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Muere en Francia un hombre infectado por el virus Shamonda en el primer caso conocido en un ser humano

22 October 2026 at 11:50

La muerte de una persona en Francia infectada por el virus Shamonda (SHAV) ha puesto en alerta a los organismos europeos de salud pública. “Estamos vigilando de cerca la situación después de que las autoridades francesas hayan anunciado el primer caso registrado de infección humana por el virus Shamonda, una enfermedad que hasta ahora solo había afectado a animales”, ha publicado en un comunicado el Centro Europeo para el Control de Enfermedades (ECDC).

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© SeventyFour (Getty Images)

Un veterinario en una granja de vacas lecheras, en una imagen de archivo.

Dramma nel rugby, Cléa Menier morta per un violento colpo alla testa durante una partita: aveva 17 anni

22 October 2026 at 09:34

La Francia del rugby è sconvolta: la giocatrice Cléa Ménier, di soli 17 anni, è morta a seguito di un incidente avvenuto durante una partita lo scorso sabato. Secondo le ricostruzioni dei media locali, Menier è stata vittima di un brutto fallo durante il match tra la sua squadra, l’Union du Bassin Marmandais, e i rivali dell’Agen. La 17enne ha subito un violento colpo alla testa, probabilmente seguito da un arresto cardiorespiratorio. Dopo giorni di apprensione, mercoledì è arrivo il tragico annuncio del suo decesso.

“Siamo sotto choc” e viviamo “una profonda tristezza”, ha scritto il suo club in un lungo messaggio sui social. “I nostri primi pensieri vanno alla sua famiglia, ai suoi genitori Cécile e Johann, a suo fratello Clément e a sua sorella Coline, anche lei giocatrice del nostro club. Questa è una terribile prova per il nostro club. La affronteremo insieme, uniti e solidali, prendendoci cura gli uni degli altri”, si legge nel comunicato, che ringrazia anche “tutte le squadre di soccorso e gli operatori sanitari che si sono alternati nella cura di Cléa, dai vigili del fuoco e dallo SMUR alle équipe di pronto soccorso e di terapia intensiva chirurgica dell’ospedale Pellegrin di Bordeaux“.

La 17enne infatti era stata trasferita d’urgenza all’ospedale Pellegrin di Bordeaux, dove è poi morta a causa delle conseguenze del colpo subito. Al momento la Federazione di rugby francese non ha fornito ulteriori chiarimenti sulla dinamica dell’incidente: “Sarà fatto tutto il possibile per comprendere le circostanze di quanto accaduto e sarà attivato un servizio di supporto psicologico per sostenere tutte le persone colpite da questa tragedia e accompagnarle in questi momenti particolarmente dolorosi”, si legge in una nota della FFR.

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Francia, dopo le proteste Le Pen cresce nei sondaggi: si rafforza l’ipotesi di un ballottaggio con Mélenchon

22 October 2026 at 09:09

Se si votasse oggi in Francia per l’Eliseo, Marine Le Pen sarebbe presidente. È il risultato del sondaggio Ifop-Fiducial realizzato per Le Figaro dopo le violenze e i saccheggi che si sono verificati sabato scorso a Parigi e in altre città a margine della mobilitazione dei Gilet gialli per il carovita. La leader del Rassemblement national otterrebbe tra il 34% e il 38% dei voti al primo turno (+ 2 punti) e vincerebbe al ballottaggio chiunque fosse il suo avversario: con il 56% in un confronto con il centrista Édouard Philippe, con il 57% contro il socialdemocratico Raphaël Glucksmann, mentre arriverebbe al 68% contro Jean-Luc Mélenchon, candidato La France Insoumise. Che si arrivi al 2 maggio 2027 con un ballottaggio Le Pen-Mélenchon sembra l’ipotesi sempre più probabile: Mélenchon raccoglierebbe tra il 18% e il 20% dei voti al primo turno, più di tutti gli altri candidati, di centro e della sinistra. Dalla crisi di questi ultimi giorni è dunque l’estrema destra a uscire più forte. “Il governo ha perso il controllo di tutto”, ha dichiarato ieri Marine Le Pen a France Info.

Per la leader Rn la campagna entra davvero nel vivo il prossimo fine settimana, a Orléans, con il Congresso del partito (in cui Jordan Bardella dovrebbe essere rieletto presidente senza troppe difficoltà, malgrado le rivelazioni sul passato antisemita) e il primo grande meeting in vista del voto del 2027. Sono attesi a Orléans 10mila militanti. Sul posto le autorità si aspettano anche l’organizzazione di una contro-manifestazione con l’arrivo di “diverse decine di migliaia” di persone opposte all’estrema destra. Marine Le Pen si presenterà al meeting come la candidata dell’ordine, mentre il governo deve rendere conto delle falle nella gestione della sicurezza.

Una commissione parlamentare d’inchiesta per fare luce sulle violenze e i saccheggi di sabato e domenica scorsi è stata nominata ieri. I giudici hanno già emesso per direttissima 174 condanne di prigione. Ieri la prefettura di Parigi ha confermato la terza notte di coprifuoco tra la place de la République e Les Halles. I cortei degli studenti previsti per oggi sono stati vietati “di fronte ai rischi seri di turbativa dell’ordine pubblico”. Lo stesso divieto è stato preso anche dalla prefettura di Lione. Il 24, sabato prossimo, Parigi e numerose altre città francesi accoglieranno la seconda mobilitazione dei Gilet gialli contro il carovita e il carocarburante. Questa volta il governo dispiegherà anche i soldati della forza Sentinelle – creata nel 2015 dopo l’attentato terroristico alla redazione del giornale satirico Charlie Hebdo – per proteggere i luoghi più a rischio, come municipi e prefettura. Da Doha, in Qatar, dove ha concluso un breve tour nei Paesi del Golfo per negoziare l’approvvigionamento di carburante e gas alla Francia, Emmanuel Macron ha fatto sapere che oggi riunirà all’Eliseo i servizi di intelligence, insieme al premier Sébastien Lecornu e ai ministri interessati. Sulle ipotesi di ingerenze russe nell’organizzazione delle rivolte per destabilizzare l’Europa e i prossimi scrutini, evocate da alcuni responsabili politici (compreso il ministro della Difesa Guido Crosetto in Italia), il presidente francese ha invece smentito. Per Macron non è stata rilevata “alcuna ingerenza diretta straniera visibile”. Ha invece denunciato la “manipolazione straniera dell’informazione” e criticato dirigenti di altri Paesi che rilanciano falsi video e fake news: “Ci sono persone che fanno campagna elettorale sulle spalle della Francia -ha detto Macron -, che parlano di orde di migranti e di islamisti. È totalmente falso”.

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Líderes de Qatar y Francia reclaman libertad de navegación en Ormuz

22 October 2026 at 08:11

Doha, 22 oct (Prensa Latina) Qatar y Francia reclamaron hoy el restablecimiento de la libertad de navegación sin restricciones ni aranceles en el estrecho de Ormuz, así como la aplicación del alto el fuego en la Franja de Gaza.

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En directo: Lyon, la tercera ciudad más grande de Francia, prohíbe "todas las manifestaciones" del sábado

22 October 2026 at 07:09
Lyon prohibió todas las manifestaciones del sábado, mientras el ministerio del Interior francés anunció un despliegue de policías y gendarmes un 20 % mayor que el del 17 de octubre, con apoyo de militares y unidades de élite. Este jueves, el presidente Emmanuel Macron se reúne con los servicios de inteligencia, cuestionados por no anticipar la magnitud de las movilizaciones; y el primer ministro, Sébastien Lecornu, recibirá a los partidos políticos.

No es por la motosierra

22 October 2026 at 04:30
Manifestación por la vivienda en Madrid.

El bienestar europeo da signos de agotamiento. Mientras en Francia arden las calles, en España habrá una huelga general el 11 de noviembre. Lo curioso es que no son países neoliberales: nuestro Gobierno está batiendo récords de recaudación de impuestos, y el Estado francés destina alrededor de un 60% de su PIB al gasto público, una de las cifras más altas del mundo. La campaña electoral de Pedro Sánchez versa ahora sobre espolear el miedo a la motosierra de las derechas, pero aún con más Estado, ya hay miles de jóvenes europeos que no pueden alcanzar el bienestar esperado o el que sus padres obtuvieron.

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El malestar de los jóvenes que protestan en toda Europa coincide en un grito: “No nos escuchan”

Francia, Albania, Italia, Portugal, España… Las protestas impulsadas por la generación Z se han extendido en las últimas semanas por toda Europa. ¿Es casualidad que coincidan en el tiempo? ¿Se pueden relacionar las reivindicaciones de los diferentes países? En este nuevo episodio de ‘El AltavoZ’, un formato que analiza las tendencias y problemáticas de la generación Z, salimos a la calle para recoger la opinión de los jóvenes españoles y contrastarla con el análisis del consultor político Antoni Gutiérrez-Rubí.

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© ÁLVARO GONZÁLEZ

A la izquierda, una manifestante en las protestas de la vivienda en Madrid (España). A la derecha, las protestas por la educación en París (Francia).

Carrefour estudia la compra de Condis para crecer en Cataluña

22 October 2026 at 04:15

A Carrefour le gusta España. El gigante galo de la distribución ha colocado al país como uno de sus mercados clave, junto a Francia y Brasil, y en los últimos meses acelera el ritmo de aperturas de nuevas tiendas, sobre todo en el formato de proximidad a través de su enseña Carrefour Express.

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© Isaac Fontana (EFE)

Personas caminan en una tienda de Carrefour.

Francia e Germania mettono da parte le rivalità per arginare la Cina

22 October 2026 at 03:45

Aerial view of new cars waiting for shipment at a port in Shanghai, China, Wednesday, Jan. 14, 2026. (Chinatopix Via AP) Associated Press / LaPresse Only italy and spain

Francia e Germania sono sempre state come cane e gatto. Per almeno un secolo e mezzo, la politica europea è stata attraversata dalla loro rivalità. Oggi a riavvicinarle è il timore verso la sovraccapacità industriale cinese, anche perché il deficit commerciale dell’Unione europea con la Cina ammonta a un miliardo di euro al giorno. Il 5 ottobre Friedrich Merz ed Emmanuel Macron hanno scritto congiuntamente a Ursula von der Leyen chiedendo uno strumento per escludere un Paese terzo dal mercato unico. Obiettivo tacito, la Cina. Fino a pochi anni fa sarebbe stato difficile immaginarlo, soprattutto da parte tedesca, poiché la Germania è legata a doppio filo alle imprese cinesi.

Non che Parigi e Berlino siano improvvisamente del tutto d’accordo su come proteggere l’industria europea. La posta in gioco riguarda l’intera base industriale, dall’acciaio alle tecnologie pulite. Proprio sull’automotive si erano trovate su fronti opposti. Sulle emissioni delle nuove auto al 2035, Berlino voleva obiettivi più leggeri mentre Parigi resisteva. Sull’Industrial Accelerator Act (Iaa), la proposta con cui Bruxelles vuole usare appalti e incentivi pubblici per sostenere la produzione europea, i ruoli erano invertiti. Parigi voleva un “Made in Europe” rigido, Berlino temeva di escludere partner importanti e di spezzare le catene di fornitura della sua industria. Il 16 ottobre, l’armistizio. La Francia ha accettato un obiettivo di riduzione delle emissioni delle nuove auto del 90% entro il 2035; la Germania ha accettato un criterio “Made in Europe” per l’auto nell’Iaa. Entrambi i dossier sono ingabbiati nel trilogo, e il compromesso politico rimane tutto da tradurre in realtà.

È stata la Cina a spingere Francia e Germania verso l’intesa. A metà giugno i leader europei avevano chiesto alla Commissione di provare la strada del dialogo con Pechino per riequilibrare il deficit commerciale, preparandosi a intervenire se entro l’autunno non fossero arrivati risultati. Il 29 giugno Maroš Šefčovič, Commissario europeo al Commercio, e il ministro cinese del Commercio Wang Wentao hanno così inaugurato le Eu-China Trade and Investment Consultations. Il primo banco di prova è stato l’automotive. Nel 2024 l’Ue aveva imposto dazi sulle auto elettriche cinesi ma non sulle ibride, e i produttori cinesi hanno sfruttato la falla. Quando Pechino ha rifiutato di limitare le esportazioni, la Commissione ha iniziato a preparare una reazione, un cosiddetto “strumento di salvaguardia”. Lo strumento è rapido ma ha un difetto. Le regole dell’Omc impongono di applicarlo a tutti, senza discriminazioni. Per fermare la Cina, Bruxelles avrebbe colpito anche Regno Unito, Giappone, Corea del Sud e gli altri partner. È l’obiezione che si sente spesso a porte chiuse a Bruxelles: le salvaguardie colpirebbero soprattutto i paesi like-minded.

È qui che si situa l’iniziativa Macron-Merz. La loro lettera del 5 ottobre propone un nuovo strumento, diverso da quello di salvaguardia, per reagire in maniera rapida alle distorsioni commerciali, fino a interrompere l’accesso al mercato interno. La minaccia è bastata, e il 9 ottobre Pechino ha accettato un tetto di trecentocinquantamila auto ibride nel primo anno: meno della metà di quelli attesi, ma comunque più di quelli importati nel 2025. In cambio, Pechino ha accettato anche di continuare a facilitare le licenze per l’esportazione verso l’Europa di terre rare e magneti permanenti.

È un compromesso che mostra insieme la forza e i limiti dell’Unione europea. L’accesso a un mercato di quattrocentocinquanta milioni di consumatori offre a Bruxelles una leva che Pechino non può ignorare. Ma colpire in maniera mirata un singolo concorrente sleale senza coinvolgere gli alleati è piuttosto difficile. È il problema che l’Europa sta cercando di risolvere con l’Iaa. In Parlamento sono stati depositati circa cinquemila emendamenti e anche i grandi gruppi come il Partito Popolare sono divisi tra due impostazioni: partire da un numero ristretto di Paesi e ammettere progressivamente i partner che rispettano determinate condizioni, oppure partire da un perimetro più ampio e lasciare alla Commissione il compito di escludere chi non garantisce reciprocità. Anche gli Stati stanno cercando un compromesso: la presidenza irlandese del Consiglio ha proposto di valutare l’accesso prodotto per prodotto e Paese per Paese, sulla base degli impegni commerciali assunti dall’Ue. È in questo negoziato che acquista peso l’armistizio del 16 ottobre. Francia e Germania propongono una possibile via di mezzo: un “Made in Europe” aperto anche ad alcuni partner europei esterni all’Unione, a condizione di reciprocità e di allineamento alle regole europee. Che questo diventi un paradigma per tutti i settori non è scontato, considerando che ognuno ha interessi divergenti. Ad esempio, chi produce acciaio chiede definizioni strette, mentre i settori più integrati nelle catene globali temono di perdere fornitori e mercati.

Dopo anni passati a discutere se l’Europa debba proteggere più attivamente la propria industria, qualcosa si muove. Quali prodotti considerare europei, quali partner ammettere nel “Made in Europe” e quali condizioni chiedere in cambio? Il compromesso Macron-Merz non risolve ancora queste domande. Ma il fatto che Parigi e Berlino abbiano cominciato a formularle insieme è una novità importante.

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Francia: el circulo vicioso de la crisis

21 October 2026 at 21:57

París, 21 oct (Prensa Latina) La crisis en curso en Francia asemeja hoy a un círculo vicioso, donde confluyen justas demandas de la población por el costo de la vida, una situación económica delicada y una explosión social sin una respuesta inmediata.

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Mayor red móvil francesa sufre avería nacional de gran magnitud

21 October 2026 at 19:50

París, 21 oct (Prensa Latina) Orange, la más importante red móvil francesa, registró hoy una prolongada avería técnica de gran magnitud, pero descarta un ciberataque, como lo aclaró el ejecutivo de esa compañía.

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Senado francés acoge quejas de oposición y propuestas del gobierno

21 October 2026 at 17:55

París, 21 oct (Prensa Latina) Con un llamado sindical de fondo a una huelga general, la oposición en el Senado francés exigió al gobierno atender las demandas de la ciudadanía, mientras el primer ministro presentó propuestas en ese sentido.

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Macron se reúne con príncipe heredero saudita en gira por el Golfo

21 October 2026 at 17:50

Riad, 21 oct (Prensa Latina) El presidente francés, Emmanuel Macron, se reunió hoy en Riad con el príncipe heredero de Arabia Saudita, Mohammed bin Salman, tras llegar al reino como última escala de una gira por países del Golfo, informó la agencia oficial saudí SPA.

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Macron acusa a Trump y Netanyahu de azuzar las protestas con fines electorales

21 October 2026 at 17:30

El motor y el zumbido de las aspas del helicóptero de la policía, que sobrevuela el centro de París con un potente foco que alumbra sus callejones desde hace dos días, es lo único que rompe el silencio impuesto en las últimas noches. La capital de Francia, como las otras grandes ciudades donde hubo disturbios el pasado sábado, se ha blindado a través de un despliegue policial enorme y toques de queda que restringen los movimientos de los ciudadanos a partir de las nueve de la noche. Pero el ruido continúa durante el día en la esfera política y mediática y en las redes sociales, donde se cocina la manifestación convocada para el sábado: el segundo acto, según los chalecos amarillos.

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© Stephane Mahe (REUTERS)

Un grupo de transeúntes pasa por delante de uno de los comercios saqueados en París.

Macron acusa a Trump y otros dirigentes de utilizar los disturbios en Francia para hacer campaña

21 October 2026 at 15:14
El presidente francés, Emmanuel Macron, acusó este miércoles a dirigentes extranjeros, entre ellos su homólogo estadounidense, Donald Trump, de aprovechar los disturbios registrados en Francia para obtener rédito político mediante la difusión de información manipulada e imágenes falsas generadas con inteligencia artificial.

Le proteste bloccano il calcio in Francia, è emergenza per l’ordine pubblico: tre partite rinviate, altre a rischio

21 October 2026 at 14:46

Gli annunci di nuove manifestazioni e nuove proteste per il carovita nel prossimo fine settimana costringono la Francia a prendere i primi provvedimenti anche nello sport. E se sabato scorso, 17 ottobre, nessun evento sportivo era stato condizionato dai disordini nelle varie città francesi, per il weekend che sta per arrivare sono già tre le partite di calcio rinviate: una di Ligue 1, una di Ligue 2 e una di Regional 1 (sesta divisione), che riguarda il Bordeaux, ripartito dopo il fallimento. Le tre partite in questione sono: Tolosa–Troyes per quanto riguarda la massima serie, Montpellier–Red Star per quanto riguarda la Ligue 2 e Girondins de Bordeaux–Stade Montois per quanto riguarda la sesta serie. E altre sono a rischio.

Il match di Ligue 1 era previsto per sabato pomeriggio alle 17:15 e si giocherà invece l’indomani, alla stessa ora. La sfida che riguarda il Montpellier invece è stata spostata da sabato alle 14 a lunedì alle 20:45, in contemporanea con la cerimonia del Pallone d’Oro, mentre il match di sesta divisione che però riguarda il Bordeaux, squadra blasonata, è stato spostato da sabato pomeriggio a domenica alle 15. Le tre sfide sono state rinviate per decisioni delle Prefetture di competenza, con i club che hanno comunicato che i match sono stati spostati perché “non è possibile garantire pienamente le necessarie misure di sicurezza per la partita“.

Per quanto riguarda il match del Tolosa, che essendo di Serie A muoverà un numero maggiore di persone, L’Équipe ha riportato che “Sebbene non sia considerato ad alto rischio, l’organizzazione di un evento con una folla così numerosa richiede l’impiego di forze di sicurezza interne e di agenti della polizia municipale. La prefettura dell’Alta Garonna ringrazia la Lega Calcio Professionistica per questa decisione “. Anche la partita di Ligue 1 tra Lens e Paris FC, in programma sabato sera, è tenuta sotto stretta osservazione. La necessità di intervento delle forze dell’ordine per le manifestazioni nei pressi di Lille potrebbe portare al rinvio dell’incontro. La prefettura dovrebbe prendere una decisione nelle prossime ore. A Saint-Étienne, dove è in programma la partita contro il Nantes per sabato sera, la prefettura ha deciso di confermare l’incontro, vietando però la trasferta ai tifosi del Nantes.

Una situazione che inevitabilmente, dopo l’ultimo weekend di fuoco, incide quindi anche sul calcio e che Rmc Sport giustifica attraverso i dati. Come riportato dal quotidiano francese infatti in una stagione di calcio professionistico, secondo le cifre del 2025, sono più di 60mila le forze dell’ordine schierate per garantire la sicurezza delle partite ogni fine settimana. Nella stagione 2023-2024, in 47.812 erano stati impiegati all’interno degli stadi di Ligue 1 e Ligue 2.

Intanto il governo francese ha risposto alle proteste con nuove misure repressive. Il primo ministro francese, Sébastien Lecornu, ha annunciato di aver chiesto ai prefetti di “decretare alcuni coprifuoco“. Una decisione presa nell’ambito del caos, delle devastazioni e dei saccheggi seguiti alle manifestazioni di sabato contro il carovita a Parigi e in diverse città di Francia, tra cui Marsiglia, Lione e Bordeaux.

Il rinvio delle partite e le restrizioni imposte dalle autorità confermano come le tensioni sociali in Francia stiano avendo ripercussioni sempre più ampie, coinvolgendo anche il mondo dello sport. Con nuove manifestazioni attese nei prossimi giorni, resta alta l’attenzione sull’ordine pubblico e sulla sicurezza di tifosi e cittadini. Le prossime ore saranno decisive per capire se altri incontri subiranno modifiche, mentre il governo cerca di contenere una protesta che continua a mettere sotto pressione il Paese, esattamente come successo in Italia nell’ultimo fine settimana. Qui l’unica partita che potrebbe essere a rischio sarebbe quella tra Inter e Fiorentina di domenica alle 12:30, considerando che le proteste di ampia portata fin qui sono circoscritte alla sola città di Milano. Ma l’ipotesi rinvio a oggi non è contemplata, anche se a Milano è atteso un altro weekend movimentato.

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La Policía anuncia un tercer toque de queda nocturno para partes de París

21 October 2026 at 12:53
Un nuevo toque de queda nocturno entrará en vigor en zonas del centro de París desde las 23:00 horas del miércoles hasta las 06:00 horas del jueves, según informó la policía. Se trata de la tercera noche consecutiva en la que la capital francesa se ve sometida a este tipo de restricciones, a raíz de los graves daños y saqueos registrados durante las protestas del pasado fin de semana. Asimismo, se prohibieron las concentraciones públicas no autorizadas en las inmediaciones del Palacio del Elíseo —sede de la presidencia—, la Asamblea Nacional, el Senado y la avenida de los Campos Elíseos a partir de las 20:00 horas. Siga nuestra cobertura en directo para conocer las últimas novedades.

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