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Mamma di 7 figli viene travolta e uccisa da un treno mentre faceva jogging e registrava un video, indossava le cuffie con la cancellazione del rumore

20 October 2026 at 11:14

Una madre di sette figli ha perso la vita dopo essere stata travolta da un treno mentre effettuava la sua consueta corsa mattutina nei pressi di Eloy, in Arizona. Thelma Candelaria, 47 anni, stava presumibilmente registrando un video con il proprio smartphone mentre indossava cuffie a cancellazione del rumore, ignara dell’imminente pericolo.

È quanto emerge dalle dichiarazioni dei familiari, rilasciate in stato di profondo shock all’emittente televisiva KTVK. La donna aveva recentemente intrapreso un percorso dedicato al proprio benessere fisico, che si intersecava con un momento di rinnovamento spirituale segnato dal suo battesimo.

Candelaria aveva preso l’abitudine di documentare le proprie sessioni di corsa condividendole con i suoi follower su Instagram. Nell’ultimo video pubblicato giovedì 15 ottobre mattina, poche ore prima della tragedia, Candelaria appariva sorridente e piena di entusiasmo, dichiarando di prendere la corsa “molto sul serio” e rivolgendosi alla telecamera con un segno di vittoria e il pollice alzato. Nessuno avrebbe potuto immaginare che si trattasse del suo ultimo messaggio.

Secondo quanto riportato dalla polizia, la vittima stava riprendendo con il proprio cellulare un treno che suonava la sirena al suo passaggio, quando è stata travolta da un convoglio proveniente dalla direzione opposta. Anche quest’ultimo aveva azionato il segnale acustico di avvertimento, ma la donna non se ne sarebbe accorta poiché indossava cuffie a cancellazione del rumore.

Il macchinista aveva azionato il freno di emergenza, ma non è riuscito a evitare l’impatto. A ricostruire gli ultimi momenti di vita della madre è stata la figlia Alaisha, 29 anni, che ha ricordato come la donna stesse ascoltando la musica della sua artista preferita, Jessie Reyez. “Era nel suo mondo. Cantava e rideva”, ha dichiarato la giovane, descrivendo la madre come un “angelo”.

La vittima era stata inizialmente segnalata come dispersa dopo non aver fatto rientro a casa. Il suo corpo è stato successivamente ritrovato sul luogo dell’incidente.

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Ventisette ferrovie nazionali non fanno una rete europea

20 October 2026 at 03:45

Treni rotaie

L’alta velocità non è soltanto una questione di infrastrutture. Per Ana Vasconcelos, eurodeputata portoghese del gruppo Renew Europe, rappresenta uno dei tasselli fondamentali per completare il mercato unico europeo e rafforzare l’integrazione tra gli Stati membri. Mentre il Parlamento è impegnato nell’esame del dossier “Connecting Europe through High-Speed Rail”, Vasconcelos indica una priorità chiara: trasformare le reti ferroviarie nazionali in un autentico sistema europeo. Secondo l’eurodeputata, la sfida principale non consiste soltanto nel costruire nuove linee, ma nel superare la frammentazione normativa e tecnica che ancora caratterizza il settore. Sistemi di segnalamento diversi, standard non armonizzati e procedure di autorizzazione differenti impediscono ancora oggi ai treni di circolare senza ostacoli da uno Stato membro all’altro. È un problema che richiama anche le conclusioni del Rapporto Letta, secondo cui l’alta velocità europea continua, di fatto, a fermarsi alle frontiere nazionali.

Per questo, la relazione in discussione punta a favorire una rete realmente europea, con regole armonizzate, standard tecnici comuni e un mercato più aperto alla concorrenza. Vasconcelos ritiene infatti che l’ingresso di nuovi operatori possa contribuire sia a migliorare la qualità del servizio sia a ridurre il costo dei biglietti per i passeggeri. Accanto all’apertura del mercato, considera prioritaria l’accelerazione dei collegamenti transfrontalieri ancora mancanti, spesso rallentati da procedure autorizzative lunghe e da difficoltà di coordinamento tra gli Stati membri.

Il nodo resta anche finanziario. Secondo le stime della Commissione europea, per completare la rete ferroviaria ad alta velocità entro il 2040 saranno necessari investimenti compresi tra 345 e 546 miliardi di euro, ben superiori alle risorse oggi disponibili. Per Vasconcelos, l’Unione dovrà concentrare gli investimenti soprattutto sui collegamenti transfrontalieri più strategici e utilizzare i fondi europei per attrarre anche capitali nazionali e privati, evitando di disperdere le risorse in interventi poco coordinati.

Rendere il treno una valida alternativa all’aereo richiede però anche un cambiamento nell’esperienza dei viaggiatori. «Le persone scelgono soprattutto in base al prezzo e ai tempi di percorrenza», sottolinea Vasconcelos. La risposta passa quindi attraverso linee più veloci, l’eliminazione dei principali colli di bottiglia della rete e condizioni di concorrenza più equilibrate con il trasporto aereo. Un ruolo importante sarà svolto anche dall’integrazione tra aeroporti e rete ferroviaria, così da rendere più semplici gli spostamenti porta a porta.

Tra gli ostacoli più evidenti per chi viaggia in Europa resta la difficoltà di acquistare un unico biglietto per tratte operate da compagnie diverse. Oggi organizzare un viaggio internazionale può essere complesso e, in caso di coincidenze perse, i diritti dei passeggeri non sempre sono garantiti lungo l’intero percorso. La proposta legislativa europea sulla bigliettazione ferroviaria, attualmente all’esame del Parlamento, punta proprio a introdurre sistemi di prenotazione multioperatore e a rafforzare la tutela dei viaggiatori durante tutto il tragitto.

Per l’eurodeputata portoghese, inoltre, l’alta velocità non deve limitarsi a collegare le grandi capitali europee. «Va considerata uno strumento di coesione», afferma. Significa investire anche nelle regioni periferiche e nei collegamenti mancanti dell’Europa centrale, orientale e atlantica, assicurando che la rete ad alta velocità sia pienamente integrata con il sistema ferroviario regionale. Una rete più capillare, sostiene, potrebbe contribuire a ridurre la pressione abitativa sulle grandi città, favorire lo sviluppo economico dei centri di medie dimensioni e contrastare lo spopolamento delle aree periferiche.

Per Vasconcelos, la posta in gioco va oltre la politica dei trasporti. «Un treno che deve fermarsi a una frontiera rappresenta un problema politico tanto quanto tecnico». L’obiettivo per il 2040 è la realizzazione di un vero Spazio ferroviario europeo unico, nel quale passeggeri e operatori possano muoversi senza barriere, acquistare un unico biglietto valido lungo l’intero percorso e contare su standard comuni in tutta l’Unione. Solo così, conclude, il treno potrà diventare un’alternativa realmente competitiva al trasporto aereo sulle medie distanze e uno dei simboli più concreti dell’integrazione europea.

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