Descubren que un santuario de Deméter escondido en la cantera de un bosque y sellado desde época romana es anterior a los etruscos


Inter e Lazio comandano la Serie A a 19 punti, con la Roma a due lunghezze e il Milan quarto. La Juventus crolla in casa contro i biancocelesti, il Napoli perde a Venezia. Frosinone e Como continuano a sorprendere, mentre il Cagliari incassa quattro gol a Monza.
La settima giornata di Serie A conferma Inter e Lazio al comando con 19 punti, entrambe ancora imbattute, e regala qualche risultato clamoroso. Su tutti il 3-0 dei biancocelesti in casa della Juventus, con Gattuso che continua a stupire e firma la miglior partenza della storia laziale. I nerazzurri di Chivu rispondono vincendo in rimonta a Bologna, mentre la Roma di Gasperini resta a due lunghezze dalla vetta grazie al successo contro il Genoa.
Dietro alle prime tre, il Milan torna a vincere, pur rischiando di gettare al vento tre gol di vantaggio contro l’Atalanta, e sale a quota 15. Il Como si prende il quinto posto vincendo a Firenze, mentre il Frosinone continua il suo splendido inizio di campionato, trascinato da un Raimondo in formato capocannoniere.
Il tonfo più sorprendente arriva però da Venezia, dove la squadra di Nicola, ancora senza punti prima del weekend, batte il Napoli di Allegri grazie ad Adams e alle parate di Stankovic. E le sorprese proseguono anche nel Monday Night, con il Monza che rifila quattro gol al Cagliari e il Torino che passeggia a Parma. Un turno senza neppure un pareggio, con dieci vincitrici nelle dieci partite.
Frosinone-Sassuolo 4-2
Venezia-Napoli 1-0
Bologna-Inter 1-3
Roma-Genoa 2-0
Udinese-Lecce 0-3
Fiorentina-Como 1-3
Milan-Atalanta 3-2
Juventus-Lazio 0-3
Monza-Cagliari 4-0
Parma-Torino 0-3
Il Frosinone di Alvini continua a sorprendere e trova in Antonio Raimondo il suo nuovo trascinatore. Calò sblocca la partita dopo appena nove minuti, Berardi pareggia al 15′, poi si scatena il centravanti giallazzurro, che approfitta anche di due errori di Muric e segna due volte nel giro di quattro minuti. Thorstvedt riapre la gara prima dell’intervallo, ma nella ripresa Raimondo completa la tripletta e chiude il match sul 4-2. Il Frosinone sale a 13 punti, al sesto posto, mentre Raimondo raggiunge quota 7 gol in altrettante giornate, diventando il capocannoniere solitario della Serie A. Una partenza da sogno per i ciociari.
Il Venezia conquista i primi tre punti stagionali contro il Napoli e regala a Davide Nicola un esordio da ricordare sulla panchina lagunare. A decidere la sfida del Penzo è Akor Adams, che al 49′ batte Meret e porta avanti i padroni di casa. Allegri inserisce De Bruyne, Hojlund e Alisson Santos per cercare la rimonta, ma trova uno Stankovic in versione Superman. Il portiere del Venezia respinge anche un calcio di rigore a De Bruyne e difende il vantaggio fino al triplice fischio. Dopo sei sconfitte consecutive, i lagunari si sbloccano, mentre il Napoli resta a 10 punti, già nove sotto la vetta. Brutta battuta d’arresto per gli azzurri.
L’Inter soffre a Bologna, va sotto dopo dieci minuti ma ribalta tutto e conquista la sesta vittoria nelle prime sette giornate. Pobega porta avanti i rossoblù sfruttando un errore in uscita di Luis Henrique, ma Thuram trova il pareggio poco prima dell’intervallo. Nella ripresa salgono in cattedra i cambi di Chivu: Carlos Augusto firma il sorpasso al 69′, poi serve a Bonny il pallone del definitivo 3-1. I nerazzurri reagiscono così alla sconfitta europea contro il Bruges e salgono a 19 punti, con 21 gol segnati e il miglior attacco del campionato. Per Palladino è la prima sconfitta da neo allenatore del Bologna.
La Roma torna al successo dopo due pareggi consecutivi e supera il Genoa di De Rossi grazie a due gol nella ripresa. Nel primo tempo entrambe le squadre colpiscono una traversa, con Balerdi da una parte ed El Shaarawy dall’altra. Al 50′ Santiago Castro inventa uno splendido pallonetto che scavalca Bijlow e sblocca il risultato, poi il giovane Emanuele Lulli, servito da un’azione di Soulé, firma il 2-0 e festeggia il primo gol in Serie A. Gasperini festeggia le 300 vittorie da allenatore nel massimo campionato. I giallorossi salgono a 17 punti, due in meno di Inter e Lazio, e confermano la miglior difesa della Serie A con appena tre reti subite.
L’Udinese sprofonda, mentre il Lecce di Di Francesco conquista una netta (e sorprendente) vittoria in trasferta. I salentini indirizzano la partita già nel primo tempo con il colpo di testa di Gaspar all’11’ e il raddoppio di N’Dri al 33′, sugli sviluppi di un altro calcio d’angolo. Nel finale arriva anche la rete di Siebert, che fissa il risultato sul 3-0. Per il Lecce sono 9 punti dopo sette giornate e un successo prezioso per allontanarsi dalla zona retrocessione. Situazione opposta per l’Udinese, ferma a quota 4 e reduce dalla quinta sconfitta consecutiva. Un avvio decisamente da dimenticare per la squadra di Runjaic, con il tecnico sempre più sotto pressione.
Il Como continua a fare sul serio e passa anche al Franchi, infliggendo alla Fiorentina un’altra sconfitta. A prendersi la scena è Mattia Liberali, che al 32′ realizza il suo primo gol in Serie A. Quattro minuti dopo Nico Paz raddoppia di testa, mentre Pongracic accorcia le distanze per i viola prima dell’intervallo. Nella ripresa Douvikas chiude i conti firmando il definitivo 3-1. La squadra di Fabregas sale a 14 punti e al quinto posto, davanti al Frosinone e al Cagliari. Per la Fiorentina di Vanoli è invece la quinta sconfitta in sette giornate, con appena 4 punti e il terzultimo posto. I viola continuano a deludere e la situazione in classifica comincia a farsi davvero preoccupante.
Il Milan torna alla vittoria, ma a San Siro rischia di gettare via una partita dominata per un’ora abbondante. Ramos sblocca su rigore al 24′, Rabiot raddoppia prima dell’intervallo e Gila firma il 3-0 al 57′. Nel mezzo anche un secondo penalty per i rossoneri, ma questa volta Carnesecchi ipnotizza Goncalo Ramos. L’Atalanta non si arrende e riapre tutto con Gaetano e Krstovic, arrivando a sfiorare il clamoroso 3-3 nel finale. A salvare il Milan ci pensa Maignan, decisivo su Zappacosta. Per la squadra di Amorim è il terzo successo in altrettante partite casalinghe che vale il quarto posto con 15 punti. Sarri resta invece a quota 9 e incassa la quarta sconfitta stagionale.
La Lazio di Gattuso continua la sua marcia da sogno e rifila tre gol alla Juventus a Torino, lasciando i bianconeri sommersi dai fischi dei propri tifosi. Provstgaard sblocca la gara al 37′ con un colpo di testa su cross di Zaccagni, Isaksen raddoppia nella ripresa con un gran sinistro e Dele-Bashiru completa il tris nel finale dopo una cavalcata dalla metà campo. Spalletti, costretto alla tribuna per squalifica, assiste alla seconda sconfitta stagionale della sua Juventus, che resta a 11 punti, otto in meno della vetta. Per Gattuso è invece la sesta vittoria in sette giornate, la miglior partenza di sempre della Lazio in Serie A. E a questo punto i biancocelesti possono davvero sognare in grande.
Il Monza travolge il Cagliari nel primo posticipo del lunedì e ridimensiona la squadra rivelazione di questo avvio di campionato. I sardi sprecano alcune occasioni con Nzola e Mendy, poi Kouadio sblocca il risultato al 39′ con il suo primo gol in Serie A. Nella ripresa esplode Gustavo Varela, autore di una doppietta e dell’assist per Robinson. L’attaccante raggiunge quota 6 gol in campionato, uno in meno del capocannoniere Raimondo. Il Monza sale a 7 punti e conquista anche il primo clean sheet stagionale. Per il Cagliari, invece, una batosta inattesa dopo quattro risultati utili consecutivi: 13 punti e settimo posto. La squadra di Pisacane incassa in una sera quattro gol, uno in più di quelli subiti in tutte le precedenti sei giornate.
Il Torino chiude la settima giornata con un netto 3-0 al Tardini e sale al decimo posto. Il grande protagonista è Giovanni Simeone, che trova i primi gol del suo campionato. Il Cholito apre dopo appena quattro minuti con una conclusione al volo su assist di Belghali, poi contribuisce al raddoppio di Adams al 24′. Nella ripresa è ancora Simeone a chiudere i conti con un destro potente sotto l’incrocio. Per la squadra di Abate arriva la seconda vittoria consecutiva e quota 10 punti, gli stessi del Napoli. Continua invece il momento negativo del Parma di Gilardino, penultimo con appena 4 punti e cinque sconfitte nelle prime sette giornate.
Inter e Lazio continuano a viaggiare a braccetto. Dopo sette giornate entrambe hanno raccolto sei vittorie e un pareggio, lasciando la Roma a due punti e il Milan (con una forma e le prestazioni in netta crescita) a quattro. I nerazzurri di Chivu hanno il miglior attacco del campionato con 21 reti segnate, mentre la squadra di Gasperini, terza, continua ad avere la miglior difesa con appena 3 gol subiti. La vera sorpresa tra le big, però, resta la Lazio di Gattuso, che sta riscrivendo i propri record e ha rifilato un pesantissimo 3-0 alla Juventus.
Alle spalle delle prime quattro continuano a farsi notare Como e Frosinone. La squadra di Fabregas sale a 14 punti e conferma di poter stare stabilmente nella parte alta della classifica, mentre quella di Alvini è sesta a quota 13 e può contare sul capocannoniere del torneo. Raimondo guida infatti la classifica marcatori con 7 reti, davanti a Malen e Varela, entrambi a 6. Il Cagliari, invece, dopo un avvio straordinario incassa quattro gol a Monza e scivola al settimo posto. A deludere sono soprattutto Juventus e Napoli. I bianconeri hanno appena 11 punti e sono già a otto lunghezze dalle capolista, mentre gli azzurri di Allegri sono noni a quota 10 dopo la sconfitta con il Venezia. Due squadre costruite per stare decisamente più in alto, che dovranno cambiare passo se vorranno rientrare nella corsa alle prime posizioni. Ancora più indietro l’Atalanta, undicesima con 9 punti dopo quattro sconfitte.
Nella parte bassa, il Monza si rilancia con il poker al Cagliari e sale a 7 punti. Il Lecce aggancia l’Atalanta a quota 9, mentre il Bologna resta fermo a 5. Continua la crisi dell’Udinese, che ha perso cinque partite consecutive, mentre Fiorentina e Parma occupano il terzultimo e penultimo posto con 4 punti. Il Venezia, nonostante la clamorosa vittoria contro il Napoli, resta ultimo a quota 3. Nel prossimo turno gli azzurri ospiteranno la Roma, la Lazio affronterà il Parma e l’Inter riceverà una Fiorentina sempre più in difficoltà.
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Vivere più a lungo, ma soprattutto vivere meglio. E magari trasformare la lotta all’invecchiamento in un gigantesco motore economico. È la scommessa della Longevity Valley, il progetto internazionale che punta a fare del Lazio una capitale mondiale della ricerca sulla longevità.
L’iniziativa, presentata all’Ambasciata italiana di Washington, prevede la nascita di un campus scientifico e industriale dove intelligenza artificiale, bioingegneria e automazione lavoreranno insieme per sviluppare nuove terapie, tecnologie e strumenti di prevenzione.
Promossa dalla Longevity Valley Authority con investitori e imprese internazionali, l’operazione è sostenuta dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, attraverso il Comitato per l’attrazione degli investimenti esteri, e dalla Regione Lazio.
Il campus metterà a disposizione laboratori e infrastrutture condivise, consentendo anche alle piccole aziende biotech e deep tech di utilizzare tecnologie altrimenti proibitive. Tra i partner scientifici figura il prestigioso Buck Institute for Research on Aging, specializzato nello studio dell’invecchiamento. Ma la sfida non riguarda soltanto farmaci e laboratori: alimentazione, mobilità, assistenza sanitaria, ambiente e organizzazione del lavoro diventeranno terreni di sperimentazione per migliorare la qualità della vita.
Per il ministro Adolfo Urso, l’obiettivo è trasformare l’Italia in un polo internazionale delle scienze della longevità, capace di generare innovazione e occupazione qualificata.
Il presidente della Regione Francesco Rocca rivendica il primato del Lazio nelle biotecnologie e considera il progetto strategico per attrarre capitali e competenze. La vicepresidente Roberta Angelilli richiama la piattaforma Invest in Lazio, collegata a Invest in Italy, e il supporto del Consorzio Unico Industriale per assistere gli investitori e semplificare le procedure. A spiegare l’ambizione è Gregory Bailey, cofondatore della Longevity Valley Authority: replicare nelle scienze della vita la rivoluzione prodotta dalla Silicon Valley nell’informatica.
La promessa è affascinante: fare dell’invecchiamento non soltanto una sfida sanitaria, ma una nuova frontiera dello sviluppo economico.
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Roma Capitale accelera sul fronte della prevenzione e della sicurezza stradale. Il Comune ha, infatti, siglato un’intesa strategica denominata Ruote ferme, pedoni salvi insieme all’Associazione familiari e vittime della strada. La sinergia istituzionale coinvolge direttamente la Prefettura, la Città metropolitana, la Questura, il Comando provinciale dei carabinieri, il Ministero della Giustizia, il Tribunale di Roma, il Tribunale di sorveglianza, l’Ufficio interdistrettuale di esecuzione penale esterna e l’Ordine degli avvocati di Roma.
L’operazione punta a coniugare l’esigenza di tutela dei cittadini con il reinserimento sociale attraverso la messa alla prova per lavori di pubblica utilità a titolo gratuito. Il piano esclude tassativamente le persone recidive o con elementi evidenti di pericolosità sociale. I candidati opereranno come assistenti pedonali affiancando i caschi bianchi nelle aree a scarsa illuminazione o ad alto scorrimento di traffico. L’urgenza dell’intervento è confermata dai dati Aci-Istat: nel corso del 2025 la provincia capitolina ha registrato il triste primato nazionale di 48 pedoni deceduti, nonostante un calo del 26,2 per cento rispetto al periodo precedente. L’iniziativa punta anche a un chiaro valore rieducativo e di promozione della legalità.
L’organizzazione operativa stabilisce l’impiego complessivo di 60 detenuti, divisi in due moduli annuali da 30 partecipanti, formati dalla Polizia locale attraverso lezioni dedicate e un test finale da 15 domande con soglia di idoneità fissata a 10 risposte corrette. Il presidio si concentrerà davanti alle scuole, agli uffici giudiziari, alle palestre, ai locali notturni e nei principali punti di aggregazione. Gli operatori, equipaggiati con pettorina catarifrangente e luce led, non avranno poteri di viabilità né palette di segnalazione. La tracciabilità delle presenze avverrà tramite una piattaforma digitale collegata alla Polizia locale, in un progetto a costo zero per le casse pubbliche della durata di un anno rinnovabile.
L’impiego della popolazione carceraria per servizi alla comunità richiama precedenti esperienze già avviate in passato sul territorio romano. Nel 2017, sotto l’amministrazione guidata da Virginia Raggi, il Campidoglio siglò un’intesa con il Viminale e il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria orientata alla tutela dell’ambiente urbano, impiegando le risorse nella manutenzione del verde pubblico e nella pulizia dei parchi cittadini.
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A Roma il traffico non è un inconveniente. È una tradizione secolare, praticamente un monumento immateriale. E già nel 1902 qualcuno pensava di aver trovato la soluzione definitiva: scavare una montagna, o meglio, bucare il Quirinale.
Il 20 ottobre 1902 veniva inaugurato il Traforo Umberto I, quasi 350 metri di galleria destinati a collegare via Nazionale con la zona di via del Tritone. Un’opera che prometteva di rivoluzionare la mobilità cittadina, evitando ai romani lunghi percorsi intorno al colle. Naturalmente, nessuno poteva immaginare che, oltre un secolo dopo, la Capitale avrebbe continuato a litigare con gli stessi problemi. Solo con molte più automobili.
L’inaugurazione fu organizzata in grande stile. Alle quattro del pomeriggio, tra bandiere tricolori e cittadini incuriositi, tre tram attraversarono la nuova galleria trasportando il sindaco Prospero Colonna, il prefetto, il questore e una nutrita rappresentanza di autorità.
All’uscita, immancabile buffet e discorsi ufficiali. Perché a Roma si può inaugurare qualsiasi cosa, purché ci siano un nastro da tagliare e qualcosa da mangiare. Il giorno successivo entrarono in servizio otto vetture tranviarie, prese d’assalto dai cittadini entusiasti della novità.
Il traforo attraversava il sottosuolo del Quirinale, proprio sotto i giardini reali, che durante i lavori avevano subito un abbassamento del terreno di circa settanta centimetri. Un piccolo sacrificio della monarchia sull’altare del progresso. La galleria, originariamente rivestita di maioliche bianche, rappresentava una conquista ingegneristica. Permetteva ai tram di superare rapidamente un ostacolo naturale che complicava i collegamenti tra le diverse zone del centro. La Roma umbertina sognava così di diventare una capitale europea moderna, efficiente e veloce.
Oggi il Traforo Umberto I è ancora lì, testimone di una città che cambia continuamente senza riuscire a liberarsi dalla propria eterna maledizione automobilistica. E forse la vera notizia non è che nel 1902 i romani festeggiassero un tunnel per andare più veloci. È che nel 2026 continuino a sperare nella stessa cosa.
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La expectación es máxima en Barcelona y el sector del arte para descubrir los pasos de Valentín Roma como director del Macba, un puesto para el que fue nombrado el pasado junio en sustitución de Elvira Dyangani Ose. Fue hace justo un mes cuando se presentó por primera vez ante la prensa para revelar las líneas principales de su mandato, para el que espera recuperar público y replantear la colección. En ese momento todavía no desveló la programación con la que trabaja, pero ha avanzado a este diario una de las importantes exposiciones que llevará a cabo en 2030, justo cuando se cumplirán 50 años del proyecto Del Liceu al Seminari, el plan con el que Narcís Serra, alcalde de Barcelona entre 1979 y 1982, prendió la mecha de la transformación cultural del Raval, que continuó Pasqual Maragall con el impulso económico de las Olimpiadas de 1992. Con una investigación analítica, un grupo de comisarios revisitará esa iniciativa que transformó el Raval y Barcelona.

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