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Equalize, chiuse le indagini sull’estorsione a Del Vecchio: verso il processo l’ex collaboratore, l’ex spia De Marzio e l’hacker Calamucci

Accessi abusivi e archivi reputazionali rubati. A far da corollario la Squadra Fiore, gruppetto di presunti spioni composto da ex dei servizi segreti, impegnata a costruire dossier contro Leonardo Maria Del Vecchio. Ma se i dossier erano fasulli, gli accessi alla vita personale dell’erede Luxottica si sono dimostrati reali. Ora l’indagine della Procura di Milano corre rapida verso la richiesta di processo, dopo che ieri è stato notificato l‘avviso di chiusura indagini a Mario Cella, addetto alla sicurezza e collaboratore personale di Del Vecchio, a Vincenzo De Marzio, ex Ros ed ex spia, nome in codice Tela, titolare della Neis Agency e infine all’hacker Samuele Calamucci, personaggio centrale dell’indagine sulla società Equalize.

Il fascicolo in cui Del Vecchio è parte offesa riguarda i reati di estorsione (ai danni di Del Vecchio) e accesso abusivo a sistema informatico, contestati a Cella e De Marzio, mentre per truffa aggravata oltre a De Marzio è indagato Calamucci con una posizione marginale. Secondo i pm, Cella “esfiltrava” dal circuito di videosorveglianza della casa di Del Vecchio “immagini private costituendo un archivio reputazionale” che consegnava a De Marzio. I due poi riferivano a Del Vecchio il rischio della diffusione di tali immagini, incassando 30mila per “una protezione reputazionale”.

La truffa, per circa 230mila euro, sarebbe consistita nel far credere a Del Vecchio l’esistenza di un dossieraggio a suo danno orchestrato dai vertici di EssilorLuxottica e portato avanti dalla Squadra Fiore. Uno scenario che la Procura considera falso.

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Germania, due uomini condannati per spionaggio per conto dell’Iran: uno preparava un attacco incendiario a Berlino

Due uomini residenti in Danimarca (uno di origine afghane) sono stati condannati dal tribunale superiore regionale di Amburgo per attività di spionaggio per conto dell’Iran e tentato coinvolgimento in omicidio e incendio doloso aggravato. Le pene sono di otto anni e mezzo per uno e quattro anni e mezzo per l’altro. I fatti, secondo il giornale tedesco Berliner Zeitung, sarebbero avvenuti nel corso del 2025.

I due uomini di 54 e 43 anni, indicati nei verbali tedeschi come Ali S. e Tawab M., avevano raccolto informazioni su persone di rilievo nella comunità ebraica tedesca; in particolare, avevano sorvegliato Josefg Schuster, presidente del Consiglio centrale degli ebrei in Germania, e Volker Beck, presidente della Società tedesco-israeliana. Proprio ai danni di quest’ultimo si sarebbe dovuto realizzare un attentato, salvo poi la scelta dell’uomo più giovane di tirarsi indietro e cercare invece altre persone disposte a eseguirlo.

L’uomo di 54 anni è stato condannato alla pena più severa in quanto aveva compiuto anche atti preparativi ad un attacco incendiario a Berlino contro un negozio di alimentari kosher, cioè che vende quei prodotti conformi alla kashrut, l’insieme di leggi alimentari della religione ebraica. Secondo la procura federale, inoltre avrebbe ricevuto incarichi direttamente da ufficiali della Forza Quds, unità per le operazioni all’estero dei Guardiani della Rivoluzione iraniani. La sentenza accoglie le richieste della procura federale, mentre le difese avevano chiesto l’assoluzione

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