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“Napoli è stata finora la mia peggiore esperienza in Europa”: il giornalista norvegese demolisce il Maradona e stila la sua classifica degli stadi

22 October 2026 at 11:03

“Napoli è stato il mio ventesimo stadio in Europa col Bodo/Glimt e anche la peggiore esperienza finora”. Ha fatto molto discutere il post pubblicato su X da Benjamin Solas, giornalista norvegese dell’emittente Radio 3 Bodo che segue il club in tutte le sue trasferte. Solas nella sua recensione ha demolito lo stadio Maradona, dopo aver assistito alla sfida di Champions tra Napoli e Bodo giocata martedì sera. L’impianto partenopeo è finito all’ultimo posto nella classifica stilata dal giornalista. Le sue critiche però riguardano solo lo stadio e i collegamenti cittadini, non di certo i tifosi napoletani, sui quali dici: “Solo vibrazioni positive e un’atmosfera piacevole“.

Le critiche di Solas di fatto diventano un assist per Aurelio De Laurentiis, che da tempo brama di mollare l’impianto di Fuorigrotta per costruire un nuovo stadio. Il Maradona, nel frattempo, è stato inserito tra gli stadi candidati a ospitare alcuni match degli Europei 2032, con il progetto di una ristrutturazione da circa 200 milioni. Il piano è ambizioso, perché trasfigurerebbe l’attuale impianto, togliendo la pista d’atletica per aumentare la capienza e rifare di fatto tutte le tribune.

Solas evidenzia tutte le lacune dell’attuale Maradona: “Credo che anche i tifosi presenti condividano la mia impressione di una brutta esperienza. Strutture scadenti, ospitalità pessima, confusione, difficoltà di accesso e di uscita, solo per citarne alcune”. E in un altro tweet si legge: “Mancavano una sala stampa e un servizio di catering, la connessione internet era scadente, la disposizione degli spazi risultava confusa, l’accesso allo stadio era difficoltoso e il personale, che parlava a stento l’inglese, si è rivelato di scarso aiuto. Anche per i tifosi l’esperienza è stata negativa”.

Il giornalista norvegese però ammette che la situazione non è stata molto diversa negli altri due stadi italiani visitati. L’Olimpico infatti si piazza al 18esimo posto nella sua classifica, solo due posizioni sopra il Napoli. Mentre San Siro si guadagna la nona posizione solo grazie alla sua storia: “Ho pensato che abbia guadagnato qualche punto per il suo status iconico, per me. Non è stato un problema andare e tornare dallo stadio”. Ma “San Siro dovrebbe essere un po’ più in basso in questa classifica. L’Italia in generale ha standard terribili per la stampa”.

Nella sua classifica al primo posto c’è l’Emirates Stadium dell’Arsenal, seguito dall’Hotspur Stadium del Tottenham e a sorpresa dall’Eden Arena dello Slavia Praga, stadio costruito nel 2008. Stranamente, il vecchio Old Trafford è stato valutato meglio dell’Allianz Arena di Monaco, mentre è finito molto in basso anche lo storico Celtic Park.

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Champions, il Como travolgente e l’Inter sofferente ma vincente: tutti i risultati e la nuova classifica

22 October 2026 at 10:06

Il Como travolge il Manchester United per 4-1 al Sinigaglia e conquista la seconda vittoria in tre partite di Champions League. La squadra di Cesc Fabregas sblocca il risultato dopo appena due minuti con Nico Paz, poi dilaga nella ripresa. Al 49′ arriva il raddoppio di Douvikas, mentre al 57′ è ancora Nico Paz a trovare la rete, firmando la doppietta personale. Al 76′ Ramon segna il quarto gol dei lariani, prima della rete di Zirkzee al 91′ che fissa il risultato sul 4-1. Il Como sale così a 6 punti in classifica, mentre il Manchester United resta fermo a quota 3.

Vittoria anche per l’Inter, che supera 1-0 lo Shakhtar Donetsk e conquista i primi tre punti nella fase campionato dopo due sconfitte consecutive. La squadra di Cristian Chivu fatica a trovare spazi contro gli ucraini e al 68′ resta anche in inferiorità numerica per l’espulsione folle di Bastoni. Nonostante l’uomo in meno, i nerazzurri riescono a sbloccare il risultato al 77′ grazie a Carlos Augusto. L’Inter sale così a 3 punti, mentre lo Shakhtar resta a quota 4.

La terza giornata di Champions League si completa con le vittorie di Real Madrid, Aston Villa, Galatasaray, Club Brugge, Betis e LASK, mentre Bayern Monaco e Arsenal pareggiano 2-2. Dopo i successi di Roma e Napoli di martedì, le quattro squadre italiane chiudono quindi il turno con altrettante vittorie. La quarta giornata è in programma martedì 3 e mercoledì 4 novembre: il Como sarà impegnato sul campo del Lens, mentre l’Inter farà visita al Feyenoord. Il Napoli giocherà in trasferta contro il Porto, mentre la Roma affronterà il Manchester United.

Champions League, tutti i risultati di mercoledì 21 ottobre

– Lille-Galatasaray 2-4
– Como-Manchester United 4-1
– Sporting-LASK 2-3
– Aston Villa-Viking 3-1
– Inter-Shakhtar Donetsk 1-0
– Betis-Feyenoord 1-0
– Real Madrid-RB Lipsia 4-1
– Bayern Monaco-Arsenal 2-2
– Club Brugge-Lens 3-0

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Il rigore horror: 16 irritantissimi secondi per tirare una ciabattata indegna. Merita il “recinto dei giocatori” | Domeniche Bestiali

22 October 2026 at 06:02

Pochi fronzoli, pochi lustrini, niente abiti eleganti: le Domeniche Bestiali ci piacciono perché sono così, rustiche e spartane. Niente abiti eleganti, già, ma ciò non vuol dire che bisogna travalicare il concetto e tradurlo in niente abiti e basta, perché forse è troppo pure per le domeniche bestiali, che non possono diventare tout court una fedelissima e troppo letterale riproduzione del nome. Meglio tornare alle cose di campo dunque, per quanto antiestetiche o addirittura ispirate al mondo dei cartoni animati.

SEI TU HUTTON?

Dici Hutton e pensi inevitabilmente a Holly, e se arrivato a questo punto non hai idea di cosa si stia parlando meriti la visione integrale in loop dell’episodio chiave di questa rubrica che sarà riportato qualche rigo più sotto. Abbiamo divagato: Holly in una delle prime puntate del cartone lancia una sfida all’altro protagonista della serie, il portiere Benji. Come? Lanciando un pallone con un messaggio scritto sopra, calciandolo da una collina e facendolo arrivare a Price. Nulla di che in un mondo di catapulte infernali, gente che si arrampica sulle traverse altrui, campi chilometrici e deliri psicotici nel bel mezzo delle azioni, ma a questo episodio deve essersi ispirato il tizio che da un tetto ha calciato un pallone (da rugby peraltro) facendolo arrivare nel campo dove si giocava Brentford–Liverpool. È stato denunciato. Non si sa se ci fossero messaggi sul pallone. Nessuna traversa è stata maltrattata.

BUO-NA-SEEE-RA

Ricordate la celebre pubblicità? Chissà che non abbia detto davvero così Mattia Caironi, dirigente della Polisportiva Berbenno (I Categoria Lombardia) quando entrando nello spogliatoio dell’arbitro si è beccato una squalifica fino al 9 dicembre. Le motivazioni sono tutte da gustare…forse non proprio tutte suvvia: “Al termine della gara, entrava nello spogliatoio del direttore di gara per le adempienze di fine gara, privo di indumenti, tenendo nel contempo un atteggiamento provocatorio“. Tale comportamento “ritenuto indecoroso” per non avere “osservato i principi della lealtà, della correttezza e della probità, in ogni rapporto comunque riferibile all’attività sportiva”.

DOMENICHE BESTIALI

Già, quando quindici anni or sono qualcuno ha battezzato così questa sciagurata e longeva rubrica probabilmente intendeva parafrasare Concato più che dare un’interpretazione troppo letterale alla bestialità. Via via però si è sempre più discostata dal cantautore avvicinandosi sempre più all’etologia. Come dimostrano ormai anche i giudici sportivi nel comminare multe e squalifiche, tipo quella da 50 euro per il Palestro Calcio: “Per avere permesso ad un individuo non presente in distinta di entrare nel recinto dei giocatori tenendo un comportamento irriguardoso nei confronti dell’arbitro”. Il recinto dei giocatori dunque: ormai è così.

16 SECONDS

Esiste un horror, si chiama Balcony, che ha vinto diversi premi e dura esattamente 16 secondi. Non sarà horror però quanto i sedici secondi che ci ha messo Trayvone Reid, attaccante del Mount Pleasant, per tirare il suo rigore in Caribbean Cup. Nella gara contro il Club Sando, all’Ato Boldon Stadium in Trinidad e Tobago, il giamaicano con la squadra in vantaggio per uno a zero ha avuto il rigore per raddoppiare, si è avvicinato a passettini lentissimi sul pallone: 16 irritantissimi secondi per tirare una ciabattata indegna in bocca al portiere. Portiere che peraltro si chiama Ragoo, e che dunque nelle Domeniche Bestiali ci sta a pennello.

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Il Borussia Dortmund si rifiuta di fare la doccia nello stadio di Baku: “Non sono così lussuose”. Per i giocatori riservata l’area spa dell’hotel

21 October 2026 at 18:00

I giocatori del Borussia Dortmund hanno lasciato lo stadio olimpico di Baku senza fare la doccia dopo la vittoria per 2-1 sul Sabah FK, martedì sera in Champions League. Secondo il quotidiano tedesco Bild, il club ha agito per precauzione, temendo la possibile presenza di Legionella nell’impianto idrico. Le preoccupazioni sarebbero legate all’utilizzo saltuario dello stadio e al passaggio irregolare d’acqua nelle tubature.

Però, finora non sono mai stati segnalati casi di contaminazione. E di fronte a una richiesta di spiegazioni, il direttore sportivo Ole Book ha dichiarato: “Credo che in hotel le docce fossero un po’ più accoglienti. Per questo cerchiamo di far arrivare lì i giocatori più rapidamente“. Poi ha aggiunto: “Potete immaginarvelo. Qui le docce non sono così lussuose“. Il Dortmund aveva riservato alla squadra l’area spa dell’hotel per il recupero dopo la partita.

Non sembra però che la decisione sia stata presa dai giocatori stessi. “Anche ieri, dopo l’allenamento, non abbiamo fatto la doccia qui. Ci è stato detto di non fare la doccia qui, ma in hotel: per questo siamo tornati rapidamente in albergo”, ha spiegato il tecnico Niko Kovac. La decisione però non è stata molto apprezzata dai rivali del Sabah. Il calciatore Sabah Joy-Lance Mickels ha detto a Sky: “Non so quale fosse il problema. Non voglio insinuare nulla sul BVB. Abbiamo fatto la doccia lì appena la scorsa settimana, prima della partita contro lo Slavia Praga. Le docce sono ottime e l’acqua non è fredda“.

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Le proteste bloccano il calcio in Francia, è emergenza per l’ordine pubblico: tre partite rinviate, altre a rischio

21 October 2026 at 14:46

Gli annunci di nuove manifestazioni e nuove proteste per il carovita nel prossimo fine settimana costringono la Francia a prendere i primi provvedimenti anche nello sport. E se sabato scorso, 17 ottobre, nessun evento sportivo era stato condizionato dai disordini nelle varie città francesi, per il weekend che sta per arrivare sono già tre le partite di calcio rinviate: una di Ligue 1, una di Ligue 2 e una di Regional 1 (sesta divisione), che riguarda il Bordeaux, ripartito dopo il fallimento. Le tre partite in questione sono: Tolosa–Troyes per quanto riguarda la massima serie, Montpellier–Red Star per quanto riguarda la Ligue 2 e Girondins de Bordeaux–Stade Montois per quanto riguarda la sesta serie. E altre sono a rischio.

Il match di Ligue 1 era previsto per sabato pomeriggio alle 17:15 e si giocherà invece l’indomani, alla stessa ora. La sfida che riguarda il Montpellier invece è stata spostata da sabato alle 14 a lunedì alle 20:45, in contemporanea con la cerimonia del Pallone d’Oro, mentre il match di sesta divisione che però riguarda il Bordeaux, squadra blasonata, è stato spostato da sabato pomeriggio a domenica alle 15. Le tre sfide sono state rinviate per decisioni delle Prefetture di competenza, con i club che hanno comunicato che i match sono stati spostati perché “non è possibile garantire pienamente le necessarie misure di sicurezza per la partita“.

Per quanto riguarda il match del Tolosa, che essendo di Serie A muoverà un numero maggiore di persone, L’Équipe ha riportato che “Sebbene non sia considerato ad alto rischio, l’organizzazione di un evento con una folla così numerosa richiede l’impiego di forze di sicurezza interne e di agenti della polizia municipale. La prefettura dell’Alta Garonna ringrazia la Lega Calcio Professionistica per questa decisione “. Anche la partita di Ligue 1 tra Lens e Paris FC, in programma sabato sera, è tenuta sotto stretta osservazione. La necessità di intervento delle forze dell’ordine per le manifestazioni nei pressi di Lille potrebbe portare al rinvio dell’incontro. La prefettura dovrebbe prendere una decisione nelle prossime ore. A Saint-Étienne, dove è in programma la partita contro il Nantes per sabato sera, la prefettura ha deciso di confermare l’incontro, vietando però la trasferta ai tifosi del Nantes.

Una situazione che inevitabilmente, dopo l’ultimo weekend di fuoco, incide quindi anche sul calcio e che Rmc Sport giustifica attraverso i dati. Come riportato dal quotidiano francese infatti in una stagione di calcio professionistico, secondo le cifre del 2025, sono più di 60mila le forze dell’ordine schierate per garantire la sicurezza delle partite ogni fine settimana. Nella stagione 2023-2024, in 47.812 erano stati impiegati all’interno degli stadi di Ligue 1 e Ligue 2.

Intanto il governo francese ha risposto alle proteste con nuove misure repressive. Il primo ministro francese, Sébastien Lecornu, ha annunciato di aver chiesto ai prefetti di “decretare alcuni coprifuoco“. Una decisione presa nell’ambito del caos, delle devastazioni e dei saccheggi seguiti alle manifestazioni di sabato contro il carovita a Parigi e in diverse città di Francia, tra cui Marsiglia, Lione e Bordeaux.

Il rinvio delle partite e le restrizioni imposte dalle autorità confermano come le tensioni sociali in Francia stiano avendo ripercussioni sempre più ampie, coinvolgendo anche il mondo dello sport. Con nuove manifestazioni attese nei prossimi giorni, resta alta l’attenzione sull’ordine pubblico e sulla sicurezza di tifosi e cittadini. Le prossime ore saranno decisive per capire se altri incontri subiranno modifiche, mentre il governo cerca di contenere una protesta che continua a mettere sotto pressione il Paese, esattamente come successo in Italia nell’ultimo fine settimana. Qui l’unica partita che potrebbe essere a rischio sarebbe quella tra Inter e Fiorentina di domenica alle 12:30, considerando che le proteste di ampia portata fin qui sono circoscritte alla sola città di Milano. Ma l’ipotesi rinvio a oggi non è contemplata, anche se a Milano è atteso un altro weekend movimentato.

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“Sarò poca roba, ma quando avrò 75 anni non sparerò a zero sullo spogliatoio del Napoli”: Di Lorenzo esplode contro l’ex capitano Bruscolotti

21 October 2026 at 13:52

La vittoria contro il Bodo Glimt ha palcato un po’ di malumori in casa Napoli, sebbene i primi tre punti in Champions League siano arrivati con troppe sofferenze e altri tre gol subiti. La squadra di Max Allegri però finora non sta convincendo molti tifosi, tra chi accusa il tecnico e chi invece se la prende con i giocatori. In questo clima, sono arrivate perfino le parole dell’ex capitano azzurro, Giuseppe Bruscolotti, che a SpazioNapoli ha sparato a zero: “La partenza di Lukaku non ci voleva, era l’unico uomo di carisma. De Bruyne è uno dei tanti, non gliene frega niente. Lo stesso capitano, è bravo sul campo ma per il resto poca roba“.

Parole pesanti, soprattutto contro Giovanni Di Lorenzo. Che questa volta ha deciso di rispondere duramente, con un commento su Instagram: “Una cosa è certa: sarò poca roba, ma quando avrò 75 anni da ex capitano non mi metterò di certo a sparare a zero sullo spogliatoio del Napoli non sapendo niente dall’esterno ed alimentando critiche inutili. Ti ricordavo diverso al nostro incontro alla festa del Centenario. Un abbraccio caro Bruscolotti“. Parole nette, decise, che però aiutano a compattare la squadra proprio nel momento in cui c’è la necessità di uscire da un momento difficile.

Bruscolotti, tra l’altro, non è nuovo ad attacchi a Di Lorenzo. Nell’estate 2024, quando si rincorrevano i rumors su un possibile addio al Napoli del difensore, l’ex capitano aveva scritto sui social: “Se vuoi andare, tira fuori le p…e. Ti voglio ricordare che è andato via Diego, quindi con tutto il rispetto non ce ne frega un c…“. Oggi Di Lorenzo ha deciso di rispondere, forte del suo status e del suo posto nella storia del Napoli: ha alzato al cielo due scudetti da capitano.

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Il Times chiede scusa a Infantino e alla Fifa: “Non è mai esistito alcun ‘secondo stipendio’ e non ha acquistato un immobile a Miami”

21 October 2026 at 12:06

La marcia indietro è clamorosa ed è destinata ad avere effetti anche sul futuro del calcio mondiale. Il quotidiano inglese The Times ha pubblicato una lettera di scuse rivolta alla Fifa e al suo presidente Gianni Infantino, rettificando sostanzialmente tutto il contenuto della sua ultima inchiesta sul dirigente svizzero. L’articolo accusava Infantino di aver percepito un “secondo stipendio” mai dichiarato dalla Fifa e alludeva ad alcuni oscuri affari immobiliari conclusi a Miami. Ora invece il Times nega tutto, parlando di “un’informazione errata“. È un punto importante messo a segno da Infantino nella corsa verso le elezioni, in programma il 18 marzo 2027. Il tempo per presentare altre candidature ormai sta scadendo: il termine ultimo è fissato per il prossimo 18 novembre e per ora non ci sono sfidanti all’orizzonte.

Il comunicato del prestigioso quotidiano britannico è tanto sorprendente quanto eloquente: “Il 13 ottobre 2026 (nella sezione Sport), abbiamo riferito che Gianni Infantino avrebbe percepito un ‘secondo stipendio‘ dalla Fifa, che quest’ultima avrebbe omesso di dichiarare. Si tratta di un’informazione errata. Non è mai esistito alcun ‘secondo stipendio’. Le normative non impongono alla Fifa di includere nel proprio rapporto annuale le spese e i rimborsi percepiti dal signor Infantino, poiché, secondo i requisiti di rendicontazione svizzeri, tali importi non sono considerati ‘retribuzione‘”.

Non solo. Il comunicato del Times smonta anche la seconda parte dell’inchiesta: “Diamo inoltre atto che il signor Infantino non ha acquistato un immobile a Miami a un prezzo presumibilmente inferiore a quello di mercato, come avevamo invece riportato; né lui né la sua famiglia sono proprietari – legalmente o di fatto – della società Shadi LLC, né esercitano alcun controllo su di essa, contrariamente a quanto da noi suggerito“. Il comunicato quindi conclude: “Siamo lieti di apportare queste rettifiche e porgiamo le nostre scuse al signor Infantino e alla Fifa per gli errori commessi”.

La Fifa ovviamente esulta e “prende atto delle scuse pubblicate dal quotidiano The Times in seguito a un articolo inesatto e lesivo” riguardante il presidente Infantino. E coglie la palza al ballo per tornare all’attacco contro i detrattori dell’attuale governance: “Appare evidente che vi sia un tentativo concertato e costante, da parte di alcuni soggetti, di minare la credibilità della Fifa e del suo Presidente“. A scatenare il fronte anti-Infantino è stato l’ultimo sfrontato progetto presentato dal capo mondiale del pallone: una nuova società, Fifa Forward Enterprise (FFE), incaricata di gestire i tornei della Fifa e vendere quote dei Mondiali ai privati. Nello specifico, a un fondo di cui fa parte Joshua Kushner, fratello di Jared Kushner, genero di Donald Trump.

Il diabolico piano di Infantino è stato stroncato sul nascere, ma ha permesso ai suoi rivali di passare all’attacco: sono arrivate richieste di dimissioni (ignorate) da Uefa, Concacaf e confederazioni asiatiche. L’Uefa di Ceferin ha anche avanzato la richiesta di un’indagine penale contro Infantino per la sua gestione dei fondi Fifa. L’inchiesta del Times avrebbe potuto aprire un nuovo potenziale fronte, ma alla fine si è rivelata un boomerang per chi sperava di minare ulteriormente il consenso nei confronti di Infantino. Che per ora resta saldamente sul trono del calcio mondiale.

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Morto Roberto Bernabai, storica voce sportiva di La7: “Indelebile il suo ricordo di uomo garbato e vecchio stampo”

21 October 2026 at 11:47

È morto a 70 anni il giornalista Roberto Bernabai. Dal 1992 conduceva i notiziari e i programmi sportivi, prima per Tmc (Telemontecarlo) e poi per La7. Giornalista professionista, era nato a Roma il 6 febbraio 1956 si legge sul sito di La7. Mosse i primi passi nel giornalismo nel 1975, collaborando con vari periodici. Dal 1985 al 1990 è stato radio-cronista e conduttore per emittenti regionali laziali. Nel 1990 entrò a far parte della redazione sportiva di Tmc. Lavorò come inviato e telecronista a tre Mondiali (Usa 94, Francia 98 e Corea e Giappone 2002) e tre Europei di calcio e ha seguito le Olimpiadi di Barcellona del 1992. E, per sei stagioni, fu commentatore delle partite della Liga spagnola.

“È stato e continuerà a essere per tutti noi un punto di riferimento, un grande professionista, esemplare”, si legge nella nota della redazione di La7. Il comunicato prosegue così: “Oltre alla sua competenza e al suo rigore, ci rimarrà per sempre indelebile il ricordo di un uomo garbato, onesto, vecchio stampo, nel senso più rispettabile del termine. Ai suoi cari, le nostre più sincere condoglianze”. A partire dalla stagione 2006–2007 Roberto Bernabai ha condotto per due anni “Area Gol”, programma trasmesso prima e dopo le partite di Serie A sui canali del digitale terrestre Cartapiù, oltre che degli studi pre e post partita dell’allora Coppa UEFA, oggi Europa League.

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Gli urologi “richiamano” Totti: “Il suo racconto leggero non rende bene l’idea. La visita alla prostata non è un ‘atto di violenza’ e nemmeno una barzelletta”

21 October 2026 at 11:22

Francesco Totti “ci ha dato una mano ad accendere i riflettori sul tumore alla prostata“, ma la visita “non è un atto di violenza” e “non è una barzelletta“. A distanza di poco più di 24 ore dal video andato virale, in cui Totti ha raccontato con grande simpatia al teatro “Brancaccio” la sua prima visita alla prostata, è intervenuto all’Adnkronos Salute il presidente della Società italiana di Urologia, Giuseppe Carrieri. “Sicuramente qualsiasi momento di comunicazione dedicato alla prevenzione del tumore alla prostata va bene. Francesco Totti ci ha dato una mano ad accendere i riflettori per il mese di novembre che è proprio dedicato alla prevenzione del tumore della prostata e della salute maschile, promosso dalla Società Italiana di Urologia (Siu)”, ha esordito il presidente Siu.

“È il cancro più frequente negli uomini, 40mila casi ogni anno in Italia e 7mila morti; quasi 600mila uomini che continuano a convivere con la neoplasia. Davanti a un problema di così forte impatto epidemiologico, la prevenzione è fondamentale“, ha poi ribadito Carrieri, che successivamente ha quasi “richiamato” Totti: “Il contesto leggero nel quale Totti ha raccontato l’approccio alla visita alla prostata non rende bene l’idea – avverte Carrieri – e come Siu ci sentiamo di tranquillizzare gli uomini: non è un ‘atto di violenza‘ ma prima di tutto un colloquio a 360 gradi tra medico e paziente“, ha spiegato, continuando a puntare sulla prevenzione e sull’importanza di fare una visita, prima di un secondo “richiamo” all’ex capitano giallorosso: “Insomma, la visita urologica – chiosa il presidente – non è una ‘barzelletta‘ e non dobbiamo drammatizzare un atto medico che è focalizzato alla prevenzione. Non si deve avere paura del controllo della prostata. Speriamo che Francesco Totti possa aiutarci in futuro per ampliare il messaggio della prevenzione e della diagnosi precoce“. Carrieri ha precisato che se “lo screening del cancro alla prostata verrà inserito nei Lea, sappiamo che questa prevenzione potrebbe portare a una riduzione del 25% della mortalità, ovvero 1.800 morti in meno ogni anno”.

Nel corso della presentazione del libro “Oltre” al teatro “Brancaccio”, Totti aveva fatto ridere gli oltre mille e 500 presenti raccontando la sua prima visita. Nell’occasione aveva detto: “Arriva questo, due metri, con un pollice enorme. Gli ho detto: ‘Che cosa vuoi fare con questo arnese…?'”. L’ex capitano della Roma aveva fatto divertire il pubblico del Teatro Brancaccio con il suo racconto, scandito da tempi comici non banali: “Non ti azzardare – ha continuato – che ti uccido. Non lo conoscevo ma già lo odiavo, solo il pensiero che lui arrivava da giù, avevo la pelle d’oca… Qui tutti avete fatto la visita alla prostata, no? Vabbè, andate a farla che è bellissima…”.

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Il ritorno dei bomber di provincia: Raimondo e Varela costavano poco e segnano tanto, mentre le big restano a secco

21 October 2026 at 11:12

Ci sono voluti 44 anni per ritrovare uno scenario simile in Serie A. Dopo 7 giornate, in cima alla classifica marcatori ci sono gli attaccanti di due neopromosse: Raimondo del Frosinone, capocannoniere solitario con 7 gol, e Varela del Monza, secondo a quota 6 insieme a Malen. Un ribaltamento delle gerarchie che, dopo anni, mette nuovamente in mostra i bomber di provincia. Per trovare un precedente simile bisogna tornare alla stagione 1982-83, quando dopo 7 turni comandavano Penzo del Verona, Berggreen del Pisa e Selvaggi del Torino, tutti con 4 reti.

Da allora, un’attesa lunga oltre quattro decenni. La sorpresa è doppia perché, accanto al ritorno degli attaccanti delle cosiddette “piccole”, c’è anche un altro dato che merita attenzione: il capocannoniere è italiano. Raimondo, classe 2004, è in prestito dal Bologna e fa parte dell’Under 21 allenata da Baldini. La sua eccellente partenza lancia un segnale anche in chiave azzurra, in un momento in cui la Nazionale è alla ricerca di un centravanti capace di garantire continuità realizzativa. Gli ultimi italiani a conquistare il titolo di capocannoniere sono stati Ciro Immobile, con la Lazio nel 2021-22, e Mateo Retegui, con l’Atalanta nel 2024-25.

Sono anche i numeri a raccontare la distanza tra questi protagonisti inattesi e gli attaccanti delle big. Gonçalo Ramos e Hojlund sono fermi a 2 gol, Kolo Muani a uno. Le assenze di Malen nell’ultimo turno e di Lautaro Martinez hanno probabilmente inciso sull’andamento della classifica, ma non bastano a spiegare un divario che coinvolge anche gli altri centravanti più attesi. Il minutaggio, infatti, non giustifica da solo la differenza: Raimondo ha giocato 572 minuti, Varela 509, mentre Ramos è a 625, Hojlund a 460 e Kolo Muani a 629.

A fare la differenza è anche il contesto tattico in cui giocano. Ramos, costato circa 70 milioni di euro, riceve pochi palloni e spesso deve abbassarsi per entrare nel gioco: appena il 9% delle sue giocate avviene nell’area avversaria. Hojlund, riscattato per circa 50 milioni, ha calciato 12 volte, centrando la porta solo in 5 occasioni. I suoi expected goals sono pari a 1,02: con 2 reti, sta già segnando più di quanto suggeriscano le opportunità create. Nel Napoli di Allegri, costruito su una difesa compatta e un blocco basso, il centravanti rischia di rimanere isolato contro i difensori avversari. Hojlund sa attaccare bene la profondità, ma senza lanci e sostegno adeguati fatica a ricevere palloni giocabili. Alla Juventus, invece, Kolo Muani viene impiegato da boa, un ruolo poco adatto alle sue caratteristiche. Le prestazioni migliori sono arrivate da ala d’attacco, posizione nella quale, però, la concorrenza è più ampia.

C’è poi il fattore economico. Ramos è costato circa 70 milioni di euro, Hojlund e Kolo Muani circa 50 milioni ciascuno. Varela, classe 2005, è arrivato dal Benfica per 2,5 milioni. Raimondo, invece, sta sfruttando il prestito dal Bologna per ritagliarsi uno spazio da protagonista. Per la punta gialloblù, adesso, il banco di prova sarà la continuità. Le prossime convocazioni per la Nations League potrebbero rappresentare un’occasione per attirare l’attenzione del commissario tecnico Roberto Mancini, e per capire se il suo avvio di stagione possa tradursi in una candidatura concreta per la Nazionale maggiore. Il campionato è ancora lungo, ma il messaggio delle prime 7 giornate non poteva essere più chiaro: i bomber di provincia sono tornati a farsi sentire e, in cima alla classifica, c’è un italiano che prova a prendersi la scena.

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Champions, la Roma brilla e il Napoli evita guai: tutti i risultati, la nuova classifica e i match in programma oggi

21 October 2026 at 10:40

Il Napoli vince, ma soffre fino all’ultimo contro il Bodo Glimt: finisce 4-3 una partita che regala tre punti pesanti alla squadra di Massimiliano Allegri. Gli azzurri passano in vantaggio dopo appena un minuto con Politano, ma Hauge pareggia al 27′. Al 41′ è McTominay a riportare avanti il Napoli, prima del nuovo pareggio dei norvegesi con Helmersen al 62′. Ancora McTominay firma il 3-2 al 75′, poi l’autorete di Bjortuft all’88’ sembra chiudere definitivamente i conti. In pieno recupero, però, Fet segna il 4-3 e costringe gli azzurri a soffrire fino al fischio finale.

Una vittoria che non cancella i problemi del Napoli, come sottolinea lo stesso Max Allegri: “La cosa che dobbiamo assolutamente migliorare è la sensazione di fragilità. Quando sei fragile, attacchi anche peggio”. Il tecnico insiste sulle difficoltà difensive e sui troppi palloni concessi agli avversari, spiegando anche la scelta di utilizzare De Bruyne – “straordinario” – davanti alla difesa per far riposare Lobotka. Il belga ha fornito una grande prestazione: caso chiuso e pace con l’allenatore? Da capire. Mentre sulla doppietta decisiva dello scozzese Allegri avverte: “McTominay ha fatto due gol, ma non è ancora il vero Scott”.

Tutto più semplice per la Roma, che travolge 4-0 lo Slovan Bratislava e conquista la prima vittoria stagionale in Champions. Hermoso sblocca il risultato al 21′, Molina raddoppia al 39′, poi nella ripresa Pisilli e Malen su rigore completano il poker. Gian Piero Gasperini può essere soddisfatto soprattutto delle risposte arrivate dalle rotazioni: “Queste risposte sono importanti perché consentono di andare avanti con fiducia e allargare la rosa dei potenziali titolari un po’ a tutti”. Resta però la preoccupazione per gli infortuni, a partire da quello di Pellegrini, in vista delle prossime sfide europee contro Manchester United e Psg.

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Dramma Kvaratskhelia: va a contrasto e si rompe il crociato. Psg in allarme: i tempi di recupero

21 October 2026 at 10:37

Un contrasto apparentemente inutile, in una zona non pericolosa del campo, si è trasformato in dramma per Khvicha Kvaratskhelia, esterno del Psg tra gli esterni più forti del mondo, nel match tra il club parigino e il Barcellona nella terza giornata della League Phase di Champions League. Il georgiano infatti stava recuperando il possesso del pallone – dopo aver rischiato di far fallo – ma è caduto in modo scomposto e si è rotto il legamento crociato anteriore del ginocchio destro. La conferma è arrivata dalla nota ufficiale del Psg, in cui si legge: “A seguito della rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio destro subita durante la partita di ieri contro il Barcellona, ​​Khvicha Kvaratskhelia si sottoporrà a un intervento chirurgico nei prossimi giorni”, scrive il club parigino. Considerando il momento, è facile pensare che la sua stagione sia finita, visto che post intervento serviranno almeno 6 mesi per tornare al meglio.

L’esterno ex Napoli era stato sostituito da Akliouche al 59esimo, nel secondo tempo, ed era uscito dal campo sorretto sulle spalle da due membri dell’équipe medica parigina. Da subito c’è stata grande preoccupazione, sia per il movimento scomposto del ginocchio, sia per l’espressione dello stesso Kvaratskhelia uscendo dal campo. Da subito infatti il georgiano ha percepito il dolore e la gravità dell’infortunio. Tanta sfortuna per Kvaratskhelia, che stava vivendo il momento migliore della sua carriera, essendo stato protagonista delle ultime due Champions vinte dal club parigino. Il georgiano è inoltre uno dei candidati al Pallone d’Oro, che verrà assegnato lunedì prossimo.

Già ieri, dopo il contrasto e vedendo la dinamica dell’incidente, Angel Villanueva – un fisioterapista spagnolo specializzato in riabilitazione del crociato, lesioni del ginocchio e ritorno allo sport, che su X analizza spesso i meccanismi degli infortuni di calciatori dando pronostici sui tempi di recupero – aveva previsto lo scenario peggiore. Villanueva aveva fatto due tweet su Kvaratskhelia dopo PSG-Barcellona. “Nell’impatto si apprezza chiaramente un valgo forzato del suo ginocchio destro, con il piede fissato e un carico in catena cinetica chiusa. Questo pattern è classico delle lesioni combinate di LCA + LCM. Tempo di stop: 9 mesi“, ha scritto nel primo, dove le due sigle stanno rispettivamente per legamento crociato anteriore e legamento collaterale mediale.

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Bastoni scuote l’Inter: “Dobbiamo guardare la realtà, la Champions è sempre stata un sogno ma non un obiettivo”

20 October 2026 at 17:29

Per una volta, all’Inter serviva qualcuno che dicesse le cose come stanno. E Alessandro Bastoni lo ha fatto, alla vigilia della partita di Champions League contro lo Shakhtar Donetsk. “Dobbiamo guardare la realtà, gli ultimi risultati e le ultime partite devono farci rimanere con i piedi per terra. La Champions è sempre stata un sogno, ma non un obiettivo“. Parole semplici, ma necessarie. Perché dopo due sconfitte nelle prime due giornate, e soprattutto dopo aver perso sette delle ultime otto partite europee, continuare a parlare dell’Inter come di una candidata alla vittoria della Champions significherebbe ignorare la realtà. Non si tratta di ridimensionare la squadra, ma di ridimensionare le aspettative costruite attorno a una rosa fortissima in Italia, che però in Europa ha dimostrato di avere limiti evidenti.

“Il passato è passato, le finali fatte, dobbiamo tornare con i piedi per terra. La Champions è un sogno e se ci sarà la possibilità la coglieremo. Da domani dobbiamo dare una risposta importante“, ha aggiunto Bastoni. Le finali, lo scudetto, il dominio in campionato non garantiscono nulla quando si affrontano avversari di livello internazionale. Bastoni ha riconosciuto le difficoltà senza cercare alibi. E soprattutto ha chiamato in causa le responsabilità dei giocatori: la situazione “non dipende da moduli o fattori esterni, ma da un aspetto mentale. Serve anche tanta onestà intellettuale da ognuno di noi per prenderci le responsabilità di queste sconfitte, in cui ci sono stati tanti errori individuali. Migliorare in questa cosa è già un grande passo avanti”.

E ancora: “Il 90% dei gol che abbiamo preso arrivano da errori nostri, ne abbiamo parlato ed è una cosa da correggere. Serve un’Inter più concentrata“. Bastoni ha ragione a chiedere un cambio di atteggiamento. Ma sarebbe un errore fermarsi qui. Quindici gol subiti in nove partite stagionali non possono essere soltanto una questione di concentrazione. Come dimostrato contro il Brugge, il calcio iper-aggressivo voluto da Chivu espone continuamente la squadra a situazioni difficili, che richiedono qualità tecniche e fisiche non sempre presenti nella rosa. In Italia il gap con le rivali concede la possibilità di rimediare, in Champions League ogni errore viene punito molto più duramente.

Proprio per questo le parole di Bastoni sono importanti:”Lo Shakhtar lo conosciamo poco ma hanno grandi qualità, hanno tanti brasiliani quindi sono molto tecnici. Dovremo stare attenti, difendere compatti, perché non esistono più squadre con cui vincere facile. Dobbiamo pensare a noi”. Anche qui Bastoni indica una strada precisa: difendere compatti, prima ancora di pensare ad attaccare a ogni costo. Chivu dovrà decidere se adattare il proprio calcio alle caratteristiche dei giocatori che ha a disposizione. Ma intanto il suo difensore ha fatto un primo passo fondamentale. Ha riportato l’Inter con i piedi per terra: per tornare a vincere anche in Europa, forse, bisognava cominciare proprio da qui.

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Il giudice sportivo multa Thuram per simulazione in Bologna-Inter: cosa era successo

20 October 2026 at 16:54

Marcus Thuram è stato multato per 2mila euro per “avere simulato di essere stato sottoposto ad intervento falloso in area di rigore avversaria“. Questo il responso del giudice sportivo dopo Bologna–Inter. Il riferimento è al contatto con Matteo Darmian in area di rigore al 61esimo del secondo tempo nella sfida di sabato, vinta dall’Inter per 1-3 dopo il vantaggio iniziale del club bolognese. In quella circostanza l’arbitro Doveri ha punito Thuram con un cartellino giallo per simulazione.

Dall’Haier Cam dell’arbitro è stato possibile capire lo scambio che c’è stato con l’attaccante dell’Inter. “Niente, niente“, dice subito Doveri. “Te lo giuro, te lo giuro”, controbatte Thuram. Il fischietto romano la chiude così: “Non t’ha fatto niente”. Andando a rivedere nel dettaglio l’episodio sembra evidente che un tocco ci sia e almeno il cartellino per simulazione è sicuramente un grande errore. A confermarlo anche Luca Marelli prima e Gianpaolo Calvarese dopo.

Marelli aveva dichiarato: “Un episodio che fortunatamente non ha avuto nessuna conseguenza sul risultato perché poi l’Inter ha vinto lo stesso per 3 a 1, però dalle prime immagini sembrava un contatto molto marginale e molto accentuato. È apparso subito esagerato, eccessivo, il cartellino giallo per simulazione perché un contatto pareva esserci. Poi da questa immagine si nota che invece c’è stato proprio un chiaro aggancio sulla gamba di Thuram, la gamba di appoggio perché la gamba sinistra era in appoggio per la sterzata. In questa circostanza bisogna considerare l’intensità“, aveva premesso Marelli.

E ancora: “Detto ciò, considerando anche il fatto che il giocatore è stato ammonito per simulazione, pertanto è evidente che Doveri ha visto qualcosa che in realtà non è accaduto, a mio parere c’è molto di chiaro e evidente errore e c’è molto margine per un intervento del VAR con un on field review. Poi a limite poteva decidere che il contatto fosse leggero, ma per quanto mi riguarda questo era un calciatore di rigore da assegnare”.

Ai microfoni de La Gazzetta dello Sport, invece, Calvarese aveva detto: “Niente rigore ma neanche simulazione: sarebbe questo il verdetto di Orsato e della commissione sul contatto Darmian-Thuram in Bologna–Inter. Il tocco del difensore c’è, ma non è sufficiente per l’assegnazione del rigore: al tempo stesso Doveri sbaglia ad estrarre il giallo al francese“. Insomma, sul rigore o non rigore si può discutere, ma la simulazione è sicuramente da considerare eccessiva, visto il contatto.

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“Pensa come son messi. Sono qui perché non avevo nulla da fare. Non si vive di aria, al supermercato servono i soldi”: l’intervista show del nuovo allenatore

20 October 2026 at 16:11

La prima volta nel 2005/06 con la vittoria del campionato di Eccellenza, la seconda nel 2010/11 con un buon settimo posto in Serie D, la terza nella seconda metà della stagione 2025/26 con la promozione in Serie D. Ora – dopo l’esonero di Andrea Censori – Roberto Cappellacci è tornato alla Santegidiese, squadra di Sant’Egidio alla Vibrata (Teramo) che gioca nel girone F di Serie D. “Pensa come son messi“, ha commentato Cappellacci a Super J a proposito della decisione della società di richiamarlo dopo 7 partite e un tredicesimo posto in classifica, frutto di due vittorie, due pareggi e tre sconfitte. L’esordio non è stato positivo: la Santegidiese ha perso in casa per 0-2 contro la Vigor Senigallia e non è riuscita a invertire il trend. A prendersi la scena però è stato proprio Cappellacci nel post gara.

“Mi dai del lei eh? Che uomo“, ha esordito scherzando con il giornalista che lo stava intervistando. “Non avevo nulla da fare, mi piace allenare, non vivo solo di aria e siccome quando vai a fare la spesa servono i soldi, anche se non avrei mai voluto che la Santegidiese mettesse in discussione Andrea Censori, ci son venuto”, ha detto Cappellacci in un’intervista surreale. “Penso che la società sia una società sana, di brave persone, che ha bisogno di gente che gli dica come fare per sbagliare meno. E dovrei essere io quello, pensa come son messi“, ha concluso ridendo e scatenando anche le risate del giornalista. La Santegidiese è reduce da tre sconfitte consecutive e nella prossima giornata giocherà in trasferta contro il Trestina: tocca a Cappellacci invertire il trend.

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Caso Basoccu, il poliziotto indagato può tornare al lavoro: revocata la sospensione

20 October 2026 at 15:25

Potrà tornare al lavoro il poliziotto indagato per lesioni aggravate per il ferimento di Marco Basoccu, ultras della Juventus secondo la procura colpito da un lacrimogeno durante gli scontri prima del derby con il Torino del 24 maggio scorso. Lo ha deciso il tribunale del Riesame di Torino, che ha revocato la misura cautelare della sospensione dal servizio per un anno. I giudici hanno accolto parzialmente la richiesta dei difensori dell’agente, gli avvocati Paolo Chicco e Lucetta Gai, respingendo invece quella della Procura, che aveva chiesto un aggravamento della misura cautelare con gli arresti domiciliari.

Secondo quanto emerso, il poliziotto potrà riprendere servizio negli uffici, con mansioni amministrative, come aveva lui stesso richiesto. L’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore Paolo Scafi, intanto prosegue: nelle scorse settimane è stato disposto un incidente probatorio per analizzare il cappello sequestrato a Basoccu e verificare l’eventuale presenza di tracce di gas. La difesa del poliziotto ha inoltre chiesto nuovi accertamenti sulla ferita alla testa dell’ultras, per stabilire se sia compatibile con l’impatto di un lacrimogeno sparato ad altezza d’uomo, e l’esame del proiettile recuperato vicino al tifoso. Gli esiti sono attesi nelle prossime settimane. Lo scorso 6 ottobre per gli scontri di maggio la Digos aveva eseguito ventidue misure cautelari con divieto di dimora e l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Una quarantina invece i provvedimenti Daspo per ultras granata e bianconeri.

”Siamo estremamente contenti, perché per la seconda volta il tribunale ha respinto le richieste della procura di misura cautelare agli arresti domiciliari per un poliziotto che al momento non è ancora colpito da prove della sua responsabilità, perché è in corso l’incidente probatorio proprio per accertare cosa abbia colpito il tifoso se dalla pietra o da altre cose, quindi siamo in una fase in cui la sua innocenza è ancor più da sostenere perché non vi è nessuna prova contraria – commentano all’Adnkronos i legali Paolo Chicco e Lucietta Gai – e siamo altrettanto contenti perché il tribunale ha accolto la nostra richiesta di consentire al poliziotto riprendere l’attività lavorativa, secondo quanto lo stesso aveva richiesto all’amministrazione, cioè di svolgere un’attività lavorativa interna e quindi non di ordine pubblico”.

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Beppe Signori torna in nazionale: la chiamata dell’Under 20. “Aiuterò i giovani a fare il passo verso il grande sogno”

20 October 2026 at 14:21

Giuseppe Signori torna in Nazionale. L’ex attaccante è il nuovo capo delegazione dell’U20, guidata dal tecnico Carmine Nunziata. Un ritorno in azzurro in una veste diversa, dopo una carriera da protagonista sul campo: 28 presenze, 7 gol e una medaglia d’argento al Mondiale del ‘94. Ora Signori metterà la propria esperienza al servizio delle nuove generazioni, con l’obiettivo di accompagnare i giovani nel loro percorso di crescita e rafforzare il legame con la maglia azzurra. “Tornare in azzurro è un’emozione speciale e un grande motivo d’orgoglio. Metterò la mia esperienza a disposizione dei ragazzi dell’Under 20, accompagnandoli in questo percorso di maturazione e aiutandoli a fare l’ultimo passo verso il loro grande sogno per essere in grado di affrontare il salto sui palcoscenici di primario interesse“, ha dichiarato Beppe Signori dopo la nomina.

La nomina arriva da parte di Giovanni Malagò, commissario della Figc, in accordo con Claudio Ranieri, direttore tecnico federale e presidente del Club Italia, che ha evidenziato il valore sportivo e umano dell’ex bomber: “Siamo molto felici di accogliere Giuseppe Signori in FIGC, come capo delegazione della Nazionale Under 20. Beppe è stato uno dei più grandi attaccanti del nostro calcio, protagonista in Serie A e con la maglia azzurra, unendo talento, senso del gol e grande professionalità. Una storia umana e sportiva verso cui la Federazione è particolarmente sensibile. La sua esperienza, le sue competenze e l’entusiasmo con cui ha accettato questa nuova sfida saranno un valore importante per la crescita dei nostri giovani e per rafforzare il loro senso di appartenenza alla Nazionale”.

La carriera di Beppe Signori è stata segnata in passato anche da una lunga vicenda giudiziaria legata all’inchiesta sul calcioscommesse. L’1 giugno 2011 l’ex attaccante venne arrestato e posto ai domiciliari nell’ambito dell’indagine della Procura di Cremona. Dopo quasi dieci anni, nel febbraio 2021, fu assolto dal Tribunale di Piacenza dall’accusa di aver contribuito ad alterare il risultato della partita Piacenza–Padova del 2010, con la formula “perché il fatto non sussiste”. Un mese dopo arrivò un’altra assoluzione, in primo grado, dal Tribunale di Modena, per le presunte combine relative alle gare Modena–Sassuolo e Modena–Siena del 2011, anche in questo caso perché il fatto non sussiste.

Nel filone principale dell’inchiesta di Cremona, invece, il procedimento si era concluso con la prescrizione. La vicenda ebbe conseguenze anche sul piano sportivo: nel 2011 Signori era stato squalificato per cinque anni con preclusione definitiva e, nel giugno 2021, ricevette la grazia dal presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ottenendo la riabilitazione sportiva. Nel 2022 l’ex calciatore poi raccontò la sua versione dei fatti nel documentario “Fuorigioco – Beppe Signori. Una storia di vita e di sport di Pier Paolo Paganelli”, dopo aver scritto il libro nello stesso anno “Fuorigioco – perde solo chi si arrende“: erano stati i suoi commercialisti a invitarlo a un incontro dove gli fu proposto di investire in delle gare truccate, ma lui rifiutò. Nonostante ciò venne coinvolto nello scandalo poiché, durante la perquisizione dell’1 giugno 2011, la polizia trovò nella sua abitazione un pizzino sospetto scritto da lui, con le richieste di uno dei partecipanti di quella riunione.

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Assurdo a Londra: la polizia dà la caccia a un uomo che ha calciato un pallone da rugby nello stadio del Brentford | Video

20 October 2026 at 14:16

La polizia londinese sta dando la caccia a un uomo, colpevole di aver calciato un pallone da rugby da un tetto dentro lo stadio del Brentford, durante la partita di Premier League contro il Liverpool di sabato scorso. È stata proprio la società a denunciare l’ignoto alla polizia.

Durante il match, un pallone da rugby è piovuto a ridosso del terreno di gioco, prima di essere raccolto da un membro dello staff senza che in campo i calciatori si accorgessero di nulla. Poi però è apparso un video diventato presto virale sui social: mostra un uomo in piedi sul tetto di un edificio vicino al Gtech Community Stadium mentre calcia il pallone da rugby verso il campo, tra le risate e le urla dei presenti.

Il Brentford ha dichiarato che “un simile comportamento è pericoloso e potenzialmente molto dannoso“. E ha aggiunto: “La vicenda è stata segnalata alla polizia e il club sta collaborando con le autorità competenti alle indagini, al fine di identificare i responsabili e adottare i provvedimenti del caso, che potrebbero includere un’azione penale“. La nota poi conclude: “La sicurezza di tifosi, personale, giocatori e ufficiali di gara durante le partite è di fondamentale importanza; il club sosterrà ogni iniziativa volta a garantire che vengano presi i dovuti provvedimenti“.

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Cassano contro tutti: “Allegri è presuntuoso, Mourinho bollito. Dybala va a un cilindro e cade, Malen capocannoniere dopo 8 anni in panchina”

20 October 2026 at 12:17

“Giocherei in infradito“, “Sono stato un fenomeno“, “Ho giocato al Real Madrid, al Milan e all’Inter“. Nuova puntata di “Viva El Futbol”, vecchia narrazione. Anche nel secondo episodio della nuova stagione della trasmissione condotta insieme a Lele Adani e Nicola Ventola, Antonio Cassano è partito dal livello basso nel campionato italiano e ha finito criticando diversi calciatori e allenatori di Serie A. “Con questa Serie A, se perdo due chili e gioco in infradito faccio la differenza. E se io e Nicola Ventola giocassimo insieme in attacco, faremmo meglio di tutti gli altri”, ha esordito l’attaccante barese.

Poi ha rincarato la dose, attaccando la coppia della Roma: “Dybala va a un cilindro e cade, Malen dopo otto anni di panchine tra Dortmund e Aston Villa fa il capocannoniere”, ha proseguito Cassano che è poi passato agli allenatori. I bersagli principali sono sempre gli stessi: Massimiliano Allegri e Luciano Spalletti. “Allegri non allena. Quando ha preso la Juventus, quella squadra poteva allenarla anche Orio, andava da sola”. Poi il discorso si è spostato sul Napoli: “Sono convinto, anche se non lo so, che Manna gli abbia fatto un favore. Ha convinto De Laurentiis a prendere l’allenatore peggiore che si potesse scegliere”.

Secondo l’ex attaccante, il tecnico livornese non si è adeguato ai tempi, tenendo sempre lo stesso modo di allenare le proprie squadre: “Lui deve capire che ormai il suo calcio è andato. Dovrebbe crearsi uno staff competente che possa aiutarlo, dargli idee, suggerirgli come fare. Ma è complicato, perché ha la presunzione di voler fare sempre come dice lui: uno a zero, tutti in posizione e convincere con la chiacchiera. Ma la chiacchiera è finita“, prima di definirla “presuntuoso e sbruffone“. Infine, per chiudere sul tecnico livornese fa una previsione su un possibile esonero e sul prossimo piazzamento del Napoli in campionato: “Con questo allenatore non arriva nemmeno tra le prime sei. Non parliamo neanche del panettone, mi sa che arriva prima dei morti, prima del 2 novembre“.

Cassano è poi passato a José Mourinho. “È bollito, è finito. Deve smettere di allenare. Sono più di dieci anni che è così”, attacca Cassano, andando più nel dettaglio e parlando del Real Madrid: “Una squadra di fenomeni la fa giocare in maniera indegna, fuori da ogni logica. Io mi vergognerei al posto suo. Ha un calcio antico, vecchio, senza idee. Gli è rimasta soltanto la chiacchiera”, prima della bordata finale: “Ha la fortuna di avere il miglior procuratore del mondo, che se vuole gli trova posto anche sulla Luna”.

Infine Cassano ha parlato anche di Inter, rivelando un retroscena su Cristian Chivu, allenatore con cui ha un contatto diretto: “L’ho sentito in estate. Appena gli mando un messaggio mi chiama, abbiamo parlato un pochettino. Gli ho detto che voglio vedere la difesa a quattro e lui mi ha spiegato alcune cose che rimangono tra me e lui. Ma il vero Cristian lo vedrò quando giocherà a quattro”.

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Cristiano Ronaldo paga la multa con 39 secondi di lavoro: la sanzione del Portogallo è ridicola. E c’è il grave precedente di Carvalho

20 October 2026 at 12:15

Una sanzione ridicola per chiudere il caso. Così la Federcalcio del Portogallo ha deciso di non punire veramente Cristiano Ronaldo per la fuga dal ritiro della Nazionale di Jorge Jesus il 30 settembre scorso, alla vigilia del match contro la Danimarca. CR7 infatti è stato formalmente condannato dal Consiglio disciplinare, ma la pena è risibile: appena 255 euro di multa e una sospensione di soli 30 giorni, che scadrà già il prossimo 30 ottobre, visto che 19 giorni Ronaldo li ha già “scontati” dal giorno della sua sospensione cautelare. In altre parole, il ct Jorge Jesus potrà già convocare l’attaccante 41enne per le prossime sfide di Nations League in programma a metà novembre. Ora la patata bollente passa nelle sue mani.

La sanzione nei confronti di Cristiano Ronaldo è appunto ridicola su entrambi i piani. Innanzitutto, quello economico. Una multa da 255 euro per un miliardario è meno di un solletico. Il quotidiano portoghese A Bola ha calcolato che a CR7 basteranno 38,6 secondi di lavoro per guadagnare i soldi necessari a pagare la sanzione, visto l’ingaggio faraonico che gli garantisce l’Al Nassr in Arabia Saudita. L’anno scorso ha firmato un rinnovo fino al 2027 da circa 200 milioni di euro, oltre a vari bonus legati a gol, assist e prestazioni della squadra. La multa rappresenta lo 0,00012% del suo stipendio annuo.

Nel mirino però c’è anche la sospensione di 30 giorni, comminata per aver commesso “l’infrazione disciplinare prevista e sanzionata dal n. 1 dell’articolo 160 del RDFPF”. Ovvero, aver saltato le attività della Nazionale portoghese dall’allenamento del 30 settembre fino alla partita contro la Norvegia del 4 ottobre. Qui infatti entra un gioco un precedente, legato a un ex pilastro del Portogallo: Ricardo Carvalho. Nell’agosto 2011 l’allora difensore del Real Madrid abbandonò il ritiro quando capì che non sarebbe stata titolare nelle partite di qualificazione a Euro 2012. All’epoca la sanzione però fu severissima: inizialmente 24 mesi di stop, poi ridotti a un anno di sospensione dalla Nazionale.

Perché per Carvalho fu scelto il pugno duro e Cristiano Ronaldo invece ha ricevuto un buffetto? All’epoca l’ex difensore era un giocatore importante della Nazionale portoghese ed era ancora all’apice della carriera. Con il Portogallo riuscirà quattro anni dopo a laurearsi campione d’Europa (era il 2016)i. Oggi CR7 è anche teoricamente il capitano del Portogallo, condizione che dovrebbe rappresentare un’aggravante per il suo comportamento. Invece potrebbe essere già nuovamente in campo il 14 novembre proprio contro la Danimarca o il 17 novembre contro il Galles. Sempre che – sospensione a parte – sia il ct Jorge Jesus a decidere di mettere fine alla carriera di Ronaldo in Nazionale.

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