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Un golden retriever vede il bacon in televisione e inizia a leccare lo schermo con molto gusto – IL VIDEO

22 October 2026 at 14:24

Sui social è diventato virale un video che mostra un cane leccare uno schermo della tv, convinto che il bacon che è lì raffigurato sia reale.

A pubblicare queste immagini, diventate presto diffusissime in rete, è stata l’influencer Ursula Daphne Aitchison, che sulla propria pagina Instagram condivide soprattutto i momenti che condivide con i suoi tre cani, Hugo, Huxley & Henrietta.

Si tratta di tre golden retriever, che hanno ormai preso familiarità con il fatto di trovarsi costantemente di fronte un telefono che li riprende. “Se Hugo ha dovuto vedere questa scena, allora è giusto che anche noi la vediamo” ha scritto l’influncer mostrando il suo cane, che scende dal divano e si avventa verso il televisore, che inizia presto a leccare dal momento che vede del bacon succulente.

Il cane, dunque, almeno inizialmente, ha l’illusione che quello che vede davanti a lui sia del vero bacon, ma presto sicuramente si sarà accorto anche lui che quelle immagini offerte dal televisore lo avevano ingannato.

Credits: profilo Instagram Ursula Daphne Aitchison (@ugoandursula)

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“Dopo una perdita così dolorosa, vorremmo risparmiare loro anche il dolore della separazione”: si cerca un nuovo proprietario per i cani della giornalista del Tg2 Christiana Ruggeri

22 October 2026 at 13:44

Dopo la scomparsa della giornalista del Tg2 Christiana Ruggeri, i suoi due cani Zeus e Bella sono in cerca di una nuova casa che li accolga. A occuparsi di loro è ora la sezione di Olbia della Lega nazionale per la difesa del cane. L’intenzione è quella, se possibile, di evitare di separare i due animali.

“Dopo una perdita così dolorosa, vorremmo risparmiare loro anche il dolore della separazione. Per questo cerchiamo con tutto il cuore un’adozione di coppia” viene infatti spiegato. Quali sono però le caratteristiche dei due cani che ora possono essere adottati? Zeus è un pastore tedesco di circa 4-5 anni, sterilizzato.

Era molto legato alla giornalista, tanto da condividere con lei il letto. “È un cane energico e reattivo, che ha bisogno di movimento, tempo e di una persona con esperienza, capace di conoscerlo e accompagnarlo in questo momento difficile”, spiegano i volontari. Per lui, in particolare, si cerca una sistemazione in cui non siano presenti altri cani maschi, con i quali si ritiene che sarebbe incompatibile.

Discorso diverso, invece, riguarda Bella, che ha circa 6 anni e viene descritta come “una cagnolina dolcissima, ma molto paurosa”. “Ha bisogno di una famiglia gentile e paziente, che sappia rispettare i suoi tempi e aiutarla a sentirsi al sicuro” viene infatti raccomandato.

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“Quale razza toy, il mio cane è diventato una pecora”: nelle intercettazioni le truffe della gang dei “barboncini pezzottati” di Napoli

22 October 2026 at 07:25

C’era chi spendeva 2700 euro per un cane di razza. E poi al telefono sbottava col venditore: “Ma hai saputo qualcosa del pedigree? E’ proprio brutto, l’ho portato anche dal veterinario, ‘signora questo cane si sta facendo bruttissimo’… e non è originale, perché devo avere un cane che non mi piace”? Dall’altra parte provavano a rassicurarla: “Signora quello fa la trasformazione tra sei otto mesi, per lo spitz è normale”. E il pedigree? “Ancora mi devono chiamare, appena so qualcosa vi chiamo”. Spesso non arrivava. O era fasullo.

Non si sa se sorridere (per le reazioni dei padroni) o arrabbiarsi per il trattamento dei poveri animali, leggendo le intercettazioni dell’associazione a delinquere accusata di aver lucrato imbrogliando sulla compravendita di cuccioli importati dall’Ungheria, prima che compissero i 60 giorni previsti dalla legge, e truccando le attestazioni sulla loro salute e sul loro status di animali di pregio.

L’indagine condotta dei carabinieri del Citas di Napoli, agli ordini del colonnello Marco Trapuzzano, e coordinata dal pm Giulio Vanacore, fa propendere per l’indignazione. Nei negozi sequestrati tra Napoli e Torre Annunziata i cagnolini arrivano malati e infetti per lo stress del viaggio e la prematura sottrazione alla madre, ammassati negli scatoloni, custoditi in condizioni igieniche precarie, e gonfiati di farmaci per farli apparire vispi e radiosi (chi lo compra un cane triste in vetrina?), sino alla vendita. Per poi morire, spesso, poco tempo dopo la cessione. Nelle intercettazioni, gli indagati la siringa la chiamavano “la bomba”. Un mix di Plasil, Ranitidina, Rocefin. “Il maltese cosa ha fatto”? “Ha fatto un po’ di sangue…”. La soluzione per rimetterlo in piedi? Iniettargli il composto. “La bomba”.

Tra le carte di una enorme ordinanza che ricostruisce querele e truffe risalenti fino al 2014, spunta la storia di un rivenditore che al telefono non nasconde di avere “40 barboncini tutti senza microchip”. E quello che dovrebbe essere un obbligo di legge, trasferire la proprietà di animali da compagnia solo se chippati, diventa un optional. “Vedi di mettere due microchip… te li pago a parte… fammi questa cortesia”. Scrive il Gip Giovanni Vinciguerra che il rivenditore “li inocula solo all’occorrenza e solo se ce n’è bisogno”. E quel bisogno, di solito, scatta soltanto quando c’è qualche controllo dell’Asl e bisogna a mettere a posto le situazioni.

Il giudice ha disposto il carcere per Giuseppe Esposito, Marco Esposito e Giuseppe Gallo, e gli arresti domiciliari per Manuel Esposito e Giovanni Marfella, accogliendo la richiesta cautelare per associazione a delinquere e altri sei dei 45 capi di imputazione relativi a una decina di indagati. Le vittime qualche volta si accorgevano di essere state raggirate perché i loro cani aumentavano di peso oltre le caratteristiche di un cagnolino di pregio. Una signora se ne lamenta di brutto: “Ma quale razza toy, che è diventato cinque volte tanto. È otto chili e mezzo, è diventato una pecora”. Truffata: aveva comprato uno Shi Tzu, esemplare per cui la variante toy non esiste.

Solo una piccola parte delle vendite veniva tracciata. Il resto, in contanti. Per non emettere ricevute. Per non contabilizzare sui registri di carico e scarico. Uno schemino riassume come hanno pagato 54 clienti, di cui alcuni che hanno denunciato. Dei 43.875 euro ricavati, solo 14.855 sono passati attraverso carte di credito o bancomat. La signora M. R. ha pagato il suo cucciolo con 1300 euro in contanti. La signora S. S. 1150 euro in contanti. La signora A. C. la sua bestiola l’ha pagata con 100 euro tracciati e 300 in contanti. Il signor F. A. 1750 euro tutti sull’unghia. Ci sono delle eccezioni: il signor P. C. ha pagato 1500 euro tracciandoli. Ha comunque denunciato. Era convinto di aver comprato un barboncino toy sano. Si è trovato in casa un meticcio con un difetto ereditario.

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