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La cartolina scritta da un prigioniero in un lager nazista arriva alla famiglia dopo 82 anni: “Il mio bisnonno tornò a casa, ma i suoi figli non lo riconobbero e scapparono impauriti”

18 October 2026 at 09:47

Un messaggio scritto a mano il 5 giugno 1944 dal campo di prigionia tedesco di Heilbronn-Neckargartach ha impiegato ottantadue anni per coprire la distanza che lo separava da Selva di Cadore, nel Bellunese. A riannodare i fili di una memoria familiare interrotta dalla Seconda guerra mondiale è stato un appello lanciato sui social, che ha permesso alla pronipote Martina Pallua di stringere finalmente tra le mani la cartolina scritta dal bisnonno, l’internato militare Orlando Dell’Andrea.

Tutto inizia settimana mese fa, quando la rete digitale restituisce alla famiglia un pezzo di storia materiale rimasto sospeso per otto decenni: «Questa storia inizia una sera di fine settembre», racconta Martina Pallua, «quando mi arriva un messaggio apparso sul gruppo Facebook “Son da Selva”. Diceva più o meno così: “Cerchiamo i familiari o i discendenti di un internato militare, Orlando Dell’Andrea, originario di Selva di Cadore, località l’Andria, del quale conserviamo documentazione postale originale”». A lanciare la ricerca era stato Pasquale Alessandro Campo, ricercatore storico e collezionista. «Poche righe. Eppure, dietro quelle parole c’era una storia rimasta sospesa per più di ottant’anni», prosegue la pronipote. «Inutile dire lo stupore, l’emozione e la curiosità che ho provato nello scoprire che esisteva una cartolina scritta dal mio bisnonno e mai arrivata a destinazione. È così che è iniziato un viaggio alla scoperta di un uomo che non ho mai conosciuto».

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Muere un anciano de 105 años mientras era investigado por crímenes del nazismo

18 October 2026 at 11:08

J. S. era uno de los vecinos más conocidos de un pequeño municipio del oeste de Alemania. Tenía 105 años, los medios locales le dedicaban artículos por su aniversario desde que era un venerable centenario y el alcalde lo recibía con honores. Lo que muchos de sus conciudadanos no saben es que también fue guardia en el mayor campo de prisioneros de guerra en Alemania durante la II Guerra Mundial, el Stalag 326. Al menos 15.000 presos, sobre todo combatientes soviéticos, murieron allí en condiciones inhumanas, aunque se cree que la cifra real puede ascender a 70.000.

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© Keystone (Getty Images)

Campo de prisioneros de guerra Stalag 326, en Alemania, donde fue guadia el anciano J. S. y donde murieron al menos 15.000 prisioneros de guerra, en una imagen del 9 de abril de 1945.
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