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Salvini si dimette per farsi rieleggere, Tajani apre alle primarie

13 October 2026 at 06:07

Matteo Salvini e Antonio Tajani (LaPresse)

Matteo Salvini si è dimesso da segretario della Lega per preparare la propria ricandidatura al congresso straordinario del 24 e 25 ottobre a Milano. Una mossa formale, concordata da tempo, che accompagna il tentativo di ricompattare il partito dopo le tensioni degli ultimi mesi. Il vicepresidente del Consiglio ha annunciato un nuovo simbolo, che dovrebbe perdere la dicitura «Salvini premier», e una segreteria politica per condividere le decisioni con i diversi livelli territoriali. Nel frattempo, gli incarichi dei tre vicesegretari sono stati azzerati e il tesoriere Alberto Di Rubba è stato nominato vicesegretario vicario fino al congresso, che sarà presieduto da Lorenzo Fontana.

Salvini punta a una riconferma senza sfidanti, ma dovrà fare i conti con le richieste di maggiore attenzione al Nord avanzate, tra gli altri, dal capogruppo al Senato Massimiliano Romeo e dal presidente della Lombardia Attilio Fontana. Il segretario ha escluso l’esistenza di dissidenti e ha invitato tutti a presentare proposte al congresso, dove le votazioni sulle mozioni e sugli atti di indirizzo saranno palesi.

Anche in Forza Italia si apre il confronto sulla leadership. Antonio Tajani ha proposto una consultazione popolare sul programma e sulla guida del partito, attraverso congressi o primarie aperte anche oltre la platea degli iscritti. «Se qualcuno vuole cambiare dobbiamo chiederlo al nostro popolo», ha detto al Fatto Quotidiano. Il messaggio è rivolto soprattutto al governatore calabrese Roberto Occhiuto, che da settimane invoca un rinnovamento degli azzurri e ha criticato la gestione del segretario.

La proposta di Tajani arriva nonostante la famiglia Berlusconi abbia confermato il proprio sostegno alla sua leadership. Il segretario punta a ottenere una nuova legittimazione in vista delle elezioni politiche, che continua a collocare nell’autunno del 2027, mentre resta aperta la possibilità di un voto anticipato in primavera. Intanto, Salvini insiste sulle primarie del centrodestra per scegliere il candidato sindaco di Milano, indicando Silvia Sardone come propria preferita ma rimettendo la decisione ai cittadini in assenza di un accordo con gli alleati.

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Ue e Regno Unito, un vertice per superare lo status quo post Brexit

13 October 2026 at 05:49

Il primo ministro britannico Andy Burnham lascia il numero 10 di Downing Street (AP/LaPresse)

Regno Unito e Unione europea si incontreranno il 20 novembre a Bruxelles per il secondo vertice bilaterale dalla Brexit. Lo ha annunciato ieri il primo ministro britannico Andy Burnham alla Camera dei Comuni, confermando la data già concordata con il presidente del Consiglio europeo António Costa. Parteciperà anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen.

L’obiettivo immediato è chiudere i negoziati su tre dossier: un accordo sanitario e fitosanitario per agevolare gli scambi di prodotti agroalimentari, il collegamento dei sistemi europei e britannici di scambio delle emissioni e un programma di mobilità per i giovani. Il vertice avrebbe dovuto svolgersi a luglio, ma era stato rinviato dopo le dimissioni del predecessore di Burnham, Sir Keir Starmer.

Il premier britannico vuole però utilizzare l’incontro anche per avviare una discussione più ampia sul futuro dei rapporti con Bruxelles. «Restare con lo status quo non è abbastanza» il Regno Unito, ha dichiarato ai deputati, definendo una rinuncia ingiustificabile non esplorare le possibilità di un accordo più ambizioso. Burnham ha indicato nella crescita economica, nel controllo dell’immigrazione e nella sicurezza le priorità del negoziato, sostenendo che gli accordi in preparazione potrebbero portare benefici economici equivalenti a circa dieci miliardi di sterline l’anno entro il 2040.

Il governo non ha escluso, nel lungo periodo, di valutare opzioni più profonde, compreso un eventuale ritorno al mercato unico o all’unione doganale. Burnham ha tuttavia precisato che la priorità resta raggiungere un risultato concreto al summit di novembre, prima di aprire un confronto sulle alternative per la relazione futura con l’Ue. Ha inoltre annunciato che Londra intende sollevare le proprie preoccupazioni sul programma europeo Made in Europe, che punta a rafforzare la produzione industriale del continente e potrebbe penalizzare le imprese britanniche.

Da Bruxelles, Costa ha definito essenziale rafforzare la cooperazione tra partner legati da interessi e valori comuni. Il presidente del Consiglio europeo ha indicato che i tre accordi in discussione potrebbero essere affiancati da ulteriori intese su difesa, sicurezza, migrazione e contrasto alla criminalità. Il quadro si inserisce nel partenariato strategico e nell’accordo sulla sicurezza e la difesa sottoscritti dalle due parti nel maggio 2025.

La prospettiva di un riavvicinamento ha però riaperto lo scontro politico interno. La leader tory Kemi Badenoch ha accusato Burnham di rimettere in discussione l’accordo sulla Brexit, sostenendo che Bruxelles non concederà condizioni migliori a Londra. Anche Reform UK ha criticato l’iniziativa, mentre i liberaldemocratici chiedono al governo di passare dalle dichiarazioni ai negoziati.

Il vertice del 20 novembre dovrà quindi misurare quanto spazio esista per migliorare concretamente i rapporti tra Londra e Bruxelles, a dieci anni dal referendum che sancì l’uscita britannica dall’Unione.

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