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BE diz que destino da lei do arrendamento é o “caixote do lixo” e vê Ventura “à rasca”

18 October 2026 at 20:43

O coordenador do BE defendeu hoje que a lei do arrendamento terá como destino o “caixote do lixo” e considerou que o presidente do Chega está “à rasca” depois de se ter disponibilizado para viabilizar a proposta do Governo.

Em conferência de imprensa na sede do partido, em Lisboa, após uma reunião da Mesa Nacional do BE, José Manuel Pureza defendeu que o Governo, “perante a grandeza das mobilizações, perante a enorme capacidade de juntar gente, não tem outro remédio que não seja ouvir, e ouvir bem, aquilo que a rua está a dizer”.

“O Governo, se fosse responsável, não faria outra coisa que não fosse ouvir, escutar com atenção e tomar decisões em relação a isso”, sustentou, criticando as palavras do ministro dos Assuntos Parlamentares, Carlos Abreu Amorim, que disse que o executivo não vai ceder “aos gritos que vêm da rua”.

Minutos depois de André Ventura ter anunciado um conjunto de medidas para a habitação, Pureza afirmou que o presidente do Chega demonstrou estar numa “situação aflitiva” depois do acordo com o PSD que permitiu aprovar na generalidade as alterações à lei do arrendamento propostas pelo Governo.

“Dizendo as coisas em bom português, André Ventura está à rasca. É o que resulta claramente daquela conferência de imprensa”, atirou.

O líder bloquista antecipou que as alterações à lei do arrendamento terão o mesmo destino da revisão da lei laboral que o Governo pretendia fazer: “Isso vai acontecer e já todos perceberam que isso vai ser assim, dada a força das mobilizações […]. O destino dessa lei é o mesmo que teve o pacote laboral, ou seja, o caixote do lixo”.

Inquirido sobre as propostas anunciadas pelo Chega, Pureza acusou Ventura de ter dedicado mais de metade da conferência de imprensa à imigração enquanto votou favoravelmente o regime dos vistos ‘gold’.

“A única coisa que seria séria por parte de André Ventura, é essa única proposta que, na verdade, ele tem que fazer, é a proposta de rasgar o acordo que fez com o PSD”, afirmou.

Pureza afirmou que “só a esquerda está em condições de apresentar propostas” que respondam à “aflição das pessoas”, recordando as iniciativas do Bloco para fixar tetos nas rendas e atribuir à Caixa Geral de Depósitos “um papel orientador em matéria de política de crédito para a compra de habitação”, reduzindo as suas margens de lucro na mesma proporção de eventuais aumentos das taxas de juro do Banco Central Europeu (BCE).

Questionado sobre a postura do Presidente da República nesta matéria, o coordenador do Bloco sublinhou que o partido “nunca teve nenhuma ilusão” sobre António José Seguro, mas considerou “lamentável” que o chefe de Estado se tenha pronunciado “não para falar de habitação”, mas sim de segurança.

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Il weekend di guerriglia dei giovanissimi a Milano spiazza il governo dei decreti Sicurezza, Meloni convoca una riunione d’urgenza sull’ordine pubblico

18 October 2026 at 20:27

Giovani, anzi giovanissimi. Minorenni ma in molti casi anche ragazzini sotto i 14 anni. L’ordine pubblico a Milano torna sotto scacco. Sabato era stato utilizzato il “pretesto” della manifestazione di autoconvocati sui social contro il caro vita, oggi – domenica – centinaia di giovani si sono ritrovati in piazza Duomo: quasi tutti vestiti di nero, incappucciati, nascosti dietro a scaldacollo, passamontagna, perfino maschere vere e proprie. La tensione è andata salendo nonostante il servizio d’ordine rafforzato davanti alla cattedrale milanese: mentre turisti e passanti interessati allo shopping attraversavano la piazza, si moltiplicavano i gruppetti di giovanissimi travisati e pattuglie delle volanti e del reparto mobile. Alcuni ragazzini sono stati fermati e identificati qui ma alla fine la violenza è esplosa lo stesso, poco lontano: a partire da via Torino la strada che da piazza Duomo porta verso la zona di Porta Ticinese e delle Colonne di San Lorenzo: vetrine sfondate, cestini rovesciati, supermercati presi d’assalto. Col passare dei minuti si è capito che si muovevano gruppetti di 10-15-20 persone che entravano in azione in modo simultaneo in zone diverse: le traverse di via Torino, piazza Cordusio, piazza dei Mercanti. Bombe carta, fuochi d’artificio, sassi contro i mezzi della polizia, cartelli stradali divelti. La polizia risponde con gli scudi del reparto mobile, con gli idranti, con i lacrimogeni che sembrano avvolgere il Duomo in una scighèra in anticipo. Gli ultimi sfilano lungo via Dante, verso il Castello Sforzesco, passando per largo Cairoli dove l’azione distruttiva è diventata irruzione nel Decathlon. La pioggia anche battente non li ferma, gli ultimi tafferugli sono dopo le otto di sera a San Babila. Rabbia, vandalismo, devastazione che la politica e pure, evidentemente, anche la gestione dell’ordine pubblico fatica a capire, intercettare, prevedere, una furia mista forse a una qualche denuncia che nessuno esplicita (c’è chi regala la merce “espropriata” dai negozi ad alcuni senzatetto, ma c’è anche chi si fa immortalare davanti a un cestino in fiamme dai fotografi dei giornali). L’unico mezzo d’espressione è la violenza, contro gli oggetti e i luoghi. Non ci sono collettivi con cui confrontarsi, anzi oggi non c’era nemmeno un corteo da seguire: i fermati dopo tre ore di battaglia sono oltre 200, l’ottanta per cento di loro è minorenne.

Meloni convoca una riunione d’urgenza, il governo dei decreti Sicurezza deve correre di nuovo ai ripari

La politica condanna e si rinfaccia le responsabilità. Intanto il governo dei numerosi decreti Sicurezza si ritrova di nuovo correre ai ripari, con altre norme, altre strette. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni convoca una riunione sull’ordine pubblico, segno forse che non è andato tutto alla grande. Il suo vice Matteo Salvini ne approfitta per dire che ora non si può più parlare di ius scholae e tenta di agganciare quanto successo a Milano allo sciopero generale convocato dalla Cgil per il 20 novembre. Il leader leghista ripropone l’introduzione di una cauzione a carico degli organizzatori delle manifestazioni a rischio, “a copertura degli eventuali danni”, norma che peraltro non avrebbe niente a che fare con i fatti di domenica visto che non c’era alcuna manifestazione. L’altra proposta dei leghisti è trasformare in “decreto-legge urgente” alcune delle misure contenute nel disegno di legge cosiddetto “anti-maranza”, come il fermo preventivo anche per i minorenni, il divieto di aggregazione per chi si rende responsabile di violenze di gruppo e l’introduzione del reato di danneggiamento di gruppo. L’altro vicepremier, il leader di Forza Italia Antonio Tajani, ha riunito un vertice d’urgenza da cui sono uscite proposte come un cdm da tenere a Milano “come segno di vicinanza”, l’accelerazione dell’iter legislativo delle norme che rendono più facilmente imputabili i minori tra 14 e 17 anni ma anche “l’invio immediato di ulteriori unità delle forze dell’ordine e delle forze armate già dedicate al mantenimento della sicurezza, al fine di rafforzare anche i dispositivi di Strade Sicure”.

Il “caso” Piantedosi: la polemica con Sala poche ore prima del nuovo caos

Intanto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi manca l’appuntamento con il tempismo perché si mette a polemizzare con il sindaco di Milano Beppe Sala proprio qualche ora prima che il centro di Milano sprofondasse di nuovo nel caos. Il sindaco aveva detto che gli agenti previsti per il corteo di sabato – quando sono entrati in azione per la prima volta i giovani violenti – erano un po’ pochi, il capo del Viminale ha detto che era un’uscita un po’ snob: “È il solito riflesso naturale e istintivo di una certa sinistra radical chic che non riesce proprio a condannare i violenti senza qualche distinguo, sempre preferendo guardare a presunte responsabilità dello Stato e dei suoi rappresentanti. La colpa sarebbe della Questura, del presunto numero insufficiente di poliziotti schierati, anziché di chi ha scelto di devastare la città e aggredire le forze dell’ordine”. “Io non ce l’ho con il questore, e ci mancherebbe altro, con il quale lavoro ogni santo giorno – ha detto in mattinata Sala – ma l’impressione che si stia sottovalutando il momento e che le forze disponibili a Milano alla questura non fossero adeguate io ce l’ho”. Carenza “inesistente” assicura anche il presidente del Senato Ignazio La Russa che si è detto “senza parole” per l’uscita del sindaco. “Non siamo preparati, temo siano le prime prove di violenza” aveva detto ancora Sala e purtroppo è stata una frase profetica. Ventiquattro ore dopo si ritrova a commentare e condannare.

Dal centro di quello che dovrebbe essere il campo largo ci si sofferma sul capitolo sicurezza, che dovrebbe essere il mantra del centrodestra. “Quando la rabbia sociale incontra la criminalità comune – scrive in una nota Matteo Renzi le piazze vengono vergognosamente incendiate. Compito della politica è rispettare le Istituzioni, comprendere il disagio, garantire legge e ordine”. Continua l’ex premier: “Voglio dire al ministro dell’Interno che il suo compito non è quello di criticare la sinistra ma quello di garantire l’ordine pubblico. È chiara la differenza, prefetto Piantedosi? Lei è pagato per evitare la violenza dei maranza, non per pontificare contro la sinistra. Non ci servono le sue dotte analisi sociologiche: ci serve che il ministro garantisca la sicurezza”. Riccardo Magi (+Europa) definisce il capo del Viminale “un agente del caos” e chiede che riferisca in Aula: “Meloni dovrebbe ammettere che la montagna di decreti sicurezza non ha partorito nemmeno un topolino, fallendo miseramente proprio nella parte che interessa di più i cittadini, cioè quella di prevenire il rischio di manifestazioni violente e di città devastate”.

La Russa: “Le manifestazioni acqua per gli squali dell’aggressione alle forze dell’ordine”

Il governo contro l’opposizione. Da destra il concetto espresso da tutti i partiti è quello che lo stesso La Russa sintetizza così: “Stupisce (ma non troppo) lo scoperto tentativo di diversi esponenti politici di limitarsi, al massimo, a un generico ‘no a ogni violenza’ facendo finta di non sapere che le manifestazioni da loro volute o apprezzate, costituiscono l’acqua necessaria e consapevole dove far nuotare gli squali della aggressione alle Forze dell’ordine e i piranha della devastazione e dei vigliacchi saccheggi”. Da parte loro i leader di Verdi-Sinistra Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli rispondono: “Noi non c’entriamo niente con i delinquenti. Li abbiamo sempre condannati ma non possono usare i violenti per coprire la voce di migliaia di persone che pacificamente stanno protestando in tutta Italia perché non riescono più a vivere”.

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20h. Pedro Duarte: "manifestação não é espaço" para reunião

18 October 2026 at 20:14
Em declarações, o autarca do Porto garante que as portas da Câmara estarão "sempre abertas" para o diálogo. Ainda, no Brasil, realiza-se hoje o primeiro debate entre Lula da Silva e Flávio Bolsonaro.

Morreu antigo deputado do PCP/Madeira Leonel Nunes

18 October 2026 at 20:11
Partido destaca "capacidade de militância político-sindical" e lembra caso judicial em torno do seu despedimento do Hotel Reid's, "uma referência na história do sindicalismo e do direito laboral".

© Rui Silva / ASpress / Global Imagens

Partido destaca "capacidade de militância político-sindical em favor da edificação de uma sociedade mais justa".

BE diz que lei do arrendamento vai para "o lixo". Ventura? "À rasca"

18 October 2026 at 19:30

O coordenador do BE defendeu hoje que a lei do arrendamento terá como destino o "caixote do lixo" e considerou que o presidente do Chega está "à rasca" depois de se ter disponibilizado para viabilizar a proposta do Governo.

 

Em conferência de imprensa na sede do partido, em Lisboa, após uma reunião da Mesa Nacional do BE, José Manuel Pureza defendeu que o Governo, "perante a grandeza das mobilizações, perante a enorme capacidade de juntar gente, não tem outro remédio que não seja ouvir, e ouvir bem, aquilo que a rua está a dizer".

"O Governo, se fosse responsável, não faria outra coisa que não fosse ouvir, escutar com atenção e tomar decisões em relação a isso", sustentou, criticando as palavras do ministro dos Assuntos Parlamentares, Carlos Abreu Amorim, que disse que o executivo não vai ceder "aos gritos que vêm da rua".

Minutos depois de André Ventura ter anunciado um conjunto de medidas para a habitação, Pureza afirmou que o presidente do Chega demonstrou estar numa "situação aflitiva" depois do acordo com o PSD que permitiu aprovar na generalidade as alterações à lei do arrendamento propostas pelo Governo.

"Dizendo as coisas em bom português, André Ventura está à rasca. É o que resulta claramente daquela conferência de imprensa", atirou.

O líder bloquista antecipou que as alterações à lei do arrendamento terão o mesmo destino da revisão da lei laboral que o Governo pretendia fazer: "Isso vai acontecer e já todos perceberam que isso vai ser assim, dada a força das mobilizações [...]. O destino dessa lei é o mesmo que teve o pacote laboral, ou seja, o caixote do lixo".

Inquirido sobre as propostas anunciadas pelo Chega, Pureza acusou Ventura de ter dedicado mais de metade da conferência de imprensa à imigração enquanto votou favoravelmente o regime dos vistos 'gold'.

"A única coisa que seria séria por parte de André Ventura, é essa única proposta que, na verdade, ele tem que fazer, é a proposta de rasgar o acordo que fez com o PSD", afirmou.

Pureza afirmou que "só a esquerda está em condições de apresentar propostas" que respondam à "aflição das pessoas", recordando as iniciativas do Bloco para fixar tetos nas rendas e atribuir à Caixa Geral de Depósitos "um papel orientador em matéria de política de crédito para a compra de habitação", reduzindo as suas margens de lucro na mesma proporção de eventuais aumentos das taxas de juro do Banco Central Europeu (BCE).

Questionado sobre a postura do Presidente da República nesta matéria, o coordenador do Bloco sublinhou que o partido "nunca teve nenhuma ilusão" sobre António José Seguro, mas considerou "lamentável" que o chefe de Estado se tenha pronunciado "não para falar de habitação", mas sim de segurança.

A reunião da Mesa Nacional do BE confirmou ainda que o partido votará contra a proposta de Orçamento do Estado para 2027 (OE2027), uma posição que já tinha sido anunciada por José Manuel Pureza em 08 de outubro, quando recusou passar um "cheque de má governação ao primeiro-ministro".

O coordenador bloquista reiterou as críticas ao documento, considerando que as alterações que possa surgir durante a discussão na especialidade não serão suficientes para modificar as opções do Governo.

[Notícia atualizada às 19h38]

Chega anuncia pacote legislativo de emergência para habitação

Chega anuncia pacote legislativo de emergência para habitação

O líder do Chega, André Ventura, anunciou hoje um pacote legislativo de emergência para a habitação, incluindo aumento de deduções em IRS e possibilidade de défice orçamental para financiar as medidas.

Lusa | 18:00 - 18/10/2026

19h. Ventura propõe pacote de emergência para habitação

18 October 2026 at 19:10
Em reação às manifestações, André Ventura propõe medidas para a habitação, incluindo deduções fiscais e revisão do IMI. Ainda, José Luís Carneiro pede ao Governo que recupere propostas do PS de 2023.

Carneiro considera que Ventura poderá ganhar prémio Nobel da hipocrisia

18 October 2026 at 18:59

O secretário-geral do PS considerou hoje que o líder do Chega, André Ventura, poderá ganhar o prémio Nobel da hipocrisia porque se mostra preocupado com a habitação, mas apoia a lei das rendas do Governo.

“Eu diria que ele está mesmo em condições de poder ganhar o prémio Nobel da hipocrisia”, disse José Luís Carneiro à margem da apresentação de um livro sobre Germano Sousa no Palácio da Bolsa, no Porto.

O líder socialista lembrou que André Ventura se mostrou, esta tarde, preocupado com as rendas das casas quando, ele próprio, apoiou a lei das rendas do Governo PSD/CDS-PP e esteve contra os movimentos que se manifestaram pelo direito à habitação.

“Ele [André Ventura] apoiou a lei das rendas do Governo que permite lançar na instabilidade e na imprevisibilidade os mais jovens e que, por esta via, têm mais dificuldades em aceder ao arrendamento e que lançou, igualmente, a imprevisibilidade no futuro dos mais idosos que vivem nas grandes cidades”, insistiu.

Numa conferência de imprensa na sede nacional do Chega, em Lisboa, André Ventura defendeu a necessidade de um entendimento entre os partidos para aprovar medidas que possam “tocar verdadeiramente nos pontos que interessam em matéria da habitação em Portugal e dos grandes problemas” dos últimos anos.

José Luís Carneiro prometeu bater-se “com todas as forças” para fazer cair a lei das rendas que o Governo de Luís Montenegro pretende aprovar no Parlamento e que lançará na imprevisibilidade e na insegurança os mais jovens, as famílias das classes médias e, particularmente, os mais idosos.

“Esta é a palavra de confiança que eu quero deixar ficar às portuguesas e aos portugueses”, frisou, acrescentando que o PS fez da habitação, a par da saúde e do aumento do custo de vida, uma das suas prioridades. 

Questionado sobre as manifestações pela habitação, o secretário-geral do PS salientou que o direito de manifestação é um direito fundamental e deve compatibilizar-se com a ordem pública, a segurança e o bem-estar de todos. 

“É esse equilíbrio que deve ser garantido por parte de quem se manifesta, que tem naturalmente a minha solidariedade, porque quem se manifesta está a manifestar-se por um direito fundamental, está a manifestar-se pelas suas dificuldades em enfrentar o custo de vida, o custo de vida com a habitação, o custo de vida com os combustíveis, o custo de vida com os bens alimentares e, portanto, eu estou solidário com essa causa”, concluiu.

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Motorista é preso após atropelar idoso em ato pró-Lula em BH

Um motorista foi preso após atropelar um idoso que participava de um ato pró-Lula no centro de Belo Horizonte na tarde deste sábado (17).

O homem de 45 anos, que não teve o nome divulgado, dirigia um Volkswagen Up amarelo e avançou o sinal vermelho em direção ao grupo de manifestantes. O homem de 67 anos foi atingido e precisou ser levado ao hospital. O estado de saúde dele não foi informado.

Nas imagens gravadas por quem estava no local é possível ver que o motorista fugiu sem prestar socorro.

A polícia prendeu o homem em flagrante sob suspeita de tentativa de homicídio. De acordo com nota enviada pela Polícia Civil de Minas Gerais ao UOL, o condutor foi levado para a delegacia e ouvido por meio da 2ª Central Estadual do Plantão Digital.

Deputada pede investigação

A deputada estadual Bella Gonçalves (PT-MG), que estava no local, disse que pedirá uma investigação do caso. Ela é presidente da Comissão de Direitos Humanos na Assembleia Legislativa de Minas Gerais.

“Muito grave o que aconteceu em Belo Horizonte. Bolsonarista atropelou manifestante em um ato de mulheres com Lula”, disse a deputada em vídeo publicado em rede social.

Atos pró-Lula pelo país

Atos a favor da reeleição do presidente Lula estão acontecendo em todo o país desde o final do primeiro turno. O objetivo é mobilizar votos para reverter a vantagem de Flávio Bolsonaro (PL), que terminou o primeiro turno com 47% dos votos, contra 45% do petista.

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Rubina Leal manifesta pesar pelo falecimento de Leonel Nunes

18 October 2026 at 18:25
A Presidente da Assembleia Legislativa da Região Autónoma da Madeira, Rubina Leal, manifesta o seu pesar pelo falecimento de Leonel Nunes, antigo deputado do Parlamento Madeirense, eleito pela CDU, e dirigente do Partido Comunista Português. O seu percurso de intervenção cívica, política e sindical esteve ligado à defesa dos direitos dos trabalhadores e à participação […]

Ventura? "Diria que está em condições de ganhar Nobel da hipocrisia"

18 October 2026 at 18:22

Osecretário-geral do PS considerou hoje que o líder do Chega, André Ventura, poderá ganhar o prémio Nobel da hipocrisia porque se mostra preocupado com a habitação, mas apoia a lei das rendas do Governo.

 

"Eu diria que ele está mesmo em condições de poder ganhar o prémio Nobel da hipocrisia", disse José Luís Carneiro à margem da apresentação de um livro sobre Germano Sousa no Palácio da Bolsa, no Porto.

O líder socialista lembrou que André Ventura se mostrou, esta tarde, preocupado com as rendas das casas quando, ele próprio, apoiou a lei das rendas do Governo PSD/CDS-PP e esteve contra os movimentos que se manifestaram pelo direito à habitação.

"Ele [André Ventura] apoiou a lei das rendas do Governo que permite lançar na instabilidade e na imprevisibilidade os mais jovens e que, por esta via, têm mais dificuldades em aceder ao arrendamento e que lançou, igualmente, a imprevisibilidade no futuro dos mais idosos que vivem nas grandes cidades", insistiu.

Numa conferência de imprensa na sede nacional do Chega, em Lisboa, André Ventura defendeu a necessidade de um entendimento entre os partidos para aprovar medidas que possam "tocar verdadeiramente nos pontos que interessam em matéria da habitação em Portugal e dos grandes problemas" dos últimos anos.

José Luís Carneiro prometeu bater-se "com todas as forças" para fazer cair a lei das rendas que o Governo de Luís Montenegro pretende aprovar no Parlamento e que lançará na imprevisibilidade e na insegurança os mais jovens, as famílias das classes médias e, particularmente, os mais idosos.

"Esta é a palavra de confiança que eu quero deixar ficar às portuguesas e aos portugueses", frisou, acrescentando que o PS fez da habitação, a par da saúde e do aumento do custo de vida, uma das suas prioridades.

Questionado sobre as manifestações pela habitação, o secretário-geral do PS salientou que o direito de manifestação é um direito fundamental e deve compatibilizar-se com a ordem pública, a segurança e o bem-estar de todos.

"É esse equilíbrio que deve ser garantido por parte de quem se manifesta, que tem naturalmente a minha solidariedade, porque quem se manifesta está a manifestar-se por um direito fundamental, está a manifestar-se pelas suas dificuldades em enfrentar o custo de vida, o custo de vida com a habitação, o custo de vida com os combustíveis, o custo de vida com os bens alimentares e, portanto, eu estou solidário com essa causa", concluiu.

[Notícia atualizada às 18h26]

Chega anuncia pacote legislativo de emergência para habitação

Chega anuncia pacote legislativo de emergência para habitação

O líder do Chega, André Ventura, anunciou hoje um pacote legislativo de emergência para a habitação, incluindo aumento de deduções em IRS e possibilidade de défice orçamental para financiar as medidas.

Lusa | 18:00 - 18/10/2026

18h. Ventura diz que problema na habitação já tem anos

18 October 2026 at 18:13
André Ventura admite que os manifestantes têm alguma razão nos protestos. Ainda, IL marcou uma convenção nacional para o final de janeiro, em Lisboa.

Eleitor sem biometria pode votar no segundo turno das eleições

Logo Agência Brasil

O cadastro biométrico na Justiça Eleitoral não é obrigatório para o exercício do voto. O eleitor que não tiver a biometria cadastrada ou tiver problemas no reconhecimento da biometria dentro da seção eleitoral, poderá votar também no segundo turno das eleições, marcado para o próximo domingo (25) de outubro.

A coleta da biometria foi feita até dia 6 de maio, quando o cadastro eleitoral foi fechado. De acordo com o Tribunal Superior Eleitoral (TSE), cerca de 10,99% do eleitorado brasileiro ainda não tem biometria cadastrada por diferentes razões.

Notícias relacionadas:

Vale destacar que a identificação biométrica não é adotada nas seções eleitorais instaladas fora do Brasil.

Para que serve

Todas as seções eleitorais do Brasil contam com leitores biométricos integrados às urnas eletrônicas.

Ter a biometria cadastrada facilita a identificação do eleitor na hora da votação. Para os eleitores que têm biometria cadastrada, a identificação é feita antes da liberação do voto, por meio da impressão digital. 

Identificação do eleitor

Se a pessoa tiver as digitais coletadas no cadastro biométrico, o sistema eletrônico poderá realizar até quatro tentativas de validação.

Se a identificação não for confirmada nas quatro tentativas, o mesário perguntará a data de nascimento do eleitor para garantir o exercício do voto.

Caso o eleitor não tenha o cadastro biométrico, a confirmação da identidade do eleitor é feita com um documento oficial com foto, como a Carteira de Identidade Nacional ou a Carteira Nacional de Habilitação (CNH).

Coleta e segurança da biometria

A biometria é o conjunto de dados físicos utilizados para identificar cada eleitor de forma única.

Na Justiça Eleitoral, o procedimento inclui a captura e armazenamento das impressões digitais, da assinatura do cidadão e da fotografia digital. O antigo título de eleitor não trazia a foto do cidadão.

Além de dar mais segurança ao processo eleitoral, a biometria contribui para a detecção de possíveis duplicidades cadastrais, padroniza o atendimento prestado aos eleitores e torna diversos procedimentos mais ágeis e eficientes, diz o TSE.

Habitualmente, a biometria é captada no momento do alistamento eleitoral em todos os municípios brasileiros, com exceção dos eleitores que se cadastram no exterior, e pelo eleitor antigo que precisa atualizar algum dado pessoal.

A biometria é obrigatória para realizar qualquer operação eleitoral, como o tirar o primeiro título, transferir o domicílio eleitoral para outra cidade ou revisar dados pessoais (mudar o nome ou o estado civil, por exemplo).

Os dados biométricos também integram a base da Identificação Civil Nacional (ICN), programa que busca unificar e fortalecer a identificação dos cidadãos em suas relações com o Estado

 

Chega anuncia pacote legislativo de emergência para habitação

18 October 2026 at 18:00

O presidente do Chega anunciou hoje que o partido vai apresentar um "pacote legislativo de emergência" para a habitação, propondo aumentar as deduções em IRS, e admitiu défice orçamental para financiar as medidas.

 

Numa conferência de imprensa na sede nacional do Chega, em Lisboa, André Ventura defendeu a necessidade de um entendimento entre os partidos para aprovar medidas que possam "tocar verdadeiramente nos pontos que interessam em matéria da habitação em Portugal e dos grandes problemas" dos últimos anos.

O Chega vai propor "a reavaliação dos benefícios fiscais de quem está em Portugal com muito dinheiro para comprar casas", uma revisão do Imposto Municipal sobre Imóveis (IMI) e um aumento em 50% das deduções em IRS relativas a rendas e prestações do crédito à habitação

Questionado sobre se a aplicação destas propostas pode comprometer o excedente orçamental previsto para o próximo ano, André Ventura admitiu que "vale a pena correr o risco" de ter défice se isso significar uma melhoria nas condições de habitação dos portugueses.

"Porque não interessa de nada termos um país de contas ricas com pessoas pobres. Sinceramente, não interessa de nada termos um país com contas certas com pessoas todos os meses com contas incertas. Eu acho que é esse cálculo que temos que fazer", defendeu.

Sobre se este pacote significa que o acordo com o PSD para alterar a lei do arrendamento fica sem efeito, Ventura frisou que o que foi acordado foi um conjunto de alterações que o Governo deveria fazer na discussão na especialidade e que esse processo ainda não avançou.

"Até ao momento não tivemos nenhum sinal de que o Governo quisesse corrigir isto, mas o processo também ainda não começou", disse, enfatizando que se o executivo "não corrigir" o diploma, as alterações à lei do arrendamento "não passarão".

Em relação às manifestações pela habitação e a nova lei do arrendamento proposta pelo Governo, o líder do Chega antecipou que se nada for feito os protestos escalem "com mais força, mais garra, mais ambição" e a adesão de outras organizações, inclusive partidos políticos.

"Pode deixar de ser uma manifestação ou um grupo de manifestações minoritárias e tornarem-se verdadeiramente gritos de insatisfação transversais à sociedade com associações, partidos, movimentos", considerou, frisando que o "Chega lutará pela habitação se o problema da habitação não for resolvido".

Nesta conferência de imprensa, André Ventura atribuiu grande parte da crise da habitação à política migratória do antigo primeiro-ministro António Costa, acusando-o de ter permitido a entrada de 1,6 milhões de pessoas no país sem que fossem construídas novas casas, mas lamentou também "a falta de empatia e o egoísmo do primeiro-ministro nesta matéria".

"Também isto ajudou à crise da habitação em que vivemos. Um Governo completamente insensível, pois um governo completamente alheado da realidade prática das pessoas, trouxe até aos resultados que temos hoje", atirou.

O líder do Chega abordou ainda a discussão da nova lei do Tribunal de Contas, votada esta semana no Parlamento, alertando que a aprovação do diploma poderá levar à absolvição do ministro da Administração Interna, Luís Neves, de infrações financeiras, fazendo um apelo aos partidos para impedir a sua aprovação.

[Notícia atualizada às 19h31]

Habitação? Ventura aponta a

Habitação? Ventura aponta a "Governo insensível", migrações e Costa

André Ventura fez, este domingo, declarações sobre o problema da habitação em Portugal, apontando à "grave crise demográfica e migratória", à "falta de empatia" e "egoísmo do próprio primeiro-ministro" e a António Costa.

Notícias ao Minuto | 17:50 - 18/10/2026

Habitação? Ventura aponta a "Governo insensível", migrações e Costa

18 October 2026 at 17:50

André Ventura reagiu, este domingo, à questão da habitação em Portugal, apontando à "grave crise demográfica e migratória", à "falta de empatia" e "egoísmo do próprio primeiro-ministro" e a António Costa. O Governo, considerou, é "completamente insensível ao tema". Numa declaração na sede do Chega, anunciou ainda um pacote legislativo de emergência para a habitação, incluindo aumento de deduções em IRS e possibilidade de défice orçamental para financiar as medidas.

 

Para o líder do Chega, "podemos tentar mascarar os dados como quisermos, mas toda ou quase toda a grave crise de habitação que passamos na Europa tem que ver também com grave crise demográfica e migratória que enfrentamos", afirmou em declarações aos jornalistas.

"Depois, temos a falta de empatia e o egoísmo do próprio primeiro-ministro nesta matéria. Um Governo que é completamente insensível àquele que é, provavelmente, o problema de maior impacto financeiro do nosso tempo na vida das famílias. Há distritos de Portugal onde as rendas aumentaram 75% nos últimos cinco anos", onde "o peso da renda nas finanças das famílias se tornou brutal". 

E André Ventura continuou a apontar ao Executivo: "Um Governo completamente insensível ao tema e perante um primeiro-ministro que acusa de egoísmo aqueles que lutam para ter um direito: o direito a terem uma habitação digna e a viverem com a sua família numa habitação digna". 

O líder do Chega considerou, em seguida, que "um Governo completamente insensível, alheado da realidade prática das pessoas, trouxe aos resultados que temos hoje". 

"Não foram só as rendas que aumentaram brutalmente nos últimos anos em Portugal. Os juros bancários de quem tem uma casa para pagar em crédito habitação tornaram-se absolutamente insustentáveis, e tornaram-se insustentáveis porque, evidentemente, os dados mostram que a taxa de juro subiu gravemente nos últimos cinco anos", vincou ainda. 

Para André Ventura, "devemos falar do aumento real no impacto e face ao rendimento das famílias que estes aumentos tiveram". "É impossível num país em que os salários estagnaram, ou subiram até oito ou nove por cento, ter aumentos de 300% no pagamento da respetiva habitação. É impossível achar que isto se resolverá facilmente, é impensável pensar que o mercado resolverá isto sozinho, ou despejando as pessoas, ou criando leis que permitem aumentar as rendas selvaticamente ou também desprotegendo completamente os proprietários", explanou.

"O que essa esquerda radical não vê", prosseguiu, "é que se as pessoas que têm as casas não as puserem a arrendar, também não haverá casas para arrendar". Deste modo, para Ventura, "não é a atacar nem proprietários nem inquilinos que resolveremos o problema da habitação". 

André Ventura também acusa António Costa

Na mesma declaração, André Ventura considerou que, "nos últimos cinco anos, Portugal teve um problema de habitação que não foi apenas criado pelo contexto internacional. Foi criado por um contexto seu, de fazer aumentar artificialmente a sua população, fazendo entrar descontroladamente no território pessoas que precisavam de casa e de um lugar onde estar". 

"Esse aumento, responsabilidade de António Costa, essencialmente, e depois de Luís Montenegro, não foi acompanhado de um aumento proporcional da construção de novas casas nem da facilitação de colocar no mercado casas para arrendar", sendo que, advogou Ventura, "pelo contrário, as pessoas sabiam, como hoje ainda sabem, que se alguém decide não pagar casa porque por exemplo não quer, os tribunais demoram anos a resolver o problema". 

E, "se continuarmos a deixar gente entrar indiscriminadamente, não haverá nem saúde, nem habitação, nem nenhum dos segmentos da vida social que precisamos, porque não há condições de responder a entradas de 20% a mais de população no território", salientou ainda. 

Para Ventura, "o país tem razões para estar desiludido, incomodado e frustrado com as políticas quer do Partido Socialista de habitação, quer do PSD de Luís Montenegro desde 2024". 

[Notícia atualizada às 18h02]

"Não dá mais? Então monta a tua tenda!" As imagens da acampada em Lisboa

As primeiras tendas da 'acampada' pela habitação começaram no sábado a serem montadas no Rossio, em Lisboa, pelas 17 horas. Noite fora, os manifestantes gritaram palavras de ordem e, quem ficou esta noite na praça, acordou sem polícia perto mas com turistas a fotografar - e um vento forte que empurrava as tendas vazias para a estrada.

Notícias ao Minuto com Lusa | 16:27 - 18/10/2026

Il nodo Ucraina nel Pd, Schlein: “Sostegno a Kiev, ma serve sforzo diplomatico”. I riformisti incalzano: “Invio armi resta linea rossa”

18 October 2026 at 17:42

Nel giorno in cui dall’assemblea nazionale del Partito democratico a Roma la segretaria dem Elly Schlein si è detta pronta a correre come “candidata premier della coalizione progressista, con o senza primarie” (sarà l’unica per i dem in caso di gazebo, secondo quanto deciso, con l’astensione della minoranza riformista), resta il tema delle armi e del sostegno militare a Kiev a dividere gli alleati. Ad avvertire la segretaria su Kiev sono stati gli stessi esponenti riformisti, da Lorenzo Guerini a Giorgio Gori, passando per Simona Malpezzi, Filippo Sensi, Graziano Delrio e non solo: “Per noi l’invio di armi all’Ucraina resta una linea rossa, ma lo è per tutto il Partito democratico”, rivendica il presidente del Copasir ed ex ministro della Difesa Guerini. “Da qui si definisce la volontà e la capacità del Pd di guidare la coalizione. Il nostro futuro governo non può interrompere le forniture militari. Riconosco alla segretaria Schlein di aver sempre tenuto la barra dritta, ma ora è tempo di parlarne con gli alleati“, sottolinea pure Lia Quartapelle.

Sul tema più sensibile nella coalizione di centrosinistra, considerata la contrarietà di M5s e Alleanza Verdi Sinistra sul sostegno militare a Kiev, Elly Schlein non cambia rotta nel suo intervento. Conferma il sostegno, ma chiede anche che l’Europa diventi protagonista dell’iniziativa diplomatica. E ricorda che “c’è un articolo della Costituzione che è la premessa di tutto il resto ed è l’articolo 11: l’Italia ripudia la guerra“. E ancora: “L’Unione Europea nasce da due guerre mondiali innescate dai nazionalismi. Ma se vuoi la pace devi preparare la pace. L’Ue deve trovare un unico negoziatore europeo per costruire al fianco dell’Ucraina le condizioni di un negoziato e di una pace giusta. Bisogna alzare la voce, bisogna fare molto di più. Perché l’Ue non ha trovato un negoziatore unico?”. Parole che in casa riformista non tutti gradiscono, a partire dall’europarlamentare Giorgio Gori, che avrebbe voluto sfidare Schlein alle primarie, poi stoppato dal voto dell’assemblea: “Se ho condiviso il passaggio sull’Ucraina? Mi è sembrato piuttosto timido“, attacca. “Se siamo europeisti dobbiamo stare dalla parte di chi è aggredito. È questo il punto di principio che va affermato, nel Pd ma soprattutto sul tavolo con gli alleati”, si accoda il senatore Walter Verini.

“Rimettere al centro il tema del negoziato non è una concessione a Giuseppe Conte, ma è un modo per evitare lo stallo”, spiega ai microfoni de ilfattoquotidiano.it invece l’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando, secondo cui “quando noi poniamo la questione di un ruolo diverso dell’Europa, lo facciamo perché pensiamo che l’Europa potrebbe essere più utile anche all’Ucraina parlando al mondo, a quello che sta a guardare rispetto a questo conflitto, se superasse i doppi standard, per cui a Putin si applicano delle regole per la violazione del diritto internazionale che non vengono applicate allo Stato d’Israele“. Una linea condivisa nella sinistra del partito anche da Arturo Scotto: “Non c’è una soluzione militare, serve la politica, serve un’iniziativa di diplomazia dell’Ue”. Con AVS e M5s servirà trovare un compromesso: “Le divergenze sono note, ma dobbiamo lavorare affinché anche su questo tema si faccia chiarezza, come sul resto. Noi sosteniamo Kiev non su diktat della Nato, ma in nome del diritto internazionale. Spiace che manchi l’Italia a esprimere un protagonismo diplomatico”, rivendica il responsabile Esteri Giuseppe Provenzano. “Su questo siamo tutti d’accordo, bisogna fare di più con la diplomazia”, si dice certa Laura Boldrini. “Ma è Putin che vuole la resa di Kiev, non è Zelensky che non vuole negoziare”, contrattacca Malpezzi.

Ma il tema delle armi non è l’unico terreno di confronto in casa progressista, come al Nazareno. Perché pure sull’affidabilità o meno di Matteo Renzi all’interno della futura coalizione non mancano distinguo e timori: “Il programma va costruito insieme a tutta l’alleanza progressista che già governa insieme nelle Regioni, e con tutti coloro che vogliono contribuire. Possiamo e dobbiamo allargare ancora, non restringere”, avverte la segretaria, sottolineando ancora “prima il programma comune, poi ci occupiamo della guida“. Convinta che, se ci saranno le primarie, si faranno “con una grande festa di partecipazione popolare in cui la nostra gente si mescola” e che “non saranno divisive“. “Di certo non ne abbiamo paura”, è il messaggio rivolto agli alleati, a partire dal leader del M5S Giuseppe Conte. Lo stesso che aveva nelle scorse settimane chiesto garanzie proprio su Renzi: “Credo che si garantisca da solo. Ha fatto già cadere governi in passato? Ma ha fatto anche cose ottime…”, sfugge via ironico lo stesso Gori. Altri chiedono di guardare avanti, sempre in casa riformista: “Chi aderisce al progetto ne resta vincolato. Facciamo un contratto alla tedesca, come nel Conte bis”, è convinto Delrio. Paragone azzardato, dato che fu proprio Renzi a far cadere l’esecutivo: “Poi Conte fece cadere Draghi, guardiamo avanti…”.

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ECO da Semana: Crescimento da China, ‘earnings season’ e notação de França

18 October 2026 at 17:19

A semana em 30 segundos

  • A semana arranca com os dados do crescimento da segunda maior economia do mundo – a chinesa – que deverá ter registado uma expansão de 4,4% no terceiro trimestre, alicerçada pela procura global por semicondutores, tecnologias limpas e outros produtos manufaturados.
  • A época de resultados prossegue, com números da Netflix, Tesla e Meta entre outras em Wall Street, enquanto deste lado do Atlântico, no índice PSI é a fabricante de pasta e papel The Navigator Company a dar arranque à season.
  • Os investidores vão estar atentos à primeira leitura dos PMI de outubro para avaliar a atividade económica nas várias regiões esta sexta-feira, no mesmo dia em que a muito fustigada dívida soberana francesa enfrenta novo teste – desta vez uma avaliação (e provável corte) da notação pela Moody’s.

Segunda-feira, 19 de outubro

China divulga PIB do terceiro trimestre (04h00)

“A China dá início à semana na segunda-feira e prevê-se que o crescimento da produção industrial aumente para 5,3% em setembro, face aos 5,2% anteriormente, e que o crescimento das vendas a retalho passou de 0,4% para 0,5%”, sinalizou Stefan Rondorf, estrategista sénior de investimento na Allianz Global Investors.

Quanto ao PIB do terceiro trimestre, a média das projeções dos 50 economistas consultados pela Reuters aponta para um crescimento de 4,4%, uma ligeira aceleração face aos 4,3% do segundo trimestre. A forte procura global por semicondutores, tecnologias limpas e outros produtos manufaturados tem mantido a economia chinesa em movimento, mesmo com a procura interna a permanecer irregular e os custos mais elevados da energia a fazerem-se sentir. As exportações têm-se mantido estáveis, apesar do delicado equilíbrio comercial da China com os EUA e a UE.

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China Q3 growth set to pick up on stimulus, keeping 2026 goal within reach (Reuters, em inglês)

Terça-feira, 20 de outubro

Foto: UnsplashUnsplash

Netflix apresenta contas do terceiro trimestre

  • Porque é importante e o que esperar:

A época de resultados em Wall Street continua e, segundo dados da LSEG, prevê-se agora que os lucros das empresas do índice S&P 500 tenham registado um aumento homólogo de 30,7% no terceiro trimestre, acima dos 30,6% previstos na semana anterior.

A Netflix apresenta resultados depois de na semana passada ter sido noticiado que a empresa está a despedir 6% da sua força de trabalho, ou seja, cerca de mil funcionários, na sua maior onda de despedimentos desde 2022, de acordo com um memorando interno a que a Reuters teve acesso, numa altura em que a pioneira do streaming enfrenta forte concorrência por parte de rivais tradicionais e do YouTube na conquista de espetadores.

Em julho, as ações da Netflix tombaram mais de 10% depois de ter previsto mais um trimestre de crescimento mais lento das receitas e ter revisto em baixa os dados relativos à audiência, alimentando receios de que o crescimento, superior ao da indústria, possa ter atingido o pico.

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Netflix to cut 1000 jobs as growth concerns mount (FT, acesso pago, em inglês)

Quarta-feira, 21 de outubro

Euribor; casas; habitação; rendasLusa

INE divulga taxas de juro implícitas no crédito à habitação (11h00)

  • Porque é importante e o que esperar:

Numa altura em que se aguarda mais um aumento das taxas de juro pelo Banco Central Europeu até ao final do ano e em que crescem as manifestações pelo direito à habitação, o INE apresenta os dados de quanto custou o crédito para casa em setembro.

Em agosto, a taxa de juro implícita no crédito à habitação subiu para 3,162%, mais 2,7 pontos base do que em julho, tratando-se do quarto mês consecutivo de subida. Nos contratos celebrados nos três meses anteriores (entre maio e julho), a taxa manteve-se em 2,910%, o mesmo valor apurado em julho.

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Taxa de juro no crédito à habitação sobe pelo quarto mês seguido para 3,162%

Portugal teve o maior aumento do preço das casas na UE no segundo trimestre

Quinta-feira, 22 de outubro

Navigator inaugura época de resultados no PSI (após o fecho da bolsa)

Se nos EUA prevê-se um crescimento dos lucros de perto de 30 % em relação ao ano anterior, na Europa é de cerca 21%. “Fora do contexto de recuperação económica após uma recessão, estes são valores excecionalmente elevados“, realçou Stefan Rondorf, da Allianz GI.

Em Portugal, é a Navigator que dá o tiro de partida aos resultados das cotadas do índice PSI. No O último conjunto de resultados da produtora de pasta e papel não foi, no entanto, de boa memória, pois a empresa encerrou o primeiro semestre do ano com um resultado líquido de 49,1 milhões de euros, o que representa uma quebra de 42,3% face aos 85 milhões reportados no período homólogo de 2025.

Numa primeira metade do ano marcada por tempestades em Portugal e pela guerra no Médio Oriente, as contas da papeleira portuguesa foram afetadas pela “escalada dos custos de matérias-primas, energia e logística”. Um novo programa de corte de custos variáveis vai ajudar empresa a compensar metade do agravamento dos preços, este ano, e vai ter impacto positivo anual de 28 milhões a partir de 2027.

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Strategists See European Stocks Posting a Bumper Earnings Season (Bloomberg, acesso pago, em inglês)

Escalada dos preços devido à guerra encolhe lucros da Navigator

Banco de Portugal divulga dados sobre Certificados (11h00)

  • Porque é importante e o que esperar:

A poupança nos certificados do Estado tem continuado a aumentar, com as famílias a manterem um forte interesse em Certificados de Aforro, num momento em que juros continuam a subir, acompanhando a Euribor.

O Banco de Portugal divulga os dados de setembro, depois de no mês anterior os Certificados de Aforro terem captado 753 milhões de euros , elevando para 44,6 mil milhões o valor investido pelas famílias nestes produtos. No entanto, em sentido contrário, os Certificados do Tesouro registaram mais um mês negativo em agosto, elevando para 1,3 mil milhões o volume de saídas registadas nos primeiros oito meses do ano.

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Certificados de Aforro captam mais de 750 milhões em agosto e batem novo recorde

Certificados de Aforro voltam a pagar taxa máxima em outubro

Sexta-feira, 23 de outubro:

EPA/DAVID HECKEREPA/DAVID HECKER

‘Flash’ PMI medem pulso da atividade global em outubro

  • Porque é importante e o que esperar:

“Os PMI deverão ser os dados económicos mais importantes da semana“, identificou Stefan Rondorf, da Allianz GI. Na Zona Euro, “A questão fundamental é saber se os preços da energia persistentemente elevados ou a incerteza política em França e na Alemanha terão pesado sobre o clima empresarial, que tem vindo a melhorar nos últimos meses, ou se outros motores de crescimento poderão compensar esta situação.

Os Purchasing Managers’ Indices, ou Índices dos Gestores de Compras, são publicados mensalmente em relação a mais de 40 economias. Os dados são obtidos através de sondagens a executivos séniores do setor privado, com questões sobre o PIB, inflação, exportações, utilização de capacidade, emprego e inventários. Os painéis são escolhidos por setor para produzir, entre outros, índices sobre os setores da manufatura, serviços, construção ou o setor privado como um todo. Os índices variam entre 0 e 100, com uma leitura acima de 50 a indicar um aumento geral em comparação com o mês anterior e abaixo de 50 uma diminuição geral.

Na estimativa rápida para outubro, os analistas do Lloyds Bank prevêem para a Zona Euro que “o impacto das condições financeiras mais restritivas e do recente novo aumento dos preços globais da energia se reflitam numa queda do PMI composto preliminar de outubro para 52,8, face ao valor de 53,1 registado em setembro”. Para o PMI composto dos EUA esperam “que se mantenha em linha com um crescimento forte, embora com uma moderação em relação ao
máximo de cinco anos de 58,4 registado em setembro”.

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Eurozone growth hits highest since April 2023 according to flash PMI (S&P Global, em inglês)

Moody’s avalia notação da dívida francesa

Sob intensa pressão no mercado secundário, a dívida soberana francesa enfrenta novo teste, desta vez à notação financeira. A Moody’s deverá atualizar a sua notação Aa3 e atualmente a perspetiva é negativa, o que significa que é mais provável que a próxima decisão seja um rebaixamento dessa classificação.

A agência alertou no início de outubro que as perspetivas de a França aprovar o seu orçamento para 2027 são altamente incertas, uma vez que se aproximam as eleições presidenciais e a provável fragmentação política que se seguirá não facilitará a consolidação orçamental.

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Mercados vão continuar a “estrangular” França até às eleições de abril e nem o BCE poderá vir ajudar

Morreu Leonel Nunes, antigo deputado do PCP/Madeira, aos 76 anos

18 October 2026 at 17:11

O antigo deputado do PCP no Parlamento da Madeira Leonel Nunes morreu aos 76 anos, indicou hoje a estrutura regional do partido, destacando o seu compromisso com a defesa dos trabalhadores.

 

O PCP/Madeira manifesta o seu "sentido pesar" aos familiares e amigos do antigo dirigente nacional do PCP, um homem com coragem e "capacidade de militância político-sindical em favor da edificação de uma sociedade mais justa".

Leonel Nunes fez parte do Comité Central do PCP, entre 1992 e 2015, foi dirigente sindical da hotelaria e deputado na Assembleia Legislativa da Região Autónoma da Madeira, eleito pela CDU.

Foi também candidato em eleições legislativas, regionais e autárquicas, tendo sido eleito à Assembleia Municipal do Funchal em 1989.

O processo judicial em torno do seu despedimento do Hotel Reid's, onde trabalhava, foi "um dos episódios mais marcantes da sua vida", salientam os comunistas.

Depois de "uma longa batalha judicial", durante quase 18 anos, Leonel Nunes acabou por ser reintegrado como rececionista no hotel.

"O caso tornou-se uma referência na história do sindicalismo e do direito laboral português", salienta o partido.

A presidente da Assembleia Legislativa da Região Autónoma da Madeira, Rubina Leal, manifestou pesar pela morte de Leonel Nunes, numa nota publicada no 'site' oficial do parlamento insular, destacando que o seu "percurso de intervenção cívica, política e sindical esteve ligado à defesa dos direitos dos trabalhadores e à participação cívica" na região.

Também o PS/Madeira e o JPP emitiram notas de pesar pela morte do antigo dirigente comunista.

Leia Também: JPP denuncia utentes em lista de espera há mais de cinco anos na Madeira

Estudantes retomam protagonismo em momento decisivo no país, diz UNE

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A preocupação com os rumos do país e com os riscos para as instituições democráticas e para a educação, às vésperas do segundo turno das eleições presidenciais, impulsionou a retomada das ruas pelo movimento estudantil. Milhares de estudantes têm promovido atos em diversas cidades para defender a democracia e a educação pública, além de se posicionar sobre os candidatos e suas propostas.

Em entrevista à Agência Brasil, a presidente da União Nacional dos Estudantes (UNE), Bianca Borges, destaca o protagonismo de universitários e secundaristas nos atos realizados pelo país e recupera a trajetória histórica dos estudantes brasileiros em momentos decisivos da política nacional. Ela menciona a luta contra a ditadura militar, as mobilizações por eleições diretas, depois pelo impeachment de Fernando Collor e contra o governo de Jair Bolsonaro.

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“Neste momento, nós vemos não só uma eleição em jogo, mas verdadeiramente o futuro do nosso país em risco”, disse Bianca, citando a possibilidade da ascensão de um governo autoritário, contrário à educação e que representa retrocesso na avaliação da entidade.

A dirigente também aponta os desafios concretos enfrentados pelas universidades públicas, como o subfinanciamento, a necessidade de ampliar a assistência estudantil e garantir condições para que alunos de baixa renda permaneçam nos cursos.

Na entrevista, a presidente da UNE relaciona a defesa da democracia à valorização da universidade pública e à melhoria das condições de vida da juventude e da classe trabalhadora. Ela destaca ainda a importância de manter a organização estudantil para além do período eleitoral e defende que a participação coletiva é fundamental para transformar reivindicações em direitos.

“Os estudantes se levantam pelos direitos, pela educação, pela soberania e pela democracia brasileira diante dessa ameaça. Isso é da própria vocação dos estudantes brasileiros, desde a fundação da UNE tem sido assim”, ressaltou.

Na última sexta-feira, o ministro Ricardo Villas Bôas Cueva, do Tribunal Superior Eleitoral (TSE), negou pedido da campanha do candidato a presidente Flávio Bolsonaro (PL) para barrar publicações nas redes socais de 54 dirigentes de sindicatos, movimento sociais e entidades estudantis, entre elas a UNE. 

Confira as principais propostas dos presidenciáveis para educação

Perfil

Estudante de letras do Instituto Federal de São Paulo (IFSP), a paulista de 25 anos, nascida em Itapevi e criada em Praia Grande, assumiu a presidência da UNE para o mandato de 2025–2027. 

Bianca Borges iniciou a trajetória no movimento estudantil aos 14 anos na Escola Técnica Estadual (Etec) de Praia Grande, onde ocupou o lugar de representante de sala e, junto com colegas, fundou um grêmio.

Formada em direito pela Universidade de São Paulo (USP), onde ingressou em 2017, Bianca foi coordenadora-geral do Diretório Central dos Estudantes (DCE) Livre da USP e diretora-geral do Centro Acadêmico XI de Agosto.

Ela presidiu ainda a União Estadual dos Estudantes de São Paulo (UEE-SP), na qual liderou a resistência às propostas do governador Tarcísio de Freitas de privatização e militarização do ensino público estadual. Além disso, integrou a Organização Latino-Americana e Caribenha de Estudantes (Oclae).

Confira os principais trechos da entrevista com a presidente da UNE:

Agência Brasil: O que explica a decisão da UNE e de organizações estudantis de voltar às ruas neste momento? Quais acontecimentos impulsionaram essa mobilização?

Bianca Borges: Neste momento, nós vemos não só uma eleição em jogo, mas verdadeiramente o futuro do nosso país em risco. A eleição do Flávio Bolsonaro representa a possibilidade da ascensão de um governo autoritário, que é contra a educação, um governo de retirada de direitos e de retrocesso. Os estudantes se levantam pelos direitos, pela educação, pela soberania e pela democracia brasileira diante dessa ameaça. Isso é da própria vocação dos estudantes brasileiros, desde a fundação da UNE tem sido assim.

Nos levantamos na campanha O Petróleo É Nosso, em defesa da soberania e em defesa dos recursos naturais do Brasil. Enfrentamos a ditadura militar, construímos as Diretas, depois o Fora Collor, o Fora Temer, o Fora Bolsonaro. E agora a gente está na rua porque a eleição do presidente Lula representa, neste momento, algo indispensável para o futuro do Brasil como o país que a gente quer construir. O bolsonarismo não é um inimigo abstrato, é um inimigo muito concreto. A gente viveu quatro anos de enfrentamento sob esse governo e a gente não aceita que eles voltem ao poder.

Agência Brasil: Você avalia que há uma relação do momento atual com a Passeata dos 100 mil, realizada em 1968, durante a ditadura militar?

Bianca Borges: Com certeza. Nós, inclusive, tivemos um ato no centro do Rio de Janeiro, no dia 7 [de outubro de 2026], que foi muito bonito, da Candelária à Cinelândia. Alguns dos presentes, que fizeram parte de outras gerações do movimento estudantil e da política, disseram que havia ali tanta gente quanto na Passeata dos 100 mil. Nas nossas falas ali, reverenciamos esse momento, reverenciamos Edson Luís - um dos nossos mártires e símbolo da luta dos estudantes brasileiros contra o autoritarismo, pelos direitos, pela educação. É um momento em que a nossa indignação se converte nesses protestos que têm tomado o país.
 

Rio de Janeiro (RJ), 07/10/2026 – Milhares de estudantes participam de manifestação em apoio à reeleição do presidente da República, Luiz Inácio Lula da Silva, no centro da cidade. Foto: Fernando Frazão/Agência Brasil Rio de Janeiro (RJ), 07/10/2026 – Milhares de estudantes participam de manifestação em apoio à reeleição do presidente da República, Luiz Inácio Lula da Silva, no centro da cidade. Foto: Fernando Frazão/Agência Brasil
Rio de Janeiro (RJ), 7/10/2026 – Milhares de estudantes participam de manifestação em apoio à reeleição do presidente Lula, no centro da cidade - Foto: Fernando Frazão/Arquivo/Agência Brasil

Agência Brasil: Quem está participando dos atos? A UNE percebe uma mudança no perfil dos estudantes mobilizados ou na disposição da juventude para participar da política?

Bianca Borges: Esse nosso levante começou pelas universidades. Logo na segunda-feira, depois da divulgação do resultado do primeiro turno, o primeiro ato foi na UFF [Universidade Federal Fluminense], em Niterói, que na verdade ia ser uma assembleia para os estudantes organizarem sua campanha de apoio ao presidente Lula, suas ações para virar voto, mas a coisa ganhou proporções. Apareceram mais de mil estudantes para a assembleia, ela não coube dentro do auditório da faculdade, então a turma saiu para rua. Na rua, mais milhares de pessoas se juntaram e nós vimos ali a primeira fagulha do que seria esse grande movimento que se desencadeou desde o domingo passado.

O protagonismo e a maioria dos estudantes são universitários, organizados pelos seus centros acadêmicos, pelos diretórios centrais de estudantes, mas também temos tido a feliz surpresa da iniciativa e mobilização dos estudantes secundaristas. Esse ato da Candelária que eu dizia, por exemplo, foi uma convocação inicialmente feita pelos estudantes do Colégio Pedro II, um colégio federal do Rio de Janeiro.

Os grêmios também têm se somado a esse processo. Para nós, é fundamental a gente unir forças e acredito que temos sido bem-sucedidos nisso e em demonstrar essa força nas ruas. Na terça-feira [13], aqui em Brasília, a gente fez uma manifestação muito grande, como há muito não se via nessa cidade, com a sua maioria de estudantes, mas agora com outros setores da sociedade, da classe trabalhadora se somando a nós e isso é imprescindível.

Agência Brasil: Quais são as principais reivindicações que mobilizam os estudantes hoje?

Bianca Borges: Pouco depois que [Jair] Bolsonaro assumiu o governo, em 2019, uma das primeiras medidas que ele apresentou para educação foi o Future-se. Era um projeto que nós considerávamos que atacava o caráter público da universidade e que desvirtuava a universidade pública como nós a conhecemos, formada por esse tripé ensino, pesquisa, extensão, que mantém a universidade como um espaço de pensamento crítico, um espaço de emancipação e também de formação acadêmica e profissional, mas com um papel que vai muito além disso.

A universidade tem um papel fundamental para a formação cidadã, para o engajamento político, inclusive. E essa turma [aliada a Jair Bolsonaro] sempre apontou seus canhões para as universidades. Nós já denunciávamos ali o que o futuro se representava.

As falas do [Jair] Bolsonaro chamando centros acadêmicos de ninho de rato, a nomeação de mais de 18 reitores interventores, ou seja, reitores que não ficaram em primeiro lugar na eleição pela comunidade universitária. Essas são algumas das manifestações dessa agenda antidemocrática na educação e que avança sobre os estudantes, coisas que nós já vivemos, já enfrentamos, mas não queremos ter que enfrentar novamente. É por isso que a gente está na rua pela virada com o presidente Lula.
 

Brasília (DF), 13/10/2026 – Ato em apoio à candidatura de reeleição, Luiz Inácio Lula da Silva à Presidência da República, no Museu da República, em Brasília. 
Foto: Walter Campanato/Agência Brasil. Brasília (DF), 13/10/2026 – Ato em apoio à candidatura de reeleição, Luiz Inácio Lula da Silva à Presidência da República, no Museu da República, em Brasília. 
Foto: Walter Campanato/Agência Brasil.
Brasília (DF), 13/10/2026 – Ato em apoio à reeleição do presidente Luiz Inácio Lula da Silva, no Museu da República, na capital federal - Foto: Walter Campanato/Arquivo/Agência Brasil

Agência Brasil: Quais propostas e posições políticas de Flávio Bolsonaro levam a UNE a considerar que sua candidatura representa riscos para a democracia e os direitos sociais?

Bianca Borges: O Flávio pouco tem debatido a educação, porque esse não é o centro da preocupação deles. O centro da preocupação deles é privar as escolas e as universidades da possibilidade de desempenhar seu pleno papel como instituições de ensino. Mas, entre as medidas que já estão anunciadas, o “tesouraço” aos direitos sociais e à educação é algo que muito nos preocupa.

As nossas universidades sofrem por um subfinanciamento, que já se estende por mais de dez anos, que teve recomposições orçamentárias importantes neste último governo, mas corremos o risco de retroceder. O retrocesso no financiamento da universidade faz parte de um projeto de desmonte dela. Como a universidade vai desempenhar as suas atividades sem ter condições de pagar bolsas para os seus estudantes de baixa renda, sem ter laboratórios em boas condições?

Agência Brasil: Quais seriam as consequências para as universidades públicas e a assistência estudantil?

Bianca Borges: Uma das poucas coisas que o Flávio falou sobre a educação e sobre educação superior, especificamente, e uma das coisas mais polêmicas é a transferência da gestão das universidades federais. Ele tiraria do MEC [Ministério da Educação] e colocaria no MCTI, no Ministério da Ciência e Tecnologia, um ministério que tem um orçamento infinitamente inferior ao MEC. Ele anunciou essa medida dizendo que era necessário aproximar as universidades do setor produtivo.

Nós defendemos as universidades no centro de um projeto nacional de desenvolvimento, ou seja, nós achamos que elas precisam estar conectadas às demandas produtivas do país também. Mas, da maneira como ele coloca, está claro que ele quer uma universidade que trabalhe exclusivamente voltada aos interesses do mercado. E isso nós não aceitamos. A universidade brasileira é muito mais do que isso.

Agência Brasil: O que a UNE entende por fascismo no contexto brasileiro atual? Quais características do bolsonarismo justificam o uso desse termo?

Bianca Borges: O autoritarismo. E, por autoritarismo, eu quero dizer a deslegitimação da organização popular, das entidades que são representativas de setores populares, o desmonte da estrutura de participação social no governo federal - que foi retomada agora no governo do presidente Lula. A própria criminalização da organização política do movimento estudantil, o incentivo à violência política, que muitas vezes escalona e se torna violência física por parte dos seus asseclas, por parte dos seus apoiadores.

Desde que se iniciou essa mobilização nas nossas universidades, diversas universidades sofreram ameaças de incêndios criminosos através das redes sociais. Isso para nós é muito grave. A sede da União Nacional dos Estudantes na Praia do Flamengo foi incendiada no dia 1º de abril de 1964, no dia do golpe [que instaurou a ditadura militar no Brasil].

Tem dois incêndios na Universidade Federal de Pernambuco que estão sob apuração, a gente não pode afirmar se eles foram criminosos ou não, mas fato é que eles aconteceram depois do recebimento dessas ameaças pelas universidades e pelas entidades estudantis. Esses são exemplos bem evidentes do autoritarismo, do espírito antidemocrático, do fascismo que, infelizmente, é o instrumento dessa turma para chegar ao poder e para construir o Brasil em que eles acreditam.
 

São Paulo (SP), 15/10/2026 - FOTO DE ARQUIVO - Presidente da UNE Bianca Borges. Foto: Karla Boughoff/UNE São Paulo (SP), 15/10/2026 - FOTO DE ARQUIVO - Presidente da UNE Bianca Borges. Foto: Karla Boughoff/UNE
Presidente da UNE, Bianca Borges - Foto: Karla Boughoff/UNE

Agência Brasil: Por que a UNE decidiu apoiar Lula?

Bianca Borges: O apoio ao presidente Lula, neste momento, representa a possibilidade de a gente barrar a chegada mais uma vez do bolsonarismo ao poder no Brasil. O bolsonarismo representa a violência política, o ódio, a antidemocracia, uma saída autoritária. Nós entendemos que a eleição do presidente Lula representa a possibilidade de seguir fortalecendo a democracia brasileira e seguir fortalecendo a nossa soberania.

O projeto do Flávio, além de fascista, é um projeto completamente entreguista. Ele já falou que colocará sua equipe de transição e seu governo a serviço dos Estados Unidos, já anunciou que quer entregar para o Trump e para as mineradoras americanas as nossas terras raras, que são o petróleo do século 21, como nós temos dito. Esse é um projeto em que nós não acreditamos. Nós acreditamos no fortalecimento de um Brasil democrático e soberano.

Agência Brasil: O que está em jogo nessa eleição para os estudantes e por que a entidade considera esse apoio necessário, embora haja críticas ao governo Lula?

Bianca Borges: Nós avançamos muito nos últimos anos, queremos avançar mais, mas sabemos que esses avanços só serão possíveis sob o governo Lula - dado o cenário a que a gente chegou agora na porta do segundo turno das eleições -, porque é um governo que acredita na educação e que ampliou de maneira sem precedentes na história as universidades federais, os institutos federais, as oportunidades de acesso ao ensino superior.

Contradições existem nesse processo, mas fato é que o governo Lula foi o que mais avançou na educação brasileira, especialmente na educação superior. E é por isso que nós acreditamos que o caminho para avançar é por aí. Sob um governo Flávio, a gente sequer teria legitimidade para protestar, para reivindicar por aquilo que a gente acredita.

Agência Brasil: Que compromissos ainda faltam em relação às universidades, à assistência estudantil e à permanência dos alunos?

Bianca Borges: A consolidação do Plano Nacional de Assistência Estudantil com orçamento robusto, porque existem hoje na universidade brasileira muitos estudantes de baixa renda que enfrentam imensa dificuldade para conseguir permanecer e estudam com dificuldade. [Defendemos] mais investimentos nas universidades públicas como um todo, tanto federais, mas nós temos defendido e estamos apoiando uma proposta de emenda constitucional na Câmara para que as universidades estaduais também recebam repasses do governo federal, para que tenham essa possibilidade de financiamento.

Nas universidades estaduais do Brasil, de um modo geral, existe um um subfinanciamento que é ainda mais grave. [Defendemos] avanços como a efetivação do investimento de 10% do PIB na educação pública, e uma maior fiscalização do ensino superior privado para garantir a sua qualidade.

Agência Brasil: O que a UNE diria aos jovens que não se identificam com nenhum dos candidatos e não acreditam que a política institucional seja capaz de responder às suas necessidades?

Bianca Borges: Esse tem sido nosso principal desafio: encantar os que não estão encantados com a política e com as possibilidades que se colocam. Eu acho que de maneira justa existem muitas insatisfações entre a juventude, mas o caminho para a gente efetivar os direitos é participar de uma luta coletiva.

[Precisamos] ver qual é o governo que teve compromisso em abraçar bandeiras populares, como é o fim da escala de 6x1, para melhorar a vida da classe trabalhadora, qual é o governo que criou o Pé-de-Meia para ajudar os estudantes que ainda estão no ensino médio, qual é o governo que deixa um legado de transformações para juventude. Tem gerações que se desconectaram disso, porque são gerações já posteriores, mas pense só o que era a universidade brasileira há 20 ou 30 anos. A gente tinha uma universidade muito mais restrita do que a gente tem hoje.

Só foi possível [ampliar o acesso] porque tivemos governos que apostaram que os estudantes mais pobres poderiam acessar a universidade brasileira. Eu coloco a universidade e educação aqui com centralidade nessa resposta, porque é o nosso principal passaporte para o futuro, para uma vida mais digna. Em um país como o Brasil, a educação ainda é sinônimo de dignidade, de poder viver uma vida melhor, proporcionar uma vida melhor para nossa família.

A educação para nós é central, mas a juventude também está muito ligada nas lutas da classe trabalhadora. A pauta pelo fim da escala 6x1 contagiou a sociedade, contagiou muito a juventude.

Agência Brasil: Como a UNE pretende manter a mobilização para além do período eleitoral?

Bianca Borges: O caminho para que as mobilizações sejam longevas, com certeza, é a organização dos estudantes no movimento estudantil, que sigam participando, assim como estão participando intensamente agora nas assembleias dos centros acadêmicos, dos diretórios centrais dos estudantes, que sigam se organizando permanentemente, porque o nosso desafio não vai acabar no segundo turno.

Independentemente do resultado eleitoral, seja com Flávio Bolsonaro, em que nós teremos que resistir muito em defesa da democracia e em defesa dos nossos direitos, seja com a reeleição do presidente Lula, que nos levará a um cenário de luta pelas nossas reivindicações, a nossa batalha com certeza não termina no dia 25 de outubro. Que o movimento estudantil siga amparado por ampla maioria dos estudantes, como está sendo agora, e que a maioria dos estudantes se veja no movimento estudantil, com certeza, é o caminho para que nós sejamos vitoriosos e sejamos longevos nessas mobilizações.

** Em pronunciamentos e entrevistas, o candidato Flávio Bolsonaro tem dito que irá investir em educação e manter o piso constitucional para a área. No programa de governo, ele propõe a reformulação do ensino técnico para aproximar escolas e empresas, a expansão das escolas cívico-militares e a transferência do ensino superior para o Ministério da Ciência, Tecnologia e Inovação (MCTI).

Sondaggi, Onorato è il nome a sorpresa per guidare il campo largo. Sul podio con Conte e Schlein

18 October 2026 at 16:44

Sondaggi, Onorato è il nome a sorpresa per guidare il campo largo

Sondaggi, Onorato è il nome a sorpresa per guidare il campo largo. Sul podio con Conte e Schlein

È Giuseppe Conte il leader che gli elettori di centrosinistra vorrebbero alla guida del campo largo. Lo rileva il monitoraggio settimanale «tre x 1.000» realizzato dall’istituto Lab21 per Affaritaliani (rilevazione n. 319 del 17 ottobre 2026). Alla domanda su chi dovrebbe essere il leader politico chiamato a guidare la coalizione progressista, il presidente del Movimento 5 Stelle raccoglie il 41,8% delle preferenze.

Conte stacca di 14,6 punti la segretaria del Partito democratico Elly Schlein, che si ferma al 27,2%. Insieme, i leader dei due principali partiti della coalizione concentrano il 69% delle indicazioni: quasi sette elettori su dieci.

Il dato più sorprendente arriva dal terzo gradino del podio. Con il 12,8% si piazza Alessandro Onorato, assessore ai Grandi eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale e fondatore di Progetto Civico Italia, la rete di amministratori civici che si propone come nuova gamba del campo largo. Onorato precede di 1,7 punti il leader di Italia Viva Matteo Renzi, fermo all’11,1%.

Chiudono la classifica i due leader di Alleanza Verdi Sinistra: Angelo Bonelli con il 4,2% e Nicola Fratoianni con il 2,9%. Il quesito è stato posto a chi dichiara di conoscere il leader politico e di votare per il centrosinistra alle prossime elezioni politiche.

Sondaggi, Onorato è il nome a sorpresa per guidare il campo largo. Sul podio con Conte e Schlein

Intenzioni di voto, sfida sul filo

Sul fronte delle intenzioni di voto, la partita tra i due schieramenti resta apertissima. Il centrodestra si attesta al 43,2% (+0,1 rispetto alla rilevazione precedente), il campo largo al 43,0% (-0,1). Due decimali di distanza: un divario ampiamente dentro il margine di errore.

Fratelli d’Italia si conferma primo partito con il 28,2%, stabile. Seguono Forza Italia al 6,9% (-0,1) e la Lega al 5,6% (+0,1). Completano la coalizione di governo Sud chiama Nord all’1,6%, invariato, e Noi Moderati allo 0,9% (+0,1).

Nel campo progressista il Partito democratico tiene al 20,0%. Il Movimento 5 Stelle è l’unica forza della coalizione in crescita: +0,2 punti, al 13,6%. In lieve calo Alleanza Verdi Sinistra (5,5%, -0,1), Italia Viva (2,8%, -0,1) e Più Europa (1,1%, -0,1): flessioni che il passo avanti dei pentastellati compensa solo in parte.

Fuori dai due poli, Futuro Nazionale, il partito fondato da Roberto Vannacci dopo l’uscita dalla Lega, si colloca all’8,1% (-0,1). È la quarta forza politica del Paese, davanti sia a Forza Italia sia al Carroccio. Azione di Carlo Calenda sale al 3,0% (+0,1), mentre gli altri partiti raccolgono complessivamente il 2,7%.

Con appena 0,2 punti tra centrodestra e campo largo, l’8,1% di Futuro Nazionale, oggi esterno a entrambe le coalizioni, resta la variabile più pesante sugli equilibri in vista delle politiche.

Sondaggi, Onorato è il nome a sorpresa per guidare il campo largo. Sul podio con Conte e Schlein

Nota metodologica

Il sondaggio è stato realizzato dall’istituto demoscopico Lab21 per Affaritaliani.it, a cura del prof. Roberto Baldassari, tra il 10 e il 15 ottobre 2026. La popolazione di riferimento è quella italiana maggiorenne, su tutto il territorio nazionale.

Il campione è probabilistico, con estrazione casuale e ponderazione sociodemografica, stratificato per genere, età, ampiezza dei centri, professione e livello di istruzione. Le interviste sono state raccolte con metodologia ibrida C.A.T.I./C.A.M.I./C.A.W.I. (telefonica, da dispositivo mobile e online).

Su 5.128 contatti totali sono state completate 1.046 interviste valide (20,4%), a fronte di 4.082 non rispondenti o sostituzioni (79,6%). Il margine di errore è di +/- 3,0 punti percentuali, con un livello di confidenza del 95%.

Le intenzioni di voto sono calcolate su chi esprime una preferenza, al netto di chi non sa, non risponde o non ha opinione; le variazioni si riferiscono alla rilevazione precedente. Il quesito sulla leadership del campo largo riguarda il sottoinsieme di chi conosce il leader e dichiara di votare per il centrosinistra: su questa base ridotta il margine di errore è più ampio di quello complessivo. Mezzo di comunicazione di massa: internet.

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