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Milano, il presidio del centrodestra finisce a schiaffi. Uno dei partecipanti colpisce un contestatore: “Torna nel deserto”

Il presidio del centrodestra unito contro “maranza e centri sociali” finisce a schiaffi. Verso le 18 in piazza San Carlo iniziano a radunarsi gli esponenti di Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia e Noi Moderati. Reggono uno striscione “Maranza e centri sociali: pene esemplari per questi criminali”. C’è il presidente del Senato Ignazio La Russa, l’eurodeputata Letizia Moratti e la candidata sindaca leghista Silvia Sardone che posa dietro allo striscione dei giovani leghisti: “Vi remigreremo tutti”. Ed è proprio quando viene srotolato lo striscione che un gruppetto di ragazzi che passano da lì inizia a contestare il presidio: “Voglio proprio vedere quando rimarranno qua solo i maranza italiani – dice un ragazzo – perché i maranza non sono solo arabi, ma anche italiani. e chi dice nulla per loro”. La risposta di alcuni dei presidianti non tarda ad arrivare: “Torna nel deserto, lavati”. Il gruppo viene portato lontano dalla polizia e la tensione sale. Il presidente del Senato La Russa lascia la piazza scortato e dice ai contestatori: “Andate via, occhio che vi menano”. I contestatori rispondono dandogli del “burattinaio”. E poco dopo uno dei partecipanti al presidio tira uno schiaffo e aggredisce i contestatori.

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Scontri a Milano, Mattarella: “Violenze esplose in modo inatteso da soggetti inediti, occorre un’analisi approfondita”

“Occorre un’analisi intelligente e approfondita” per delle violenze che arrivano da “soggetti inediti“. A dirlo è il presidente della Repubblica Sergio Mattarella intervenendo sul tema degli scontri e della guerriglia urbana che ha interessato nel weekend, in particolare, la città di Milano. I soggetti inediti sono quei giovani – molti dei quali minorenni, anche 12enni – protagonisti delle devastazioni nel capoluogo lombardo. Il Capo dello Stato affronta l’argomento nel corso del suo intervento all’Assemblea nazionale delle province italiane.

Mattarella ha parlato della necessità di elaborare “un’attenta vigilanza in grado di contrastare violenze che sembrano esplodere in modo inatteso da soggetti inediti, condizione quest’ultima che pone interrogativi su cui riflettere sotto diversi profili”. Presidente della Repubblica che ha espresso anche la sua solidarietà agli agenti: “È un servizio che passa dalla garanzie di sicurezza dei nostri comuni e dei nostri borghi dove ogni violenza è inaccettabile: alle forze dell’ordine va la piena solidarietà”, ha sottolineato.

Mentre il Capo dello Stato parla della necessità di “analisi approfondita” e di “attenta vigilanza”, la seconda carica dello Stato scende invece in piazza. Ignazio La Russa, infatti, ha preso parte a Milano al presidio del centrodestra a sostegno delle forze dell’ordine, dei commercianti danneggiati e dei cittadini. “Chi ci mette il però aizza le piazze” così come “chi liscia il pelo a una protesta violenta e chi non la condanna fino in fondo”, ha dichiarato il presidente del Senato parlando con i giornalisti in piazza San Carlo, a poca distanza dal Duomo. La Russa ha citato anche le frasi Mario Calabresi, candidato sindaco a Milano: “Quando si condanna la violenza non ci vuole nessun però, si condanna la violenza punto”, ha detto l’esponente di Fdi.

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Dagli abiti storici alla “Meraviglia”: l’Italia delle 51 giornate nazionali. E FdI vuole quella del panettone in piena estate

C’è la Giornata nazionale degli alberi, quella del mare e della cultura marinara, quella degli abiti storici e persino quella della Meraviglia. Fratelli d’Italia, intanto, propone anche la Giornata nazionale del panettone, il 24 luglio, in piena estate. Il calendario della Repubblica italiana è ormai sempre più affollato: le Giornate nazionali e le solennità civili non festive istituite per legge sono arrivate a quota 51, tanto che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato oggi Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana – rispettivamente presidente del Senato e della Camera – invitandoli a contenere la proliferazione delle ricorrenze e a individuare criteri più omogenei per la loro istituzione.

Il problema alla base è cche la loro moltiplicazione finisca per indebolirne il significato. Il Parlamento ha istituito 36 nuove giornate nelle ultime tre legislature, venti delle quali nell’attuale. Una crescita che ha spinto il capo dello Stato a sollecitare una riflessione sull’opportunità di continuare ad aggiungere ricorrenze al calendario nazionale senza una linea comune. Le Giornate nazionali sono occasioni istituite per legge per commemorare eventi storici, ricordare vittime, valorizzare patrimoni culturali o sensibilizzare l’opinione pubblica su determinati temi. Non sono, però, festività: non comportano quindi un giorno di vacanza per i cittadini, anche se scuole, università e amministrazioni pubbliche spesso sono chiamate a organizzare incontri, cerimonie e iniziative dedicate.

Nell’elenco delle ricorrenze già approvate convivono commemorazioni dal forte valore storico e civile e giornate dedicate ad ambiti più specifici. Tra le prime figurano il Giorno della Memoria, il 27 gennaio, dedicato alle vittime della Shoah, il Giorno del Ricordo, il 10 febbraio, per le vittime delle foibe e l’esodo giuliano-dalmata, e la Giornata della memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi, il 9 maggio. Ci sono poi la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’epidemia di coronavirus, il 18 marzo, quella dedicata alle vittime dei disastri ambientali e industriali, con particolare riferimento al Vajont, e il Giorno della Libertà, il 9 novembre, che ricorda la caduta del Muro di Berlino.

Accanto a queste ricorrenze trovano spazio iniziative dedicate alla cultura, all’ambiente e alle tradizioni. Il 21 novembre si celebra la Giornata nazionale degli alberi, l’11 aprile quella del mare e della cultura marinara, il 21 febbraio la Giornata nazionale del Braille e il 24 ottobre quella dello spettacolo. Il 5 febbraio è invece dedicato alla prevenzione dello spreco alimentare. Tra le ricorrenze più recenti figurano la Giornata nazionale della Meraviglia, fissata all’11 ottobre, e la Giornata nazionale del riciclo della carta, prevista per il 18 settembre. Nell’elenco rientrano anche il Giorno del dono e la Giornata nazionale degli abiti storici, a testimonianza di un calendario che si è progressivamente esteso a settori molto diversi della vita sociale e culturale.

Una delle prime tappe di questo percorso risale al 1977, quando fu istituita la solennità civile del 4 ottobre, dedicata a San Francesco d’Assisi e Santa Caterina da Siena, patroni d’Italia. Dal 2026, in seguito a una legge approvata nel 2025, il 4 ottobre è tornato a essere anche una festività nazionale. Se le 51 ricorrenze già istituite non bastassero, nelle commissioni parlamentari sono in discussione numerose altre proposte. Tra quelle più curiose c’è appunto la Giornata nazionale del panettone italiano, promossa da Fratelli d’Italia e prevista per il 24 luglio, quando il dolce simbolo del Natale sarebbe celebrato in piena estate.

Il Movimento 5 Stelle ha invece avanzato proposte per una Giornata nazionale dell’ecospiritualità, mentre la Lega punta a valorizzare dialetti e lingue locali. Tra le iniziative presentate figurano anche giornate dedicate al silenzio, alla ristorazione, al patrimonio caseario italiano, alla gentilezza e alle botteghe storiche. L’elenco comprende inoltre proposte per celebrare la sartoria tradizionale italiana, gli antichi mestieri, la cultura motociclistica, il diritto al divertimento in sicurezza, la salute e il benessere nelle città, il consumo consapevole dei prodotti di qualità e l’educazione ai sentimenti. Non mancano iniziative sulla cittadinanza digitale, sul merito pubblico e sulla figura del formatore. Per la scrittura a mano, infine, è stata proposta persino una settimana nazionale.

Si tratta, per ora, di progetti non ancora approvati, il cui iter potrebbe risentire del richiamo del presidente della Repubblica. Il monito di Mattarella punta infatti a riportare ordine in un sistema nel quale le ricorrenze si sono moltiplicate nel corso degli anni senza una cornice uniforme.

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Mattarella richiama La Russa e Fontana: “Troppe giornate nazionali, contenetevi”

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella dice sì all’istituzione della giornata nazionale del riciclo della Carta, ma perde la pazienza e invia una lettera ai presidenti del Senato e della Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana. Il contenuto? Una “lamentela” per il numero troppo alto di giornate dedicate a uno o all’altro argomento. Il presidente della Repubblica ha infatti spiegato di aver dato seguito alla richiesta “non sussistendo profili di incostituzionalità“, ma facendo presente “che il numero delle leggi che istituiscono giornate per segnalare valori, eventi, propositi, emozioni o aspetti della vita sta vertiginosamente aumentando, senza che siano emersi in proposito criteri omogenei”.

Un avvertimento supportato da dati: “Nelle ultime tre Legislature ne sono state approvate — istituendo le relative giornate — trentasei, di cui venti nel corso di questa Legislatura”, sottolinea il capo dello Stato avvertendo che questo incide in maniera “sempre più difficile, addirittura inverosimile” nei compiti richiesti, ad esempio, alle scuole. “Oltre alle feste nazionali – spiega infatti – il numero di queste giornate è ormai di cinquantuno: la maggior parte di esse — con formula standardizzata — prevede la promozione di iniziative ad opera di uffici ed enti pubblici, particolarmente delle scuole, e talvolta anche delle università, prevedendo che svolgano attività didattiche o divulgative sul tema della singola legge”.

Tra questo alto numero di giornate dedicate ce ne sono alcune che svolgono un compito significativo di ricordo o di messaggio valoriale, “ma non tutte appaiono avere la stessa levatura“, precisa poi ancora Mattarella. In conclusione il presidente della Repubblica ha così chiesto di contenersi nell’istituzione delle giornate in questione: “Avverto quindi l’esigenza di esortare a contenere in termini ragionevoli la tendenza ad accrescere i giorni dedicati, il cui numero, del resto, rende ormai sostanzialmente impossibile nei fatti un’autentica efficacia delle loro previsioni, che potrebbero essere adeguatamente perseguite mediante strumenti diversi dalla legge”.

Successivamente, fonti vicine a Ignazio La Russa, hanno fatto sapere che il presidente del Senato condivide il richiamo arrivato da Mattarella sull’eccessivo aumento delle Giornate nazionali, dedicate a vari temi. Per La Russa “purtroppo gli strumenti a disposizione per limitare l’istituzione di tali ricorrenze sono solo di moral suasion ma – riferiscono fonti vicine al presidente di Palazzo Madama – condivide il pensiero del Capo dello Stato”. Per moral suasion si intende, in parole povere, una forma di pressione esercitata attraverso la persuasione, senza imporre direttamente un obbligo o una sanzione.

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