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Eros Ramazzotti: “Sto con Marracash perché sta con gli studenti che sono scesi in piazza per far sentire la propria voce e perché il dissenso è un diritto e va difeso”

Nel fine settimana del 17 e 18 ottobre Milano è stata attraversata da una nuova ondata di tensioni. Domenica pomeriggio decine di ragazzi, per lo più a volto coperto, hanno sfondato vetrine in via Torino e fatto irruzione in un supermercato, il giorno dopo le proteste degenerate in scontri con la polizia. Secondo fonti di polizia, i fermati portati in Questura erano almeno 160, circa l’80 per cento minorenni.

Le piazze si erano riempite pochi giorni prima per motivi precisi: gli studenti protestano contro il tetto agli alunni stranieri, il caro affitti e i tagli all’istruzione, e il ministro Valditara ha parlato di “teppismo politico”.

In questo clima il dibattito ha coinvolto anche il mondo della musica. Marracash ha preso posizione su Instagram, e anche altri rapper si sono schierati. La sua posizione ha fatto discutere anche per una questione di legittimità: chi ha successo e un patrimonio può parlare di disuguaglianze? Lui ha respinto l’obiezione del “tu hai i soldi, non puoi parlare”, rivendicando che la ricchezza non cancella la sua storia né la sua battaglia.

È qui che si inserisce l’intervento di Eros Ramazzotti, interessante proprio perché arriva da un artista molto diverso per genere, generazione e pubblico. Il suo commento è costruito su due mosse distinte. La prima è la solidarietà con Marracash, estesa al principio che il diritto di esprimersi appartiene a tutti, anche a chi ha più possibilità, si è guadagnato ciò che ha onestamente e paga le tasse. La seconda è una presa di distanza netta da chi ha devastato la città, accusato di aver tolto attenzione e ragione ai manifestanti pacifici. Il messaggio tiene insieme difesa del dissenso e condanna della violenza, e usa questa distinzione per rivendicare anche il diritto di parola degli artisti benestanti.

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“Grazie Carlo Conti. Non è scontato, solo i grandi possono gioire di un successo di un collega. Non pensiate che nel nostro ambiente sia sempre così! Ai giovani dico rimboccatevi le maniche”: parla Fiorello

Fiorello nella puntata odierna, 22 ottobre, de “La Pennicanza” ha parlato anche di “Tale e Quale Show”. Stefano Meloccaro sarà proprio lo showman nella prossima puntata dello show di Rai Uno. Il conduttore siciliano ha poi tenuto a ringraziare Carlo Conti per le belle parole spese nei suoi confronti durante il programma: “Non è scontato! Solo i grandi possono gioire di un successo di un collega, non pensiate che nel nostro ambiente sia sempre così!”.

Anche oggi il tema centrale della puntata è quello delle manifestazioni e delle proteste in Italia. Fiorello commenta il dibattito scaturito: “Come al solito si sono create le fazioni: c’è chi dice ‘La violenza va condannata’ ma ora anche chi dice ‘La violenza va capita’. Perché non una via di mezzo? Tipo: ‘Condannare la violenza, ma cercando di capire’? Ma poi scusate, cosa c’è da capire quando vedi un 12enne che esce da un negozio con tre cinture di pelle?! Vede i video su TikTok e ci va (partecipa ndr)! Ora arriva l’esercito! Sì, ma senza manganelli, manette, armi o taser. Li hanno dotati di cipolle e coltelli! Si mettono davanti ai manifestanti, iniziano a tagliare le cipolle e li fanno piangere!”.

Poi un appello ai giovani: “Marracash ha detto la sua e la reazione di tutti è ‘Zitto tu! Perché sei ricco e non puoi parlare (capire ndr)’. Sfatiamo questa retorica: se uno ce l’ha fatta partendo da zero non va condannato! Abbiamo lavorato, siamo stati testardi, non siamo stati lì ad aspettare che i Governi ci venissero ad aiutare! Lo dico ai giovani: non aspettate nessuno! Vi dovete aiutare da soli, rimboccatevi le maniche! E se ce l’ha fatta uno come me (sorride ndr)… Ce la potete fare tutti! Credeteci!”.

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“Non posso più fare un film. Non posso più lèggere. Non riconosco i volti e a volte mi avvicino alle persone sbagliate abbracciandole”: la malattia di Judi Dench

Judi Dench, celebre attrice britannica vincitrice del Premio Oscar, ha rivelato di non essere più in grado di recitare né di leggere a causa della degenerazione maculare legata all’età, patologia che le è stata diagnosticata nel 2012. La notizia è stata condivisa dalla stessa 9enne, in un’intervista rilasciata al programma Today di BBC Radio 4.

“Non posso stare sul palco. Non posso più fare uno spettacolo teatrale. Non posso più fare un film. Non posso più leggere”, ha detto. La malattia le rende difficile perfino riconoscere i volti: a volte, ha spiegato, si avvicina alle persone sbagliate “e dà loro quasi un abbraccio” prima di accorgersi dell’errore. Sull’invecchiamento è stata netta: “Non ha proprio niente di buono. Non ci penso troppo”.

L’intervista è arrivata in vista dell’uscita del libro di memorie “Is It Too Late to Make a Run for It?“, scritto dall’attrice con il regista teatrale Brendan O’Hea. In oltre settant’anni di carriera tra teatro, cinema e televisione, Dench ha vinto l’Oscar come migliore attrice non protagonista nel 1999 per il ruolo di Elisabetta I in “Shakespeare in Love“.

Nel 1995, con “GoldenEye“, è stata la prima donna a interpretare M, il capo di James Bond all’interno dei servizi segreti di sua maestà, oltre a essere stata insignita in passato del titolo di dama. In giugno era diventata la prima attrice a vedersi intitolato un teatro nel West End di Londra, lo Shaftesbury Theatre, che dall’anno prossimo si chiamerà Judi Dench Theatre.

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“Il principe William verso Harry ha più apatia che rabbia”: la riconciliazione tra i due fratelli si allontana

Il principe William ormai “prova più apatia che rabbia” nei confronti del fratello Harry. A confidarlo ai tabloid britannici è stata una fonte anonima vicina alla famiglia reale, pronta a rendere pubblico lo stato d’animo dell’erede al trono di fronte ai reiterati appelli del fratello minore.

Harry, qualche settimana fa, è volato a New York e, con l’occasione, si è seduto davanti alle telecamere di GQ Magazine per spiegare le sue ragioni, chiedendo ai suoi parenti di dimenticare il passato, giudicando i tempi per una “riconciliazione” ormai maturi. L’intervista è stata pubblicata solo mercoledì 21 ottobre, ma ha già dimostrato che a corte tira tutta un’altra aria e che l’atteggiamento di William è molto diverso, anche da quello mostrato finora dal padre.

Re Carlo III, la scorsa estate, ha ricevuto Harry e la sua famiglia ad Highgrove, durante un tè organizzato per permettere ai piccoli di casa Sussex di trascorrere del tempo con il nonno e con Camilla. Il patto di segretezza e discrezione su ciò che, almeno da oggi, avviene a porte chiuse tra il figlio ribelle ed il sovrano, è stato rispettato, ma è ancora presto per tirare le somme.

I duchi del Sussex hanno fatto rientro in Inghilterra in settembre e hanno subito ricevuto il monito di Buckingham Palace che, a mezzo stampa, ha ricordato a tutti che i due sono da considerarsi solo “privati cittadini” e che non hanno diritto ai privilegi concessi ai membri della famiglia reale, soprattutto quelli che lavorano per la corona. Sarà per questo motivo che Harry durante quest’ultima intervista, pubblicata mercoledì, ha ribadito due volte di essere “un principe”. Questo titolo, diversamente da quello di “Sua altezza reale”, gli è rimasto, ma a corte c’è molta preoccupazione per ciò che lui e Meghan vorranno farne nei mesi, o forse negli anni che intenderanno trascorrere in Inghilterra.

Ecco perchè, anche l’ultimo passo verso la riconciliazione che Harry ha appena mosso, ha lasciato la monarchia e soprattutto William, in assoluto silenzio.

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È morto Antonio Boccuni, il personal manager di Giuliano Sangiorgi ha avuto un infarto fulminante. I Negramaro: “Il vuoto che lasci è incolmabile”

Un lutto improvviso colpisce i Negramaro e il mondo della musica italiana. Antonio Boccuni, personal manager di Giuliano Sangiorgi, è morto improvvisamente a 57 anni per un infarto fulminante. Originario di Genova, era un volto noto a chiunque seguisse la band salentina da vicino.

Boccuni non faceva parte del gruppo, ma per molti fan era come se ne fosse un componente. Il suo rapporto con Sangiorgi risaliva agli esordi dei Negramaro, quando il successo era ancora da costruire, e da allora lo aveva accompagnato quasi senza interruzioni: ai concerti, agli eventi pubblici, agli appuntamenti istituzionali.

La notizia è stata data dagli stessi Negramaro sui social. Il gruppo ha condiviso tre fotografie e un messaggio carico di dolore; tra le immagini, una lo ritrae accanto a Sangiorgi durante un live, un’altra è un ritratto in bianco e nero. Nel testo la band scrive che il vuoto lasciato è incolmabile, ringraziandolo per essere stato parte della famiglia. Sangiorgi ha scelto a sua volta di salutarlo con una fotografia che lo ritrae sulle spalle di Boccuni, un’immagine che racconta la confidenza costruita in tanti anni di strada insieme.

Sotto il post dei Negramaro si sono moltiplicati i messaggi di cordoglio dei fan.

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“Non hai capito che sei lì lì per lasciarci?”: lo sguardo del padre che ha cambiato la vita di Anthony Marra. Lo chef: “Così ho perso 180 chili con la dieta mediterranea”

Centottanta chili in meno e una vita ritrovata. Anthony Marra, chef professionista seguito da oltre 300mila persone sui social, è passato da 278 a 98 chili con una dieta. Ospite a La Volta Buona, ha spiegato come ci è riuscito e quanto sia costato, in termini di fatica e di paura, un cambiamento che ha toccato il corpo ma anche la mente.

Il punto di svolta sono state delle semplici analisi del sangue. A raccontare lo scenario che ne uscì è stata la conduttrice Caterina Balivo: “Aveva il diabete altissimo”. Ma a convincerlo davvero sono stati i genitori. Una sera, davanti a un piatto di zeppole fritte, Anthony ha incontrato lo sguardo preoccupato del padre.

“Ho sentito il dolore attraverso i suoi occhi. Quel giorno mi disse: ‘Non hai capito che sei lì lì per lasciarci? Perché vuoi darci questo dolore?’“, ricorda. Da lì è nato l’impegno con la famiglia: “Ho detto che avrei cambiato vita: ho ripreso a studiare e ho dedicato del tempo a me stesso“.

Il punto di partenza era tutt’altro che semplice, anche nella vita di tutti i giorni. In un video condiviso sui social, l’uomo ha raccontato come trascorreva le notti: impossibilitato a dormire nel letto, era costretto a riposare su una poltrona a causa delle apnee notturne, che gli impedivano un sonno ristoratore. Il percorso seguito è stato rigoroso ma essenziale: “Ho adottato le linee guida della dieta mediterranea, considerata tra le più equilibrate e complete”.

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“Sono stanco, non so se potrei rifarlo fisicamente”: Gary Barlow rientra nella sua routine londinese tra ristoranti e amici. E intanto nel nuovo singolo dei Take That canta Howard Donald

Gary Barlow torna alla vita quotidiana dopo il tour dei Take That Dopo aver ammesso di aver risentito del peso degli anni durante l’ultimo, estenuante tour dei Take That, Gary Barlow è rientrato nella sua routine londinese. Il cantante britannico, 55 anni, è stato avvistato lunedì 19 ottobre nel cuore di Londra, mentre si dirigeva verso un noto ristorante nel quartiere di Notting Hill. Ad accompagnarlo c’era Tom Gilbey, esperto di vini e volto noto sui social media. Barlow ha optato per un look decisamente informale: maglione nero, pantaloni della tuta e cappellino da baseball. I due hanno trascorso del tempo insieme nel locale alla moda, concedendosi una pausa in compagnia di un buon calice di vino.

A luglio, dopo l’ultima data a Dublino, Barlow aveva affidato a X un messaggio carico di emozione: “Miglior tour di sempre, e dopo 35 anni di carriera non è poco. Sono quasi certo che questo spettacolo non tornerà. Avevo 38 anni quando lo portammo in scena la prima volta, farlo a 55 è stata un’altra sfida. Non vedo come potrei rifarlo fisicamente. Con enorme dispiacere lascio il Circus nel mio passato. Sono riuscito a scappare con il Circus due volte”.

Lo show, portato in giro con i compagni Howard Donald e Mark Owen, era partito a maggio. Per prepararsi Barlow non aveva lasciato nulla al caso: a dicembre aveva raccontato su Instagram di essere stato alla clinica di lusso Lanserhof, all’Arts Club di Londra, dove l’abbonamento annuale parte da 6.500 sterline più 1.500 di iscrizione.

Chiuso il capitolo tour, il cantante è ripartito con una vacanza in famiglia in Messico, al resort di lusso One&Only Palmilla a Los Cabos, e ha mostrato il fisico tonico in alcuni scatti a torso nudo. “Sono finalmente fuori dalla bolla del tour”.

Intanto i Take That hanno pubblicato “Higher” con Howard Donald alla voce principale, in anteprima su BBC Radio 2 con Vernon Kay. È il quinto estratto da “Dreamers”, il nuovo album in 12 tracce in uscita il 20 novembre, un mix di pop, folk, house, ballate al pianoforte e pop orchestrale, con un brano firmato insieme a Tom Odell.

Il disco arriva dopo un anno segnato dal documentario Netflix e dal tour estivo “Circus”, che ha richiamato oltre 700mila fan tra Regno Unito e Irlanda. Nell’estate 2027 la band sarà in tour con “Dreamers Tour”: 31 concerti in 31 città e 16 Paesi europei, tra cui l’Italia, dal 3 giugno in Svizzera al 23 luglio in Germania.

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“Il mio amore con Andrea Delogu? Anche se non stiamo più insieme ci sono talmente legato che, se mi chiamasse ora, prenderei il primo treno per raggiungerla”: parla Luigi Bruno

Dopo Adorazione è tra i protagonisti di un’altra serie di grande successo disponibile su Netflix, Minerva – La Scuola. Interpreta Francesco, un ragazzo di periferia che cerca nella vita militare un’occasione per costruirsi un futuro e trovare il proprio posto nel mondo, finendo però per scontrarsi con un ambiente che considera la sua sessualità qualcosa da reprimere.

Un ruolo che, racconta Luigi Bruno a Vanity Fair, gli ha fatto “ritrovare il legame di tenerezza con mio fratello più piccolo, considerando che per lui sono un po’ un mentore, una guida”. E quando gli si chiede chi siano invece le sue guide, la risposta arriva senza esitazioni: “Ho la fortuna di avere al mio fianco delle persone, la mia famiglia, il compagno di mia madre, gli amici, che sono fondamentali per me. Per tutta la mia vita ho avuto un fortissimo rapporto con mia madre: mi ha cresciuto da sola. Poi, a un certo punto, nell’adolescenza è entrato il suo compagno, una persona molto legata a noi che ci fa tanto bene. Penso di avere una spiccata sensibilità femminile grazie a lei, una donna molto forte e indipendente”.

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“Il più grande rimpianto? Non aver avuto figli. Come vorrei morire? Sentendo la musica di Johann Sebastian Bach”: la confessione di Milena Vukotic

“Il più grande rimpianto? Non aver avuto figli”. A 91 anni Milena Vukotic non si fa problemi ad ammettere che ciò che più le è mancato nella sua esitenza è stato diventare mamma. “È il prezzo che ho dovuto pagare per aver dedicato tutta la mia vita al lavoro” aveva raccontato in passato l’attrice.

Vukotic non esita però a rivendicare la vita che ha scelto di condurre. Intervistata da Vanity Fair, rivela infatti di “essere riuscire a fare ciò che amo” e, se le venisse data l’opportunità di rinascere e di vivere nei panni di qualcun’altro, non ha dubbi su cosa farebbe. “Mi piacerebbe tornare in me stessa e rifare tutto” confessa l’attrice.

Sul suo aspetto fisico, invece Vukotic si rivela ben meno risolta. “Non amo il mio fisico, quindi vedo tutti i difetti” spiega, infatti, circa la considerazione che ha del proprio corpo. L’aspetto estetico che però l’ha maggiormente condizionata, anche nella sua carriera lavorativa, è sicuramente chiaro nella mente dell’attrice: “Il naso, perché è stato un ostacolo nel mio percorso di attrice”.

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Chiedono un selfie a Fedez fuori da un locale, due fratelli padovani denunciano di essere stati picchiati. Il rapper avrebbe detto loro: “Dai che altrimenti va a finire male”

“Dai che altrimenti va a finire male”. Sarebbero queste, secondo il racconto di due fratelli padovani di 19 e 20 anni, le parole pronunciate da Fedez fuori dal The Club, nota discoteca di corso Garibaldi a Milano. Una frase che, nella ricostruzione contenuta nella denuncia presentata dai ragazzi, avrebbe preceduto un’aggressione da parte di una delle guardie del corpo che accompagnavano il rapper. A riportare la vicenda è Il Gazzettino.

Sono circa le cinque del mattino. I due fratelli, figli di un avvocato padovano, si trovano fuori dal locale insieme ad alcuni amici. Il loro obiettivo iniziale sarebbe quello di incontrare Artie 5ive, anche lui presente quella sera al The Club. A uscire, però, è Fedez. I ragazzi lo riconoscono e provano ad avvicinarlo per chiedergli una foto. Il rapper non è solo, ma circondato dalle sue guardie del corpo. È in quel momento che, secondo la versione dei due giovani, avrebbe detto: “Dai che altrimenti va a finire male”. Uno dei fratelli avrebbe risposto: “No, no, hai ragione” e il gruppo si sarebbe quindi allontanato.

Sembrerebbe finita lì. Ma nella denuncia i ragazzi raccontano una seconda parte della storia. Sempre secondo la loro versione, Fedez avrebbe chiesto ai bodyguard di raggiungerli. Una delle guardie si sarebbe quindi avvicinata al 19enne dicendogli: “Se rimani qui le prendi”, per poi colpirlo con un pugno al volto. Il fratello e gli amici avrebbero cercato di fermare l’uomo. E proprio in quel momento, stando ancora al racconto riportato nella denuncia, dalla guardia del corpo sarebbe arrivata una frase: “Lo so, avete ragione, ma non posso farci nulla”.

Poco dopo partono le chiamate al 113, due secondo quanto ricostruito: tra le 5.06 e le 5.16. Il diciannovenne avrebbe perso i sensi e sarebbe stato portato al Policlinico Maggiore, da dove è stato poi dimesso con una prognosi di quattro giorni. Anche il fratello sarebbe stato visitato nella stessa struttura, ricevendo una prognosi di tre giorni. Il Gazzettino riferisce che nelle dodici pagine di denuncia depositate dai legali padovani sarebbero stati allegati anche alcuni video che, secondo i denuncianti, documenterebbero quanto accaduto quella notte e mostrerebbero Fedez insieme alle sue guardie del corpo durante la concitata sequenza.

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“I chili presi? Dovevo arrivare a capire cosa significasse fisicamente essere presenti in quel corpo. Nel film non c’è la mia voce: ho fatto lipsync”: così Massimiliano Caiazzo nei panni di Pino Daniele

Massimiliano Caiazzo, conosciuto dal grande pubblico televisivo per essere stato Carmine in “Mare Fuori”, ora è nelle sale cinematografiche nei panni di Pino Daniele. L’attore napoletano, infatti, presta ora il suo volto al grande cantautore partenopeo per il film “Je so’ pazzo”, diretto da Nicola Prosatore.

Intervistato da Fanpage, l’attore ha rivelato alcuni retroscena riguardo al film, primo tra i quali il fatto che nonostante le sue doti canore non presti anche la sua voce al Pino Daniele del film. “Non c’è stata mai la richiesta che si sentisse la mia voce, l’intento era far sentire Pino il più possibile. Per me è stato importante, così come cambiare fisicamente, studiare canto, in maniera specifica i suoi fiati, l’utilizzo della voce, come si muoveva il suo corpo. Ho fatto lip sync, era importante per la recitazione interpretare i brani e mostrare il contesto in cui sono nati”.

L’altro aspetto che avrà sicuramente stupito chi ha visto il film è il cambiamento fisico a cui è stato costretto Caiazzo per interpretare Pino Daniele. L’attore avrebbe preso addirtittura 20 chili per impersonare il cantautore. “È stato un viaggio incredibile, il cambiamento fisico è stato soltanto uno degli aspetti e capisco sia stato impattante, lo è stato anche per me. Dovevo arrivare a capire cosa significasse fisicamente essere presenti in quel corpo. E come la musica lo attraversasse” ha raccontato Massimiliano Caiazzo.

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“Disturbavano su me stessa le labbra così grandi. Inizio a vedere un po’ tutti con queste labbra giganti, filler sbordato, troppo pesante. Informatevi perché abbiamo fatto un po’ di pasticci”: così Giulia De Lellis

Giulia De Lellis ha deciso di affrontare un importante cambiamento estetico, facendo un passo indietro rispetto a una scelta fatta ormai diversi anni fa. Nelle sue stories Instagram, infatti, De Lellis ha comunicato che si è fatta sciogliere l’acido ialuronico che si era fatta iniettare alle labbra nel corso degli anni.

“Voi dovete sapere che io da quando ho fatto 18 anni, proprio appena sono diventata maggiorenne, sono andata a rifarmi le labbra. Per questo le ho sempre avute più carnose di come mamma e papa me le hanno fatte. Una volta l’anno per tantissimi anni le ritoccavo” ha spiegato l’influencer, che ha rivelato quindi di sottoporsi annulmente a delle punturine di acido ialuronico alle labbra.

Da tre anni, però, De Lellis aveva rinunciato a queste punturine, ma ciononostante le sue labbre non avevano ripreso le loro sembianze originali. “Nonostante io non le ritoccassi piu, un pochino l’acido ialuronico si spostava, non si assorbiva del tutto, non si assorbe mai del tutto e quindi volevo fare la ialuronidasi” ha raccontato Giulia De Lellis.

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“Ci sono comici che insultano perché Prime Video li paga per fare battute su delle vittime. Fedez pagato 150mila euro per farsi insultare. A me non hanno pagato, aspetto l’assegnino”: Fiorello su Michela Giraud

“Ha dichiarato più volte di non aver mai fatto uso di droghe. Chissà come sarebbe stato Cruciani se avesse pippato. Probabilmente avrebbe condotto La Pennicanza“, questa la battuta pronunciata da Michela Giraud a “Rip-Roast in Peace 2”, programma disponibile su Prime Video. “Questo è il rumore della mia carriera che finisce”, aveva aggiunto poco dopo.

Un riferimento al passato difficile che lo showman siciliano non ha mai nascosto. Un mese dopo la messa in onda Fiorello ha commentato l’episodio concentrandosi sul meccanismo della trasmissione e sui cachet importanti che i vip ottengono per farsi “insultare”: “Ci sono dei comici bravissimi che fanno delle battute fortissime, insultano senza remore perché Prime Video paga questi comici per fare battute su delle vittime. I vip vanno lì a farsi fare le battute pagati. L’ultima puntata che ho visto io c’era Cruciani. Ma Cruciani siccome lo avevano pagato stava zitto. Gli dicevano di tutto, non ti lavi e lui zitto. A Fedez gli hanno detto qualsiasi cosa e rideva di brutto perché gli hanno dato 150mila euro per farsi insultare”, ha spiegato Fiorello a “La Pennicanza”.

Fiorello: “Mi avete insultato, mi aspetto l’assegnino. Non li darò in beneficenza, me li magno

Il cachet dell’ex marito di Chiara Ferragni era stato svelato dal settimanale “Chi” che aveva accennato a una cifra tra i 130 e 150 mila euro, al suo “funerale” televisivo il rapper aveva riso di gusto senza nascondere di averlo fatto per ragioni economiche: “Perché ho accettato di partecipare? Perché mi pagavano bene. È stato super divertente e lo rifarei: ti pagano, stai lì, ridi, non fai un ca**o”, aveva dichiarato Fedez.

“A me ora devi fare la domanda: sei piccato? E io ti dico sì, perché a me hanno insultato gratis”, ha continuato Fiorello affiancato da Biggio: “Cioè se agli altri li insultano, vengono pagati, a me non m’hai pagato. Allora quanto vale Fedez? Io valgo più di Fedez. A me almeno ventimila euro mi dovete dare. Sono l’unico a essere stato insultato senza essere pagato. Siccome mi avete insultato, mi aspetto l’assegnino. Non li darò in beneficenza, me li magno”, ha concluso lo showman.

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“Certo che so’ vecia. Il peggio è passato ma la paura resta. In tv mi lascio travolgere dall’euforia della puntata, ma dentro fa male”: Mara Venier compie 76 anni

Mara Venier ha spento il 20 ottobre 76 candeline. “Certo che so’ vecia. Ma al posto di incupirmi, ho sorriso”, racconta la conduttrice al settimanale Gente. Non si guarda allo specchio prima. Non lo fa nemmeno ora. “Del tempo che passa non mi importa molto. Non mi sono mai considerata bella, nemmeno quando ero giovane e lo ero davvero, ma non me ne rendevo conto. Ero insicura, vedevo tutte più tutto di me. Ed ero malinconica. Non sono tanto cambiata nel tempo, anzi. Con gli anni emergono le fragilità, si diventa più vulnerabili, vuoi circondarti solo da persone che ti vogliono bene”.

Un traguardo a cui arriva carica, grata e forte. “Sono reduce da un paio di anni complicati. La malattia di mio marito Nicola, prima di tutto – confessa – Quando vedi l’amore della tua vita che per una pancreatite acuta improvvisamente rischia di morire, perché è stato per tre giorni in fin di vita, ti senti franare tutto addosso. Quel momento mi ha provata in modo indelebile. Anche se il peggio è passato, dentro di me il pensiero e la paura restano… Anche se cerco di sorridere e quando sono in tv mi lascio travolgere dall’euforia della puntata, dentro fa male”.

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“Sono e sarò sempre dalla parte degli autotrasportatori. Mio nonno Enzo faceva il camionista. Mi raccontava delle lunghe tratte in autostrada, dei giorni e giorni fuori casa, del freddo, del caldo, dei sacrifici”: parla Clementino

Clementino ha espresso piena solidarietà alla protesta degli autotrasportatori, che a partire dal 16 ottobre hanno dato vita a una serie di manifestazioni contro il caro carburanti, con presidi e blocchi stradali che hanno registrato un’escalation nei giorni successivi.

“Io sono e sarò sempre dalla parte degli autotrasportatori – ha dichiarato il coach di The Voice Senior – Mio nonno Enzo faceva il camionista. Mi raccontava delle lunghe tratte in autostrada, dei giorni e giorni fuori casa, del freddo, del caldo, dei sacrifici che solo chi fa questo mestiere può capire davvero”.

“È un lavoro di sacrifici enormi che spesso nessuno vede. – ha continuato – Dietro ogni camion c’è una persona, una famiglia, una vita di lavoro duro che manda avanti il Paese. Senza di loro si ferma tutto”.

Le parole del rapper sono accompagnate dalla canzone “La Luce (Ci Puoi Arrivare)” del 2012 in duetto con Fabri Fibra. Il brano parla di un luogo in alto, dove nasce la luce, che si raggiunge solo salendo. Chi ci arriva si sente sciogliere e sente le mani bruciare. Il messaggio di fondo è che raggiungerlo richiede forza e il coraggio di toccare ciò che si desidera.

Intanto proprio oggi 22 ottobre, alle 12, si dovrebbe tenere la riunione del Consiglio dei ministri per varare il decreto legge coi nuovi interventi per autotrasporto e agricoltura.

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“Quei ragazzi vorrebbero il lusso che Marracash si può concedere facendo pagare i biglietti dei suoi concerti 120euro a biglietto. Insomma è un corto circuito che mi fa sorridere”: parla Enrico Ruggeri

Enrico Ruggeri dice la sua sugli scontri a Milano e sulla presa di posizione di Marracash. Intervenuto nella trasmissione “Un Giorno da Pecora”, in onda su Rai Radio1, il cantautore ha risposto a una domanda dei conduttori Giorgio Lauro e Nancy Brilli: “Se sono stupito dalle dichiarazioni di Marracash sugli scontri di Milano? Quei ragazzi vorrebbero il lusso che Marracash si può concedere facendo pagare i biglietti dei suoi concerti 120euro a biglietto. Insomma è un corto circuito che mi fa sorridere”.

Qual è il suo giudizio su quanto avvenuto lo scorso weekend nella città meneghina? “Diciamo che negli ultimi giorni mi sono riletto i capitoli 13 e 14 dei Promessi Sposi di Alessandro Manzoni”. E cosa ci ha trovato? “Lì si parla dei silenziosi sobillatori, cosa molto attuale. La considerazione base però è che quelli andavano a portare via, a rubare, a prendere il pane. Oggi invece quello che si prende è l’abbigliamento dei negozi di lusso, scarpe di lusso, borse di lusso. E quando vedono una libreria non sanno cosa prendere perché non riconoscono nemmeno cosa siano i libri. È una cosa del tutto particolare“.

Quindi che idea si è fatto di queste vicende? “Ripeto, è curioso che personaggi che fanno concerti a 120 euro al biglietto si schierino con questi che, mi sembra, abbiano una rabbia nata dal non potersi permettere quello che vedono sui social – ha detto Ruggeri a Un Giorno da Pecora -, non beni di prima necessità come il pane…”

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Madame: “Se invece di condannare e fermare la violenza e basta, si provasse a capirla ed essere vicini a noi ragazzi che siamo cresciuti con la me**a nel cervello. Le voglio bene Presidente Mattarella”

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha condannato con fermezza le violenze che hanno scosso Milano nel fine settimana, ribadendo che “ogni violenza è inaccettabile”. Al tempo stesso, il Capo dello Stato ha sottolineato la necessità di “un’analisi intelligente e approfondita” dei fatti, invocando “un’attenta vigilanza in grado di contrastare” episodi che vedono coinvolti “soggetti inediti”.

Una circostanza, quest’ultima, che secondo Mattarella pone interrogativi complessi e meritevoli di riflessione sotto molteplici profili. Le parole del presidente rappresentano una netta presa di posizione contro i responsabili degli scontri, accompagnata tuttavia dall’invito a non sottovalutare la complessità del fenomeno.

Parole che hanno colpito Madame che è entrata così nel dibattito di questi giorni. In una serie di Instagram Stories ha scritto: “Se invece di condannare e fermare la violenza e basta, si provasse a capirla, si provasse ad essere vicini a noi ragazzi. È violento il mondo in cui siamo nati, è violento il modo in cui concepiamo l’esistenza, ma non se ne rende conto nessuno. È violenta la nostra musica. Noi siamo persi. Io sono persa. Le voglio bene Presidente Mattarella”.

“Il nostro Presidente Mattarella – ha spiegato – si è esposto nell’unico modo in cui andava fatto. La stimo tanto, anzi, le voglio proprio bene Presidente. Grazie a lei e a tutti quelli che si stanno sforzando di capirci senza girare la testa dall’altra parte, grazie a quelli che ci hanno a cuore

E ancora: “Bisogna farsi carico del malessere dei giovani. Non ci si può rivolgere ai giovani con un atteggiamento di indifferenza. O, peggio, di meschina sottovalutazione. Se invece di condannare e fermare la violenza e basta, si provasse a capirla, si provasse ad essere vicini a noi ragazzi che siamo cresciuti con la merda nel cervello”.

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Il ritrovamento straordinario in Toscana: Tiziana e Valter tornano a casa con 25 chili di fungo

L’autunno è da sempre stagione di funghi e quest’anno, come non mai, si sta rivelando un perfetto sfondo per una gara a chi riesce a trovare il fungo dal peso maggiore. Dalla Toscana, in particolare dalla zona di Vallombrosa, nella montagna fiorentina, arriva la notizia di un eccezionale ritrovamento di un fungo.

Si tratta di un esemplare gigante di Meripilus, il cui peso supera addirittura i 25 chili: a ritrovarlo sono stati due appassionati Tiziana e Valter Cammilli. Il fungo è stato poi esposto e apprezzato nel corso dell’esposizione micologia organizzata a Castagno d’Andrea, frazione del comune di San Godenzo, in provincia di Firenze.

La scorsa settimana, in Umbria sono state scoperte nuove specie di funghi. Nell’Alta Valle del Tevere sono state individuate due nuove entità appartenenti al genere Pseudosperma (famiglia Inocybaceae). A compiere questo lavoro di ricerca sono stati il micologo Giovanni Battista Galeotti e il biologo Andrea Rubini, insieme ai ricercatori Roberto Para, Tomaso Lezzi, Beatrice Belfiori e Claudia Riccioni.

Il loro studio, che ha integrato analisi morfologiche, microscopiche e indagini molecolari sul dna, è stato pubblicato sulla rivista internazionale Mycological Progress. Il ritrovamento di questo inediti funghi è avvenuto nei dintorni di Città di Castello: uno è stato raccolto in località Casella, a 288 metri d’altitudine, mentre l’altro a Candeggio, a 666 metri di altitudine.

Credits foto: La Nazione

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“Siamo qui a ridere e a scherzare ma non possiamo fare finta di niente. Accendiamo una luce sugli autotrasportatori. Faccio un appello al Governo: aprite i tavoli”: parla Fiorello

Lo aveva fatto durante il lancio de La Pennicanza nell’edizione davvero straordinaria del Tg1 e oggi Fiorello è tornato a parlare delle proteste contro il caro vita in corso nel Sud Italia. “Siamo qui a ridere e scherzare, ma non possiamo fare finta di niente. Sapete benissimo quello che sta accadendo nel Paese, accendiamo sempre una luce sugli autotrasportatori. I supermercati al Sud sono vuoti e i prezzi sono ora alle stelle. Il radicchio ha raggiunto i 15 euro al kg. Ormai nei negozi, al posto di ‘Compro Oro’, scrivono direttamente ‘Compro Lattuga’! Faccio un appello al Governo: aprite i tavoli. La gente non può aspettare: il cibo e i beni di prima necessità sono sacri”.

Tra una videochiamata con Giuliano Sangiorgi, gli auguri in musica a Riccardo Fogli per il compleanno e battute sciorinate a ritmo rock’n’roll, spazio anche all’imitazione di Jannik Sinner: “Sapete da quanto tempo non gioco a tennis? E nessuno capisce cosa ho al ginocchio. Non posso nemmeno più spingere sul pedale della mia auto di lusso a Montecarlo. Indovinate ora chi diventa numero 1 al mondo? Il pennellone tedesco… quello lì lo batto anche mentre fumo. Ho provato tutti gli ortopedici del pianeta: quello di Totti, di Dybala, della Goggia… ho provato anche quello di Vespa. Mi ha visitato mezz’ora… sapete alla fine cosa ha fatto? Mi ha fasciato il braccio”.

Chiusura con uno sguardo al mondo della tv: “Ranucci ha chiamato Amadeus per chiedergli se potesse entrare anche lui ad Amici. Voleva lanciare una nuova categoria: ‘Amici di Ranucci’. Concorrenti? Uno solo… Lavitola”. E a proposito dell’amico Ama: “Purtroppo è nata un’altra categoria di maranza… l’Amaranza”, scherza Fiorello mostrando un fotomontaggio esilarante del conduttore.

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Allerta Listeria, richiamati 59 lotti di vitello tonnato, tacchino e lonza: coinvolti anche prodotti Eurospin

Si allarga il richiamo alimentare per possibile presenza di Listeria monocytogenes. Sono 59 i lotti coinvolti tra vitello tonnato, tacchino e lonza di maiale, commercializzati anche con il marchio Portami Via di Eurospin. Il provvedimento, pubblicato dal Ministero della Salute, riguarda prodotti realizzati da A.M.M.53 Srl nello stabilimento di Spresiano, in provincia di Treviso. La raccomandazione per chi dovesse avere in casa una delle confezioni interessate è di non consumarla e restituirla al punto vendita.

Per Portami Via di Eurospin sono coinvolti due prodotti. Il primo è il tacchino arrosto al limone in vaschette da 170 grammi, con i lotti L265/26, L266/26, L268/26, L271/26, L272/26, L273/26, L274/26, L275/26, L278/26, L280/26 e L281/26 e date di scadenza comprese tra il 18 ottobre e il 3 novembre 2026. Il secondo è il vitello tonnato in confezioni da 180 grammi: i lotti richiamati sono L264/26, L265/26, L266/26, L267/26, L268/26, L271/26, L272/26, L273/26, L274/26, L275/26, L278/26, L279/26 e L280/26, con scadenze tra il 17 ottobre e il 2 novembre.

Il richiamo riguarda però anche diversi prodotti venduti con il marchio A.M.M.53 Pasticceria-Gastronomia. Tra questi c’è il tacchino al forno in confezioni da 2 chili, lotti L260/26, L264/26, L266/26, L267/26, L272/26, L274/26, L280/26 e L281/26, con scadenze dal 17 ottobre al 7 novembre. Coinvolto anche l’arrosto di tacchino ai funghi, sempre in confezioni da 2 chili: i lotti sono L260/26, L261/26, L264/26, L266/26, L267/26, L271/26, L272/26, L274/26, L278/26 e L282/26, con scadenze comprese tra il 17 ottobre e il 7 novembre.

Nel provvedimento figura inoltre la lonza di maiale in confezioni da 1,5 chili, lotti L267/26, L268/26, L272/26, L273/26, L274/26, L278/26, L279/26 e L280/26, con date di scadenza dal 19 ottobre al 1° novembre.

Per quanto riguarda il vitello tonnato A.M.M.53, il richiamo interessa sia le confezioni da 1,5 chili sia quelle da 300 grammi. Nel primo caso i lotti coinvolti sono L259/26, L264/26, L272/26 e L273/26, con scadenze tra il 16 ottobre e il 7 novembre. Nelle vaschette da 300 grammi, invece, i lotti sono L259/26, L264/26, L267/26, L271/26 e L275/26, con scadenze dal 16 ottobre al 1° novembre.

Tutti i prodotti interessati sono stati realizzati da A.M.M.53 Srl, nello stabilimento di via Gioberti 36 a Spresiano, in provincia di Treviso. Il motivo indicato negli avvisi è la possibile presenza di Listeria monocytogenes, batterio responsabile della listeriosi. Il nuovo provvedimento arriva dopo un primo richiamo, segnalato la settimana precedente, che aveva già interessato un lotto di vitello tonnato Portami Via prodotto dalla stessa azienda. Adesso l’allerta è stata estesa a numerosi altri lotti e ad altre preparazioni a base di carne. Per chi avesse acquistato uno dei prodotti elencati, l’indicazione resta semplice: non consumarlo. Le confezioni possono essere riconsegnate al punto vendita in cui sono state acquistate

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