono essere ignorate le norme del Codice della Strada.

Cosa succede in caso di incidente?

In caso di incidente all’interno di un parcheggio privato ma ad uso pubblico, come per la strada e i parcheggi pubblici, si dovrà verificare la responsabilità del sinistro.

Capire quindi se la natura dell’incidente sia dovuta all’assenza di un segnale di stop, alla velocità, a una manovra azzardata o rischiosa. Uno spazio privato non esclude l’applicazione di norme e neanche l’intervento delle forze dell’ordine.

Queste possono procedere a:

  • accertamenti;
  • contestare eventuali violazioni;
  • sottoporre i conducenti ai controlli alcolemici.

Cosa succede in un “parcheggio non custodito”?

Anche la dicitura “parcheggio non custodito” non cambia il fatto che, all’interno dell’area, si debbano rispettare le regole del Codice della Strada. Infatti, parcheggio non custodito indica soltanto l’assenza di responsabilità in caso di furto di oggetti lasciati nell’auto, mentre per un parcheggio a pagamento è previsto l’obbligo di custodia.

Non viene meno, invece, la responsabilità rispetto alla sicurezza e alla manutenzione dell’area parcheggio. Quindi, se un’automobile subisce danni a causa di una buca non segnalata o di un tombino rialzato, la struttura è responsabile dei danni provocati alle cose sottoposte a custodia.

Attenzione: la responsabilità non scatta in automatico e di volta in volta bisognerà accertare il rapporto tra cosa, condizione dell’area, danno ed eventuale caso fortuito.

In caso di furto, gli esercizi commerciali che dispongono di telecamere di videosorveglianza possono rilasciare i filmati per permettere a chi ha subito il furto di analizzarli e scoprire l’identità del ladro.

Attenzione però alla conservazione di questi dati, che non può essere superiore alle 72 ore. Per ottenere i filmati bisogna:

  • rivolgersi alle autorità competenti;
  • fotografare subito il danno;
  • annotare data e orario;
  • individuare le telecamere;
  • informare la direzione;
  • chiedere la conservazione delle registrazioni;
  • denunciare l’ignoto ladro all’autorità.

Cosa succede se si parcheggia nei posti per disabili?

Un parcheggio privato, abbiamo capito, deve rispettare le regole del Codice della Strada e così vale anche per i posti adibiti alle persone con disabilità. Quindi in un parcheggio privato di un centro commerciale o di un supermercato non si possono occupare senza l’autorizzazione.

A regolare il parcheggio per disabili è l’articolo 158 del Codice della Strada, che vieta la sosta negli spazi riservati alla fermata o alla sosta dei veicoli al servizio delle persone con disabilità. La sanzione va da 330 a 990 euro, con decurtazione di sei punti dalla patente.

Attenzione anche all’automobilista che, in possesso del contrassegno unificato per i disabili europeo (il CUDE), non lo espone. In questo caso la sanzione arriva fino a 600 euro con la decurtazione di quattro punti dalla patente. In caso di rimozione forzata, le spese del carroattrezzi devono essere pagate da chi ha infranto la legge.

Bollette luce, proroga delle tutele graduali fino a dicembre 2027: l’ipotesi e cosa cambierebbe

13 October 2026 at 10:13

Il servizio a tutele graduali per l’energia elettrica potrebbe subire una proroga fino al 31 dicembre 2027.

Questo concederebbe più tempo alle famiglie per scegliere un’offerta sul mercato libero. È questa l’ipotesi allo studio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, mentre l’attuale scadenza del regime è fissata al 31 marzo 2027.

Tutele graduali, cosa prevede la proroga del Mase

Senza proroga, i clienti domestici non vulnerabili che entro il 31 marzo 2027 non avranno scelto un’offerta del mercato libero passeranno automaticamente a un’offerta del proprio venditore del servizio a tutele graduali. La proposta sarà individuata tra quelle disponibili a dicembre 2026, selezionando quella con la spesa annua più bassa.

Arera ha già avviato le comunicazioni ai clienti spiegando cosa accadrà alla scadenza attualmente prevista. Le informazioni riportate nelle bollette riguardano sia il passaggio al mercato libero sia le diverse modalità di tutela previste per i clienti vulnerabili.

In base all’ipotesi allo studio, dal 1° aprile al 31 dicembre 2027, in assenza di una scelta sul mercato libero, il fornitore potrebbe continuare ad applicare ai clienti domestici non vulnerabili le attuali condizioni commerciali oppure, se più vantaggiose, quelle della migliore offerta praticata dallo stesso fornitore a questi clienti.

In caso di passaggio automatico, tutto avverrà senza interruzioni della fornitura elettrica e senza che sia necessario firmare un nuovo contratto. Non cambieranno neppure le modalità di ricezione della bolletta.

Le condizioni economiche dell’offerta applicata dopo il passaggio automatico varranno almeno 12 mesi e il cliente potrà recedere anticipatamente senza costi. L’eventuale proroga potrebbe modificare le modalità e i tempi del passaggio.

Le comunicazioni Arera

Arera ha predisposto un calendario di comunicazioni per informare i clienti serviti dalle tutele graduali sulle conseguenze della scadenza:

  • da settembre a novembre 2026 arriverà una prima comunicazione informativa sul passaggio previsto alla scadenza del servizio;
  • a dicembre 2026 i clienti riceveranno una comunicazione sintetica con le condizioni dell’offerta selezionata, la relativa scheda e l’avviso dell’avvenuto invio;
  • da gennaio a marzo 2027 sarà trasmesso un promemoria contenente il codice dell’offerta, utilizzabile sul portale offerte per simulare la spesa annua e confrontarla con quella delle altre proposte del mercato libero.

La documentazione contrattuale completa potrà essere inviata entro il 31 marzo 2027, salvo che il cliente la richieda prima.

Il codice dell’offerta consentirà di effettuare un confronto tra la proposta individuata dal venditore e le varie tariffe disponibili.

Clienti vulnerabili, cosa cambia dal 1° aprile 2027

Come detto, per i clienti vulnerabili sono previste regole differenti: in assenza di una scelta sul mercato libero, dal 1° aprile 2027 è previsto il passaggio automatico al Servizio di maggior tutela.

Chi possiede i requisiti per essere considerato vulnerabile, ma non è ancora stato identificato come tale dal proprio venditore, può dichiarare questa condizione compilando il modulo allegato alle bollette inviate da settembre 2026.

I clienti già riconosciuti come vulnerabili riceveranno invece un’apposita comunicazione in bolletta.

Come trovare l’offerta luce più conveniente

Per confrontare le tariffe dell’energia elettrica è possibile utilizzare il portale offerte dell’Arera, uno strumento gratuito e indipendente realizzato e gestito da Acquirente Unico sulla base delle direttive dell’Autorità.

Per effettuare una simulazione servono alcuni dati riportati nella bolletta della luce:

  • consumo annuo di energia, espresso in kilowattora (kWh);
  • potenza impegnata, espressa in kilowatt (kW);
  • Comune di riferimento;
  • tipologia di offerta desiderata, a prezzo fisso oppure variabile.

Riscaldamento, gli obblighi di controllo fra manutenzione ordinaria e prova dei fumi

13 October 2026 at 06:58

Con l’arrivo della stagione fredda, torna l’attenzione sulla manutenzione degli impianti di riscaldamento. Controllare la caldaia non è soltanto una questione di efficienza e consumi: per gli impianti termici sono previsti obblighi di manutenzione e verifiche periodiche, il cui mancato rispetto può comportare sanzioni amministrative fino a 3.000 euro.

La normativa di riferimento è il D.P.R. 74/2013, che disciplina i controlli e la manutenzione degli impianti termici.

Manutenzione ordinaria e controllo dei fumi, le differenze

Il primo intervento è la manutenzione ordinaria, che comprende la verifica dei parametri di funzionamento, le regolazioni e la pulizia dell’apparecchio. Il tecnico controlla le componenti più esposte all’usura e verifica che la caldaia funzioni correttamente.

Il controllo dei fumi, invece, è una verifica dell’efficienza energetica e della combustione. Permette di misurare parametri come il tiraggio, la regolazione del bruciatore, la temperatura dei fumi e i valori di monossido di carbonio e anidride carbonica.

La manutenzione ordinaria non ha una periodicità annuale uguale per tutti gli impianti stabilita in via generale dalla normativa nazionale. Bisogna seguire le indicazioni dell’installatore e del produttore riportate nel libretto d’uso e manutenzione. In mancanza di istruzioni, si può fare riferimento alle norme tecniche Uni e Cei.

Ogni quanto bisogna controllare la caldaia

Per il controllo di efficienza energetica, le indicazioni generali sono le seguenti (fermo restando che possono essere previste altre disposizioni regionali):

Tipo di impianto Potenza termica Controllo
combustibile liquido o solido fino a 100 kW ogni 2 anni
gas metano o Gpl fino a 100 kW ogni 4 anni
combustibile liquido o solido oltre 100 kW ogni anno
gas metano o Gpl oltre 100 kW ogni 2 anni

Quanto costa la revisione della caldaia

La spesa dipende dal tipo di intervento. Le cifre, indicativamente:

  • manutenzione ordinaria – da 90 a 140 euro;
  • controllo dei fumi – da 60 a 90 euro;
  • bollino blu – 13 euro per gli impianti con potenza inferiore a 35 kW.

Bollino blu e verde

Al termine dei controlli, il tecnico abilitato compila i documenti e registra gli interventi sul libretto dell’impianto. Il rapporto di controllo attesta le verifiche effettuate e, quando previsto, viene accompagnato dal bollino.

Il bollino blu è indicato per gli impianti termici con potenza inferiore a 35 kW. Il bollino verde riguarda i generatori di calore con potenza compresa tra 35 e 350 kW. Il contrassegno riporta un codice identificativo e viene utilizzato nella documentazione relativa al controllo.

Chi paga i controlli se la casa è in affitto

In un’abitazione in affitto, le responsabilità economiche sono ripartite tra proprietario e inquilino. In base alle indicazioni richiamate dall’articolo 1576 del Codice civile, il locatore deve sostenere le riparazioni necessarie per mantenere l’immobile idoneo all’uso, compresa la sostituzione della caldaia o dei componenti diventati inefficienti a causa dell’usura.

All’inquilino spettano invece, salvo diverso accordo, le spese relative alla manutenzione ordinaria e al controllo dei fumi. Negli edifici con riscaldamento centralizzato, la gestione della manutenzione dell’impianto compete all’amministratore di condominio.

Caldaia non controllata, multe salate

Chi non effettua i controlli obbligatori sulla caldaia rischia una sanzione amministrativa da 500 a 3.000 euro. Inoltre le verifiche possono far emergere irregolarità nella documentazione o nel libretto dell’impianto, che andranno sanate.

❌