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“Gli studi sugli alimenti? Fatti apposta per manipolare le convinzioni delle persone su cosa fa bene e cosa fa male, chi paga la ricerca ne decide l’esito”: Diete corrotte, il nuovo libro di Peter D’Angelo

21 October 2026 at 16:54

Diete corrette? Macché, corrotte! L’ultimo lavoro del giornalista e autore televisivo Peter D’Angelo, Diete corrotte (Garzanti 2026), è un libro-denuncia rigoroso e documentato, ben leggibile, che racconta come riesce l’industria alimentare a convincere consumatori e autorità della bontà dei suoi prodotti. Ma per fortuna, non mancano le armi per difendersi. Ce ne parla l’autore nell’intervista al Fatto Quotidiano.it.

L’industria alimentare ci inganna, denuncia il sottotitolo del libro, e non senza conseguenze per la nostra salute. Lo fa fin dal 1967, quando uno studio di Harvard addossò con “apparente rigore metodologico” la responsabilità delle cardiopatie ai grassi saturi, assolvendo lo zucchero da ogni colpa. Così, per decenni, nonostante studi contrari, “l’innocente” zucchero è entrato nella nostra quotidianità, mettendo al palo i “rei saturi” a colpi di sostituzioni e cibi light. Eppure, le malattie cardiovascolari non hanno mollato la presa, anzi, sono cresciute, divenendo la prima causa di morte nel mondo.

“Mentre nei primi anni ’50, il professor Rodolfo Bergami dell’Università di Napoli sosteneva che gli infarti fossero quasi assenti in città, oggi sono il killer principale”. L’obesità, poi, interessa ormai il 12-15% della popolazione mondiale (dati OMS). “Negli States, è passata dal 15% degli anni 70 al 42% di oggi” e continuano a diffondersi tumori, diabete ecc. “Non è che le persone hanno ignorato i consigli della scienza. Al contrario. Li hanno seguiti con buona fede, con la fiducia di chi si affida a chi ne sa di più”.

Il fatto è che, come spiegato molto bene nel libro, negli anni il “modello Harvard” ha fatto scuola. “Kelly Brownell (allora a Yale, oggi alla Duke University) e Kenneth Warner (University of Michigan) lo hanno descritto: l’industria alimentare e delle bevande usa gli stessi strumenti del tabacco, dal finanziamento della ricerca all’influenza sulle istituzioni, fino alla retorica della ‘scelta personale’”. Il colpevole è chi si ammala, non chi ci riempie il piatto di cibi assolti da studi orientati ad arte.

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Allerta Listeria, richiamati 59 lotti di vitello tonnato, tacchino e lonza: coinvolti anche prodotti Eurospin

21 October 2026 at 14:04

Si allarga il richiamo alimentare per possibile presenza di Listeria monocytogenes. Sono 59 i lotti coinvolti tra vitello tonnato, tacchino e lonza di maiale, commercializzati anche con il marchio Portami Via di Eurospin. Il provvedimento, pubblicato dal Ministero della Salute, riguarda prodotti realizzati da A.M.M.53 Srl nello stabilimento di Spresiano, in provincia di Treviso. La raccomandazione per chi dovesse avere in casa una delle confezioni interessate è di non consumarla e restituirla al punto vendita.

Per Portami Via di Eurospin sono coinvolti due prodotti. Il primo è il tacchino arrosto al limone in vaschette da 170 grammi, con i lotti L265/26, L266/26, L268/26, L271/26, L272/26, L273/26, L274/26, L275/26, L278/26, L280/26 e L281/26 e date di scadenza comprese tra il 18 ottobre e il 3 novembre 2026. Il secondo è il vitello tonnato in confezioni da 180 grammi: i lotti richiamati sono L264/26, L265/26, L266/26, L267/26, L268/26, L271/26, L272/26, L273/26, L274/26, L275/26, L278/26, L279/26 e L280/26, con scadenze tra il 17 ottobre e il 2 novembre.

Il richiamo riguarda però anche diversi prodotti venduti con il marchio A.M.M.53 Pasticceria-Gastronomia. Tra questi c’è il tacchino al forno in confezioni da 2 chili, lotti L260/26, L264/26, L266/26, L267/26, L272/26, L274/26, L280/26 e L281/26, con scadenze dal 17 ottobre al 7 novembre. Coinvolto anche l’arrosto di tacchino ai funghi, sempre in confezioni da 2 chili: i lotti sono L260/26, L261/26, L264/26, L266/26, L267/26, L271/26, L272/26, L274/26, L278/26 e L282/26, con scadenze comprese tra il 17 ottobre e il 7 novembre.

Nel provvedimento figura inoltre la lonza di maiale in confezioni da 1,5 chili, lotti L267/26, L268/26, L272/26, L273/26, L274/26, L278/26, L279/26 e L280/26, con date di scadenza dal 19 ottobre al 1° novembre.

Per quanto riguarda il vitello tonnato A.M.M.53, il richiamo interessa sia le confezioni da 1,5 chili sia quelle da 300 grammi. Nel primo caso i lotti coinvolti sono L259/26, L264/26, L272/26 e L273/26, con scadenze tra il 16 ottobre e il 7 novembre. Nelle vaschette da 300 grammi, invece, i lotti sono L259/26, L264/26, L267/26, L271/26 e L275/26, con scadenze dal 16 ottobre al 1° novembre.

Tutti i prodotti interessati sono stati realizzati da A.M.M.53 Srl, nello stabilimento di via Gioberti 36 a Spresiano, in provincia di Treviso. Il motivo indicato negli avvisi è la possibile presenza di Listeria monocytogenes, batterio responsabile della listeriosi. Il nuovo provvedimento arriva dopo un primo richiamo, segnalato la settimana precedente, che aveva già interessato un lotto di vitello tonnato Portami Via prodotto dalla stessa azienda. Adesso l’allerta è stata estesa a numerosi altri lotti e ad altre preparazioni a base di carne. Per chi avesse acquistato uno dei prodotti elencati, l’indicazione resta semplice: non consumarlo. Le confezioni possono essere riconsegnate al punto vendita in cui sono state acquistate

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