Integrare la pensione con un piccolo lavoretto non farà più perdere un intero anno di assegno. Con la sentenza n. 26864, la Corte di Cassazione ha stravolto la propria linea guida su Quota 100, sbarrando la strada alle richieste di restituzione integrale avanzate dall’Inps.
Il divieto di cumulo tra reddito da lavoro e pensione anticipata resta in vigore, ma la decurtazione applicata dall’Istituto di previdenza dovrà essere limitata esclusivamente alle somme incassate tramite l’attività lavorativa.
Dalla contestazione di Bari alla svolta in Cassazione
La vicenda giudiziaria che ha portato a questo cambio di rotta riguarda un ex lavoratore pugliese che nel 2020 aveva svolto alcune collaborazioni per un compenso complessivo inferiore a 5.000 euro. Il contribuente riteneva che le prestazioni rientrassero nel lavoro autonomo occasionale, l’unica eccezione ammissibile sotto tale soglia per chi è andato in pensione con Quota 100.
L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha invece riqualificato quei contratti come collaborazioni coordinate e continuative, esigendo la restituzione dell’intero anno di assegni.
Dopo le pronunce favorevoli all’Inps in primo e secondo grado presso il Tribunale e la Corte d’Appello di Bari, la Cassazione ha parzialmente ribaltato la situazione: pur confermando l’illegittimità del cumulo per le co.co.co., gli ermellini hanno stabilito che la trattenuta deve limitarsi all’importo effettivamente guadagnato, rinviando la causa ai giudici pugliesi per ricalcolare la cifra corretta.
Cosa cambia per i pensionati che vogliono arrotondare
I giudici hanno fatto valere un chiaro principio di proporzionalità. Ora l’Ente di previdenza non potrà più pretendere la restituzione dell’intera annualità a fronte di guadagni minimi, ma solo la cifra corrispondente al compenso percepito.
La decisione frena i maxi-recuperi dell’Inps, garantendo una tutela fondamentale per chi ha svolto brevi prestazioni senza intenzione di eludere le norme sul pensionamento anticipato. Resta tuttavia fermo il vincolo normativo: per non incorrere nel divieto di cumulo, qualsiasi attività lavorativa svolta prima dei requisiti della pensione di vecchiaia deve mantenere un carattere rigorosamente occasionale e rientrare entro il tetto dei 5.000 euro annui.
Nonostante il mancato rinnovo dello sconto sulle accise, le difficoltà di approvvigionamento e i blocchi dovuti agli scioperi, trovare distributori di carburante con prezzi inferiori alla media è ancora possibile.
Facile.it ha elaborato i dati del Mimit offrendo una fotografia dettagliata del panorama nazionale. In ogni caso, le medie generali restano ormai stabilmente sopra la soglia dei 2 euro al litro.
In quali Regioni la benzina costa meno di 2 euro
In tutta Italia, oltre la metà dei distributori analizzati — circa 10.223 impianti — vende la benzina al self-service a un prezzo inferiore alla soglia dei 2 euro al litro.
Regione
Impianti sotto i 2 euro al litro
Valle d’Aosta
62%
Sicilia
60%
Marche
60%
Lazio
58%
Lombardia
56%
Piemonte
55%
Toscana
54%
Abruzzo
52%
Liguria
52%
Emilia-Romagna
51%
Veneto
51%
Friuli-Venezia Giulia
50%
Puglia
49%
Sardegna
49%
Umbria
49%
Trentino-Alto Adige
45%
Molise
44%
Calabria
42%
Campania
37%
Basilicata
36%
In quali Regioni il gasolio costa di più
Sul fronte del gasolio la situazione è decisamente più grave. A livello nazionale, soltanto il 26% dei distributori (circa 5.030 impianti su oltre 19.500 monitorati) vende il diesel a meno di 2,20 euro al litro.
Regione
Impianti sotto i 2,20 euro al litro
Marche
38%
Abruzzo
36%
Lazio
31%
Umbria
31%
Friuli-Venezia Giulia
30%
Liguria
30%
Valle d’Aosta
30%
Piemonte
27%
Toscana
27%
Trentino-Alto Adige
27%
Emilia-Romagna
26%
Molise
26%
Sardegna
26%
Sicilia
26%
Veneto
25%
Lombardia
24%
Puglia
24%
Calabria
19%
Basilicata
16%
Campania
14%
Medie nazionali e l’azione del Governo
Nonostante la presenza di stazioni virtuose, le rilevazioni mostrano che le medie nazionali restano molto elevate. Sulla rete ordinaria si spendono in media 2,034 euro al litro per la benzina e 2,256 euro per il diesel, mentre in autostrada i listini salgono rispettivamente a 2,048 e 2,278 euro al litro.
Sulla questione è intervenuto il ministro Adolfo Urso, confermando l’attenzione del Mimit e il costante monitoraggio della rete in stretta sintesi con il Ministero dei Trasporti, che ha già avviato i tavoli di confronto con le categorie dell’autotrasporto per arginare l’impatto dei rincari sull’economia reale.
Scioperi al Sud: perché i prezzi si sono alzati prima
Il mancato adeguamento dei prezzi alle pompe da parte dei distributori del Mezzogiorno non è riconducibile solo a manovre speculative, ma è la conseguenza diretta di una grave paralisi logistica e dell’effetto corsa al pieno.
Già nelle ore precedenti l’inizio effettivo dello sciopero, l’annuncio delle mobilitazioni degli autotrasportatori e i blocchi delle forniture presso i cancelli dell’area industriale di Taranto e delle raffinerie Eni hanno scatenato la psicosi del rifornimento.
La corsa anticipata delle famiglie per riempire i serbatoi ha prosciugato le cisterne degli impianti in Campania, Calabria e Basilicata prima ancora che i conducenti dei camion incrociassero le braccia. Molti gestori hanno così ritoccato per eccesso i listini già prima del blocco, in modo da razionare le ultime giacenze e coprire l’incertezza sui tempi di riapprovvigionamento con un profitto preventivo.
Il proverbiale sovrapprezzo sulle polizze auto per i conducenti privati del Sud Italia potrebbe trovare la sua fine. Lo ha annunciato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, con una riforma del sistema RC auto inserita nel Ddl Concorrenza.
L’obiettivo è superare la penalizzazione legata alla residenza geografica. L’annuncio è arrivato venerdì 16 ottobre a Napoli, durante una conferenza stampa organizzata dal gruppo regionale di Fratelli d’Italia.
Le parole del Ministro
Durante l’incontro al Consiglio regionale della Campania, Urso ha sottolineato la necessità di un cambio di passo strutturale:
«L’obiettivo è ridurre il costo delle assicurazioni per gli automobilisti virtuosi del Mezzogiorno, legando le tariffe ai comportamenti dei singoli guidatori e riducendo il peso, oggi sproporzionato, del fattore territoriale».
Pregiudizio o verità?
Le parole del ministro riflettono un’anomalia storica del mercato assicurativo italiano. In province come Napoli e Caserta, un automobilista in prima classe di merito e senza alcun sinistro a carico arriva a pagare una polizza fino al doppio rispetto a un guidatore con lo stesso profilo residente in Lombardia.
La riforma punta a spezzare questo meccanismo che da decenni scarica sui cittadini onesti le inefficienze e l’alto tasso di frodi locali. Le più recenti rilevazioni Ivass confermano infatti che in Campania oltre il 20% delle denunce di sinistro presenta indicatori di anomalia, contro una media nazionale dell’8%. Inoltre, i contenziosi legali della Regione rappresentano da soli oltre un terzo del totale italiano nel settore delle polizze.
In cosa consiste la riforma dell’RC Auto
L’intervento normativo, che intende diventare operativo entro l’inizio del 2027 tramite i decreti attuativi della legge sulla concorrenza, si basa su tre pilastri principali:
superamento del vincolo del CAP e della residenza anagrafica come parametro prevalente
uso centrale della telematica e della scatola nera per monitorare lo stile di guida reale
premialità e sconti significativi per i guidatori virtuosi a prescindere dalla provincia di residenza
I prezzi delle assicurazioni scenderanno davvero?
La domanda che tutti gli automobilisti del Mezzogiorno si pongono è se questa riforma porterà a un reale risparmio. La risposta dipende però dall’equilibrio tra la disponibilità degli automobilisti e le strategie di profitto delle compagnie assicurative.
Da un lato, i guidatori del Sud hanno già dimostrato una forte propensione alla tracciabilità. In Campania quasi il 40% delle auto monta la scatola nera, contro il 21% della media nazionale. Insomma, sono molti i cittadini che accettano un monitoraggio telematico e costante pur di abbattere i costi.
Dall’altro lato, resta un’incognita legata ai bilanci delle imprese assicuratrici. Per non intaccare i propri profitti a fronte dei tagli applicati al Mezzogiorno, le compagnie potrebbero ricalibrare gli algoritmi alzando le tariffe a chi rifiuta la black box o semplicemente ai profili ritenuti a rischio. La reale efficacia del provvedimento dipenderà quindi dai vincoli che i decreti attuativi riusciranno a imporre al mercato.
Poste Italiane prosegue il proprio piano di rafforzamento dell’organico sul territorio nazionale promuovendo nuove ricerche di personale.
La campagna di reclutamento riguarda la figura dei portalettere, per la quale non è richiesta alcuna esperienza pregressa nel ruolo, affiancata dai reclutamenti per operatori di sportello, consulenti finanziari e profili dedicati alle Categorie Protette iscritte al collocamento mirato.
Quant’è lo stipendio
L’inquadramento delle risorse selezionate viene regolato secondo quanto previsto dal Ccnl di Poste Italiane per il personale non dirigente.
Il trattamento economico e normativo varia in base alla posizione ricoperta:
per i portalettere l’inserimento avviene con contratto a tempo determinato di durata variabile tra 3, 4 o 6 mesi, con una retribuzione netta media di circa 1.200-1.300 euro al mese a cui si aggiungono indennità di recapito, premi e buoni pasto;
per gli operatori di sportello l’assunzione prevede contratti sia a tempo determinato sia a tempo indeterminato, con inquadramento al livello D del Ccnl, stipendio annuo lordo fissato a circa 26.460 euro distribuito su 14 mensilità e un netto mensile stimato di circa 1.500-1.550 euro;
per i dipendenti con almeno 6 mesi di servizio a tempo determinato è prevista la possibilità di inserimento nelle graduatorie annuali finalizzate alla stabilizzazione a tempo indeterminato.
Requisiti per lavorare come portalettere
I portalettere si occupano del recapito di corrispondenza, raccomandate e pacchi all’interno del territorio di competenza. Per candidarsi al ruolo di postino occorre possedere i seguenti requisiti obbligatori:
aver conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado con votazione minima di 70 su 100, oppure la laurea anche triennale con votazione minima di 102 su 110;
essere in possesso della patente di guida in corso di validità idonea per la conduzione dei motomezzi aziendali da 125 di cilindrata;
non è richiesta alcuna esperienza lavorativa antecedente nel settore.
Il processo selettivo prevede la somministrazione di un test online di ragionamento logico. Chi supera la prova scritta viene contattato dal personale aziendale per sostenere un colloquio e la prova pratica di guida su un ciclomotore a pieno carico di posta.
Mansioni e requisiti degli operatori di sportello
La risorsa si occupa della gestione della clientela, delle procedure amministrative, dei pagamenti, delle spedizioni e della promozione dei prodotti finanziari e postali. Per accedere alla selezione sono richiesti i seguenti requisiti:
aver conseguito il diploma di scuola secondaria di secondo grado quinquennale con votazione minima di 70/100;
per le selezioni riservate alle Categorie Protette, essere iscritti alle liste del collocamento mirato ai sensi dell’articolo 1 della Legge 68/1999 con grado di invalidità superiore al 45% o al 33% per invalidità Inail;
per specifiche province, come la sede di Bolzano, possedere la conoscenza delle lingue straniere o l’attestato di bilinguismo.
La prova selettiva per gli operatori di sportello prevede una verifica online strutturata su quesiti di logica verbale, logica numerica e lingua inglese, seguita da un colloquio conoscitivo aziendale.
Dove si cerca personale
Le ricerche di personale per le diverse figure professionali sono così distribuite lungo la Penisola:
Sede di lavoro
Profili ricercati
Ambito operativo
L’Aquila
Portalettere
Logistica e recapito
Massa Carrara, Pistoia, Prato
Portalettere e Operatori di sportello Legge 68/99
Recapito e uffici postali
Ravenna, Rimini, Modena, Reggio Emilia, Forlì-Cesena, Ferrara
Portalettere e Operatori di sportello Legge 68/99
Recapito e uffici postali
Padova, Vicenza, Venezia, Belluno
Portalettere, operatori di sportello Legge 68/99 e consulenti finanziari
Recapito, rete commerciale e sportello
Gorizia, Udine, Trieste
Portalettere, operatori di sportello Legge 68/99 e consulenti finanziari
Recapito, rete commerciale e sportello
Bolzano
Portalettere e operatori di sportello con bilinguismo
Per candidarsi alle selezioni occorre collegarsi al portale ufficiale dell’azienda accedendo alla sezione Carriere di Poste Italiane. All’interno della pagina delle posizioni aperte è possibile selezionare l’annuncio relativo al profilo di proprio interesse e compilare il modulo elettronico d’iscrizione caricando il Curriculum Vitae.
Si segnala che è comunque possibile inviare in qualsiasi momento dell’anno una candidatura spontanea per i ruoli di portalettere o di sportello.
Altri annunci e selezioni nel settore dei servizi
Le opportunità offerte da Poste Italiane si aggiungono ad altre ricerche di personale aperte nel settore delle infrastrutture e dei servizi. Si segnalano i reclutamenti curati da Aruba Group per figure in ambito IT e compliance e le selezioni di Biofarma per addetti alla produzione.
Con l’avvicinarsi della scrittura della Manovra di Bilancio per l’anno 2027, il clima all’interno della maggioranza sembra scaldarsi.
Il vicepremier Antonio Tajani, durante un’intervista di stamattina a Mattino 5, ha proposto un pacchetto di interventi fiscali e di welfare poco conciliabile con la prudenza richiesta dal Ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
Dalla tassa sugli extraprofitti al contributo volontario
Il punto di frattura più evidente riguarda l’eventuale scelta di tassazione straordinaria del settore bancario e finanziario. Di fronte all’ipotesi di attingere agli utili degli istituti di credito per coprire le misure della finanziaria, Tajani ha opposto nette obiezioni:
rifiuto netto di qualsiasi tassazione straordinaria o coatta sugli extraprofitti bancari
proposta di un contributo esclusivamente volontario e concordato con gli istituti di credito
tutela espressa delle banche popolari e di credito cooperativo legate al territorio
Secondo il Ministro degli Esteri, un’imposta straordinaria alle banche finirebbero per pagarla i correntisti e finirebbe per spaventare gli investitori esteri.
Meno tasse per i giovani fino a 35 anni
Sul fronte del lavoro e del sostegno alle nuove generazioni, la ricetta di Forza Italia punta su una forte detassazione. Le misure avanzate comprendono:
esenzione fiscale totale per i lavoratori fino a 30-35 anni alle prime esperienze lavorative
libertà di utilizzo del Tfr fin dai primi anni di carriera per favorire l’autonomia finanziaria e la creazione di nuove famiglie
estensione dell’esenzione fiscale per la prima vettura acquistata
Abbassare l’Irpef al ceto medio
Altro capitolo centrale è la revisione delle aliquote Irpef. Forza Italia spinge per l’ampliamento del secondo scaglione, riducendo l’aliquota al 33% e allargando la platea fino ai redditi da 60.000 euro.
L’intervento è pensato per alleggerire la pressione fiscale sul ceto medio, ma si scontra direttamente con i conti del Mef: la misura ha infatti un costo stimato di circa 2,7 miliardi di euro, in una Manovra che deve stare necessariamente entro i limiti di circa 23,5 miliardi, dato che l’Italia non è riuscita a uscire dalla procedura d’infrazione.
Carta Sanità per i pensionati
Per sostenere la popolazione anziana e le fasce più vulnerabili, il leader di Forza Italia propone l’introduzione di una Carta Sanità per i pensionati. Si tratterebbe di un buono o un anticipo diretto per coprire spese mediche e odontoiatriche critiche, evitando così ai cittadini di dover attendere i tempi della detrazione fiscale nella dichiarazione dei redditi dell’anno successivo.
Risorse per la difesa e la sicurezza
Nessun passo indietro invece sulle risorse destinate alla difesa e al controllo del territorio. Tajani ha ribadito la necessità di finanziare le missioni internazionali (come la protezione delle rotte mercantili) e di garantire la copertura economica per il personale in divisa impegnato nella sicurezza delle stazioni e nel contrasto all’immigrazione clandestina.
L’Istat ha rilasciato l’analisi delle performance del commercio estero dell’Italia. Nel mese di agosto le esportazioni hanno tenuto dal punto di vista del valore, registrando una crescita tendenziale del 9%. Tuttavia, il volume delle vendite aumenta solo dell’1,9% rispetto all’anno precedente.
Se rispetto all’anno precedente i valori sono migliori, rispetto a luglio 2026 si registra una lieve flessione congiunturale: -1,5% l’export, -1,6% l’import. Un dato, quest’ultimo, in parte condizionato dalle importanti consegne di navi e imbarcazioni registrate il mese prima. Al netto di questo fattore, la flessione congiunturale dell’export si ridimensiona a un più contenuto -0,4%.
Quali sono i Paesi e i settori che spingono la crescita
A trainare le vendite sono i mercati extra-Ue che, nonostante i dazi e le tensioni geopolitiche, sono aumentati del 16,7% su base annua. Rallenta invece l’esportazione verso l’area comunitaria, che si arresta a un modesto +1,6%.
Tra le destinazioni che registrano i maggiori incrementi delle nostre vendite all’estero troviamo:
Svizzera (+57,1%)
Cina (+32,7%)
Stati Uniti (+31,2%)
Paesi OPEC (+17,8%)
L’apporto negativo del nostro export si spiega con la diminuzione dei traffici con la Francia (-8,3%), storico partner continentale.
I settori chiave che guidano la volata dell’export in valore ad agosto sono:
autoveicoli (+55,8%)
prodotti petroliferi raffinati (+55,4%)
metalli di base e prodotti in metallo (+26,5%)
altri mezzi di trasporto (+17,2%)
alimentari, bevande e tabacco (+5,4%)
Tra i comparti in contrazione si segnala unicamente la vendita di macchinari e apparecchiature (-1,4%). Un freno per quello che è storicamente uno dei pilastro dell’export italiano si spiega dal rallentamento degli investimenti industriali in Europa e dal rinvio dell’acquisto di beni strumentali da parte delle imprese estere.
Effetto inflazione: perché i fatturati salgono ma le merci no
Il divario tra la crescita dell’export in valore (+9,0%) e quella in volume (+1,9%) si spiega facilmente con l’inflazione. L’aumento del fatturato della nostra manifattura è per larga parte drogato dall’incremento dei costi di vendita.
Il fenomeno risulta ancora più evidente sul fronte delle importazioni, che ad agosto aumentano del 9,7% in valore ma registrano una contrazione del 2,4% in volume. In sostanza, l’Italia sta importando meno beni fisici, ma li sta pagando molto di più.
Bilancio finale
Il saldo commerciale globale dell’Italia ad agosto si conferma positivo per 1.773 milioni di euro, a fronte di un avanzo nei prodotti non energetici pari a 6.925 milioni. A pesare sui conti nazionali è però il peggioramento del deficit energetico, che sale a 5,15 miliardi di euro rispetto ai 3,43 miliardi registrati un anno fa.
Nei primi otto mesi del 2026, l’avanzo commerciale, ottenuto dalla differenza tra import ed export, sale comunque a 34,7 miliardi di euro, contro i 32,5 miliardi dello stesso periodo del 2025.
Cos’è il deficit energetico
Per deficit energetico si intende la differenza tra il valore di petrolio greggio, gas ed elettricità che l’Italia acquista e quello delle materie energetiche (come carburanti raffinati e lubrificanti) che vende fuori dai confini.
Poiché l’Italia è un Paese strutturalmente trasformatore e dipendente dalle materie prime estere, la bolletta energetica è perennemente in rosso. L’aumento del 7,3% su base annua dei prezzi all’importazione ad agosto si è tradotto in un costo maggiore per le nostre filiere industriali, drenando risorse al surplus generato dalle esportazioni non energetiche.
Aruba Group ha aperto una campagna di selezione su scala nazionale per la copertura di 8 differenti profili. Le ricerche spaziano dall’assistenza tecnica di primo e secondo livello allo sviluppo software, fino ai presidi di governance, protezione dati, diritto tributario e conformità normativa.
Gli inserimenti si collegano alla rete aziendale diffusa sul territorio nazionale, garantendo l’accesso a politiche avanzate di lavoro agile e da remoto.
Inquadramento contrattuale, Ccnl e welfare
Tutte le posizioni previste dal piano d’ingaggio offrono l’inserimento diretto con applicazione del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro per i Centri Elaborazione Dati.
Le condizioni trasversali previste dal gruppo comprendono:
trattamento retributivo con Retribuzione Annua Lorda compresa tra 28.000 euro e 55.000 euro in base al ruolo e all’esperienza;
erogazione dei buoni pasto giornalieri dell’importo di 8 euro;
modalità di lavoro ibrida, fortemente orientata al lavoro da remoto o in smart-working a seconda della mansione;
piani d’ingresso strutturati e programmi di formazione continua aziendale.
Opportunità di lavoro per le Categorie Protette (Legge 68/99)
All’interno del piano d’ingaggio sono previste due selezioni riservate ai candidati iscritti alle liste del collocamento mirato ai sensi della Legge 68/1999: la figura di Application Maintenance, inserita nel team di sviluppo per la manutenzione, l’ottimizzazione e il monitoraggio dei servizi aziendali, e la risorsa di Service Desk Operation, destinata alla Control Room dei Data Center per la gestione dell’assistenza di secondo livello e la verifica delle segnalazioni di abusi informatici. I candidati dovranno possedere i seguenti requisiti:
iscrizione alle liste delle Categorie Protette ai sensi della Legge 68/1999;
diploma o laurea a indirizzo informatico o ingegneristico per il profilo software, oppure formazione informatica con conoscenza dei protocolli di rete per la posizione in Control Room;
conoscenza dei linguaggi Java, .Net o Python, unitamente alla padronanza di SQL, database relazionali e comandi base Linux e Windows per il ruolo di manutenzione applicativa;
conoscenza delle basi dei sistemi operativi Windows e Linux, buone doti comunicative e padronanza della lingua inglese per la figura di Service Desk.
Per la posizione in Application Maintenance è previsto un contratto del Ccnl Ced di terzo livello con Ral compresa tra 30.000 euro e 35.000 euro. Il ruolo in Service Desk Operation prevede invece l’inquadramento secondo Ccnl Ced con Ral tra 28.000 euro e 35.000 euro e un orario di lavoro articolato su turni dal lunedì al sabato nella fascia oraria 8.00-20.00.
Service Desk / System Administrator (Expert)
Il profilo opererà nella Business Line Cloud e Server Dedicati, gestendo richieste di assistenza tecnica complessa, incidenti di secondo livello e interventi sistemistici diretti su ambienti virtualizzati. Il candidato ideale dovrà possedere i seguenti requisiti:
avere un’esperienza pregressa di almeno 3 anni come sistemista, oppure di 5 anni se maturata anche in ambito service desk IT;
padroneggiare i sistemi Linux, Windows Server, le architetture cloud e le reti informatiche;
conoscere i sistemi di backup con o senza agenti come EVault, Commvault o Veeam;
avere competenze sugli ambienti di virtualizzazione VMWare, Proxmox e Hyper-V;
possedere una buona conoscenza della lingua inglese sia scritta che parlata.
L’inserimento avverrà con il terzo livello del Ccnl Ced e una Ral compresa tra 30.000 euro e 35.000 euro. È richiesta la disponibilità al lavoro su turni senza notte nella fascia oraria tra le 8.00 e le 22.00 con copertura sette giorni su sette.
Privacy Specialist / Compliance
La risorsa supporterà il reparto Compliance nella gestione del modello di governance dei dati, nella conduzione delle valutazioni d’impatto e nell’aggiornamento dei registri dei trattamenti secondo il regolamento GDPR. Per candidarsi occorre possedere i seguenti requisiti:
aver conseguito la laurea in Giurisprudenza, Economia o Ingegneria;
avere maturato almeno 2 anni d’esperienza in ambito protezione dati presso società di consulenza o aziende strutturate;
conoscere in modo approfondito la normativa GDPR, il Codice Privacy e i provvedimenti del Garante;
avere familiarità con gli standard internazionali come ISO 27001, COBIT, NIST o ITIL;
possedere un’ottima padronanza della lingua inglese scritta e parlata.
L’offerta prevede l’assunzione con il terzo livello del Ccnl Ced, una Ral compresa tra 40.000 euro e 45.000 euro e l’erogazione di buoni pasto da 8 euro.
Compliance Specialist – D.Lgs. 231/2001
A diretto riporto della Responsabile Compliance, la risorsa curerà la gestione, l’aggiornamento e la verifica operativa del Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo (MOG 231) e la conduzione dei relativi risk assessment. I requisiti richiesti per la posizione sono i seguenti:
aver conseguito la laurea in Giurisprudenza, Economia o discipline equivalenti;
avere un’esperienza di almeno 3 anni nel presidio del D.Lgs. 231/2001, nei controlli interni o nel risk management;
avere la capacità di analizzare i processi aziendali, le deleghe, le procure e i presidi di controllo;
saper gestire i flussi informativi verso l’Organismo di Vigilanza;
avere una buona conoscenza della lingua inglese e dei principali strumenti informatici.
L’inquadramento previsto corrisponde al terzo livello del Ccnl Ced, con una Ral compresa tra 40.000 euro e 45.000 euro e buoni pasto da 8 euro.
Compliance Governance Coordinator
La figura si occuperà di coordinare le attività trasversali della Funzione Compliance, definire la cornice dei controlli aziendali, monitorare gli indicatori KRI e KPI e promuovere l’impiego dell’AI generativa nei processi. I candidati dovranno soddisfare i seguenti requisiti:
aver conseguito una laurea in discipline giuridiche, economiche, gestionali o ingegneristiche;
avere maturato almeno 5 anni di esperienza in ambito Compliance, Risk Management, Audit o Corporate Governance in contesti complessi;
possedere una solida conoscenza dei sistemi di controllo interno e delle metodologie di risk assessment;
avere esperienza nella gestione e nel monitoraggio di audit, non conformità e piani di remediation;
conoscere la lingua inglese almeno a livello B2.
L’azienda offre un inquadramento al secondo livello del Ccnl Ced, con una Ral compresa tra 50.000 euro e 55.000 euro e buoni pasto da 8 euro.
Assistant Compliance Officer
Il profilo fornirà supporto organizzativo e gestionale alla Responsabile d’Area, occupandosi del monitoraggio delle scadenze, della reportistica direzionale, della redazione dei verbali e del raccordo tra i vari team. I requisiti per presentare la candidatura sono i seguenti:
aver conseguito la laurea in discipline economiche, gestionali o organizzative;
avere un’esperienza di almeno 2 o 3 anni in ruoli di coordinamento, organizzazione o supporto manageriale;
possedere una conoscenza generale dei processi di governance, rischio, controllo e compliance;
avere familiarità con l’uso dell’intelligenza artificiale generativa come strumento di lavoro;
conoscere la lingua inglese a livello B2 e padroneggiare i pacchetti Excel e PowerPoint.
L’inserimento prevede il terzo livello del Ccnl Ced con una Ral compresa tra 28.000 euro e 32.000 euro e buoni pasto da 8 euro.
Tax Control Framework Specialist
Inserita nell’area Compliance e nello specifico all’interno del Team Regulatory, la risorsa garantirà il presidio dei profili di diritto tributario, l’evoluzione del Tax Control Framework (TCF) e la gestione delle agevolazioni fiscali come il Patent Box. I requisiti richiesti sono:
aver conseguito la laurea in discipline economiche, giuridiche o affini;
avere maturato almeno 4 o 5 anni d’esperienza in ambito fiscale, tax compliance o diritto tributario in contesti strutturati;
conoscere la normativa fiscale italiana, i modelli TCF e le metodologie di gestione del rischio fiscale;
avere la capacità di gestire le interlocuzioni con consulenti esterni e con l’Amministrazione finanziaria;
possedere una buona conoscenza della lingua inglese scritta e orale almeno pari al livello B2.
L’inquadramento corrisponde al primo livello del Ccnl Ced, con una Ral fissa a 45.000 euro e buoni pasto da 8 euro.
Dove avverranno gli inserimenti
Gli inserimenti sono previsti nelle sedi aziendali principali distribuite sul territorio nazionale. Di seguito la sintesi dei luoghi di lavoro e delle posizioni ricercate per ciascuna località:
Sede di lavoro
Profili ricercati
Modalità operativa
Arezzo
Application Maintenance, Service Desk Operation, Service Desk System Administrator, Privacy Specialist, Compliance Specialist 231, Compliance Governance Coordinator, Assistant Compliance Officer
Ibrida o remoto
Firenze
Application Maintenance, Service Desk Operation, Service Desk System Administrator, Privacy Specialist, Compliance Specialist 231, Compliance Governance Coordinator, Assistant Compliance Officer
Ibrida o remoto
Milano
Application Maintenance, Service Desk Operation, Service Desk System Administrator, Privacy Specialist, Compliance Specialist 231, Compliance Governance Coordinator, Assistant Compliance Officer
Ibrida o remoto
Ponte San Pietro (Bergamo)
Application Maintenance, Service Desk Operation, Service Desk System Administrator, Privacy Specialist, Compliance Specialist 231, Compliance Governance Coordinator, Assistant Compliance Officer
Ibrida o remoto
Roma
Application Maintenance, Service Desk Operation, Service Desk System Administrator, Privacy Specialist, Compliance Specialist 231, Compliance Governance Coordinator, Assistant Compliance Officer
Ibrida o remoto
Torino
Application Maintenance, Service Desk Operation, Service Desk System Administrator, Privacy Specialist, Compliance Specialist 231, Compliance Governance Coordinator, Assistant Compliance Officer
Ibrida o remoto
Bologna
Service Desk Operation, Service Desk System Administrator, Privacy Specialist, Compliance Specialist 231, Compliance Governance Coordinator, Assistant Compliance Officer
Ibrida o remoto
Tutta Italia
Tax Control Framework Specialist
Sede o remoto
Come presentare la candidatura online
La selezione e la gestione dei profili sono curate direttamente attraverso la piattaforma di reclutamento di Adecco. Per inoltrare la propria richiesta occorre individuare la posizione desiderata tra quelle in elenco e compilare il modulo elettronico allegando il proprio Curriculum Vitae.
Si consiglia di verificare la corrispondenza dei requisiti specifici e dell’eventuale iscrizione agli elenchi del collocamento mirato prima di trasmettere il profilo.
Altri annunci di lavoro
Le nuove assunzioni promosse da Aruba si inseriscono in un panorama di forte crescita per il mercato tecnologico e dei servizi in Italia. Si segnalano anche le offerte di lavoro avviate da Lexroom.ai per laureati nel settore dell’intelligenza artificiale, le selezioni di Biofarma per la copertura di posti nella produzione farmaceutica e i reclutamenti curati da Ferrovie dello Stato per profili tecnici.