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“Tutti devono fare le puzzette”: autista licenziata dopo una scorreggia in cabina fa causa al datore di lavoro, ma perde. Ecco perché

Una pausa troppo rumorosa, e soprattutto troppo odorosa, è finita davanti a un tribunale del lavoro. Stephanie Bryan, autista di autobus a Bristol, nel Regno Unito, ha trascinato in giudizio The Big Lemon, la società di trasporto elettrico che l’aveva messa alla porta, convinta di essere stata vittima di discriminazione per disabilità e di molestie.

Tutto sarebbe partito dalla testimonianza di Samantha Bingham, la collega che le era subentrata alla guida. Stando a quanto riferito in aula, Bryan avrebbe avuto un episodio di flatulenza particolarmente marcato durante il turno, ma gli effetti non si sarebbero esauriti con il cambio di conducente. Salita a bordo, Bingham avrebbe trovato la cabina avvolta da un odore così insistente da pensare che chi l’aveva preceduta si fosse sporcata.

Il problema, ha raccontato la collega, l’avrebbe seguita anche fuori dal lavoro: il cattivo odore le sarebbe rimasto addosso e, una volta a casa, il compagno le avrebbe domandato se si fosse sporcata. Bingham avrebbe quindi deciso di mettere subito in lavatrice la divisa e di farsi una doccia. Quando ha poi chiesto spiegazioni a Bryan, la risposta sarebbe stata una frase destinata a restare agli atti: “Tutti devono fare le puzzette”.

Da lì la battaglia legale. Bryan ha sostenuto di aver subito discriminazione legata alla disabilità e molestie, citando tra le proprie condizioni la depressione, il disturbo borderline di personalità e problemi di debolezza vescicale.

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Caro carburante, in Sicilia è iniziato lo sciopero degli autotrasportatori

Questa mattina, un nuovo corteo di mezzi agricoli e trattori ha percorso un tratto della strada statale Gela-Catania. È cominciato lo sciopero degli autotrasportatori siciliani annunciato nei giorni scorsi per il caro carburante. Alla protesta non aderiscono le imprese di Confindustria Catania che in un primo momento aveva annunciato lo sciopero dei tir dal 16 al 22 ottobre. “L’adesione è totale – dice Salvatore Bella coordinatore del comitato che stamane terrà una conferenza stampa – In Sicilia non circolano mezzi pesanti. Non capiamo perchè il ministro Salvini abbia convocato le sigle che non scioperano lasciando fuori dal confronto quelle che scioperano. È inaudito lasciare fuori gli autotrasportatori siciliani“.

Intanto da ieri notte, a Gela (Caltanissetta), al presidio allestito dagli agricoltori per protestare sui prezzi dei carburanti, sono fermi anche decine di tir e camion. Gli autotrasportatori che hanno fermato i loro mezzi lungo la rotonda stradale di ingresso a Gela dicono di non riuscire più a sostenere i rincari, “Ottomila euro in più all’anno per ogni veicolo che percorre 100 mila chilometri e un prezzo del gasolio salito a oltre 2,16 euro al litro, con un rincaro di 0,35 euro rispetto a febbraio”, dicono. Intanto tir e camion degli aderenti al comitato trasporto siciliano sono fermi nei porti e non scaricano le navi e nei piazzali delle ditte.

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