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Maxi-squalifica per Stefan Milicevic: è stato bandito dalle partite di tennis di tutto il mondo

15 October 2026 at 18:56

Squalifica esemplare decisa dall’Itia per Stefan Milicevic, responsabile di gravi violazioni delle norme anticorruzione del tennis. Il serbo è stato radiato per 24 anni e sarà costretto a versare a titolo di multa la somma di 70mila dollari. Milicevic a partire dallo scorso 9 ottobre, data di entrata in vigore della sanzione, è da considerarsi completamente escluso da qualsiasi evento legato all’Itia stessa e gli è proibito, da qui fino al 2050, presenziare a eventi organizzati o autorizzati da World Tennis, Wta, Atp, dai tornei dello Slam o da qualsiasi federazione nazionale.

Milicevic, 29 anni, che nell’agosto 2014 aveva raggiunto il suo best ranking in singolare al numero 1338 del mondo, è stato accusato di aver manipolato sei incontri, cinque dei quali disputati in prima persona, e di aver tentato di combinare altri sei match tra il 2022 e il 2024. Nel comunicato si legge: “Al giocatore è stato inoltre contestato di aver reclutato, o tentato di reclutare, diversi professionisti per inserirli in una rete corruttiva attiva nello stesso periodo, contribuendo così alla manipolazione di altri incontri”.

Il 24 settembre 2026, al termine dell’inchiesta, a Milicevic è stata notificata una contestazione per grave violazione del regolamento (Notice of Major Offense). Il giocatore non ha presentato alcuna risposta e, in conformità con le norme e le linee guida sanzionatorie dell’Itia, la sanzione prevista in questi casi è di 24 anni di squalifica e una multa di 70mila dollari. La squalifica è entrata in vigore il 9 ottobre 2026 e terminerà l’8 ottobre 2050.

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“Cahill non sapeva del forfait di Sinner, gliel’hanno detto mentre era in aeroporto. Ora è in attesa di notizie, è frustrante”: così Brad Gilbert

15 October 2026 at 14:57

Nessuno sa realmente come stia oggi Jannik Sinner, alle prese con la tendinopatia al ginocchio. Probabilmente nemmeno il suo allenatore Darren Cahill. Almeno stando a quanto dichiarato da Brad Gilbert, allenatore di tennis che nel corso della sua carriera ha seguito anche Andre Agassi e Andy Murray (due seguiti anche da Cahill in passato). Gilbert e Cahill sono molto amici, come anche confermato da Gilbert nel corso del podcast Big T con con Andrea Petkovic. “Ho parlato molto con Darren ultimamente. Mi ha detto che tutto è iniziato quando era in viaggio verso l’aeroporto di Los Angeles per prendere il volo per Cincinnati. Aveva un appuntamento con Jannik, ma all’ultimo minuto ha ricevuto una telefonata che lo informava che l’italiano non avrebbe giocato. Da allora, è in attesa di notizie, e questo è molto frustrante“, ha spiegato Gilbert, sottolineando anche come oggi il tecnico di Sinner – con cui a fine anno potrebbe inoltre esserci una separazione – sia all’oscuro o comunque non ben informato della situazione del numero uno al mondo.

Gilbert, che da tennista ha conquistato 20 tornei ed è stato anche numero 4 del ranking Atp, ha poi parlato in maniera più approfondita delle condizioni di Sinner: “A quanto mi risulta, Jannik sta seguendo i consigli dei medici, che vogliono evitare l’intervento chirurgico. Gli hanno chiesto di prendersi qualche giorno di riposo e poi di riprendere gli allenamenti. Ma il dolore continua a tornare. Alcuni giorni si sente bene, ma alla fine avverte di nuovo fastidio. Io spero che non ci siano troppi cuochi nella sua cucina“, facendo riferimento ai vari specialisti consultati da Sinner in questo periodo.

L’azzurro lavora per evitare l’intervento chirurgico, che lo terrebbe ovviamente fuori per più tempo rispetto a una normale terapia. Strada che però Gilbert non condivide pienamente. Sinner infatti, anche senza intervento, rimarrà fuori almeno cinque mesi. La sua ultima partita è datata 12 luglio: finale di Wimbledon vinta contro Zverev. “Pensate cosa potrebbe succedere se arrivassimo a dicembre, quando dovrà intensificare gli allenamenti per prepararsi agli Australian Open, e il dolore continuasse? In quello scenario, l’intervento chirurgico diventerebbe un’opzione. Si cerca sempre di evitare la chirurgia, ma la verità è che oggi gli interventi al ginocchio sono molto meno invasivi di trent’anni fa”, ha concluso Gilbert.

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