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Btp Valore e Btp Valore Insieme, al via la doppia emissione: cosa sapere

19 October 2026 at 09:24

Parte oggi, lunedì 19 ottobre 2026, la doppia emissione dei Btp Valore e Btp Valore Insieme, i due titoli di Stato riservati ai piccoli risparmiatori. Il collocamento terminerà venerdì 23 ottobre alle ore 13, salvo chiusura anticipata, come comunicato dal ministero dell’Economia e delle Finanze. Per la prima volta il Tesoro propone contemporaneamente due strumenti con la stessa durata di cinque anni, ma con modalità differenti di pagamento degli interessi. Il Btp Valore prevede cedole trimestrali crescenti, mentre il nuovo Btp Valore Insieme riconosce un’unica cedola alla scadenza. L’investimento minimo è di 1.000 euro e i titoli possono essere acquistati separatamente oppure insieme, senza commissioni durante il periodo di collocamento.

Quanto rende il Btp Valore 2026 e quali sono le cedole

Il Btp Valore tradizionale prevede un rendimento crescente nel corso dei cinque anni, attraverso il meccanismo denominato step-up. Il ministero dell’Economia ha comunicato i tassi cedolari minimi garantiti per la nuova emissione:

  • 3,70% annuo per il primo e il secondo anno;
  • 4,10% annuo per il terzo e il quarto anno;
  • 4,70% annuo per il quinto anno.

Gli interessi vengono corrisposti ogni tre mesi direttamente al risparmiatore. Per un investimento iniziale di 10mila euro, ad esempio, la cedola trimestrale lorda ammonta a 92,50 euro nei primi due anni, sale a 102,50 euro nel terzo e quarto anno e raggiunge 117,50 euro nell’ultimo anno. I tassi annunciati rappresentano il livello minimo garantito. Alla chiusura del collocamento, prevista per il 23 ottobre, il Tesoro potrà confermarli oppure aumentarli in base alle condizioni di mercato.

Btp Valore Insieme, come funziona la cedola unica del 22,25%

La principale novità dell’emissione di ottobre riguarda il Btp Valore Insieme, che non prevede pagamenti periodici degli interessi. Il titolo riconosce una maxi-cedola minima del 22,25% lordo, corrisposta interamente alla scadenza dei cinque anni, insieme al rimborso del capitale investito. Su un investimento di 10mila euro, la cedola finale lorda sarebbe quindi pari a 2.225 euro. Applicando la tassazione agevolata del 12,5%, l’importo netto degli interessi sarebbe di circa 1.946,88 euro, al netto di eventuali altri costi e imposte.

La differenza principale rispetto al Btp Valore tradizionale riguarda quindi il momento in cui vengono incassati gli interessi, non la durata dell’investimento. I due strumenti sono stati strutturati per offrire rendimenti finanziariamente equivalenti all’emissione.

Come acquistare i Btp Valore dal 19 al 23 ottobre

I due titoli possono essere sottoscritti attraverso i canali bancari e postali abilitati. Chi dispone di un conto corrente con servizio di trading online può effettuare l’acquisto direttamente tramite home banking. In alternativa, è possibile rivolgersi alla propria banca oppure a un ufficio postale, purché si disponga anche di un conto deposito titoli.

Durante il collocamento, il prezzo di acquisto è fissato alla pari, cioè al 100% del valore nominale, e non vengono applicate commissioni di sottoscrizione. Entrambi i titoli hanno scadenza il 27 ottobre 2031.

Anche per queste emissioni viene applicata la tassazione agevolata riservata ai titoli di Stato italiani. Gli interessi sono soggetti a un’imposta del 12,5%, inferiore all’aliquota ordinaria del 26% prevista per molti altri strumenti finanziari. Sono inoltre previste l’esenzione dall’imposta di successione e l’esclusione dal calcolo dell’Isee fino a 50mila euro complessivi di titoli di Stato e degli altri prodotti di risparmio pubblico ammessi dalla normativa. Il limite riguarda il valore complessivo degli strumenti agevolati detenuti dal nucleo familiare, non ciascun singolo titolo acquistato.

Rivendita di Btp Valore e Btp Valore Insieme, cosa sapere

I Btp Valore e Btp Valore Insieme possono essere rivenduti anche prima dei cinque anni, senza dover attendere il rimborso previsto nel 2031. Il prezzo potrebbe essere superiore oppure inferiore al capitale inizialmente investito, in base soprattutto all’andamento dei tassi di interesse. Il rimborso integrale del valore nominale è previsto alla scadenza, mentre non è garantito in caso di vendita anticipata.

Chi sottoscrive entrambi i titoli può inoltre decidere di venderli separatamente, in tranche minime da 1.000 euro, mantenendo una parte dell’investimento fino alla scadenza. Per il Btp Valore Insieme, in particolare, chi vende prima dei cinque anni non incassa la maxi-cedola finale prevista per chi mantiene il titolo fino al rimborso. Il valore degli interessi maturati viene invece riflesso nelle condizioni economiche di vendita sul mercato.

Lo Spread torna a crescere sull’aumento del prezzo del petrolio, 111 punti e 4,52% di rendimento

By: matrun
19 October 2026 at 08:26

Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è tornato a crescere. L’aumento del prezzo del petrolio ha vanificato i progressi della scorsa settimana e ha riportato i rendimenti oltre il 4,50% e il differenziale a più di 111 punti base.

Nella giornata di oggi inizieranno le emissioni dei Btp Valore, con due diverse opzioni, una a cedole frequenti e l’altra a cedola unica. Si tratta di titoli dedicati agi privati.

Perché lo spread è aumentato ancora

È stata un’altra apertura deludente per lo spread e per i titoli di Stato italiani, che non sembrano in grado di trovare una stabilità. Dopo i cali della scorsa settimana, è bastato un aumento del prezzo del petrolio per riportare il differenziale oltre i 110 punti base e i rendimenti al di sopra del 4,50%.

Le cause della volatilità sono resistenti

Il motivo per cui i Btp non riescono a stabilizzarsi né a tornare ai livelli estivi è complesso e, per una volta, non ha molto a che fare con il debito italiano. Il passivo enorme dello Stato rimane un fattore di rischio, che ad esempio determina i 50 punti base di differenza tra i Bonos spagnoli e i titoli italiani, ma non ha alcun ruolo in queste variazioni.

Tutti i fattori che alimentano questa instabilità sono internazionali e hanno a che fare con la guerra scatenata da Israele e Stati Uniti contro l’Iran all’inizio di marzo. La conseguente crisi energetica ha fatto aumentare nuovamente l’inflazione. Di conseguenza ci si aspetta che la Bce faccia crescere i tassi di interesse e che le economie europee rallentino. Tutti fattori che portano all’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato.

Continua l’instabilità anche per gli spread europei

A sostegno di questa tesi ci sono i dati degli spread degli altri principali Paesi europei. In Spagna i Bonos sono tornati a 62 punti base dai Bund, con rendimenti oltre il 4%.

Spread e rendimenti dei titoli di Stato europei all’apertura del 19 ottobre 2026
Titoli di Stato Rendimenti Spread
Bund tedeschi 3,41% –
Btp italiani 4,52% 111
Oat francesi 4,85% 144
Bonos spagnoli 4,03% 62

La Francia è sempre il Paese più in difficoltà, scosso da proteste e destinato a una corsa per la presidenza che sembra una partita tra estrema destra ed estrema sinistra. I mercati non si fidano di nessuna delle due prospettive, e pressano il debito francese portando lo spread a 144 punti base.

Oggi inizia l’emissione dei Btp Valore

In attesa delle prossime aste dei titoli di Stato, oggi 19 ottobre inizierà l’emissione dei Btp Valore. Si tratta di titoli dedicati agli investitori retail, quindi ai privati, che offrono un rendimento più alto rispetto ad altri e due formule diverse:

  • una a cedole frequenti, ogni tre mesi;
  • una a cedola unica alla scadenza del titolo.

Le aste regolari, invece, si terranno negli ultimi giorni del mese:

  • martedì 27 ottobre l’asta dei Btp Short Term e dei Btp€i;
  • mercoledì 28 ottobre l’asta dei Bot;
  • giovedì 29 ottobre l’asta dei titoli a medio e lungo termine.

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