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Juventus x Rennes: horário e onde assistir ao jogo da Europa League

Juventus e Stade Rennais se enfrentam nesta quinta-feira (22), às 13h45 (de Brasília), no Allianz Stadium, em Turim, na Itália, pela terceira rodada da fase de liga da Uefa Europa League.

A partida terá transmissão da CazéTV, além do tempo real do CNN Esportes.

A Juventus busca se recuperar da derrota recente no campeonato nacional e terá de lidar com uma série de desfalques por lesão e suspensão, incluindo o técnico Luciano Spalletti.

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Do outro lado, o Rennes, que ocupa a 13ª posição com quatro pontos e atravessa uma fase irregular, tenta conquistar um resultado positivo fora de casa. A equipe francesa tem apenas o atacante Esteban Lepaul como dúvida por questões físicas.

Onde assistir a Juventus x Rennes pela Europa League

Ficha técnica de Juventus x Rennes pela Europa League

  • Data: 22/10/2026
  • Horário: 13h45 (de Brasília)
  • Local: Allianz Stadium, em Turim, na Itália
  • Rodada: 3ª rodada da fase de liga

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Serie A: Raimondo fa tripletta, Stankovic mura De Bruyne. Male Napoli e Juve. I top e flop della settima giornata

Raimondo diventa capocannoniere, Stankovic trascina il Venezia alla prima vittoria e il Monza travolge il Cagliari. L’Inter continua a vincere, la Lazio fa tre gol alla Juventus e il Napoli di Allegri affonda. I promossi e bocciati della settima giornata.

La settima giornata incorona Raimondo e rilancia Venezia e Monza. Pagelle disastrose per Napoli e Juventus

Una settimana fa era tra i Flop, oggi è il capocannoniere della Serie A. Antonio Raimondo ne fa tre al Sassuolo e saluta tutti. Il Venezia cambia allenatore, affronta il Napoli e conquista i primi tre punti del campionato. Sarà l’effetto Nicola? Intanto Stankovic si trasforma in un muro e De Bruyne finisce dall’altra parte della nostra rubrica. Il Monza ne rifila quattro al Cagliari, la Roma scopre un altro giovane e il Como continua a divertirsi con Nico Paz e Liberali.

L’Inter di Chivu non conosce ostacoli e passa anche a Bologna, la Lazio di Gattuso continua a volare e la Juventus incassa tre schiaffi in casa. Il Milan vince, soffre e ringrazia il solito Rabiot. Allegri, invece, può cominciare a preoccuparsi. Il suo Napoli si ferma a Venezia e i primi sette turni di campionato non sono certamente quelli che ci si aspettava.

Dalle grandi firme ai portieri, dai ragazzi terribili alle difese che sembrano porte girevoli, ecco i Top e Flop della settima giornata di Serie A.

I top della giornata: Raimondo scatenato, Stankovic fa il muro e Varela trascina il Monza

Raimondo: tripletta e ciao. Ci vediamo nei Top!

La settimana scorsa lo avevamo messo tra i Flop perché contro il Napoli la palla l’aveva vista poco. Evidentemente Antonio Raimondo ha letto la nostra rubrica e ha deciso di rispondere. Come? Con una tripletta al Sassuolo. Ventisettesimo minuto, gol. Trentesimo, ancora gol. Cinquantasettesimo, terzo gol. Sipario. Certo, Muric (che incontreremo più avanti) gli dà una bella mano sui primi due, ma un attaccante deve anche saper scartare i regali. Raimondo lo fa benissimo e con sette reti in sette giornate sale in testa alla classifica marcatori. Il tutto nella serata in cui, prima del fischio d’inizio, riceve il premio di miglior giovane dei primi due mesi del campionato. Alvini, premiato a sua volta come miglior allenatore, si gode un Frosinone che continua a stupire.

La settimana scorsa Flop, questa volta tre gol e primo posto tra i cannonieri. Antonio, messaggio ricevuto. Tripletta e ciao.

Stankovic: papà, oggi il muro l’ho fatto io

Sette giornate fa il Venezia cominciava il campionato con ben altre ambizioni. Sei sconfitte dopo, arriva Davide Nicola e al Penzo si presenta il Napoli. Servirebbe un miracolo. Filip Stankovic decide di mettersi al lavoro. Para tutto quello che può, tiene in piedi il Venezia e quando il Napoli ha l’occasione di pareggiare dal dischetto, si trova davanti Kevin De Bruyne. Il belga calcia, il serbo respinge. Fine delle speranze azzurre. O quasi, perché il Napoli continua ad attaccare ma il portiere lagunare non vuole proprio saperne di prendere gol.

Il figlio di Dejan si prende la copertina e regala a Nicola una prima da sogno. Da zero punti in sei partite a tre punti contro il Napoli. E con una porta finalmente inviolata. Stankovic, alla dogana non si passa. Neanche con il passaporto belga.

Varela: il Monza ha trovato il suo bomber. E che bomber!

Gustavo Varela continua a segnare e il Monza comincia finalmente a vincere. Contro il Cagliari il portoghese decide di esagerare. Prima riceve da Foe Ondoa e firma il 2-0, poi serve a Robinson il pallone del terzo gol e infine si fa trovare al posto giusto sulla respinta del palo per completare la doppietta. Due gol e un assist, sei reti in sette giornate di campionato e una squadra che passa dalla paura della retrocessione a una serata da applausi. Il Monza rifila quattro gol a un Cagliari che nelle precedenti sei partite ne aveva subiti appena tre. Juric cercava una scossa, Varela ha deciso di portare direttamente l’alta tensione al Brianteo. E a forza di segnare, il portoghese comincia a meritarsi ben più di una semplice menzione tra i Top.

Kouadio: la prima volta non si scorda mai

Il Monza fatica a trovare il vantaggio contro il Cagliari e Eddy Kouadio decide di fare una cosa che normalmente non si chiede a un difensore. Recupera palla, accompagna la ripartenza, attacca la profondità e si presenta davanti a Caprile. Dany Mota lo serve, lui non sbaglia. Primo gol in Serie A, Monza avanti e Brianteo in festa. Una rete che premia la personalità del giovane difensore, capace di trasformare un recupero nella propria metà campo in una cavalcata fino alla porta avversaria. Nella ripresa continua a dare una mano anche quando il Monza dilaga. Kouadio, te la immaginavi così la prima volta?

Foe Ondoa e il Monza: finalmente, signori, si gioca a calcio!

Doveva essere la partita del Cagliari dei miracoli, reduce da un inizio di stagione sorprendente. E invece il Brianteo si trasforma nel palcoscenico del Monza di Juric. Manga Foe Ondoa sta diventando una delle sorprese più interessanti del Monza. Vent’anni, nato a Parigi da una famiglia di origini camerunesi, arrivato in estate dopo un’esperienza nella seconda divisione portoghese con l’Oliveirense. Il ragazzo sta scalando rapidamente le gerarchie di Juric, che contro il Cagliari lo preferisce addirittura a Folorunsho. E il campo gli dà ragione. Una partita incredibile per intensità, personalità e qualità. Recupera palloni, corre per due, accompagna ogni azione e confeziona l’assist che permette a Varela di firmare il 2-0. Il Monza conquista la seconda vittoria casalinga consecutiva e rifila un 4-0 al Cagliari, la sua vittoria più larga in Serie A. Juric ha ancora parecchio da sistemare, ma intanto può godersi lo spettacolo. Folorunsho resta a guardare, Foe Ondoa si prende il centrocampo. E a vent’anni, con queste prestazioni, comincia a diventare difficile rimetterlo in panchina. E adesso non fermarti proprio sul più bello.

Nico Paz: quando il prezzo del biglietto vale

Nico Paz è uno di quei giocatori per i quali vale la pena comprare il biglietto. A Firenze il Como si presenta con l’ambizione di tornare a vincere e l’argentino fa esattamente quello che ci si aspetta da lui. Al 36′ si inventa un colpo di testa che non lascia scampo a De Gea e vale il raddoppio. Nella ripresa parte palla al piede, accelera e lancia Douvikas verso il gol del definitivo 3-1. Una rete e un assist, ma soprattutto una partita nella quale ogni volta che prende il pallone sembra poter succedere qualcosa. Il Como vince al Franchi e sale al quinto posto. Fabregas si gode il suo talento e la Fiorentina passa buona parte del pomeriggio a cercare di capire come fermarlo. Nico, ci sarebbe una domanda. Ma quando hai intenzione di diventare un giocatore normale? Perché così è difficile per tutti.

Simeone: il Cholito è tornato

Giovanni Simeone decide che è arrivato il momento di interrompere il digiuno. E quando il Cholito ha fame, qualcuno deve pur pagare il conto. Stavolta tocca al Parma. Quattro minuti, cross di Belghali e conclusione al volo che vale l’1-0. Il Torino prende coraggio, Adams raddoppia e nella ripresa Simeone completa l’opera. Al 69′ prende la mira da lontano e lascia partire un destro che si infila sotto la traversa. Due gol, tre punti e prima doppietta stagionale. Il Torino di Abate conquista la seconda vittoria consecutiva e si allontana dalle ultime posizioni. Il Cholito torna a fare quello che gli riesce meglio e il Parma rimane a guardare. Ci aveva messo sei giornate a sbloccarsi. Alla settima, evidentemente, ha deciso di recuperare con gli interessi.

Thuram: due su due. Marcus non conosce pause

Una settimana fa aveva segnato contro il Parma, questa volta tocca al Bologna. Marcus Thuram continua a timbrare il cartellino e, soprattutto, continua a farlo quando l’Inter ne ha bisogno. I nerazzurri sono sotto al Dall’Ara dopo il gol di Pobega e per buona parte del primo tempo faticano. Poi, al 44′, Barella mette un pallone in mezzo e il francese sale in cielo. Colpo di testa, pareggio e partita riaperta. L’Inter nella ripresa ribalta tutto con Carlos Augusto e Bonny, ma senza quella rete prima dell’intervallo sarebbe stato un altro pomeriggio. Thuram lavora, attacca gli spazi, fa reparto e continua a segnare. Seconda partita consecutiva a bersaglio. Chivu ha una squadra che sa vincere anche nelle giornate più compolicate. E Marcus, a quanto pare, ha preso gusto a finire nei nostri Top.

Carlos Augusto: entra, segna e ribalta il Bologna

L’Inter è sull’1-1 al Dall’Ara quando Chivu decide di cambiare qualcosa. Fuori Dimarco, dentro Carlos Augusto. Passano pochi istanti e il brasiliano si presenta sul secondo palo per raccogliere il pallone di Zielinski. Gol del 2-1 e partita ribaltata. Carlos Augusto non perde tempo. Entra, attacca lo spazio, trova il gol e contribuisce anche all’azione del definitivo 3-1 firmato da Bonny.

Ancora una volta Chivu dimostra di avere una panchina che potrebbe tranquillamente giocare titolare in molte altre squadre della Serie A. E il brasiliano ne è uno degli esempi migliori. C’è chi entra per dare una mano. E chi entra per decidere le partite. Carlos Augusto appartiene alla seconda categoria.

Rabiot: meno male che Adrien c’è. Parte seconda

Ci risiamo. Una settimana fa lo avevamo premiato perché aveva svegliato un Milan che rischiava di addormentare tutti. Contro l’Atalanta Adrien Rabiot decide di concedere il bis, questa volta con una prestazione ancora più convincente.

Prima, però, c’è spazio anche per un bel siparietto con Chiffi. Al 41′ si becca il giallo per proteste e continua a mandare platealmente a quel paese l’arbitro, facendo infuriare persino Amorim. E due minuti dopo, con tutta quella rabbia addosso, arriva il gol. Al 43′ riceve da Moreira, si sistema il pallone e con il destro, il piede meno educato, firma il 2-0. Nella ripresa si procura uno dei due rigori concessi ai rossoneri e soprattutto serve a Gila la sponda per il terzo gol. Corre, recupera, si inserisce e trascina una squadra che nell’ultima mezz’ora rischia perfino di farsi rimontare tre reti.

Il francese continua a essere indispensabile per Amorim. Gol, assist e una partita da padrone del centrocampo. E da vero leader si comporta anche davanti ai microfoni, senza farsi addolcire dalla vittoria. “Non possiamo fare un primo tempo del genere e poi crollare così”, dice Rabiot, che bacchetta anche i compagni subentrati: “quelli che entrano devono fare di più”. Insomma, arrabbiato con l’arbitro durante la partita e con i compagni dopo. Ma soprattutto uno che pretende sempre il massimo. Da sé stesso e dagli altri.

A Milano, sponda rossonera, il ritornello è sempre quello. Meno male che Adrien c’è. E comincia a diventare un tormentone.

Gonçalo Ramos: il gol è tornato, ma… Il meglio deve ancora venire?

Gonçalo Ramos torna a segnare in campionato e il Milan ritrova il suo centravanti nel tabellino. Contro l’Atalanta il portoghese si presenta sul dischetto al 24′, spiazza Carnesecchi e porta avanti i rossoneri. Finalmente. Il problema è che la sua partita continua a lasciare qualche dubbio. Si muove poco, attacca l’area meno di quanto ci si aspetterebbe e quando arriva il secondo rigore cambia esecuzione e si fa parare il tiro. Il Milan trova comunque il 3-0 sugli sviluppi dell’angolo successivo, ma Ramos perde l’occasione di chiudere definitivamente il discorso. Lo mettiamo tra i Top perché un numero 9 che torna al gol merita di essere premiato. Ma il giudizio rimane sospeso a metà. Gonçalo, bene esserti sbloccato. Adesso però bisogna cominciare a muoversi un po’ di più. Il centravanti del Milan non può vivere soltanto di calci di rigore.

Gila: Ramos sbaglia? Nessun problema, ci penso io

Il Milan è avanti 2-0, ha appena conquistato il secondo rigore della partita e Gonçalo Ramos ha l’occasione di chiuderla. Carnesecchi para e concede un calcio d’angolo. Ci pensa Mario Gila a sistemare le cose. Modric mette il pallone in mezzo, Rabiot prolunga e il difensore spagnolo si fa trovare pronto sul secondo palo. Colpo di testa e 3-0.

L’ex Lazio gioca una partita di grande attenzione difensiva e trova anche la soddisfazione personale del gol. Una rete che diventa fondamentale quando l’Atalanta prova a rimontare, arrivando fino al 3-2.

Ramos sbaglia, Gila rimedia. E alla fine quei tre gol servono tutti. Il difensore ha fatto anche il centravanti. A San Siro c’è un nuovo idolo.

Castro, come si direbbe da quelle parti: “Mo je faccio er cucchiaio”

La Roma fatica contro il Genoa e per un tempo sembra non riuscire a trovare la soluzione. Poi arriva Santiago Castro e si inventa un gol di quelli che meritano di essere rivisti più volte. Il giovane argentino prende la mira e disegna un pallonetto che supera il portiere e si infila sotto la traversa. Un colpo da applausi, di quelli che fanno alzare lo stadio anche prima di capire dove sia finito il pallone.

La Roma passa in vantaggio, acquista sicurezza e trova poi il raddoppio con Lulli. Gasperini deve fare a meno di Malen e Dybala, ma trova in Castro un attaccante capace di stappare una partita complicata con una giocata fuori dal comune. Santiago, per segnare si poteva anche scegliere una soluzione più semplice. Ma così ci piace decisamente di più.

Liberali: una bellissima prima gioia

Mattia Liberali parte titolare al Franchi e decide di festeggiare l’occasione nel modo migliore. Al 32′ riceve il pallone al limite, si sistema il sinistro e trova una traiettoria a giro che lascia De Gea senza possibilità di intervento. Primo gol in Serie A, primo con la maglia del Como e prima da titolare nella massima serie con i lariani. Niente male come pomeriggio. Fabregas continua a dare spazio ai giovani e Liberali gli restituisce una prestazione piena di personalità. Corre, si propone, prova a inventare e soprattutto non ha paura di prendersi la responsabilità di calciare. Servivano giovani? Servivano ragazzi con talento e coraggio? Bene, eccolo. A Firenze Mattia si presenta con un sinistro da applausi.

Ramon: ci sta prendendo gusto, il ragazzo

Una settimana fa lo avevamo premiato per la prestazione contro la Roma. Contro la Fiorentina Jacobo Ramon decide che stare tra i Top gli piace e fa di tutto per tenerselo. Fabregas lo manda in campo dopo appena un quarto d’ora per l’infortunio di Chalobah. Non proprio il modo più semplice per entrare in partita. Eppure lo spagnolo impiega pochissimo a prendere le misure agli avversari. Chiusure, anticipi, letture e quella tranquillità con il pallone che ormai stiamo imparando a conoscere. Il Como segna tre gol e nel finale gestisce il vantaggio anche grazie alla solidità del suo difensore. La settimana scorsa sembrava giocare in giacca e cravatta. Questa volta è entrato praticamente a freddo e non ha perso nemmeno un bottone. Jacobo, ci stai prendendo gusto.

Lulli: primo gol con la Roma, davanti a tutti

La Roma deve fare i conti con assenze importanti e Gasperini dà ancora fiducia a Emanuele Lulli. Il giovane esterno risponde con una prestazione di personalità e soprattutto con un gol che difficilmente dimenticherà. Soulé inventa sulla destra, il pallone arriva a Lulli che deve soltanto accompagnarlo in porta. Sembra facile, ma la prima rete in Serie A, all’Olimpico e con la maglia della Roma, facile non lo è mai. Pochi minuti dopo lascia il campo tra gli applausi della gente dell’Olimpico. Gasperini incassa tre punti, la Roma continua a inseguire l’Inter e scopre di avere un’altra soluzione sulla fascia. Il primo gol non si scorda mai. Figurarsi se lo segni sotto gli occhi dell’Olimpico. Emanuele, benvenuto tra i grandi.

Gaspar: comanda la difesa, poi va a segnare

Il Lecce arriva a Udine e impiega dieci minuti per mettere le cose in chiaro. Angolo di Gallo, stacco di Kialonda Gaspar e pallone in rete. Primo gol stagionale e partita subito indirizzata. Il difensore angolano torna poi a fare il suo mestiere, guidando una retroguardia che concede pochissimo a un’Udinese incapace di trovare spazi. Gli uomini di Runjaic provano a reagire, ma la squadra di Di Francesco tiene il controllo e finisce per vincere 3-0. Quando un difensore apre la partita nell’area avversaria e contribuisce a chiuderla nella propria, il Top è praticamente obbligatorio. Gaspar mette la firma sul gol e sulla porta inviolata. En plein.

N’Dri: il migliore in campo ha pure segnato

Konan N’Dri si prende la scena a Udine con una partita piena di corsa, iniziative e soprattutto un gol che indirizza definitivamente la gara. Al 33′ il Lecce batte un altro angolo, Tiago Gabriel prolunga di testa e l’ivoriano si fa trovare sulla traiettoria. Deviazione di petto, pallone in rete e 2-0. Non sarà il gol più elegante della stagione, ma vale esattamente come gli altri. N’Dri continua poi a essere uno dei più vivaci, cerca ancora la porta e costringe la difesa friulana a rincorrere. Il Lecce domina e lui è uno dei protagonisti principali. Un gol di petto, una partita di sostanza e tanta voglia di giocare. Il migliore in campo? Per noi sì. Anche senza averla messa dentro con i piedi.

Isaksen: Gustav, ma dove vuoi arrivare?

La Lazio di Gattuso continua a correre e Gustav Isaksen sembra avere sempre più voglia di essere protagonista. Contro la Juventus è uno dei più pericolosi fin dall’inizio, punta gli avversari, cerca il tiro e costringe la difesa bianconera a continui interventi. Al 66′ Nuno Tavares lo pesca dalla parte opposta del campo. Il danese controlla, rientra sul sinistro e trova un diagonale che vale il 2-0. La Juventus non riesce a reagire e nel finale arriva anche il terzo gol di Dele-Bashiru. La Lazio vince 3-0 a Torino, sale a 19 punti e rimane in vetta insieme all’Inter. Isaksen corre, segna e si prende una bella fetta di merito. Gattuso ringhia, Gustav vola. E dalle parti di Formello cominciano a chiedersi dove possa arrivare questa Lazio.

Adams: il Venezia si sveglia, Akor presenta il conto al Napoli

Sei sconfitte consecutive, zero punti e un nuovo allenatore in panchina. Il Venezia affronta il Napoli sapendo che un’altra sconfitta renderebbe la situazione ancora più complicata. Poi arriva Akor Adams. A inizio ripresa l’attaccante trova lo spazio per calciare e batte Meret con un destro preciso. Primo vantaggio, tre punti in cassaforte e un intero stadio che comincia a credere nell’impresa. Il Napoli prova a reagire, Allegri manda in campo i suoi big e De Bruyne fallisce il rigore del pareggio. Adams ha fatto il suo, Stankovic completa l’opera. Nicola debutta con una vittoria contro il Napoli e il Venezia cancella finalmente quello zero dalla classifica. Akor, bel modo di presentarsi al nuovo allenatore.

Juan Jesus: l’ex presenta il conto

Juan Jesus conosce bene il Napoli. Ci ha giocato, ha condiviso lo spogliatoio con molti degli avversari che si ritrova davanti e probabilmente sa anche quali siano le loro abitudini. Al Penzo, però, non c’è spazio per la nostalgia. Il difensore brasiliano gioca una partita di grande concentrazione, guida la retroguardia del Venezia e si rende protagonista anche di un salvataggio fondamentale nella propria area. Quando il Napoli prova a forzare il risultato, l’ex azzurro è sempre lì a dare una mano. Il Venezia conquista la prima vittoria del campionato e Juan Jesus si prende una bella rivincita personale. Gli ex spesso segnano. Qualche volta, invece, decidono semplicemente che alla loro vecchia squadra non deve segnare nessuno. Juan Jesus, oggi niente regali agli amici.

Belghali: due assist, prego. Qualcun altro?

Il Torino vince 3-0 a Parma e Rafik Belghali decide di fare il cameriere di lusso. Dopo appena quattro minuti mette in mezzo un pallone che Simeone trasforma nel vantaggio granata. Nella ripresa serve ancora il Cholito, questa volta per il gran destro del definitivo 3-0. Due assist, tanta corsa sulla fascia e un Parma che non riesce praticamente mai a prendergli le misure. Abate trova in Belghali un esterno capace di accompagnare l’azione e di mettere gli attaccanti nelle condizioni di fare male. Simeone segna due volte, Adams una. Belghali prepara il tavolo. Il menù del Torino oggi prevedeva tre portate. Due le ha servite lui. Cameriere, complimenti.

I flop della giornata: il Napoli di Allegri inciampa, la Juventus affonda e l’Udinese in caduta libera

De Bruyne: KDB è tornato a Houston, abbiamo un problema

Sette giorni fa lo avevamo premiato con un titolo abbastanza chiaro. Houston, KDB è tornato. Kevin De Bruyne, però, contro il Venezia decide di farci cambiare completamente opinione. Allegri lo lascia inizialmente in panchina, poi lo manda in campo quando il Napoli è sotto di un gol. Il belga avrebbe anche l’occasione perfetta per rimettere tutto a posto. Calcio di rigore, pallone sul dischetto e davanti Filip Stankovic. Tiro, parata. Venezia ancora avanti e Napoli che ci prova senza trovare il gol. Dopo la doppietta contro il Frosinone ci aspettavamo un’altra prestazione trascinante. Arriva invece un rigore sbagliato che costa carissimo. Una settimana fa Houston festeggiava. Stavolta bisogna chiamare davvero la centrale operativa. KDB, abbiamo un problema.

Muric: due regali, tre gol di Raimondo. Buon Natale in anticipo

Il Sassuolo va a Frosinone e Arijanet Muric decide di dare una mano agli avversari. Una mano, anzi due. E purtroppo non quelle giuste. Al 27′ Raimondo segna il primo gol approfittando di un intervento sbagliato del portiere. Tre minuti dopo il copione si ripete. Altro errore, altra rete e Frosinone che comincia a prendere il largo. Sul terzo gol Muric ha molte meno responsabilità, ma ormai il disastro è compiuto. Il Sassuolo perde 4-2 e Raimondo torna a casa con il pallone della tripletta. Due regali in tre minuti. Per essere ottobre, Babbo Natale è arrivato decisamente in anticipo. Muric, il sacco dei doni potevi anche lasciarlo a casa.

Massimiliano Allegri: Max, il Napoli doveva essere un’altra cosa

Il Napoli perde a Venezia, contro una squadra che nelle prime sei giornate aveva raccolto zero punti. E già questo basterebbe per inserire Massimiliano Allegri tra i Flop. Ma c’è anche il modo in cui arriva la sconfitta. Il tecnico sceglie di lasciare inizialmente in panchina De Bruyne, Hojlund e Anguissa, si affida ad altre soluzioni lasciando molti dubbi. Quando il Venezia passa in vantaggio, richiama i suoi big e prova a cambiare tutto. Troppo tardi. De Bruyne sbaglia il rigore del pareggio, Stankovic para il resto e il Napoli torna a casa a mani vuote.

La partenza del Napoli è ben lontana dalle aspettative di una squadra costruita per stare ai vertici. Allegri ha qualità, alternative e giocatori di livello internazionale, ma dopo sette giornate continua a cercare una formula convincente. Max, il problema non è perdere una partita. È che il Napoli, per il momento, sembra molto lontano dalla squadra che ci si aspettava di vedere.

Il Bologna: una vittoria in sette partite. Non era facile, eh…

Il Bologna parte bene contro l’Inter, segna con Pobega dopo dieci minuti e per buona parte del primo tempo mette in difficoltà la capolista. Poi Thuram pareggia e nella ripresa la squadra di Palladino si scioglie. Finisce 1-3 e i rossoblù rimangono a cinque punti dopo sette giornate. Una vittoria, due pareggi e quattro sconfitte.

Certo, contro l’Inter di Chivu non era facile. E questo va riconosciuto. Ma il problema del Bologna non comincia e non finisce contro la capolista. Una squadra che ha giocatori di qualità, ambizioni europee e un organico costruito per stare nella parte sinistra della classifica non può accontentarsi di una sola vittoria in sette partite. Palladino cerca risposte e intanto continua a perdere terreno. Non era facile battere l’Inter. Ma, a quanto pare, quest’anno non è facile battere quasi nessuno.

L’Udinese: cinque sconfitte consecutive. Qualcuno suoni la sveglia

Una sconfitta può capitare. Due anche. Ma cinque consecutive cominciano a essere un problema piuttosto serio. L’Udinese perde 3-0 in casa contro il Lecce e lo fa nel peggiore dei modi. La squadra di Di Francesco domina, crea occasioni, segna due volte nel primo tempo e avrebbe potuto chiudere la partita con un vantaggio ancora più largo. Runjaic prova a cambiare tre giocatori all’intervallo, ma la reazione è troppo debole. I friulani si fanno infilare ancora nel finale e rimangono nelle ultime posizioni con appena quattro punti. Il dato più preoccupante è che il Lecce sembra quasi sempre arrivare in porta con una facilità disarmante. Okoye evita un passivo ancora più largo. Cinque sconfitte di fila, tre gol presi in casa e una difesa che sembra aver dimenticato come si fa a difendere. Udinese, la sveglia è suonata da un pezzo. Qualcuno vuole alzarsi?

Kolo Muani e Woltemade: cercasi attaccanti, disperatamente

La Juventus prende tre gol dalla Lazio, ma il dato che dovrebbe preoccupare maggiormente Spalletti riguarda quello che succede nell’altra metà del campo. Kolo Muani parte titolare e prova a muoversi, a cercare palloni e a dare profondità. I compagni, però, non riescono quasi mai a servirlo nelle condizioni giuste e il francese finisce per girare a vuoto. Woltemade entra all’intervallo, sfiora subito la porta e poi sparisce progressivamente dalla partita. Due centravanti, zero gol e una Juventus che produce pochissimo nonostante il bisogno disperato di rimontare. Una settimana fa Kolo Muani aveva finalmente segnato contro il Cagliari, prima di divorarsi il pallone della vittoria. Stavolta non arriva nemmeno quello. Spalletti ha a disposizione attaccanti importanti, almeno sulla carta. Ma il numero 9 della Juventus deve segnare. E quando non segna, dovrebbe almeno mettere paura alle difese. Contro la Lazio non succede né una cosa né l’altra. Juve, cercasi centravanti. Di nuovo.

Njie: tre occasioni, tre rimpianti. La porta è quella!

La Fiorentina perde 3-1 contro il Como e Alieu Njie ha parecchio da rimproverarsi. L’esterno viola trova spazi, attacca, arriva alla conclusione e avrebbe più di un’occasione per cambiare il risultato. La più clamorosa arriva a inizio ripresa. Butez esce male, Njie lo supera con un pallonetto ma non trova nemmeno lo specchio della porta. Un gol che sembrava già fatto.

Nel finale colpisce anche un palo di testa. In mezzo altre opportunità sprecate e una Fiorentina che continua a rincorrere. La porta del Como non è diventata improvvisamente più piccola. Eppure Njie riesce a sbagliare praticamente tutto quello che avrebbe potuto trasformare in gol. Un pomeriggio così, per un attaccante, rischia di diventare un incubo. Alieu, va bene creare occasioni. Ma prima o poi bisogna anche metterla dentro.

Pellegrino: il centravanti c’è, il gol no

La Fiorentina ha bisogno di qualcuno che trasformi in gol le occasioni e Mateo Pellegrino continua a non dare le risposte che Vanoli si aspetta. Contro il Como passa novanta minuti a cercare spazio tra i difensori lariani, ma quando arriva il momento di incidere manca la cattiveria necessaria. Qualche movimento, una conclusione da distanza ravvicinata e poco altro. La Fiorentina segna con Pongracic, un difensore, mentre il suo centravanti rimane a secco. E non è esattamente quello che ci si aspetta da chi dovrebbe guidare l’attacco viola.

Pellegrino, a Firenze cercano disperatamente gol. Al momento, però, la ricerca continua.

Viery: fa acqua da tutte le parti

Il Como si presenta a Firenze con diversi giocatori capaci di attaccare gli spazi, ma Viery sembra non riuscire quasi mai a trovare le contromisure. Liberali trova spazio per il sinistro che apre la partita, Nico Paz si inserisce e firma il raddoppio. La fascia del brasiliano diventa una delle zone nelle quali gli ospiti riescono a creare i problemi maggiori alla Fiorentina. Vanoli prova a sistemare le cose, poi al 64′ richiama il difensore in panchina. Il Como è già avanti e i viola continuano a inseguire.

Viery è arrivato a Firenze con prospettive diverse, ma ancora (come tutti i nuovi arrivi viola) queste prosepttive sono un orizzone molto lontano.. Diciamo che l’esperimento non è andato esattamente come speravano al Franchi.

Puczka: a Roma il Genoa perde anche la bussola

Una settimana fa il Genoa aveva finalmente trovato la prima vittoria stagionale. All’Olimpico, invece, arriva un’altra sconfitta e David Puczka finisce tra i nostri bocciati. L’austriaco prova a dare spinta sulla sinistra, ma il Genoa fatica a trasformare le sue iniziative in occasioni realmente pericolose. Nel primo tempo i rossoblù riescono a tenere testa alla Roma, poi Castro inventa il vantaggio e la squadra di De Rossi perde progressivamente terreno. Puczka cerca di accompagnare l’azione, ma il rendimento non basta per cambiare il pomeriggio del Genoa, che finisce sotto di due gol e non trova la forza per reagire. Una prestazione che, nella nostra lettura, merita il Flop. Genova aveva appena ritrovato il sorriso, a Roma torna subito il mal di testa.

Solet: che fine hi fatto?

Oumar Solet dovrebbe essere uno dei punti di riferimento della retroguardia friulana. Contro il Lecce, invece, anche lui finisce nel naufragio generale. Il Lecce trova spazi con troppa facilità, arriva ripetutamente nell’area avversaria e segna tre volte. Solet prova anche a rendersi pericoloso dall’altra parte, con una conclusione dalla distanza, ma dietro la squadra non riesce mai a trovare la giusta compattezza. Gaspar segna su calcio d’angolo, N’Dri raddoppia e nella ripresa Siebert chiude definitivamente la partita. Il difensore francese ha qualità e mezzi fisici per fare molto meglio. Ma se la difesa dell’Udinese concede occasioni a ripetizione, anche uno come lui deve prendersi la propria parte di responsabilità.

Rowe: una giocata e poi chi l’ha visto?

Jonathan Rowe ha talento, velocità e la capacità di creare problemi alle difese avversarie. Contro il Milan, però, si vede soltanto a sprazzi. Nel primo tempo inventa un buon pallone per Krstovic, che riesce a saltare Maignan ma poi conclude sull’esterno della rete. Una giocata importante, rimasta senza risultato. Per il resto l’inglese fatica a incidere e al 58′ Sarri decide di sostituirlo con Zalewski. Una scelta che cambia immediatamente la partita, perché il polacco entra con ben altra energia e contribuisce alla rimonta sfiorata dall’Atalanta. Rowe esce sullo 0-3, l’Atalanta comincia finalmente a giocare e arriva fino al 3-2. Un confronto che non depone a suo favore. Jonathan, il talento c’è. Contro il Milan, però, è rimasto quasi tutto negli spogliatoi.

Mina: quando la vecchia scuola prende quattro schiaffi

Due settimane fa era tra i Top per la prestazione contro l’Udinese. Una settimana fa lo avevamo bocciato per l’atteggiamento contro la Juventus. Yerry Mina sembra ormai essersi affezionato alla nostra rubrica. Contro il Monza, però, le provocazioni e i duelli psicologici servono a ben poco. Il Cagliari incassa quattro gol, la difesa perde completamente le distanze e il colombiano si ritrova a rincorrere avversari che sembrano arrivare da tutte le parti. Nel primo tempo rischia perfino un’autorete su un traversone di Robinson. Nella ripresa prova a rendersi pericoloso nell’area avversaria, ma il risultato è già compromesso. Mina, questa volta il calcio vecchia scuola non ha funzionato. E quando prendi quattro gol, forse è meglio parlare un po’ meno e difendere un po’ di più.

Zé Pedro: lo avevamo detto? Meglio di no

Nei Fantaconsigli lo avevamo inserito tra i giocatori da tenere d’occhio. Contro il Monza, però, Zé Pedro ci costringe a rivedere il giudizio. Mea culpa. Il Cagliari fatica soprattutto quando i brianzoli accelerano sulle fasce e il difensore portoghese non riesce a dare la sicurezza necessaria alla retroguardia. Il Monza trova spazi, accompagna l’azione con tanti uomini e trasforma ogni ripartenza in un potenziale pericolo. Pisacane prova a cambiare qualcosa e nella ripresa Zé Pedro lascia il posto a Sugawara, ma ormai la partita è compromessa. Un passaggio a vuoto che pesa soprattutto perché arriva dopo un ottimo inizio di stagione del Cagliari. Lo avevamo messo tra le possibili sorprese? Sì. Stavolta, però, era meglio sorvolare.

Romano: una serata da cancellare

Il Cagliari prova a giocare e Alessandro Romano cerca almeno inizialmente di rendersi pericoloso. Al 16′ tenta la conclusione dalla distanza, ma non trova la porta. Poi, mentre il Monza cresce, il centrocampo rossoblù comincia a perdere lucidità. Romano fatica a dare continuità al possesso e soprattutto non riesce a interrompere le ripartenze degli avversari. Nella ripresa Pisacane prova a cambiare uomini, ma la partita è ormai scivolata via. La squadra che aveva stupito tutti nelle prime giornate si ritrova improvvisamente travolta da un Monza che sembrava avere ben altre preoccupazioni. Romano è giovane e avrà tempo per rifarsi. A Monza, però, la lezione è stata di quelle che difficilmente si dimenticano.

Diego Carlos: Simeone gli fa vedere le stelle

Il Parma perde 3-0 in casa contro il Torino e Diego Carlos passa un primo tempo complicatissimo. Simeone si muove continuamente, attacca gli spazi e mette in difficoltà una retroguardia che sembra non riuscire mai a trovare le distanze giuste. Il Cholito apre dopo quattro minuti, Adams raddoppia e Diego Carlos finisce spesso a rincorrere. Sul secondo gol il brasiliano si fa trovare mal posizionato, mentre il Parma perde completamente i riferimenti in area. Arriva anche un’ammonizione e all’intervallo Gilardino decide di sostituirlo con Drobnic. Quarantacinque minuti, due gol subiti e una difesa in totale confusione. Simeone nella ripresa segnerà ancora, ma Diego Carlos avrà almeno il vantaggio di assistere al terzo gol dalla panchina. Il Parma affonda, il Torino festeggia. Per il brasiliano, una serata da archiviare in fretta.

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Serie A, Lazio da sogno e Juve da incubo: l’Inter va, il Venezia fa lo scherzetto al Napoli. Il punto dopo sette giornate

Inter e Lazio comandano la Serie A a 19 punti, con la Roma a due lunghezze e il Milan quarto. La Juventus crolla in casa contro i biancocelesti, il Napoli perde a Venezia. Frosinone e Como continuano a sorprendere, mentre il Cagliari incassa quattro gol a Monza.

Inter e Lazio prime a 19 punti, la Roma tiene il passo: batoste per Juventus e Napoli

La settima giornata di Serie A conferma Inter e Lazio al comando con 19 punti, entrambe ancora imbattute, e regala qualche risultato clamoroso. Su tutti il 3-0 dei biancocelesti in casa della Juventus, con Gattuso che continua a stupire e firma la miglior partenza della storia laziale. I nerazzurri di Chivu rispondono vincendo in rimonta a Bologna, mentre la Roma di Gasperini resta a due lunghezze dalla vetta grazie al successo contro il Genoa.

Dietro alle prime tre, il Milan torna a vincere, pur rischiando di gettare al vento tre gol di vantaggio contro l’Atalanta, e sale a quota 15. Il Como si prende il quinto posto vincendo a Firenze, mentre il Frosinone continua il suo splendido inizio di campionato, trascinato da un Raimondo in formato capocannoniere.

Il tonfo più sorprendente arriva però da Venezia, dove la squadra di Nicola, ancora senza punti prima del weekend, batte il Napoli di Allegri grazie ad Adams e alle parate di Stankovic. E le sorprese proseguono anche nel Monday Night, con il Monza che rifila quattro gol al Cagliari e il Torino che passeggia a Parma. Un turno senza neppure un pareggio, con dieci vincitrici nelle dieci partite.

Serie A, tutti i risultati della settima giornata

Frosinone-Sassuolo 4-2

Venezia-Napoli 1-0

Bologna-Inter 1-3

Roma-Genoa 2-0

Udinese-Lecce 0-3

Fiorentina-Como 1-3

Milan-Atalanta 3-2

Juventus-Lazio 0-3

Monza-Cagliari 4-0

Parma-Torino 0-3

Frosinone-Sassuolo 4-2, Raimondo fa tripletta e vola in testa ai marcatori: che spettacolo allo Stirpe

Il Frosinone di Alvini continua a sorprendere e trova in Antonio Raimondo il suo nuovo trascinatore. Calò sblocca la partita dopo appena nove minuti, Berardi pareggia al 15′, poi si scatena il centravanti giallazzurro, che approfitta anche di due errori di Muric e segna due volte nel giro di quattro minuti. Thorstvedt riapre la gara prima dell’intervallo, ma nella ripresa Raimondo completa la tripletta e chiude il match sul 4-2. Il Frosinone sale a 13 punti, al sesto posto, mentre Raimondo raggiunge quota 7 gol in altrettante giornate, diventando il capocannoniere solitario della Serie A. Una partenza da sogno per i ciociari.

Venezia-Napoli 1-0, Nicola fa il miracolo all’esordio: Adams segna, Stankovic para anche un rigore a De Bruyne

Il Venezia conquista i primi tre punti stagionali contro il Napoli e regala a Davide Nicola un esordio da ricordare sulla panchina lagunare. A decidere la sfida del Penzo è Akor Adams, che al 49′ batte Meret e porta avanti i padroni di casa. Allegri inserisce De Bruyne, Hojlund e Alisson Santos per cercare la rimonta, ma trova uno Stankovic in versione Superman. Il portiere del Venezia respinge anche un calcio di rigore a De Bruyne e difende il vantaggio fino al triplice fischio. Dopo sei sconfitte consecutive, i lagunari si sbloccano, mentre il Napoli resta a 10 punti, già nove sotto la vetta. Brutta battuta d’arresto per gli azzurri.

Bologna-Inter 1-3, Thuram suona la carica e i cambi di Chivu completano la rimonta

L’Inter soffre a Bologna, va sotto dopo dieci minuti ma ribalta tutto e conquista la sesta vittoria nelle prime sette giornate. Pobega porta avanti i rossoblù sfruttando un errore in uscita di Luis Henrique, ma Thuram trova il pareggio poco prima dell’intervallo. Nella ripresa salgono in cattedra i cambi di Chivu: Carlos Augusto firma il sorpasso al 69′, poi serve a Bonny il pallone del definitivo 3-1. I nerazzurri reagiscono così alla sconfitta europea contro il Bruges e salgono a 19 punti, con 21 gol segnati e il miglior attacco del campionato. Per Palladino è la prima sconfitta da neo allenatore del Bologna.

Roma-Genoa 2-0, magia di Castro e prima gioia per Lulli: Gasperini festeggia le 300 vittorie

La Roma torna al successo dopo due pareggi consecutivi e supera il Genoa di De Rossi grazie a due gol nella ripresa. Nel primo tempo entrambe le squadre colpiscono una traversa, con Balerdi da una parte ed El Shaarawy dall’altra. Al 50′ Santiago Castro inventa uno splendido pallonetto che scavalca Bijlow e sblocca il risultato, poi il giovane Emanuele Lulli, servito da un’azione di Soulé, firma il 2-0 e festeggia il primo gol in Serie A. Gasperini festeggia le 300 vittorie da allenatore nel massimo campionato. I giallorossi salgono a 17 punti, due in meno di Inter e Lazio, e confermano la miglior difesa della Serie A con appena tre reti subite.

Udinese-Lecce 0-3, Gaspar, N’Dri e Siebert affondano i friulani: Runjaic alla quinta sconfitta consecutiva

L’Udinese sprofonda, mentre il Lecce di Di Francesco conquista una netta (e sorprendente) vittoria in trasferta. I salentini indirizzano la partita già nel primo tempo con il colpo di testa di Gaspar all’11’ e il raddoppio di N’Dri al 33′, sugli sviluppi di un altro calcio d’angolo. Nel finale arriva anche la rete di Siebert, che fissa il risultato sul 3-0. Per il Lecce sono 9 punti dopo sette giornate e un successo prezioso per allontanarsi dalla zona retrocessione. Situazione opposta per l’Udinese, ferma a quota 4 e reduce dalla quinta sconfitta consecutiva. Un avvio decisamente da dimenticare per la squadra di Runjaic, con il tecnico sempre più sotto pressione.

Fiorentina-Como 1-3, Liberali e Nico Paz incantano: Fabregas vola, i viola sprofondano

Il Como continua a fare sul serio e passa anche al Franchi, infliggendo alla Fiorentina un’altra sconfitta. A prendersi la scena è Mattia Liberali, che al 32′ realizza il suo primo gol in Serie A. Quattro minuti dopo Nico Paz raddoppia di testa, mentre Pongracic accorcia le distanze per i viola prima dell’intervallo. Nella ripresa Douvikas chiude i conti firmando il definitivo 3-1. La squadra di Fabregas sale a 14 punti e al quinto posto, davanti al Frosinone e al Cagliari. Per la Fiorentina di Vanoli è invece la quinta sconfitta in sette giornate, con appena 4 punti e il terzultimo posto. I viola continuano a deludere e la situazione in classifica comincia a farsi davvero preoccupante.

Milan-Atalanta 3-2, Ramos e Rabiot scatenati ma che brivido nel finale: Maignan salva Amorim

Il Milan torna alla vittoria, ma a San Siro rischia di gettare via una partita dominata per un’ora abbondante. Ramos sblocca su rigore al 24′, Rabiot raddoppia prima dell’intervallo e Gila firma il 3-0 al 57′. Nel mezzo anche un secondo penalty per i rossoneri, ma questa volta Carnesecchi ipnotizza Goncalo Ramos. L’Atalanta non si arrende e riapre tutto con Gaetano e Krstovic, arrivando a sfiorare il clamoroso 3-3 nel finale. A salvare il Milan ci pensa Maignan, decisivo su Zappacosta. Per la squadra di Amorim è il terzo successo in altrettante partite casalinghe che vale il quarto posto con 15 punti. Sarri resta invece a quota 9 e incassa la quarta sconfitta stagionale.

Juventus-Lazio 0-3, Gattuso dà spettacolo allo Stadium: Spalletti travolto, bianconeri nel caos

La Lazio di Gattuso continua la sua marcia da sogno e rifila tre gol alla Juventus a Torino, lasciando i bianconeri sommersi dai fischi dei propri tifosi. Provstgaard sblocca la gara al 37′ con un colpo di testa su cross di Zaccagni, Isaksen raddoppia nella ripresa con un gran sinistro e Dele-Bashiru completa il tris nel finale dopo una cavalcata dalla metà campo. Spalletti, costretto alla tribuna per squalifica, assiste alla seconda sconfitta stagionale della sua Juventus, che resta a 11 punti, otto in meno della vetta. Per Gattuso è invece la sesta vittoria in sette giornate, la miglior partenza di sempre della Lazio in Serie A. E a questo punto i biancocelesti possono davvero sognare in grande.

Monza-Cagliari 4-0, Varela fa impazzire i brianzoli: quattro schiaffi ai sardi di Pisacane

Il Monza travolge il Cagliari nel primo posticipo del lunedì e ridimensiona la squadra rivelazione di questo avvio di campionato. I sardi sprecano alcune occasioni con Nzola e Mendy, poi Kouadio sblocca il risultato al 39′ con il suo primo gol in Serie A. Nella ripresa esplode Gustavo Varela, autore di una doppietta e dell’assist per Robinson. L’attaccante raggiunge quota 6 gol in campionato, uno in meno del capocannoniere Raimondo. Il Monza sale a 7 punti e conquista anche il primo clean sheet stagionale. Per il Cagliari, invece, una batosta inattesa dopo quattro risultati utili consecutivi: 13 punti e settimo posto. La squadra di Pisacane incassa in una sera quattro gol, uno in più di quelli subiti in tutte le precedenti sei giornate.

Parma-Torino 0-3, Simeone si scatena con una doppietta: Abate fa festa, Gilardino affonda

Il Torino chiude la settima giornata con un netto 3-0 al Tardini e sale al decimo posto. Il grande protagonista è Giovanni Simeone, che trova i primi gol del suo campionato. Il Cholito apre dopo appena quattro minuti con una conclusione al volo su assist di Belghali, poi contribuisce al raddoppio di Adams al 24′. Nella ripresa è ancora Simeone a chiudere i conti con un destro potente sotto l’incrocio. Per la squadra di Abate arriva la seconda vittoria consecutiva e quota 10 punti, gli stessi del Napoli. Continua invece il momento negativo del Parma di Gilardino, penultimo con appena 4 punti e cinque sconfitte nelle prime sette giornate.

La Classifica Serie A dopo la 7ª giornata

  1. Inter – 19 punti | GF 21 | GS 9 | DR +12
  2. Lazio – 19 punti | GF 14 | GS 4 | DR +10
  3. Roma – 17 punti | GF 16 | GS 3 | DR +13
  4. Milan – 15 punti | GF 14 | GS 7 | DR +7
  5. Como – 14 punti | GF 12 | GS 7 | DR +5
  6. Frosinone – 13 punti | GF 13 | GS 9 | DR +4
  7. Cagliari – 13 punti | GF 6 | GS 7 | DR -1
  8. Juventus – 11 punti | GF 9 | GS 8 | DR +1
  9. Napoli – 10 punti | GF 10 | GS 7 | DR +3
  10. Torino – 10 punti | GF 10 | GS 9 | DR +1
  11. Atalanta – 9 punti | GF 10 | GS 11 | DR -1
  12. Lecce – 9 punti | GF 9 | GS 12 | DR -3
  13. Sassuolo – 8 punti | GF 12 | GS 14 | DR -2
  14. Monza – 7 punti | GF 13 | GS 15 | DR -2
  15. Bologna – 5 punti | GF 6 | GS 10 | DR -4
  16. Udinese – 4 punti | GF 9 | GS 16 | DR -7
  17. Genoa – 4 punti | GF 5 | GS 13 | DR -8
  18. Fiorentina – 4 punti | GF 8 | GS 17 | DR -9
  19. Parma – 4 punti | GF 4 | GS 13 | DR -9
  20. Venezia – 3 punti | GF 6 | GS 16 | DR -10

Inter e Lazio, prove di fuga? Juventus e Napoli in crisi, il Milan scalda i motori. Como e Frosinone si prendono la scena

Inter e Lazio continuano a viaggiare a braccetto. Dopo sette giornate entrambe hanno raccolto sei vittorie e un pareggio, lasciando la Roma a due punti e il Milan (con una forma e le prestazioni in netta crescita) a quattro. I nerazzurri di Chivu hanno il miglior attacco del campionato con 21 reti segnate, mentre la squadra di Gasperini, terza, continua ad avere la miglior difesa con appena 3 gol subiti. La vera sorpresa tra le big, però, resta la Lazio di Gattuso, che sta riscrivendo i propri record e ha rifilato un pesantissimo 3-0 alla Juventus.

Alle spalle delle prime quattro continuano a farsi notare Como e Frosinone. La squadra di Fabregas sale a 14 punti e conferma di poter stare stabilmente nella parte alta della classifica, mentre quella di Alvini è sesta a quota 13 e può contare sul capocannoniere del torneo. Raimondo guida infatti la classifica marcatori con 7 reti, davanti a Malen e Varela, entrambi a 6. Il Cagliari, invece, dopo un avvio straordinario incassa quattro gol a Monza e scivola al settimo posto. A deludere sono soprattutto Juventus e Napoli. I bianconeri hanno appena 11 punti e sono già a otto lunghezze dalle capolista, mentre gli azzurri di Allegri sono noni a quota 10 dopo la sconfitta con il Venezia. Due squadre costruite per stare decisamente più in alto, che dovranno cambiare passo se vorranno rientrare nella corsa alle prime posizioni. Ancora più indietro l’Atalanta, undicesima con 9 punti dopo quattro sconfitte.

Nella parte bassa, il Monza si rilancia con il poker al Cagliari e sale a 7 punti. Il Lecce aggancia l’Atalanta a quota 9, mentre il Bologna resta fermo a 5. Continua la crisi dell’Udinese, che ha perso cinque partite consecutive, mentre Fiorentina e Parma occupano il terzultimo e penultimo posto con 4 punti. Il Venezia, nonostante la clamorosa vittoria contro il Napoli, resta ultimo a quota 3. Nel prossimo turno gli azzurri ospiteranno la Roma, la Lazio affronterà il Parma e l’Inter riceverà una Fiorentina sempre più in difficoltà.

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Clamoroso Pisa: l’ex Juve Comolli è il nuovo presidente e ad del club. Silurati i Corrado dopo 10 anni

Senza nessun sentore, senza nessuna anticipazione, totalmente a sorpresa. L’ex Juventus Damien Comolli è il nuovo presidente e amministratore delegato del Pisa, società che gioca nel campionato di Serie B dopo la retrocessione dello scorso anno. Ad annunciarlo è stato lo stesso club nerazzurro con una nota ufficiale: “Il Pisa Sporting Club è lieto di annunciare la nomina di Damien Comolli a Presidente e Amministratore Delegato del Club. Contestualmente Damien Comolli entrerà a far parte del Consiglio di Amministrazione”. A sorpresa, quindi, via anche Giuseppe e Giovanni Corrado, rispettivamente presidente e direttore generale del club, ma non più patron dal 2021, da quando la maggioranza è stata rilevata dal magnate Alexander Knaster.

“Dieci anni rappresentano un’era. Il Pisa Sporting Club rimarrà sempre una parte fondamentale delle nostre vite. Desideriamo quindi ringraziare tutti i collaboratori e la gente di Pisa per la disponibilità dimostrata e per l’affetto che ci hanno riservato”, scrivono i Corrado nel comunicato. “Un ringraziamento speciale ad Alex Knaster per il sostegno e l’amicizia dimostrati dopo la fase iniziale del progetto, avviata insieme a Enzo Ricci. Auguriamo al Pisa di proseguire con successo lo straordinario percorso di crescita intrapreso nel corso di questi dieci anni”.

Queste invece le prime parole di Damien Comolli, che fino a giugno 2026 era un tesserato della Juventus: “Sono molto felice di entrare a far parte del Pisa SC come Presidente e Amministratore Delegato. Sotto la proprietà di Alexander Knaster, il Club ha compiuto progressi davvero significativi. Questo dimostra che il Pisa SC è un Club stimolante in cui entrare, con un potenziale di crescita decisamente importante, a partire dalla propria organizzazione e dalla realizzazione di un nuovo centro sportivo all’avanguardia. Non vedo l’ora di contribuire, sotto ogni aspetto, al prossimo capitolo del percorso di sviluppo del Club. Forza Pisa!”.

Una mossa totalmente a sorpresa, commentata anche dal patron Alexander Knaster: “Dopo diverse stagioni durante le quali abbiamo assistito a significativi miglioramenti in tutte le aree del Club, ritengo che sia arrivato il momento per il Pisa SC di entrare in una nuova fase di crescita e sviluppo. Sono convinto che questo possa avvenire sotto la guida di Damien, che porta con sé una grande esperienza e una profonda conoscenza del calcio, sia dentro che fuori dal campo. Damien entra a far parte del Pisa SC con un contratto iniziale di tre anni.”, prima dei ringraziamenti alla famiglia Corrado.

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Francisco Conceição tem lesão e para por tempo indeterminado

O clube italiano, Juventus, não divulgou o tempo de paragem esperado do extremo de 23 anos, mas a imprensa local aponta que Conceição deverá ficar afastado dos relvados durante um mês.

© JOSE COELHO/EPA

"O jogador passará por tratamentos e já iniciou a reabilitação com o objetivo de regressar às atividades competitivas", avisa o clube
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Juventus nel baratro: la croce addosso a Spalletti, ma Carnevali ha fatto pure peggio

Fischiato, contestato, i tifosi hanno già emesso il loro verdetto. Rivogliono Antonio Conte, ancora, e magari stavolta saranno pure accontentati. Luciano Spalletti è il colpevole dell’ennesimo sfacelo juventino, la seconda stagione che rischia di essere compromessa ancora prima di cominciare. Capro espiatorio no: non c’è dubbio che abbia le sue responsabilità, che sia probabilmente un tecnico “finito” (questo è un capitolo che meriterà di essere approfondito a parte). Ma farlo oggi sarebbe come sparare sulla croce rossa, perché che squadra gli hanno fatto?

Questa Juve è la più scarsa che si ricordi, dagli anni immediati del post Calciopoli ad oggi. Una formazione senza né capo né coda, non soltanto perché il suo allenatore non è riuscito a trovarglieli. Ricordiamoci quali erano le premesse di quest’estate: la nomina a giugno di Giovanni Carnevali come nuovo amministratore delegato. Dopo gli eccessi di Giuntoli e le stravaganze dell’alieno Comolli, finalmente un dirigente forte e italiano, capace di unire le competenze gestionali a quelle di campo, profondo conoscitore del nostro campionato e del mercato. L’uomo giusto per ritrovare l’identità perduta della “Vecchia signora”. Insieme a Massara (direttore sportivo), fin qui ha fatto persino peggio dei tanto bistrattati predecessori.

È vero che i bilanci non si fanno dopo soltanto sei mesi, ma se nella frenesia del calcio moderno siamo abituati a giudicare allenatori e giocatori così rapidamente, non si vede perché non debba valere anche per i dirigenti. In fondo c’è stato un mercato di mezzo e a Comolli non è stato concesso più tempo, forse perché non godeva di buona stampa. Sicuramente la Juve si oggi sconta gli errori del passato, follie come Koopmeiners e Openda sono zavorre pesantissime per il bilancio del club. Però quest’estate, nell’anno della rifondazione, si è sbagliato tutto ciò che si poteva sbagliare.

Bisogna partire dal presupposto – evidente da subito a tutti, probabilmente anche ai diretti interessati – che la coperta era corta, non c’erano sufficienti risorse per completare la rivoluzione necessaria. Proprio per questo, diventano ancora più scellerati certi investimenti, che comunque ci sono stati: quasi 150 milioni di euro in cartellini, pur a saldo quasi zero sul bilancio. Sono stati spesi 50 milioni di euro per una punta (Kolo Muani) che non era tale, dopo averla inseguita per due anni quasi non ci fossero altri attaccanti nel mondo, a dimostrazione anche proprio di mancanza di idee, più che di soldi. Si è deciso di puntare forte su Alajbegović, giovane di sicuro talento, in una batteria di fantasisti già affollata dai vari Yildiz, Boga, Zhegrova, Conceição, volendo lo stesso McKennie visto che viene impiegato spesso in quel ruolo, mentre restava scoperto il reparto nevralgico.

Nel calcio moderno è col centrocampo che si dominano e si vincono le partite: la Juventus ha pensato di poter affrontare un’intera stagione con Koopmeiners (oggetto misterioso), Kephrem Thuram (rotto), Douglas Luiz (sul mercato), Sarr (prestito dell’ultimo minuto) e praticamente il solo Locatelli, con tutti i suoi limiti, come certezza, che si è pure infortunato subito perché la lingua batte dove il dente duole. È stato un errore dilettantesco, di cui qualsiasi tecnico pagherebbe le conseguenze. Così come ritrovarsi il primo settembre con insostituibile Nico Gonzalez, dopo aver provato a venderlo in tutti i modi fino al 31 agosto. Oppure soffiare Celik alla Roma a suon di milioni, con l’ennesimo ingaggio sconsiderato che affosserà il bilancio nei prossimi anni; giubilare a furor di popolo Di Gregorio, per incassare gli stessi gol con Vicario in porta.

Se Giuntoli con Thiago Motta aveva avviato un percorso in cui si era intravisto a tratti qualcosa, le ultime avvisaglie di vera Juve. Se Comolli era comunque mosso dall’ambizione di creare qualcosa di diverso (l’anno scorso quello bianconero ci sembrava l’attacco più forte del campionato, prima di vederlo giocare). Il mercato dimesso, conservativo di Carnevali sancisce il completamento di una parabola che ha portato la Juventus, la Signora del calcio italiano, ad essere oggi più debole non solo sul campo, ma anche sulla carta, di Milan, Roma, persino del Como (l’Inter non la prendiamo nemmeno in considerazione). A questo caos Spalletti non è riuscito a trovare un senso, non porta più alcun valore aggiunto, anzi semmai il contrario. Ma in questi casi – come si dice – il pesce puzza sempre dalla testa, bisogna risalire alla società, e forse anche più su (vero Elkann?). Che poi, confermare un tecnico a fine corsa dopo la mancata qualificazione in Champions è soltanto l’ennesima colpa che ricade più su chi decide che sul malcapitato in panchina.

X: @lVendemiale

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Alta tensione Juve, Bremer tuona: “Non posso prendere in braccio tutti”. Spalletti lo zittisce: “C’è dentro anche lui”

“Siamo 11 giocatori più 5 che entrano e io non posso prendere in braccio tutti“. Così Bremer, pilastro della difesa della Juventus, ai microfoni di Sky dopo la partita di ieri sera persa contro la Lazio per 3 a 0. “Non voglio puntare il dito, ma ognuno ha il suo carattere: c’è chi quando le cose vanno male esce fuori e chi, al contrario, si nasconde“, ha insistito il brasiliano.

È una presa di posizione netta quella del difensore bianconero, uno sfogo durissimo. dopo una prestazione, a detta degli stessi protagonisti, decisamente non sufficiente. Bremer però manda un messaggio chiaro ai compagni, sostenendo che al momento tra di loro c’è “chi ha più carattere e chi meno, chi sente i fischi si nasconde e ha paura e chi no”.

Le dichiarazioni del numero 3 della Juventus sono arrivate anche a Luciano Spalletti, allenatore dei bianconeri, che però non ha gradito la polemica del proprio giocatore: “Bremer è bene che faccia delle analisi, ma lui è dentro la partita di stasera come ci sono io, per cui prima di parlare della squadra bisogna parlare di noi stessi. Bremer non è escluso da quella che è la prestazione di stasera, ci è dentro come tutti“.

Le dichiarazioni dell’ex ct della nazionale mettono in mostra, dunque, uno spogliatoio teso, specchio di un momento di difficoltà della squadra bianconera certificato anche dall’ottava posizione in classifica con 11 punti conquistati dopo 7 giornate. L’uscita di Bremer forse doveva servire a scuotere la squadra, ma ha messo in mostra solamente una grave frattura nello spogliatoio. E la replica piccata di Spalletti apre ora un nuovo fronte di tensioni interne, di cui la Juve non aveva certo bisogno visto l’ottavo posto in Serie A.

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La Juve vince, ma Conceiçao impazzisce: pugni alla panchina. Spalletti lo gela: “Si arrabbi con sé stesso”

La luce è il risultato: vincere di rimonta e con i gol dei suoi due attaccanti è un segnale perfetto per Luciano Spalletti. Che dopo la vittoria a Vigo contro il Celta era sicuramente contento, l’ha detto ai suoi giocatori e alla stampa. Ma le luci di quel 2-1 non riescono a nascondere le ombre che ancora attanagliano questa Juventus che resta under construction. Gli errori difensivi, le difficoltà di Koopmeiners e soprattutto la furia di Conceiçao, uscito dal campo tirando pugni alla panchina.

Però gli aspetti positivi ci sono ed è giusto sottolinearli. Il primo: i bianconeri sono riusciti a vincere in rimonta dopo la doccia gelata di una rete subita per una serie di errori difensivi troppo brutti per essere veri. E non era facile. Il secondo: la rete del pareggio arriva con un gol di rapina, vecchia maniera, di Woltemade, che si fa trovare al posto giusto al momento giusto, sfruttando anche lui un errore di un avversario. Era l’osservato speciale, il tedesco, dopo un avvio di campionato veramente troppo sottotono. Segnare così dà fiducia a lui e a Spalletti, che si aspettava un segnale dall’attaccante arrivato a fine mercato per riempire quella casella lasciata vuota da Vlahovic. Il terzo: la rete della rimonta è arrivata con Kolo Muani, che a Cagliari ha segnato all’81’ mentre in Spagna ha dovuto aspettare il 91’. Ma non importa: la rete, di testa, indica che il francese c’è e si sta riprendendo la Juventus. E che le due punte, insieme, funzionano.

Non funzionano invece altre cose. La catena difensiva, per esempio, che ha commesso una serie di errori piuttosto marchiani nel gol del vantaggio del Celta. Ma anche i singoli. Koopmeiners ancora non ha inciso, Spalletti l’ha difeso nel post partita ma è stato chiaro: “Pensavo che in Europa League, lontano, potesse fare bene. Non ci è riuscito”, ha ammesso candidamente.

Mentre su Conceiçao, uscito dal campo particolarmente irritato, è stato anche più secco. Preambolo: il portoghese è stato sostituito da Nico Gonzalez, è andato in panchina, ha preso a pugni una poltrona ed è subito andato negli spogliatoi a cambiarsi. È ritornato poco dopo, con la testa bassa. “Fa meglio a essere arrabbiato con sé stesso” ha chiosato Spalletti. “Con me, comunque, non ha litigato”. Come a dire: problemi suoi.

Ma i problemi, in questo caso, sono anche della Juve, che aspetta ancora che emerga l’esterno portoghese, così come molti altri singoli. Alajbegovic è in potenza molto forte, ma ancora non incisivo; Boga deve ritrovare la forma e sarà presto a disposizione; Nico Gonzalez è, come McKennie, il giocatore multifunzione che però deve ancora trovare la giusta continuità.

Spalletti ha chiaro il quadro. Sorride, ma tra le rughe della fronte riflette anche. La sua Juventus in Europa League vince la seconda partita su due e si proietta oltre la League Phase. Ma deve essere più convincente e concreta. Ancora non lo è.

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