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Decreto legge sull’autotrasporto per sbloccare lo sciopero, le misure approvate

22 October 2026 at 09:05

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto legge con disposizioni urgenti e misure di sostegno ai settori dell’autotrasporto, dell’agricoltura e della pesca. Il Governo risponde così alle proteste contro il caro carburanti e ai blocchi stradali che hanno causato penuria di merci nei supermercati, con scaffali vuoti e intere corsie chiuse in diverse zone del Sud Italia. Il decreto prevede 105 milioni di euro per i rimborsi sul gasolio ma ci sono interventi anche per agricoltura e pesca. In un video pubblicato sui social, Giorgia Meloni ha dichiarato: “Accordo con le associazioni dell’autotrasporto, risorse già in pagamento e nuove misure per agricoltori e pescatori approvate oggi in Consiglio dei Ministri. Il Governo ascolta chi manifesta pacificamente e lavora per dare risposte concrete”.

Le misure approvate dal Cdm del 22 ottobre

Nella conferenza stampa del Consiglio dei Ministri del 22 ottobre, Edoardo Rixi, viceministro del Ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, ha dichiarato: “Da marzo fino ad agosto abbiamo messo 480 milioni e altri 60 milioni per il mese di settembre fino ai primi di ottobre, consentendo anche l’utilizzo dei crediti d’imposta per i primi mesi del 2027 per evitare che alcune aziende vadano in extra credito e non possano utilizzare i crediti. I crediti saranno già disponibili alle prime aziende dalla settimana prossima”.

Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, ha dichiarato che attraverso l’Agea “arriveranno 60 milioni per il costo del carburante agricolo” utili a “garantire l’acquisto di 121 milioni di litri, con un contributo fino a 45 centesimi. Dopo un primo intervento che copriva la prima parte dell’anno, questo copre fio al 15 ottobre, ristorando le aziende che hanno acquistato carburante agricolo”.

Le parole di Matteo Salvini

Prima di collegarsi al Cdm, Matteo Salvini ha dichiarato: “Sono al telefono giorno e notte, non da ieri, da settimane. Oggi c’è un ulteriore intervento anche per i piccoli autotrasportatori. Noi abbiamo sbloccato un miliardo che in gran parte va agli autotrasportatori con più mezzi, con mezzi più nuovi. Ci sono anche tanti che hanno due o tre mezzi, soprattutto al Sud, che hanno ancora l’Euro 4, l’Euro 3, perchè non hanno i soldi per prenderne di nuovi”. ”

Ha poi aggiunto: “Quindi oggi interveniamo per ridurre il costo del gasolio anche per i piccolini in tutta Italia, e soprattutto dove hanno i mezzi più vecchi, per allungare i tempi di pagamento dei leasing, per dare fiato e liquidità a tante imprese. Detto questo, noi stiamo cominciando a pagare migliaia e migliaia di imprese. Abbiamo ascoltato tutti. Rincontrerò tutti, i grandi e anche quelli che hanno un solo camion, a Milano come a Foggia o come a Caserta”.

Il vertice del Governo

Nella serata di mercoledì 21 ottobre, la premier Giorgia Meloni ha presieduto una riunione con i vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, il viceministro dei Trasporti Edoardo Rixi e i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari.

L’agenzia, raccogliendo fonti dell’esecutivo, riferisce che nel corso dell’incontro “è stato fatto il punto sulle misure da portare in Cdm”. Per l’autotrasporto, “si è discusso degli esiti del confronto avvenuto ieri con i rappresentanti di categoria e sull’immediata operatività dei provvedimenti”. Il Governo lavora inoltre a “un pacchetto di norme e iniziative concrete a sostegno del comparto agricolo”.

Viminale contro i blocchi dell’autotrasporto

Piantedosi ha fornito aggiornamenti sui contatti con i prefetti dei territori interessati dai blocchi. Il nodo per il Viminale è sbloccare la viabilità e garantire la continuità dei rifornimenti, in particolare per quanto riguarda beni di prima necessità, alimenti e farmaci. Le Forze dell’Ordine hanno scortato circa 500 autotrasportatori. Il servizio sarà garantito a chiunque ne faccia richiesta.

Il ministero dell’Interno ha inoltre avviato un’azione a tappeto per identificare chi sta attuando “in forma illegale presidi stradali che intralciano la circolazione, soprattutto in Campania”. I numeri:

  • 1.339 soggetti identificati;
  • 71 denunciati;
  • 242 sanzionati sul piano amministrativo.

La testata Open, citando fonti delle Forze dell’Ordine, riferisce di situazioni avvenute in Campania dove ruote di tir sono state tagliate per impedire la partenza agli autisti che non volevano aderire alle proteste.

Credito d’imposta sul carburante

Salvini e Rixi, dopo l’incontro dell’altro ieri con i rappresentanti degli autotrasportatori, hanno confermato lo sblocco di 430 milioni già stanziati per credito d’imposta sul carburante per il periodo marzo-agosto. I soldi non sono ancora stati erogati a causa dei tempi della burocrazia, dopo 32mila domande ricevute.

Il decreto legge che dovrebbe emergere dal Cdm delle 12:00 di giovedì 22 ottobre dovrebbe aggiungere altri 45,2 milioni a quanto già previsto, più e altri 60 milioni per coprire i rimborsi sul gasolio acquistato dal 1° settembre al 5 ottobre.

Estesa poi la compensazione fino al 31 dicembre 2027 per le fatture dal 1° settembre al 5 ottobre.

Sciopero generale 30 ottobre 2026: treni, scuola, sanità e uffici pubblici si fermano

22 October 2026 at 04:00

Si preannuncia un venerdì nero quello del prossimo 30 ottobre 2026, con lo sciopero generale nazionale proclamato da USB, l’Unione Sindacale di Base, che coinvolge i lavoratori delle categorie pubbliche e private. Alla mobilitazione si affianca quella indetta da USI-CIT, con l’adesione di USI Educazione e USIS e modalità differenti per alcuni settori. La giornata di protesta porterà al centro del dibattito temi come il potere d’acquisto dei salari, l’aumento del costo della vita e le condizioni di lavoro, ma potrebbe avere conseguenze anche sull’organizzazione dei servizi pubblici e sugli spostamenti.

Tra i comparti interessati figurano scuola, sanità e trasporto ferroviario, mentre per gli altri servizi occorre distinguere le singole proclamazioni e verificare le disposizioni applicabili. Non è infatti detto che tutti i lavoratori di un settore aderiscano allo sciopero né che le attività vengano sospese integralmente.

Sciopero 30 ottobre 2026, le differenze tra USB e USI-CIT

La mobilitazione di USB è proclamata per l’intera giornata di venerdì 30 ottobre e riguarda, secondo le modalità previste per ciascun comparto, il personale delle categorie pubbliche e private. All’iniziativa si aggiunge quella di USI-CIT, alla quale aderiscono USI Educazione e USIS, anch’essa prevista per l’intera giornata lavorativa.

La distinzione tra le due iniziative è importante soprattutto per comprendere quali servizi potrebbero essere coinvolti. La proclamazione USI-CIT esclude il trasporto pubblico locale, quello ferroviario, aereo e marittimo. Lo sciopero USB, invece, interessa anche il comparto ferroviario, con una fascia oraria che comincia la sera precedente. Le due mobilitazioni devono quindi essere considerate separatamente, senza estendere automaticamente le esclusioni previste da una proclamazione all’altra. Per conoscere le conseguenze concrete occorrerà fare riferimento agli avvisi delle singole amministrazioni e aziende, oltre che alle comunicazioni delle autorità competenti.

Perché si sciopera: salari, inflazione e povertà

Al centro delle rivendicazioni di USB c’è la perdita di potere d’acquisto dei lavoratori. Nel comunicato diffuso in vista della mobilitazione, il sindacato denuncia un progressivo impoverimento delle famiglie, legato alla crescita dei prezzi e alla difficoltà delle retribuzioni di tenere il passo con il costo della vita.

Tra le spese che pesano maggiormente sui bilanci familiari figurano energia, carburanti, alimentari e affitti. Quando queste voci aumentano più rapidamente degli stipendi, diminuisce la quota di reddito disponibile per risparmiare, affrontare spese impreviste o sostenere altri consumi.

USB richiama i dati sulla povertà assoluta, indicando 5,4 milioni di persone in questa condizione e sottolineando la particolare esposizione delle famiglie con un operaio come persona di riferimento. Nel messaggio sindacale viene citata anche una perdita del 9,4% del potere d’acquisto delle retribuzioni reali dal 2021. Secondo il sindacato, questi numeri mostrano come avere un’occupazione non sia sempre sufficiente a garantire condizioni economiche adeguate. La questione riguarda non soltanto i lavoratori con redditi più bassi, ma anche chi dispone di un impiego stabile e deve destinare una quota crescente dello stipendio alle spese essenziali.

Per USB, la protesta del 30 ottobre serve a riportare al centro del confronto pubblico la distribuzione della ricchezza e il valore economico e sociale del lavoro. Il sindacato critica inoltre le priorità della spesa pubblica, chiedendo di destinare maggiori risorse al recupero dei salari e al miglioramento delle condizioni di vita.

Le richieste di USB: aumenti salariali e riduzione del costo della vita

Tra le principali rivendicazioni della mobilitazione figurano aumenti salariali, ripristino della scala mobile, blocco dei prezzi dei beni essenziali e riduzione dell’Iva sui consumi fondamentali. La scala mobile era un meccanismo di adeguamento delle retribuzioni all’inflazione, progressivamente superato attraverso gli interventi degli anni Ottanta e dei primi anni Novanta. La richiesta di ripristinarla riapre il confronto sugli strumenti con cui proteggere i salari dalla perdita di potere d’acquisto.

Le altre proposte puntano a intervenire sia sulle entrate sia sulle spese delle famiglie. Da una parte, aumentare le retribuzioni dovrebbe rafforzare il reddito disponibile; dall’altra, contenere il prezzo dei beni essenziali e ridurre l’Iva potrebbe alleggerire il costo dei consumi quotidiani. L’eventuale applicazione di queste misure richiederebbe comunque valutazioni sugli effetti per i conti pubblici, le imprese e i prezzi. Si tratta di proposte avanzate dal sindacato nell’ambito di un confronto più ampio sulle politiche salariali e sulla distribuzione del reddito.

Sciopero treni 29 e 30 ottobre, gli orari e i collegamenti a rischio

Una delle principali conseguenze pratiche della mobilitazione riguarda il trasporto ferroviario. Nell’ambito dello sciopero USB, l’astensione del personale è programmata dalle 21:00 di giovedì 29 ottobre alle 20:59 di venerdì 30 ottobre 2026.

La fascia comprende i collegamenti notturni e gran parte dei servizi del venerdì. In caso di adesione, potrebbero verificarsi cancellazioni, ritardi e variazioni alla circolazione, con conseguenze per pendolari e viaggiatori a media e lunga percorrenza.

Per il trasporto ferroviario regionale, nei giorni feriali sono previste fasce di garanzia generalmente comprese tra le 6:00 e le 9:00 e tra le 18:00 e le 21:00. La presenza di queste finestre, tuttavia, non significa che tutti i treni programmati debbano necessariamente circolare: i collegamenti effettivamente garantiti sono individuati dalle imprese ferroviarie secondo la normativa applicabile.

Per i servizi a lunga percorrenza valgono inoltre specifiche disposizioni sui collegamenti da assicurare. Prima di partire sarà quindi opportuno controllare gli aggiornamenti di Trenitalia, Italo e degli altri operatori interessati, verificando il numero del treno e l’eventuale presenza negli elenchi ufficiali dei servizi garantiti.

Autobus, metropolitane e voli: attenzione alle singole proclamazioni

Per il trasporto pubblico locale non è possibile indicare un unico orario valido su tutto il territorio nazionale. Le fasce di garanzia di autobus, tram e metropolitane dipendono dalle disposizioni applicabili alle singole aziende e dai rispettivi accordi territoriali.

Inoltre, l’esclusione del trasporto pubblico locale prevista dalla proclamazione USI-CIT non può essere automaticamente estesa allo sciopero USB. Per sapere se i mezzi urbani saranno interessati occorre quindi consultare le comunicazioni delle aziende locali e verificare eventuali aggiornamenti. Anche per il trasporto aereo è necessario distinguere tra le diverse iniziative sindacali. La presenza di una proclamazione relativa a una categoria aeroportuale non implica necessariamente una sospensione generalizzata dei voli. L’operatività dei collegamenti dipenderà dalle regole applicabili, dalle eventuali franchigie previste e dalle comunicazioni di ENAC e delle compagnie aeree.

Per le autostrade, la proclamazione USB indica l’inizio dell’astensione alle 22:00 del 29 ottobre. Anche in questo comparto devono essere rispettate le disposizioni previste per garantire le attività indispensabili.

Scuola e sanità, quali disagi aspettarsi

Il comparto dell’istruzione rientra tra quelli interessati dalla mobilitazione. L’eventuale adesione di insegnanti e personale amministrativo, tecnico e ausiliario potrebbe comportare cambiamenti nell’organizzazione delle lezioni, nell’accoglienza degli alunni e nello svolgimento delle attività scolastiche. Non è prevista automaticamente la chiusura di tutte le scuole italiane. Le conseguenze dipenderanno dal numero di adesioni e dalla possibilità di garantire i servizi necessari. Le famiglie dovranno quindi fare riferimento agli avvisi pubblicati dai singoli istituti.

Anche la sanità pubblica è coinvolta. La protesta potrebbe incidere sulle prestazioni programmate, sugli ambulatori e su alcune attività non urgenti. Restano comunque in vigore le disposizioni che tutelano i servizi essenziali, comprese le prestazioni di emergenza e urgenza. Per gli appuntamenti già fissati, il consiglio è verificare eventuali comunicazioni dell’azienda sanitaria o della struttura ospedaliera di riferimento prima di recarsi sul posto.

Uffici pubblici, Comuni e Vigili del Fuoco

Lo sciopero potrebbe interessare anche le amministrazioni pubbliche e gli enti locali, con possibili rallentamenti negli sportelli e nelle attività amministrative. Non è tuttavia possibile prevedere una chiusura generalizzata degli uffici: l’impatto dipenderà dalle adesioni e dalle disposizioni applicabili ai servizi essenziali.

Per i Vigili del Fuoco, le modalità indicate nelle diverse proclamazioni non coincidono necessariamente. Prima della pubblicazione delle indicazioni operative definitive è quindi importante verificare la scheda ufficiale relativa alla specifica iniziativa sindacale. Chi ha appuntamenti presso uffici pubblici o deve usufruire di servizi amministrativi dovrebbe consultare gli avvisi dell’ente interessato, così da conoscere eventuali variazioni di orario o modalità di accesso.

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