❌

Normal view

Azioni o Bond-Btp, perché gli italiani scelgono le obbligazioni

21 October 2026 at 14:26

La possibilità di ottenere un rendimento senza aumentare troppo l’esposizione alle azioni. È questo l’equilibrio che sembra orientare verso le obbligazioni (Bond e anche Btp) gli investitori italiani. Nella prima edizione del Barometro CAWS di Colazione a Wall Street, il 42% sceglierebbe i bond se dovesse investire in una sola categoria di strumenti nei prossimi tre mesi. Le azioni raccolgono il 32% delle preferenze, mentre liquidità e strumenti monetari si fermano al 15%.

Perché in questo periodo si preferiscono Bond e Btp alle azioni?

Rendimenti più interessanti, con attenzione ai tassi

Gli investitori cercano di mantenere sostanzialmente invariata l’allocazione, mostrando al tempo stesso un maggiore interesse per i Bond rispetto alle azioni.

La scelta verso investimenti a medio-lungo termine, ovviamente, è influenzata dal contesto economico-finanziario. Il 10 settembre la Banca centrale europea ha aumentato i tre tassi ufficiali di 25 punti base, portando quello sui depositi al 2,50%, con effetto dal 16 settembre. Nella stessa decisione, la BCE ha richiamato le pressioni inflazionistiche generate dal conflitto in Medio Oriente, senza impegnarsi su un percorso prestabilito per le mosse successive.

Per chi acquista obbligazioni, il livello dei tassi ha due effetti. Rendimenti di mercato più elevati possono offrire condizioni di ingresso più interessanti. Un ulteriore rialzo può, però, far scendere il prezzo dei titoli a tasso fisso già acquistati, soprattutto di quelli con scadenze lunghe. La ricerca di rendimento richiede quindi anche una scelta sulla durata dell’investimento e sulla possibilità di mantenere il titolo fino al rimborso.

 

 

Le obbligazioni a tasso fisso consentono di conoscere in anticipo i flussi contrattuali e questa prevedibilità può essere utile a chi vuole programmare entrate e scadenze.

Quali sono i rischi per gli investimenti?

La situazione geopolitica è il rischio principale per il 27% degli intervistati. Seguono il debito pubblico elevato indicato dal 17%, l’aumento dell’inflazione dal 16%, e la recessione economica dal 15%. La fiducia sui mercati si ferma a 48 punti su 100 e la propensione al rischio a 46.

 

 

Sono preoccupazioni che trovano un riscontro reale nell’attualità economica. Secondo i dati Eurostat (pubblicati il 16 ottobre) l’inflazione nell’area euro è salita al 3,8% a settembre, dal 3,2% di agosto. L’energia ha contribuito per 1,71 punti percentuali al tasso complessivo. In Italia, l’inflazione misurata con l’indice armonizzato europeo ha raggiunto il 4,2%. Cosa significa?

Per il risparmiatore questo significa che il rendimento nominale va distinto dal risultato in termini di potere d’acquisto. Una cedola non protegge automaticamente dall’aumento dei prezzi. Contano il rendimento effettivo all’acquisto, le imposte, i costi e l’inflazione durante la vita dell’investimento.

Anche la preoccupazione per i debiti pubblici introduce una distinzione. Scegliere obbligazioni significa prestare denaro a un emittente, la cui solidità resta centrale. Titoli di Stato e bond societari possono avere rischi molto diversi, anche quando offrono cedole simili.

Dove investiranno nei prossimi 12 mesi

Se le obbligazioni raccolgono più preferenze nell’orizzonte dei tre mesi, guardando ai prossimi dodici l’attenzione sui temi azionari si concentra sulla tecnologia. L’intelligenza artificiale è il settore con le migliori prospettive per il 24,7% degli intervistati, seguita dalla cybersecurity con il 19,9%. Insieme raccolgono il 44,6% delle risposte.

 

 

Seguono energia, indicata dal 12,5%, robotica e automazione, dall’11,8%, e semiconduttori, dal 10,9%. Più distanti infrastrutture al 5%, biotech al 4,4%, difesa e aerospazio al 4,1% e fintech allo 0,9%. Il restante 5,7% sceglie altri temi.

Due intervistati su tre individuano quindi le migliori prospettive azionarie nei settori legati alla trasformazione tecnologica.

Lo spread torna ad aumentare a 116 punti base: altri 4,1 miliardi dai Btp Valore

By: matrun
21 October 2026 at 08:34

Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi è tornato a crescere in apertura, dopo una giornata instabile ieri. Il differenziale è arrivato a 116 punti base con rendimenti che hanno toccato il 4,58%, vicini al record di inizio ottobre e ai picchi dell’autunno del 2023.

Continua nel frattempo l’emissione dei Btp Valore e dei Btp Valore insieme, che registra un’altra ottima giornata. Il Tesoro ha raccolto 4,1 miliardi di euro in titoli di Stato dedicati ai risparmiatori, portando il totale a 8,6 miliardi.

Altro picco per lo spread, il debito italiano soffre la crisi energetica

Già dalla giornata di ieri lo spread aveva dato segni di instabilità, dopo alcuni giorni in cui il differenziale si era attestato attorno ai 110 punti base. In apertura, la differenza di rendimenti tra i Btp italiani e i Bund tedeschi si è ampliata, arrivando a 116 punti base, a due punti dal picco recente di inizio mese.

I rendimenti sono vicini al record

Anche i rendimenti danno segni di avvicinamento ai livelli massimi recenti, toccando il 4,58%. Si tratta di un problema significativo per il Governo. I dati preliminari sulla legge di bilancio hanno dimostrato che lo Stato non ha risorse in più da spendere, tanche che anche la richiesta di adeguamento degli stipendi dei magistrati, da 1 miliardo di euro di spesa, potrebbe essere rimandata.

Ulteriori interessi sul debito, soprattutto in sostituzione di titoli a basso costo come quelli emessi prima del 2020, rischiano di peggiorare la situazione.

Il petrolio fa paura

La pressione sul debito pubblico italiano continua a essere determinata dall’aumento del prezzo del petrolio. In mattinata del 21 ottobre il Wti ha sfiorato i 100 dollari al barile. Questo nonostante i Paesi del Golfo stiano esportando più petrolio rispetto all’inizio della guerra.

I costi però rimangono alti. Tra le mine iraniane nello Stretto di Hormuz, che hanno mandato a fuoco una petroliera proprio ieri, e gli attacchi degli Houthi alle infrastrutture saudite, il mercato continua a non essere tranquillo e le assicurazioni pesano sui trasporti del greggio.

Continua la pressione sui titoli europei

Le conseguenze della crisi petrolifera si sentono in tutta Europa. I Bonos sono arrivati a 64 punti base di spread, con rendimenti ben superiori al 4%.

Spread e rendimenti dei titoli di Stato europei all’apertura del 21 ottobre 2026
Titoli di Stato Rendimenti Spread
Bund tedeschi 3,42% –
Btp italiani 4,58% 116
Oat francesi 4,96% 154
Bonos spagnoli 4,06% 64

A essere maggiormente sotto pressione è però il debito francese. Gli Oat distano 154 punti base dai Bund, con rendimenti medi che sfiorano ormai il 5%.

Come stanno andando i Btp Valore

Anche ieri è stata una giornata di raccolta positiva per i Btp Valore. Il Tesoro ha piazzato più di 4 miliardi di euro di titoli riservati agli investitori retail sul mercato. Il totale è così arrivato a 8,6 miliardi. L’emissione si concluderà il 23 ottobre. Le prossime aste regolari, invece, saranno:

  • martedì 27 ottobre l’asta dei Btp Short Term e dei Btp€i;
  • mercoledì 28 ottobre l’asta dei Bot;
  • giovedì 29 ottobre l’asta dei titoli a medio e lungo termine.

❌