❌

Reading view

Ryanair apre una nuova base in Italia e attiva nuove rotte, gli aeroporti interessati

Ryanair rafforza la propria presenza in Italia con una nuova base per l’estate 2027 e un ampliamento dei collegamenti già a partire dalla stagione invernale 2026. La compagnia aerea low cost punta ad aumentare il numero di passeggeri, ampliare le destinazioni raggiungibili e sostenere il turismo attraverso un incremento della capacità operativa e nuovi investimenti sul territorio.

La nuova base Ryanair per l’estate 2027

L’apertura della nuova base Ryanair riguarda l’aeroporto di Rimini, dove la compagnia ha fatto sapere che posizionerà due aeromobili il prossimo anno, grazie a un investimento dichiarato di 200 milioni di dollari. Il progetto è stato presentato il 15 ottobre 2026, durante il Ttg Travel experience di Rimini, e punta a raddoppiare l’offerta di posti rispetto all’estate 2025 con:

  • 17 rotte, di cui cinque nuove;
  • oltre 600.000 posti disponibili;
  • 114 voli settimanali complessivi.

L’ampliamento delle possibilità di collegamento con destinazioni internazionali, secondo le stime, sosterrà oltre 500 posti di lavoro locali e contribuirà ad attrarre nuovi visitatori in Emilia Romagna, soprattutto quelli internazionali durante la stagione del turismo balneare.

Questa espansione è stata inoltre giustificata come una conseguenza diretta dell’abolizione dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco decisa dalla regione. Ryanair sostiene infatti che la riduzione dei costi applicati al trasporto aereo abbia contribuito a creare condizioni più favorevoli per ampliare l’offerta e destinare nuovi aeromobili agli aeroporti interessati. Per le compagnie aeree rappresenta infatti una componente dei costi legati al trasporto e può incidere sulle valutazioni economiche relative all’apertura di nuove rotte o all’assegnazione di aeromobili a uno scalo.

Dove aumentano i voli Ryanair: gli aeroporti italiani interessati

L’intervento di Ryanair a Rimini si affianca al potenziamento delle operazioni in Lombardia. Il 1° ottobre 2026, infatti, la compagnia ha presentato il programma invernale per Milano, spiegando che il suo obiettivo è quello di raggiungere 21 milioni di passeggeri annui tra gli aeroporti di Bergamo e Malpensa.

Per l’inverno 2026, l’offerta complessiva arriverà a 8,7 milioni di posti, con un incremento dell’11%. Il programma comprende:

  • 125 rotte, dieci delle quali nuove (sei in partenza da Malpensa e quattro da Bergamo);
  • l’aumento della flotta basata nell’area milanese, che salirà a 33 aeromobili, grazie a un investimento complessivo di 3,3 miliardi di dollari;
  • due nuovi aerei assegnati a Bergamo, con un investimento aggiuntivo di 200 milioni di dollari.
  • l’aggiunta di oltre 640.000 posti a Malpensa, incrementando del 27% la capacità dell’aeroporto rispetto alla programmazione precedente.

Secondo le stime diffuse dal vettore, l’operazione complessiva contribuirà a sostenere oltre 16.200 posti di lavoro locali, con effetti sull’attrattività turistica della regione.

Quali sono le nuove rotte

Le cinque nuove destinazioni annunciate per l’estate 2027 da e per Rimini sono:

  • Dublino, in Irlanda;
  • Memmingen, in Germania;
  • Stoccolma, in Svezia;
  • Tirana, in Albania;
  • Varsavia, in Polonia.

La scelta delle destinazioni è significativa anche dal punto di vista commerciale. I collegamenti con queste mete europee possono intercettare differenti segmenti di domanda, dai viaggi turistici per piacere alle visite a parenti e amici, fino agli spostamenti per ragioni professionali.

Per quanto riguarda i nuovi collegamenti tra Bergamo e Malpensa, invece, le destinazioni indicate nel programma invernale 2026 di Ryanair comprendono:

  • Liverpool;
  • Paphos;
  • Rabat;
  • Reggio Calabria;
  • Agadir;
  • Crotone;
  • Edimburgo;
  • Danzica;
  • Funchal;
  • Tirana.

Sei rotte saranno operate da Malpensa e quattro da Bergamo.

  •  

Voli low cost a rischio nel 2027, Ryanair avverte: in arrivo aumenti fino al 20%

L’era dei voli low cost potrebbe essere finita. Nel 2027 le tariffe aeree in Europa potrebbero registrare rincari record fino al 20%, mettendo a segno uno degli aumenti più marcati della loro storia recente.

A lanciare l’allarme è Michael O’Leary, ceo di Ryanair, secondo cui le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e il conseguente caro-petrolio rischiano di travolgere i margini operativi di tutto il comparto.

Le dichiarazioni del ceo di Ryanair

Nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Bruxelles nella giornata di oggi, il numero uno del primo vettore low cost europeo ha tracciato uno scenario di forte rincaro per i prossimi dodici mesi:

vedremo, a mio avviso, il più grande aumento delle tariffe aeree mai registrato in Europa

ha dichiarato O’Leary, sottolineando come neanche un incremento così marcato dei prezzi dei biglietti e degli eventuali supplementi carburante possa bastare a compensare la violenta impennata dei costi energetici.

Perché le compagnie aeree low cost rischiano perdite

Il fattore di maggiore vulnerabilità per le compagnie risiede nella gestione delle coperture finanziarie contro le oscillazioni del carburante. Ryanair e tutti gli altri vettori europei che finora hanno permesso a una generazione intera di volare a prezzi contenuti si trovano ad affrontare questo periodo ampiamente scoperti rispetto al rincaro del greggio.

O’Leary ha spiegato che Ryanair è coperta soltanto per il 15% del fabbisogno del prossimo anno. Questo significa che l‘85% del carburante necessario per garantire il servizio resta esposto alle oscillazioni del mercato.

A complicare il quadro c’è anche il cambio delle abitudini dei viaggiatori, che tendono a posticipare sempre di più l’acquisto dei biglietti, rendendo complessa e imprevedibile la pianificazione operativa dei voli.

La combinazione tra caro-carburante e pressione fiscale porterà il vettore a ridurre la propria presenza in Francia e Belgio in risposta all’aumento delle imposte locali, mentre sul fronte industriale si attende per gennaio la consegna del primo Boeing 737 Max 10 (con altri 16 aeromobili previsti entro aprile) per cercare di efficientare i consumi.

Il tramonto del low cost

I titoli del settore riflettono già la gravità della crisi: Ryanair ha ceduto fino al 2,1% in borsa, con una flessione del 25% da inizio anno che rischia di rendere il 2026 l’anno peggiore per il titolo dal 2018.

Secondo O’Leary, questa morsa tra caro-petrolio, fisco e vincoli operativi ridisegnerà il mercato, spingendo fuori le compagnie più fragili.

Il settore mostra già i primi segnali di riassestamento. Vettori come Air Baltic e la spagnola Volotea sono impegnati in complessi processi di ristrutturazione aziendale. Lufthansa ha superato Air France-Klm nell’acquisizione di una quota della portoghese Tap, mentre il fondo Apollo Global Management valuta il rilevamento di EasyJet.

  •  

European air fares could rise by as much as 20% in 2027, Ryanair boss predicts

Conflict in Middle East is pushing jet fuel costs higher and many carriers are not hedged against such increases, Michael O’Leary says

Ryanair’s chief executive has predicted a record increase in European air fares next year, as airlines grapple with fuel bills pushed higher by the Middle East conflict.

Many carriers are not hedged against rising jet fuel costs, Michael O’Leary said, which he predicted would lead to airline bankruptcies and takeovers. He forecast these pressures would result in the price of plane tickets rising by as much as 20%.

Continue reading...

© Photograph: Alexandros Avramidis/Reuters

© Photograph: Alexandros Avramidis/Reuters

© Photograph: Alexandros Avramidis/Reuters

  •  

European air fares could rise by as much as 20% in 2027, Ryanair boss predicts

Conflict in Middle East is pushing jet fuel costs higher and many carriers are not hedged against such increases, Michael O’Leary says

Ryanair’s chief executive has predicted a record increase in European air fares next year, as airlines grapple with fuel bills pushed higher by the Middle East conflict.

Many carriers are not hedged against rising jet fuel costs, Michael O’Leary said, which he predicted would lead to airline bankruptcies and takeovers. He forecast these pressures would result in the price of plane tickets rising by as much as 20%.

Continue reading...

© Photograph: Alexandros Avramidis/Reuters

© Photograph: Alexandros Avramidis/Reuters

© Photograph: Alexandros Avramidis/Reuters

  •  

Preços dos bilhetes de avião vão "subir significativamente"

Michael O'Leary, presidente executivo da transportadora aérea Ryanair, antecipa que devido ao aumento dos preços do petróleo e aos impostos europeus voar irá tornar-se muito mais caro em 2027.

© TOMS KALNINS/EPA

"Não há dúvida de que as passagens aéreas irão aumentar significativamente em 2027", afirmou Michael O'Leary.
  •  

Ryanair taglia le rotte di 13 aeroporti tra il 2026 e il 2027:dalla Grecia alla Spagna, la Francia e la Germania ecco quali sono gli scali in cui non volerà più

Nonostante un traffico passeggeri in crescita del 4% e un picco di oltre 20,1 milioni di viaggiatori registrato nel mese di settembre 2026, Ryanair ha avviato un drastico ridimensionamento del proprio network periferico. Tra l’inizio dell’anno in corso e la primavera del 2027, la compagnia low cost irlandese ha programmato l’abbandono definitivo di 13 aeroporti distribuiti tra Spagna, Francia, Portogallo, Giordania, Turchia, Grecia, Serbia e Germania.

Alla base della decisione non c’è una crisi finanziaria, ma una precisa logica di ottimizzazione aziendale: tagliare le rotte penalizzate da elevati costi aeroportuali e tasse statali, trasferendo la capacità operativa (che oggi conta una media di 3.272 voli giornalieri) verso scali in grado di offrire condizioni economiche più vantaggiose.

L'articolo Ryanair taglia le rotte di 13 aeroporti tra il 2026 e il 2027:dalla Grecia alla Spagna, la Francia e la Germania ecco quali sono gli scali in cui non volerà più proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Ryanair lascia 13 aeroporti, quali le destinazioni coinvolte (e cosa cambia per l’Italia)

Ryanair lascia 13 aeroporti europei tra il 2026 e il 2027, interrompendo progressivamente i collegamenti con diverse delle sue destinazioni più popolari. Alla base di questa decisione ci sono soprattutto i costi aeroportuali, le tasse e le condizioni economiche considerate poco vantaggiose dalla compagnia low cost irlandese.

Perché Ryanair cancella i voli

La principale ragione economica alla base delle cancellazioni è la necessità di contenere i costi. Il modello delle compagnie low cost si fonda sulla capacità di mantenere tariffe competitive attraverso un’elevata produttività degli aeromobili, una gestione efficiente delle operazioni e accordi economici favorevoli con gli aeroporti.

Le tasse sui passeggeri, i diritti aeroportuali e gli altri oneri legati all’utilizzo degli scali possono però incidere sulla convenienza di una rotta. E se a questi costi si aggiungono quelli relativi alla sicurezza, ai servizi aeroportuali e al controllo del traffico aereo in determinati scali o tratte, la conseguenze sono due, ovvero:

  • la riduzione dei voli;
  • il posizionamento degli aeromobili su basi più convenienti, fino alla completa cancellazione dei collegamenti.

La scelta, quindi, non dipende soltanto dalla domanda turistica o dal numero di persone interessate a una destinazione, ma dalle condizioni contrattuali con gli aeroporti e il margine economico ottenibile da ciascun volo.

L’elenco delle destinazioni coinvolte

Alcune delle uscite dalla rete Ryanair sono già avvenute, mentre altre sono programmate per i prossimi mesi o per la fine della stagione invernale 2026 2027.

Ecco l‘elenco degli aeroporti dai quali la compagnia ha interrotto o prevede di interrompere tutti i collegamenti. Dopo Vigo, in Spagna, a gennaio 2026, hanno chiuso a marzo 2026:

  • Amman, in Giordania;
  • Asturie, in Spagna;
  • Clermont Ferrand, in Francia;
  • Ponta Delgada e Terceira, nelle Azzorre, in Portogallo.

Ad agosto 2026 ha chiuso invece a Rodez, in Francia, mentre questo ottobre è prevista la chiusura a:

  • Bodrum, in Turchia;
  • Dalaman, in Turchia;
  • Kalamata, in Grecia;
  • Niš, in Serbia;
  • Volos, in Grecia.

L’ultimo stop sarà invece a marzo 2027, a Brema, in Germania.

Le date si riferiscono al periodo di interruzione dei collegamenti o alla cessazione prevista delle operazioni. Chi intende partire da o per gli aeroporti interessati dagli stop di ottobre e marzo dovrebbe quindi prima verificare la disponibilità effettiva dei voli.

Che cosa cambia per l’Italia

Tra i collegamenti interessati dalla chiusura dell’aeroporto tedesco figura anche quello con Lamezia Terme, in Calabria. Se l’interruzione prevista per il 27 marzo 2027 sarà confermata nei termini annunciati, chi utilizza questo collegamento per raggiungere Brema dovrà organizzarsi diversamente.

Tuttavia, la compagnia ha specificato che ad essere cancellati saranno i collegamenti diretti. Quindi, rimarranno comunque accessibili le tratte con scalo intermedio, permettendo ai passeggeri di raggiungere la destinazione attraverso coincidenze operative presso altri hub della rete Ryanair.

Tuttavia, nonostante l’uscita dai 13 aeroporti, Ryanair ha programmato per il 2026 una media di 3.272 movimenti giornalieri, il 4% in più rispetto al 2025. L’idea è quella di ridurre la presenza in alcuni scali ma non ridimensionare l’intera attività. Il vettore trasferirà infatti la capacità liberata verso aeroporti che offrono tariffe inferiori, incentivi più vantaggiosi o prospettive di crescita della domanda.

Il meccanismo è quello di un’allocazione selettiva delle risorse. Gli aeromobili vengono destinati ai collegamenti che, secondo le valutazioni della compagnia, possono garantire i risultati migliori.

  •  
❌