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La Cina tarpa le le ali a Bruxelles sulle tensioni commerciali: "Non dovrebbero fantasticare"

La Cina ha avvertito l'Unione Europea (UE) di non dare per scontato che un atteggiamento commerciale più rigido possa costringere Pechino a fare concessioni. L'avvertimento giunge in seguito alla conferma, da parte di Bruxelles, dell'intenzione di creare un meccanismo che consenta di limitare rapidamente l'accesso dei prodotti cinesi al mercato unico, come riporta il South China Morning Post.

Questo nuovo punto di tensione emerge a solo una settimana dal raggiungimento di un accordo tra le due parti per limitare il volume di veicoli ibridi esportati dalla Cina verso l'Europa.

"L'UE non dovrebbe fantasticare di ottenere benefici attraverso la pressione o sottovalutare la determinazione e la capacità della Cina di difendere i propri interessi", ha affermato il Ministero del Commercio cinese. La dichiarazione risponde alle informazioni secondo le quali le minacce europee avrebbero costretto Pechino ad accettare le condizioni del blocco. Il Ministero ha respinto come infondata l'affermazione che tale pressione sia stata efficace.

In seguito al recente vertice del Consiglio europeo, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha confermato che l'UE svilupperà un nuovo strumento che consentirà di limitare immediatamente l'accesso al mercato unico ogniqualvolta ciò venga ritenuto necessario. L'iniziativa – promossa congiuntamente da Francia e Germania per far fronte a potenziali pratiche coercitive e distorsioni economiche – ha ottenuto il sostegno unanime dei 27 Stati membri.

Il meccanismo potrebbe essere integrato da nuove misure di salvaguardia commerciale, tra cui dazi e quote su ampie categorie di prodotti. Tra i settori presi in considerazione figurano quello chimico, dei macchinari, delle materie plastiche e delle ferroleghe.

 

"Il governo trema": il grido delle piazze francesi oggi, infranto contro il muro della repressione

Il fumo dei lacrimogeni si mescola all'aria di ottobre nelle piazze francesi in rivolta, mentre la risposta dello Stato a un malessere profondo si riduce a manganelli, idranti e blindati. Non è semplice rabbia. È il rigetto viscerale di un modello economico neoliberista che soffoca le classi popolari e risponde al dissenso con la sola grammatica della forza.

Tutto era iniziato alla fine di settembre dentro le aule scolastiche. Gli studenti chiedevano dignità: meno classi sovraffollate, più insegnanti, orari che non li stritolino. Invece di aprire un tavolo di confronto, l'esecutivo ha chiuso fino a cinquecento istituti in tutto il paese. Quando i ragazzi hanno portato quella stessa richiesta nelle piazze, la scelta è stata la repressione. I gas lacrimogeni lanciati contro i liceali non sono un incidente di percorso, ma la logica conseguenza di un sistema che dichiara di non avere soldi per l'istruzione ma ne trova a iosa per blindare l'ordine pubblico.

Según una fuente policial, las autoridades prevén que entre 30.000 y 60.000 manifestantes se congreguen en París, mientras que en todo el territorio francés la cifra se sitúe entre 90.000 y 170.000. https://t.co/l978yGOg5n

— Errete en Español (@erreteespanol) October 17, 2026

La protesta si è allargata a macchia d'olio, unendo i gilet gialli, i sindacati e una gioventù che non crede più alle promesse elettorali. Kamil, diciotto anni, lo dice chiaro mentre marcia: protesta per "i politici che mentono e gli ultraricchi che si sono presi sempre più ricchezza negli ultimi dieci anni". Agnes, cinquant'anni, rincara la dose: "Da anni abbiamo problemi di clima, economia e uguaglianza, ma il governo non fa nulla". Di fronte a questo grido collettivo, l'Eliseo ha risposto con un secco e sterile invito al "rispetto delle persone e della proprietà", una formula che suona più come una minaccia che come un'apertura.

La repressione è diventata l'unico vocabolario disponibile per l'esecutivo neoliberista. A Marsiglia gli scontri hanno portato all'irruzione nel municipio e alla distruzione del busto di Marianna, simbolo repubblicano, dopo che era già stata presa di mira una stazione di polizia municipale. A Lione, un ufficio del turismo è stato dato alle fiamme da giovani incappucciati, mentre a Lille e in altre città le sedi istituzionali sono state vandalizzate. Centinaia di fermati solo a Parigi, cariche della polizia, finestre di emittenti televisive mandate in frantumi. Le riprese che circolano in queste ore sui social network, ormai assunte a simbolo tangibile di questa repressione, mostrano agenti in assetto antisommossa che caricano ragazzi in fuga. Non è la difesa della democrazia, è la sua negazione.

 
 
 
 
 
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Dietro i vetri rotti e le barricate c'è un Paese con un debito pubblico che supera il centoventi per cento del PIL e un potere d'acquisto eroso dall'inflazione e dai costi energetici alle stelle, aggravati dal conflitto in Medio Oriente. Franck, funzionario pubblico, riassume il sentimento di chi scende in strada: "Alla fine del mese non mi resta nulla. I prezzi salgono ma gli stipendi no. Non ce la facciamo più, stiamo soffocando". 

Mentre la destra di Marine Le Pen grida al complotto della "sinistra radicale" e Jean-Luc Mélenchon denuncia una narrazione mediatica ossessionata dalla violenza, la sostanza politica non cambia. Il governo trema, come nota Ryad Rani, rappresentante degli studenti delle superiori: "Il governo trema ed è giusto che tremi, perché quando il popolo francese è arrabbiato non molla mai". 

Per ora, l'unica concessione del regime resta la carica della polizia. Una risposta vecchia, brutale e destinata a fallire. Non si può gasare la fame, né soffocare con gli dranti la richiesta di un futuro migliore senza neoliberismo.

Ping Ping e Fu Shuang: i nuovi ambasciatori della Cina negli USA

 

di Dong Siyu, Quotidiano del Popolo

Il 27 settembre, i panda giganti Ping Ping e Fu Shuang sono arrivati ??sani e salvi allo Zoo di Atlanta, segnando l'inizio di una partnership decennale per la conservazione tra Cina e Stati Uniti della specie. La coppia è partita dalla Base di ricerca di Chengdu per l'allevamento del panda gigante, nella provincia del Sichuan (Cina sud-occidentale), atterrando alle 8:55 (ora della costa orientale degli Stati Uniti) dopo un viaggio transpacifico meticolosamente organizzato.

Cina e Stati Uniti amplieranno la collaborazione su diversi fronti, tra cui l'allevamento e la cura dei panda giganti, la prevenzione e il trattamento delle malattie, la ricerca scientifica, l'educazione del pubblico e la conservazione delle popolazioni selvatiche e dei loro habitat.

Il panda gigante è una specie esclusiva della Cina, nonché una specie rara, emblematica e simbolo della conservazione della biodiversità globale. Dal 1994, la Cina porta avanti con costanza programmi internazionali di cooperazione a lungo termine incentrati sulla conservazione e sulla ricerca relative al panda gigante. Tali iniziative hanno rafforzato le competenze interne e, al contempo, favorito la comprensione reciproca tra la Cina e i Paesi partner. Inoltre, hanno offerto una "soluzione cinese" replicabile per gli sforzi multinazionali volti a proteggere le specie a rischio di estinzione e a preservare la diversità ecologica.

La cooperazione sino-statunitense per la conservazione del panda gigante rappresenta uno dei programmi internazionali di cooperazione sulla fauna selvatica più longevi della Cina; coinvolge il maggior numero di istituzioni partner e genera un impatto ampio e duraturo.

Le radici di questa collaborazione risalgono all'aprile del 1972, poco dopo la storica visita in Cina del presidente statunitense Richard Nixon. Due panda giganti, Ling Ling e Xing Xing, furono inviati negli Stati Uniti in dono. Il loro arrivo richiamò migliaia di visitatori, tra cui oltre 8.000 americani che attesero sotto la pioggia per accoglierli. Nel primo mese di esposizione al pubblico, più di un milione di persone si recò a vedere la coppia, consolidando il ruolo dei panda come simboli duraturi di buona volontà tra Cina e Stati Uniti.

La collaborazione scientifica e di allevamento ebbe inizio ufficialmente il 10 settembre 1996, con l'arrivo di Bai Yun e Shi Shi allo Zoo di San Diego. Seguirono l'arrivo di Lun Lun e Yang Yang allo Zoo di Atlanta nel 1999 e quello di Tian Tian e Mei Xiang allo Smithsonian's National Zoo di Washington, D.C., nel 2000. Oltre a conquistare il cuore del pubblico americano, ogni coppia ha rappresentato una testimonianza vivente della solidità e della profondità della cooperazione sino-americana per la conservazione del panda gigante.

Nel 2024, la precedente generazione di panda coinvolti nel programma di cooperazione ha concluso il proprio periodo di permanenza ed è tornata in Cina. Oggi, Ping Ping e Fu Shuang hanno attraversato il Pacifico per proseguire la storia della cooperazione nella conservazione del panda gigante.

Secondo i rappresentanti della Base di ricerca di Chengdu per l'allevamento del panda gigante, la parte statunitense ha intrapreso ampi preparativi per garantire la salute e il benessere dei panda durante l'intera permanenza. Tali iniziative includono importanti lavori di ristrutturazione e ammodernamento delle strutture di contenimento, al fine di creare un ambiente più sicuro e su misura per le esigenze della nuova coppia protagonista della collaborazione.

Gli esperti cinesi di conservazione hanno condiviso linee guida tecniche dettagliate con il personale degli zoo statunitensi, stabilendo standard rigorosi per la progettazione dell'habitat, la gestione quotidiana, la pianificazione nutrizionale e l'assistenza veterinaria.

Nel 1994, due panda giganti provenienti da Chengdu sono stati i primi a trasferirsi presso il parco faunistico Adventure World a Shirahama (prefettura di Wakayama, Giappone) in qualità di "ambasciatori per la ricerca scientifica e gli scambi", segnando l'inizio di una cooperazione internazionale a lungo termine sulla ricerca per la conservazione del panda gigante.

Da allora, la Cina ha condotto ricerche in collaborazione sui panda giganti con decine di Paesi, tra cui Stati Uniti, Repubblica di Corea, Germania e Singapore.

"Lo scopo di questi programmi di cooperazione è far progredire la ricerca scientifica e l'educazione pubblica, promuovere una maggiore consapevolezza e un maggiore coinvolgimento dell'opinione pubblica nella conservazione della fauna selvatica e, in ultima analisi, migliorare la protezione delle specie a rischio di estinzione", ha dichiarato un rappresentante della China Wildlife Conservation Association.

Un responsabile della Base di ricerca di Chengdu per l'allevamento del panda gigante ha spiegato che i panda destinati agli zoo esteri seguono un "programma di preparazione" su misura prima della partenza. Tale percorso prevede l'abituazione al trasporto, la collaborazione durante i controlli sanitari e l'adattamento al nuovo ambiente.

Prima di partire, gli animali trascorrono inoltre un mese in quarantena e in isolamento. Vengono predisposte scorte di cibo sufficienti per il volo e per eventuali scali.

Accompagnano i panda verso le destinazioni estere anche i loro custodi e le équipe veterinarie cinesi. Questi specialisti si occupano del monitoraggio quotidiano della salute, dei prelievi di sangue e di altre cure di routine, rimanendo in loco finché gli animali non si sono ambientati nella nuova struttura.

Ad oggi, la Cina ha avviato collaborazioni di ricerca scientifica con 26 zoo in 20 Paesi. Complessivamente, 69 panda giganti sono stati trasferiti all'estero nell'ambito di progetti di cooperazione internazionale. Dall'avvio di tali collaborazioni, sono nate e sono state allevate con successo 45 cucciolate, per un totale di 73 piccoli. Questa cooperazione ha contribuito in modo significativo alla condivisione delle risorse di ricerca, al potenziamento delle capacità di indagine scientifica, alla promozione della conservazione della specie e al rafforzamento degli scambi tra le popolazioni.

Nel 2016, l'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) ha modificato lo stato di conservazione del panda gigante da "in pericolo" a "vulnerabile". Tale variazione riflette i risultati positivi ottenuti dalla Cina nelle attività di conservazione della specie e rappresenta un riconoscimento internazionale dei successi cinesi nella sua tutela.

 

Il panda gigante Xing Hui si gode il suo "banchetto di compleanno" al Nantong Forest Safari Park, nella provincia del Jiangsu, Cina orientale. (9 agosto 2026 - Foto/Xu Peiqin)

Un panda gigante passeggia nel recinto esterno del padiglione dei panda giganti allo Zoo di Beijing. (16 luglio 2026 - Foto/Zhang Lixin)

Visitatori fotografano i panda giganti allo Zoo di Beijing. (17 luglio 2026 - Foto/Chen Xiaogen)

Un cucciolo di panda gigante dorme su un albero presso la Base di ricerca per l'allevamento del panda gigante di Chengdu, nella provincia del Sichuan, Cina sud-occidentale. (13 maggio 2026 - Foto/Hu Guolin)

 

 

CIIE 2026 a Shanghai: la fiera delle importazioni che conferma la leadership economica della Cina

 

di Tian Hong, Quotidiano del Popolo

 

La nona edizione della China International Import Expo (CIIE) si terrà presso il National Exhibition and Convention Center di Shanghai dal 5 al 10 novembre.

In quanto prima fiera commerciale al mondo a livello nazionale dedicata esclusivamente alle importazioni, la CIIE ha attirato espositori e delegati da oltre 180 Paesi e regioni nel corso delle sue prime otto edizioni. Gli espositori stranieri hanno partecipato circa 27.000 volte alle aree espositive commerciali, generando intenzioni di transazione complessive superiori a 580 miliardi di dollari.

Oltre a mettere in mostra le innovazioni, la fiera ha favorito con successo la commercializzazione delle tecnologie esposte e ha agevolato la trasformazione degli espositori in investitori a lungo termine. Si è così affermata come un punto di accesso fondamentale per le multinazionali che intendono stabilire una presenza duratura in Cina.

Organizzata con cadenza annuale e in costante crescita per dimensioni e influenza, la CIIE è diventata una piattaforma vitale attraverso la quale la Cina rafforza il proprio legame con i mercati globali, promuove l'ammodernamento industriale e offre vantaggi economici concreti ai consumatori.

Quest'anno, le aziende che partecipano da tempo al CIIE presenteranno una serie di nuovi prodotti, tecnologie e soluzioni, mettendo in mostra le loro innovazioni più recenti.

La Louis Dreyfus Company, colosso europeo dell'agroindustria nella classifica Fortune 500, presenterà una gamma di prodotti innovativi per la nutrizione animale, tra cui fosfolipidi e proteine ??specializzati, sviluppati presso il suo centro globale di ricerca e sviluppo con sede a Shanghai.

Il colosso giapponese dei beni di consumo Kao Corp porterà alla fiera molti dei suoi marchi di punta e illustrerà il proprio impegno nella promozione di stili di vita più sostenibili.

Rockwell Automation, azienda pioniera nell'automazione industriale, ospiterà l'anteprima mondiale di una piattaforma di controllo di nuova generazione, affiancandola a dimostrazioni delle sue iniziative più recenti volte a favorire la decarbonizzazione industriale.

"Attendo con impazienza la mia visita a Shanghai il prossimo novembre. Il CIIE rappresenta un'importante piattaforma in grado di riunire innovazioni globali, mettere in contatto consumatori e partner e trasformare idee rivoluzionarie in opportunità di crescita scalabili", ha dichiarato Stephane de La Faverie, Presidente e CEO di Estée Lauder Companies.

"Estée Lauder è profondamente impegnata in Cina da oltre 30 anni. La Cina non è solo uno dei nostri mercati globali più importanti, ma sta anche diventando sempre più una fonte fondamentale di talenti, intuizioni e ispirazione per il gruppo", ha aggiunto. Quest'anno segnerà la sua prima visita alla CIIE, a conferma della fiducia del gruppo nella sua continua crescita a lungo termine in Cina.

Quest'anno, 169 aziende consolidate e 30 organizzatori di fiere esteri parteciperanno alla CIIE per la nona volta consecutiva. Gli espositori che tornano a partecipare rappresentano circa la metà del totale, ma occupano circa l'80% della superficie espositiva complessiva. La forte capacità di attrazione della CIIE riflette il costante impegno della Cina nel promuovere un'apertura di alto livello e nel condividere le opportunità di sviluppo con il resto del mondo.

Per molte multinazionali, la CIIE non funge soltanto da palcoscenico per il lancio di prodotti, ma anche da interfaccia dinamica in cui l'innovazione globale e il mercato cinese si rafforzano a vicenda.

Ad agosto, il colosso farmaceutico tedesco Boehringer Ingelheim ha annunciato un potenziamento della propria strategia per la Cina, prevedendo in particolare l'apertura di un nuovo centro di ricerca e sviluppo a Zhangjiang, Shanghai.

Partecipante alla CIIE per ben otto edizioni, l'azienda ha presentato in passato quasi 50 terapie e soluzioni mediche innovative; diverse di queste sono passate con successo dagli stand espositivi alla distribuzione commerciale.

A partire dal 2025, diversi nuovi farmaci sviluppati dall'azienda hanno ottenuto l'autorizzazione alla commercializzazione in Cina. Alcuni hanno ricevuto l'approvazione globale simultanea, mentre altri hanno debuttato a livello mondiale proprio sul mercato cinese.

Da anni, la CIIE offre spazi espositivi gratuiti agli espositori provenienti dai Paesi meno sviluppati del mondo. L'edizione di quest'anno potenzierà inoltre l'area dedicata ai prodotti di Asia e Africa, aiutando gli espositori dei Paesi africani che intrattengono relazioni diplomatiche con la Cina a cogliere le opportunità offerte dalla politica di azzeramento dei dazi e incoraggiando un numero maggiore di Paesi del Sud globale a sfruttare appieno la piattaforma della CIIE.

All'inizio di agosto, le autorità della Costa d’Avorio preposte all'export hanno deciso di organizzare una delegazione di piccole e medie imprese per partecipare alla nona edizione della CIIE, portando con sé prodotti agricoli di punta quali caffè, frutta secca, cacao e anacardi.

In occasione della nona edizione della CIIE, il China-ASEAN Business Center lancerà ufficialmente un club per imprenditori attivi a livello transfrontaliero, offrendo alle aziende cinesi servizi completi e continuativi per sostenere la loro espansione nei mercati dell'ASEAN.

Ge Hong, vicedirettore generale dell'Ufficio della CIIE, ha sottolineato che la nona edizione della fiera rimarrà saldamente allineata alle priorità economiche nazionali, creando sinergie con le iniziative "Export to China", "Buy in China" e "Invest in China" per sfruttare l'apertura di alto livello come catalizzatore di una crescita di qualità.

La fiera punterà ulteriormente su novità, sostenibilità, progresso tecnologico ed eccellenza dei prodotti, mettendo in risalto innovazioni all'avanguardia e accelerando al contempo l'importazione di beni di alta gamma per favorire un commercio internazionale più equilibrato.

L'evento offrirà opportunità più diversificate di business matchmaking, tra cui sessioni di selezione prodotti per i grandi acquirenti, un "corridoio per gli acquirenti" e attività di matchmaking commerciale e di investimento, al fine di facilitare connessioni più mirate ed efficaci tra espositori, acquirenti e altri partecipanti. Verrà inoltre potenziata la struttura dedicata alle delegazioni commerciali (trade delegation home) per offrire piattaforme one-stop e servizi integrati.

In qualità di città ospitante, Shanghai sta predisponendo sistemi di supporto completi in vista dell'evento. Le infrastrutture cittadine, tra cui la rete di trasporto pubblico, le procedure doganali portuali e la gestione intelligente delle strutture, sono già state ottimizzate per far fronte ai picchi di domanda.

Tra i continui miglioramenti figurano procedure accelerate di "canale verde" per le merci in esposizione, operazioni di sdoganamento semplificate, aree espositive in regime di deposito doganale e servizi di regolamento finanziario in loco.

È inoltre in fase di organizzazione un'ampia gamma di iniziative, tra cui incontri di incontro tra domanda e offerta, forum di settore, colloqui sugli investimenti e sessioni di approfondimento sulle politiche di riferimento.

Si stanno consolidando sempre più meccanismi a lungo termine volti a trasformare i prodotti esposti in beni commerciali e gli espositori in investitori.

 

Barista robot prepara il caffè per i visitatori nell'area espositiva dedicata ai servizi durante l'ottava edizione della China International Import Expo a Shanghai. (8 novembre 2025 - Foto/Tang Ke)

 

L'Inflync L600, il primo eVTOL al mondo a grandezza naturale con ali basculanti intubate, attira i visitatori nell'area espositiva dedicata all'automobile e alla mobilità intelligente dell'ottava edizione della China International Import Expo. (7 novembre 2025 - Foto/Wang Chu)

 

Un addetto effettua il debug di un robot umanoide industriale presso lo stand di Hexagon, nell'area espositiva dedicata a tecnologia e attrezzature dell'ottava edizione della China International Import Expo. (4 novembre 2025 - Foto/Weng Qiyu)

 

Le esposizioni Lego attirano l'attenzione dei bambini nell'area dedicata ai beni di consumo dell'ottava edizione della China International Import Expo. (9 novembre 2025 - Foto/Weng Qiyu)

 

La folla riempie gli spazi dell'ottava edizione della China International Import Expo a Shanghai. (7 novembre 2025 - Foto/Ding Junhao)

“Zakharova attacca l'Italia” blaterano a RaiNews

 

Personalmente, non apprezziamo particolarmente la portavoce del Ministero degli esteri russo, Marija Zakharova, distintasi in passato per aver detto che Stalin è peggiore di Hitler. Ma, quando i giullari del governo fascio-leghista, ammucchiati in quel putridume “informativo” di RaiNews 24, blaterano che «Zakharova torna ad attaccare l'Italia», non si può che esser presi da urti di vomito, per l'ormai quotidiana esortazione a prendere le armi e prepararsi alla guerra, in nome della difesa dei “valori liberali occidentali attaccati dalle autocrazie euroasiatiche». Uno schifo, insomma, che deve però servire a mobilitare quante più forze popolari possibili per arginare le smanie belliciste delle cancellerie europee. 

In sostanza, ecco cosa ha detto Marija Zakharova, accusata da RaiNews di «attaccare l'Italia», nelle sintesi delle agenzie Interfax e TASS.



Zakharova ha sottolineato la politica anti-russa del governo italiano, titolava il 16 ottobre la russa Interfax. La Russia è sempre pronta a una cooperazione costruttiva e reciprocamente vantaggiosa con ogni paese che non abbia una politica estera russofoba ostile, ha dichiarato la portavoce del Ministero degli Esteri, Marija Zakharova.

«Siamo sempre stati disposti a sviluppare rapporti con tutte le forze costruttive che non professino la russofobia e non agiscano contro il nostro Paese», ha detto, commentando, su richiesta dei giornalisti, la possibilità della ripresa della cooperazione russo-italiana.

Zakharova ha rilevato che, a causa della politica anti-russa del governo italiano, oggi non ci sono pieni contatti con Roma e, tuttavia, sono gli stessi cittadini di quel paese a essere estremamente interessati a relazioni adeguate con Moskva.

«La Roma ufficiale non ha sufficiente volontà politica, per agire nell'interesse dei propri cittadini, andando contro, per così dire, alle pretese dei suoi padroni di Bruxelles e di altre capitali di intraprendere passi russofobi, contro gli interessi del proprio popolo», ha concluso Zakharova.

Come specifica la TASS, Marija Zakharova, rispondendo alla domanda se ci sia in Italia chi si esprime per regolare il dialogo con la Russia, Zakharova ha rilevato che questi «sono i cittadini italiani stanchi dell’imposizione della russofobia, che vedono i risultati di tale politica, vedono come non venga loro permesso nemmeno di esprimersi al riguardo, dicono di essere ingannati quando, in vista delle elezioni, si comincia a divulgare l’idea che occorra tenere conto sia del fattore Russia, sia del fattore delle relazioni bilaterali che, quando si sono sviluppate, hanno sempre portato benefici all’Italia, che non si debba cadere in fobie nazionalistiche e ideologie, ma dopo le elezioni ricomincia tutto come prima».

Confrontando la sintetica puntualità delle osservazioni di Zakharova con gli squittii dei propagandisti RAI, torna alla mente la lucida osservazione del favolista russo settecentesco Ivan Krylov: «Capita alle aquile di scendere anche più in basso delle galline, ma alle galline non accade di elevarsi fino alle nuvole».

https://www.interfax.ru/amp/1122986
https://tass.ru/politika/28222289

 

F.P.

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