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Francia, dopo le proteste Le Pen cresce nei sondaggi: si rafforza l’ipotesi di un ballottaggio con Mélenchon

Se si votasse oggi in Francia per l’Eliseo, Marine Le Pen sarebbe presidente. È il risultato del sondaggio Ifop-Fiducial realizzato per Le Figaro dopo le violenze e i saccheggi che si sono verificati sabato scorso a Parigi e in altre città a margine della mobilitazione dei Gilet gialli per il carovita. La leader del Rassemblement national otterrebbe tra il 34% e il 38% dei voti al primo turno (+ 2 punti) e vincerebbe al ballottaggio chiunque fosse il suo avversario: con il 56% in un confronto con il centrista Édouard Philippe, con il 57% contro il socialdemocratico Raphaël Glucksmann, mentre arriverebbe al 68% contro Jean-Luc Mélenchon, candidato La France Insoumise. Che si arrivi al 2 maggio 2027 con un ballottaggio Le Pen-Mélenchon sembra l’ipotesi sempre più probabile: Mélenchon raccoglierebbe tra il 18% e il 20% dei voti al primo turno, più di tutti gli altri candidati, di centro e della sinistra. Dalla crisi di questi ultimi giorni è dunque l’estrema destra a uscire più forte. “Il governo ha perso il controllo di tutto”, ha dichiarato ieri Marine Le Pen a France Info.

Per la leader Rn la campagna entra davvero nel vivo il prossimo fine settimana, a Orléans, con il Congresso del partito (in cui Jordan Bardella dovrebbe essere rieletto presidente senza troppe difficoltà, malgrado le rivelazioni sul passato antisemita) e il primo grande meeting in vista del voto del 2027. Sono attesi a Orléans 10mila militanti. Sul posto le autorità si aspettano anche l’organizzazione di una contro-manifestazione con l’arrivo di “diverse decine di migliaia” di persone opposte all’estrema destra. Marine Le Pen si presenterà al meeting come la candidata dell’ordine, mentre il governo deve rendere conto delle falle nella gestione della sicurezza.

Una commissione parlamentare d’inchiesta per fare luce sulle violenze e i saccheggi di sabato e domenica scorsi è stata nominata ieri. I giudici hanno già emesso per direttissima 174 condanne di prigione. Ieri la prefettura di Parigi ha confermato la terza notte di coprifuoco tra la place de la République e Les Halles. I cortei degli studenti previsti per oggi sono stati vietati “di fronte ai rischi seri di turbativa dell’ordine pubblico”. Lo stesso divieto è stato preso anche dalla prefettura di Lione. Il 24, sabato prossimo, Parigi e numerose altre città francesi accoglieranno la seconda mobilitazione dei Gilet gialli contro il carovita e il carocarburante. Questa volta il governo dispiegherà anche i soldati della forza Sentinelle – creata nel 2015 dopo l’attentato terroristico alla redazione del giornale satirico Charlie Hebdo – per proteggere i luoghi più a rischio, come municipi e prefettura. Da Doha, in Qatar, dove ha concluso un breve tour nei Paesi del Golfo per negoziare l’approvvigionamento di carburante e gas alla Francia, Emmanuel Macron ha fatto sapere che oggi riunirà all’Eliseo i servizi di intelligence, insieme al premier Sébastien Lecornu e ai ministri interessati. Sulle ipotesi di ingerenze russe nell’organizzazione delle rivolte per destabilizzare l’Europa e i prossimi scrutini, evocate da alcuni responsabili politici (compreso il ministro della Difesa Guido Crosetto in Italia), il presidente francese ha invece smentito. Per Macron non è stata rilevata “alcuna ingerenza diretta straniera visibile”. Ha invece denunciato la “manipolazione straniera dell’informazione” e criticato dirigenti di altri Paesi che rilanciano falsi video e fake news: “Ci sono persone che fanno campagna elettorale sulle spalle della Francia -ha detto Macron -, che parlano di orde di migranti e di islamisti. È totalmente falso”.

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Disordini in Francia, da stasera nelle città scatta il coprifuoco notturno per prevenire le azioni dei casseur

Dopo il caos e i saccheggi di sabato sera, scattano i primi coprifuoco in Francia. A Parigi il divieto di circolare entra in vigore questa sera, dalle 23 e fino alle 6 di domani mattina, in place de la République e nel quartiere centralissimo di Les Halles, comprese alcune sezioni della rue Rambuteau e del boulevard Sébastopol, ed è valido per tutti, minorenni e maggiorenni (a eccezione dei residenti). Nelle stesse zone è scattato dalle 20 anche il divieto di radunarsi e di manifestare. “La sicurezza di tutti rende necessarie queste misure per ristabilire l’ordine pubblico, gravemente compromesso da una minoranza di delinquenti”, ha scritto in un comunicato la prefettura di Parigi. Nella capitale è stato per primo il socialista Ariel Weil, sindaco di Paris Centre, che comprende i primi quattro arrondissement, dove molti negozi sono stati saccheggiati, a chiedere l’introduzione della misura: “Neppure all’apice dei gilet gialli avevamo conosciuto distruzioni simili in un solo fine settimana”, ha detto a BFM Tv.

Sin da domenica, Weil ha evocato anche la possibilità di ricorrere all’esercito in rinforzo alle forze dell’ordine. A Nizza è stato disposto un coprifuoco per i minorenni dalle 21 alle 6 nel centro storico e fino alla Gare du Sud. A Lione il divieto è in vigore dalle 21 di questa sera alle 6 di mattina in tutto il centro storico, nel quartiere del municipio a nord, e nella place Carnot a sud. Nel nord della Francia, dei coprifuoco “parziali” dalle 20 alle 6 sono previsti a Lille e nei comuni di Douai, Denain e Wattignies. A Lille la misura riguarda solo i minorenni. Anche a Coulaines, vicino a Le Mans, il sindaco ps Christophe Rouillon ha annunciato restrizioni dalle 23 per i minorenni che escono da soli. La stretta arriva dopo la mobilitazione di sabato per il caro vita indetta da movimenti di gilet gialli e a sostegno della protesta dei liceali per il diritto allo studio uguale per tutti, che ha portato nelle strade in tutta la Francia tra 500mila e 800mila persone, ma anche decine di gruppi organizzati di black bloc.

Scene di guerriglia urbana, devastazioni, incendi e saccheggi si sono consumate per tutta la notte a Parigi e in diverse altre città. Gli ultimi dati ufficiali indicano 2.513 fermi – di cui 67 arresti – e oltre 3.000 negozi saccheggiati. Il premier Sébastien Lecornu ha spiegato che le misure, concordate tra i prefetti e i sindaci, resteranno circoscritte e limitate nel tempo e sono soprattutto destinate a proteggere i negozi. Parigi non esclude neanche che possa essere decretato lo stato d’emergenza, in certi casi già reclamato da personalità politiche e sindaci. Degli aiuti sono sbloccati per i commercianti colpiti, tra cui la cassa integrazione e l’accesso ad un fondo di sostegno specifico. Stamattina il ministro dell’Interno, Laurent Nuñez, le cui dimissioni sono state respinte dal presidente Macron, ha riconosciuto che le forze dell’ordine non hanno saputo anticipare la portata della mobilitazione e che in alcune città gli effettivi inviati sul posto non erano sufficienti. “Abbiamo incontestabilmente fallito”, ha dichiarato da parte sua il ministro della Giustizia, Gérald Darmanin, riconoscendo gravi falle nei servizi d’intelligence interni.

Il governo è sotto pressione. Il Senato ha annunciato una missione d’informazione per fare luce sugli errori di preparazione del dispositivo di sicurezza e accertare le responsabilità dei fatti. Finora né le rivendicazioni sul carovita né quelle dei liceali sulla scuola hanno ricevuto risposte concrete. Dopo l’intervento di domenica sera in tv di Macron, che ha assicurato fermezza contro i casseur e fatto promesse, senza di fatto annunciare nessuna misura immediata, i sindacati degli studenti hanno deciso di continuare la protesta. Diverse università sono rimaste chiuse anche oggi e alcuni studenti hanno bloccato simbolicamente l’ingresso del Louvre. Circola la data di giovedì 22 per nuove iniziative degli studenti. I movimenti di gilet gialli hanno annunciato l’“atto II” della mobilitazione per sabato prossimo, 24 ottobre. Molte azioni si stanno già preparando sui social in diverse città. La stretta sulla sicurezza non convince. L’ecologista Marine Tondelier ritiene che l’introduzione del coprifuoco avrà “conseguenze pesanti”. Il sindacato Cgt ha denunciato la “strategia del caos” del governo. Anche la Commissione Ue è intervenuta per difendere il “diritto a manifestare pacificamente”.

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