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Il frigorifero solidale arriva a Roma

15 October 2026 at 03:45

Presentazione del Frigorifero Solidale alla Camera dei Deputati

Ogni settimana, gli ingredienti recuperati al mercato di Porta Palazzo, a Torino, diventano 240 piatti pronti destinati a persone in difficoltà. A prepararli è RePoPP – Eco dalle Città; a ospitare il frigorifero e a garantire l’accesso e la distribuzione è il Sermig. Cuki mette a disposizione strumenti e competenze attraverso il progetto Cuki Save the Food. Il Frigorifero Solidale funziona grazie a questa divisione dei compiti, che permette di accompagnare le eccedenze dal banco del mercato fino a chi ha bisogno di un pasto. A un anno dall’avvio, l’esperienza torinese è stata presentata il 14 ottobre alla Camera dei deputati, in un incontro moderato dalla direttrice di Gastronomika Anna Prandoni. L’obiettivo dichiarato dai promotori è portarla in altre città e per farlo, le procedure sperimentate sul campo sono state raccolte in un disciplinare, attualmente in fase di certificazione.

Il progetto offre uno spunto utile per ragionare sul recupero alimentare: tra la disponibilità di un prodotto invenduto e la possibilità di consumarlo, infatti, esiste un lavoro che richiede persone, attrezzature, responsabilità definite. Occorre selezionare gli ingredienti, trasformarli, conservarli e organizzare la distribuzione. Nel caso torinese, la preparazione segue le norme igienico-sanitarie e il piano Haccp, il sistema di controllo dei rischi legati alla sicurezza degli alimenti. Il frigorifero è dunque il punto visibile di un’organizzazione molto più ampia, che mette insieme competenze, norme ben scritte, terzo settore e aziende, in un perfetto connubio tra differenti realtà che raggiungono insieme un obiettivo solidale comune. Replicare l’esperienza significa trovare, in ogni territorio, chi sappia recuperare e cucinare le eccedenze, chi possa accogliere e distribuire i pasti e chi contribuisca con risorse e competenze. I ruoli devono incontrarsi con continuità: il funzionamento di una settimana deve poter diventare quello delle settimane successive.

L'onorevole Maria Chiara Gadda e Anna Prandoni
L’onorevole Maria Chiara Gadda e Anna Prandoni

«Non serve partire da zero: il modello è già stato testato e funziona», sostiene Alessandro Pessana, responsabile di Cuki Save the Food. Il passaggio successivo, spiega, richiede nuovi partner disposti a rendere operativo il progetto in altri contesti urbani. La trasferibilità resta quindi il terreno sul quale misurare l’esperienza: procedure comuni da adattare a mercati, associazioni e bisogni differenti.

La presentazione arriva nel decennale della legge 166 del 2016, conosciuta come Legge Gadda, e alla vigilia della Giornata mondiale dell’alimentazione del 16 ottobre. Durante l’incontro, Maria Chiara Gadda, prima firmataria della norma, ha indicato nel consolidamento delle competenze e nell’estensione delle pratiche di recupero le prossime sfide. Il caso torinese porta l’attenzione sugli alimenti freschi e sui pasti preparati, per i quali organizzazione e corretta gestione sono determinanti.

C’è poi la qualità dell’aiuto offerto. Giuliana Malaguti, responsabile Comunicazione di Fondazione Banco Alimentare ETS, ha richiamato il rapporto tra dignità della persona e modalità della distribuzione. Un piatto fresco, buono e preparato con cura risponde a un bisogno quotidiano tenendo conto anche di come quel bisogno viene accolto. È un criterio che riguarda tanto il contenuto del pasto quanto la relazione con chi lo riceve. Dopo l’olio, è il caffè uno degli alimenti più richiesti dalle persone in difficoltà: segno di quanto il cibo donato debba andare ben oltre il nutrimento e diventare strumento di condivisione di convivialità.

Cuki Save the Food, nato nel 2011 in collaborazione con Banco Alimentare, ha contribuito in quindici anni al recupero e alla redistribuzione di oltre 24 milioni di porzioni. Il Frigorifero Solidale aggiunge a questo percorso un’esperienza circoscritta, con compiti riconoscibili e una produzione settimanale definita. Per diventare una pratica diffusa dovrà trovare altrove altrettanta continuità: cucine operative, competenze disponibili, risorse e luoghi accessibili. Il recupero prende forma quando tutti questi elementi riescono a lavorare insieme, in un vero progetto di condivisione solidale che riesca ad andare oltre le singole realtà e sia in grado di essere un ponte ideale ma anche pratico tra politica, terzo settore e aziende disposte a impegnarsi nella solidarietà non solo economicamente ma strategicamente. Un risultato che si ottiene quando alla disponibilità economica si abbina una precisa idea di coinvolgimento e di costruzione del valore, in grado di andare al di là della beneficenza.

Presentazione del Frigorifero Solidale alla Camera dei Deputati

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