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Taglio tasse, meno sbarchi, più lavoro. I 4 anni del governo Meloni secondo Palazzo Chigi

Il primo governo della storia italiana a superare i quattro anni di vita è l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, con alcuni numeri che danno la cifra dei provvedimenti varati, come il taglio di 140 miliardi di tasse a famiglie e imprese; la riduzione del 70% degli sbarchi illegali; l’aumento di 1,4 milioni di posti di lavoro stabili. Il documento diffuso dal governo elenca in modo sintetico i numeri più importanti e i provvedimenti più significativi approvati e avviati dall’insediamento a oggi.

I numeri sull’occupazione

Quasi un milione e mezzo di posti di lavoro e disoccupazione al 5,6% (era all’8,1% nel 2022). Tra i provvedimenti da citare il salario giusto legato ai contratti collettivi nazionali sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative, il cosiddetto Decreto Primo Maggio; la svolta sulla sicurezza sui posti di lavoro che consiste in più ispettori, sblocco assunzioni in Inail e Inps, raddoppio delle assunzioni previste nell’Ispettorato e più 100 Carabinieri per la tutela del lavoro, oltre al tracciamento dei mancati infortuni, interoperabilità delle banche dati e sperimentazione del badge di cantiere. Sono stati stanziati 30 mln in più per le vittime di infortuni sul lavoro e 26 mln per le borse di studi per i figli superstiti.

Il bilancio

Il governo ha manifestato una particolare attenzione ai costi, dopo l’allegra gestione del super bonus e del reddito di cittadinanza: l’Italia infatti è l’unica Nazione del G7 tornata già dal 2024 in avanzo primario dopo il Covid. Lo scorso 15 ottobre lo spread era a 109 punti, contro i 236 di quattro anni fa, segno di una fiducia da parte dei mercati e degli investitori. Ammonta a tre miliardi e mezzo il risparmio sugli interessi, destinabili a sanità, scuola, senza contare il minor peso fiscale per le famiglie. Sempre restando al comparto economico, la Borsa ha fatto registrare un più 130%, con la possibilità per le famiglie di detenere nel proprio portafogli più titoli. Inoltre c’è il pollice alzato da parte delle principali agenzie di rating, che migliorano il giudizio sull’affidabilità e solidità economica. La zes unica impatta complessivamente per 60 miliardi, che si somma alla decontribuzione al sud da 7 miliardi fino al 2030 per chi assume.

La coesione

Altro capitolo, quello che riguarda la coesione grazie a 34 accordi siglati per lo sviluppo con Regioni, Province autonome e Amministrazioni centrali che si sono manifestati in oltre 50 miliardi di investimenti attivati, tra cui la riqualificazione dell’area di Bagnoli-Coroglio, le Province di Taranto e il Sulcis Iglesiente. Altre intese approvate in CdM sono quelle con Lombardia, Liguria, Piemonte e Veneto che si sommano alla legge per l’attuazione dell’Autonomia differenziata delle Regioni a Statuto ordinario e alla legge delega per la definizione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP).

Record export

Capitolo export, la voglia di Italia nel mondo cresce, come dimostra la quarta posizione mondiale raggiunta dall’Italia fra le nazioni esportatrici, impreziosita dal valore dell’agroalimentare giunto a 73 miliardi. I numeri inoltre dicono 401,8 mld nei primi 7 mesi del 2026; nuovo record di investimenti diretti esteri (più 12%). La comparazione con altri paesi rivela che il valore dell’export italiano ha superato il Giappone, i BTP decennali mostrano uno spread sceso al di sotto dei titoli francesi, il tasso disoccupazione dal IV trimestre 2025 è sceso sotto la media europea e dell’Eurozona, e infine sono state superate Germania e Uk per pil pro capite.

Infrastrutture e Piano Casa

Alla voce infrastrutture il governo rivendica una serie di iniziative come la riforma del Codice degli appalti e della Governance portuale, il sostegno abitativo (oltre 20 mln nel 2026 per genitori separati o divorziati), il decreto Salva Casa per semplificare e rilanciare il mercato immobiliare, il Nuovo Codice della Strada e i 6,35 mld per 729 interventi sulle infrastrutture idriche. E poi c’è il Piano Casa, che consiste in 10 miliardi per 100mila alloggi in 10 anni, accanto al recupero di 60mila alloggi popolari ora non disponibili, al Fondo per l’Housing sociale e l’emergenza abitativa, agli alloggi a prezzi calmierati, al fondo garanzia mutui prima casa.

Il versante internazionale

Sul versante internazionale, il governo sottolinea il ruolo dell’Italia nel mondo ottenuto con “coerenza e credibilità” di fronte alle crisi geopolitiche. In primis il sostegno all’integrazione dei Balcani Occidentali nella Ue, poi il rinnovato legame con l’America Latina, accanto al sostegno di una pace giusta e duratura in Ucraina, all’impegno per un quadro di pace e stabilità in Medio Oriente, fino alle nuove connessioni con l’Indo-Pacifico e a un rapporto da pari a pari con l’Africa e il Sud Globale. In questo senso si inserisce il ragionamento dedicato alla proiezione globale del Mediterraneo, con Roma player riconosciuto nella Ue, nella Nato e nel G7, senza dimenticare un “rapporto equilibrato con la Cina attraverso il nuovo partenariato strategico”.

Entrando nel merito dei singoli atti spiccano gli interventi a Gaza dove l’Italia è stata la prima Nazione occidentale per evacuazioni sanitarie oltre all’operazione imbastita Food for Gaza; e ancora la riforma della cittadinanza, i maggiori servizi per i connazionali all’estero (dal 2023 rilasciati 2mln di passaporti e oltre 670mila carte d’identità elettroniche) fino alle 16 intese su materie prime critiche e catene di approvvigionamento. Infine l’impegno per le interconnessioni strategiche: corridoio IMEC, corridoio VIII nei Balcani, progetto Elmed.

Una menzione a parte merita il Piano Mattei, che vede ben 18 paesi coinvolti, il doppio rispetto al varo del gennaio 2024. Sono 76 i progetti in corso, per un modello di cooperazione che si poggia su sette linee-obiettivo e che si sta intrecciando sia con progetti Ue come il Global Gateway, sia con le esigenze dei singoli paesi coinvolti, attirando le attenzioni di soggetti internazionali come Banca Mondiale, Banca africana, Commissione europea, Bei, Unione Africana.

Non solo difesa: i nuovi domini strategici

Per quanto riguarda la difesa, l’Italia è presente in 39 missioni con alcune novità, come il ritorno alla guida della missione KFOR nei Balcani, passando per l’impegno concretizzatosi in solidarietà internazionale con aiuti a Gaza, Medio Oriente e sisma in Venezuela. A tal proposito sono molteplici i fronti geopolitici che vedono l’Italia coinvolta, come l’istituzione del Polo nazionale della dimensione subacquea, il lancio del satellite CSG-FM3, i 16 accordi internazionali e le 400 intese tecniche siglati con i partner nei campi della difesa, sicurezza, ricerca e sviluppo tecnologico, la riforma della sanità militare e l’attenzione ai nuovi domini strategici come spazio, cyber, dimensione subacquea e Artico.

Politiche migratorie: un modello anche per l’Ue

Infine la sicurezza: meno 70% di sbarchi e più 55% di rimpatri. I numeri sull’azione svolta da Viminale si legano ad azioni mirate, come la lotta alle reti criminali che di fatto è entrata nel nuovo Patto europeo sulla migrazione e l’asilo. Da questo punto di vista va citata l’Alleanza globale contro il traffico di migranti e il rafforzamento di Europol. Gli accordi con i Paesi terzi rappresentano la novità italiana per il contrasto all’immigrazione illegale che trova concreta applicazione nel Memorandum Ue-Tunisia e nel partenariato strategico UE-Egitto. Di fatto l’Italia orienta le politiche migratorie europee grazie al nuovo concetto di Paese terzo sicuro, per cui è stato superato il requisito obbligatorio di collegamento personale tra richiedente asilo e Paese terzo, consentendo, attraverso appositi accordi, l’esame delle richieste di protezione da parte di Paesi terzi sicuri

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Taxa de juro no crédito à habitação sobe em setembro para valor mais alto num ano

Casas 17,6% mais caras em 2025

A taxa de juro implícita para a totalidade dos contratos de crédito à habitação subiu em setembro pelo quarto mês consecutivo, para 3,194%, atingindo o valor mais alto num ano, divulgou hoje 21 de outubro o Instituto Nacional de Estatística (INE).

O valor registado em setembro (3,194%) representa mais 3,2 pontos base que os 3,162% de agosto e é o mais elevado desde setembro de 2025, em que se fixou nos 3,228%.

Nos contratos celebrados nos últimos três meses, a taxa de juro subiu de 2,910% em agosto para 2,959% em setembro.

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Euromilhões: Portugueses acertam em quatro números e duas estrelas (e ‘só’ ganham 1.600 euros)

O quarto prémio do Euromilhões, no valor de 1.607,34 euros, saiu a dois apostadores que registaram os boletins em Portugal, indica o departamento de jogos da Santa Casa da Misericórdia de Lisboa.

Outros 20 apostadores no estrangeiro também ganharam o quarto prémio, com quatro números certos e duas estrelas.

No estrangeiro, o prémio mais alto foi de 485 mil euros (segundo prémio), que saiu a um apostador.

O primeiro prémio não foi atribuído, pelo que o próximo ‘jackpot’ será de 71 milhões de euros.

É esta a chave do sorteio do Euromilhões desta terça-feira, 20 de outubro: 9, 15, 16, 37, 43 (números) e 7, 10 (estrelas).

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EuroDreams: Estrangeiro ganha ‘salário’ de 2.000 euros durante 5 anos. Em Portugal saíram prémios de 495 euros

O terceiro prémio do EuroDreams, de 495,99 euros, saiu a 18 apostadores que registaram os boletins em Portugal, indica o departamento de jogos da Santa Casa da Misericórdia de Lisboa.

Outros 132 apostadores no estrangeiro também ganharam o terceiro prémio, com cinco números certos.

O primeiro prémio (20.000 euros/mês durante 30 anos) não foi atribuído, enquanto o segundo (2.000 euros/mês durante cinco anos) saiu a um ‘sortudo’ no estrangeiro.

É esta a chave do sorteio do EuroDreams desta segunda-feira, 19 de outubro: 1, 2, 10, 15, 23, 26 (números) e 3 (número de sonho).

O EuroDreams, cujo primeiro sorteio ocorreu no dia 06 de novembro de 2023, foi criado para assinalar o 20.º aniversário do Euromilhões.

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Le tende in piazza per l’emergenza casa infiammano anche il Portogallo: “Dov’è la casa del premier?”

Nao consigues pagar a tua renda? Traz a tua tenda: “Non riesci a pagare l’affitto? Porta la tua tenda”. Come spesso accade nel Portogallo di un genio della letteratura come Fernando Pessoa, anche nelle lotte sociali il richiamo della poesia è fortissimo. Lo striscione simbolo della protesta che dalla fine della scorsa settimana ha trasformato la centralissima Praça D.Joao I° di Porto in un camping urbano, dopo gli scontri con la polizia avvenuti nella notte tra mercoledì e giovedì, è stato sostituito da quello più amaro A violéncia è o ùnico argumento da ignorància (e qui la traduzione è inutile). Il movimento di lotta per la casa, esploso nelle piazze di Madrid, alla fine è arrivato anche nel vicino Portogallo, dove negli ultimi quindici anni il mercato immobiliare ha avuto un’impennata clamorosa: Lisbona e Porto come Londra e Milano, siamo a questi livelli.

Il cuore della protesta è Porto, dove sono in corso maxi-lavori per l’ampliamento della rete metropolitana e dove nell’ultimo decennio è esploso il turismo. La piazza è stata occupata in modo progressivo. Ai giovani, si sono aggiunte persone di mezz’età e anziani. Il problema degli alloggi è trasversale. Unisce tutta quella fascia di popolazione che non possiede una casa. Il contrasto con i “proprietari”, che hanno spesso ereditato abitazioni anche in rovina e sono diventati improvvisamente ricchi, è notevole. Non c’è da sorprendersi se il premier Luìs Montenegro, capo del governo conservatore, ha liquidato la questione accusando i protestanti di essere “egoisti” perché turbano pace e quiete pubblica. Facile per lui pontificare: possiede una casa a Espinho, tre a Bragança e altre cinquanta sparse nell’impero immobiliare dell’azienda di famiglia.

Le parole più dure sono però state espresse dal sindaco di Porto, Pedro Duarte, anche lui esponente del partito socialdemocratico al governo. Il suo richiamo all’ordine e allo sgombero della piazza ha preceduto l’intervento della polizia, scattato tra il 14 e il 15 ottobre, in piena notte, quando ormai non erano più presenti giornalisti e televisioni. Gli agenti hanno usato le maniere forti. Gli scontri hanno provocato il ferimento di 37 persone, 2 delle quali in modo grave. La protesta non si è fermata. Giovedì sera, sono tornate le tende, ma qualche ora dopo c’è stato l’autoscioglimento perché è circolata la voce dell’infiltrazione di militanti dell’estrema destra. Un ritiro temporaneo. Venerdì notte la piazza è stata nuovamente occupata, i toni della protesta sono diventati più forti e nelle tv si è dato spazio a chi minacciava “dobbiamo trovare la casa di Montenegro”.

Il movimento raggiungerà oggi Lisbona, con un corteo che partirà da Cais do Sodré, vicino al fiume Tago e raggiungerà Praça Rossìo, cuore della capitale, dove il sindaco Pedro Moedas, anche lui del PSD, ha annunciato il ritiro dei monopattini elettrici condivisi per ragioni di sicurezza. Un altro sit-in è in programma a Coimbra, città universitaria, dove la crisi delle abitazioni colpisce soprattutto gli studenti. Le manifestazioni sono state organizzate dalla CGTP (Confederazione Generale dei Lavoratori Portoghesi) contro il “brutale aumento” dei prezzi di case, carburante e beni di prima necessità. A Faro, in Algarve, regione turistica dove i prezzi hanno raggiunto livelli elevatissimi, in solidarietà con “le tende di Porto” si svolgerà un raduno presso la Rotonda do Fórum, organizzato da diversi movimenti e collettivi.

In Portogallo la situazione esplosiva degli alloggi è stata prodotta da tre fattori: aumento della popolazione grazie anche al contributo degli immigrati delle ex colonie (Brasile e Angola in particolare), alterazione del mercato prodotta dai pensionati sbarcati nel paese per approfittare delle agevolazioni fiscali e carenza strutturale dell’edilizia popolare. L’affitto di un monolocale a Porto e Lisbona costa come uno stipendio. I giovani sono tagliati fuori e sono costretti a restare in famiglia. I lavoratori con i salari più bassi abbandonano i grandi centri urbani e cercano un tetto in aree rurali, lontane da uffici e fabbriche. Il movimento non ha ancora espresso un leader. Lo slogan è “oggi parlano alcuni, domani parlano altri”. Sono stati finora respinte affiliazioni politiche: “La lotta per un alloggio dignitoso è trasversale e attraversa tutta la nostra società”.

E’ stata aperta un’inchiesta sugli scontri di Porto, ma la linea dura ha raccolto i consensi anche del partito populista di estrema destra Chega. “L’intervento delle forze dell’ordine è stato corretto – il commento del deputato Pedro Pinto -. Il Portogallo non è un paese di tende in strada”. Il governo si appella alla legge che vieta le proteste pubbliche dopo le 0.30, ma gli attivisti replicano citando l’articolo 45 della Costituzione, nel quale si esprime il diritto alla manifestazione. Una posizione, questa, sostenuta dal presidente della Repubblica, il socialista Antonio José Seguro: “Difendo il diritto di manifestare, ma nel rispetto della legge”.

La protesta per la casa potrebbe travolgere l’intero Portogallo e non vanno sottovalutate le sue potenzialità. E’ la tesi del sociologo Fernando Bessa Ribeiro, professore dell’Università del Minho: “Con la questione degli alloggi, nel nostro paese siamo in uno stato di emergenza. La situazione potrebbe diventare esplosiva. Il governo farebbe bene a non sottovalutarla perché potrebbe sfuggire di mano. Dopo decenni di resistenza passiva, in Portogallo stiamo assistendo a una forma di protesta proattiva. C’è un risveglio di partecipazione e di coscienza civile. Non sappiamo dove possa portare”.

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Euromilhões: Português acerta em quatro números e duas estrelas (e ‘só’ ganha 930 euros)

O quarto prémio do Euromilhões, no valor de 930,45 euros, saiu a um apostador que registou o boletim em Portugal, indica o departamento de jogos da Santa Casa da Misericórdia de Lisboa.

Outros 48 apostadores no estrangeiro também ganharam o quarto prémio, com quatro números certos e duas estrelas.

No estrangeiro, o prémio mais alto foi de 154 mil euros (terceiro prémio), que saiu a cinco apostadores.

O primeiro prémio não foi atribuído, pelo que o próximo ‘jackpot’ será de 59 milhões de euros.

É esta a chave do sorteio do Euromilhões desta sexta-feira, 16 de outubro: 7, 15, 16, 22, 35 (números) e 4, 6 (estrelas).

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Posso recedere dalla compravendita se non ottengo il mutuo?

Acquistare una casa rappresenta uno degli investimenti più importanti nella vita di una persona. Nella maggior parte dei casi, l’acquisto è possibile solo grazie all’ottenimento di un mutuo bancario. Ma cosa succede se, dopo aver firmato un contratto preliminare di compravendita, la banca rifiuta il finanziamento? È possibile recedere dal contratto senza conseguenze economiche?

La risposta è negativa, a meno che non si inserisca nel contratto una condizione sospensiva, ovvero un apposito meccanismo di tutela che subordina l’accordo alla concessione del finanziamento.

Vediamo quali sono i rischi cui può andare incontro l’acquirente e in cosa consiste la clausola che sospende l’efficacia del contratto all’erogazione del finanziamento.

Il mutuo rifiutato non annulla in automatico la compravendita

È importante sapere che quando si sottoscrive un contratto preliminare di compravendita si resta ad esso vincolato anche nel caso in cui la banca dovesse rifiutare il mutuo. Non è questa una ragione per poter legittimamente recedere dall’accordo. Gli impegni assunti nei confronti del venditore devono essere ottemperati e questo vuol dire che l’acquirente è comunque obbligato a sottoscrivere nei termini fissati il rogito dinanzi al notaio per la conclusione del contratto definitivo.

In caso di inadempimento il compratore rischia di perdere la caparra confirmatoria versata oppure di essere chiamato a risarcire il danno subito dal venditore.

Cos’è la condizione sospensiva del mutuo

La condizione sospensiva è una clausola contrattuale che subordina l’efficacia dell’accordo al verificarsi di un determinato evento. È un elemento accessorio, inserito per volontà delle parti, che non incide sulla validità del contratto ma solo sulla sua efficacia. Solo al verificarsi dell’evento dedotto come condizione sospensiva esso produrrà i suoi effetti.

La condizione è un istituto giuridico disciplinato dall’articolo 1353 Codice civile e consiste in un avvenimento futuro e incerto al verificarsi del quale è dunque condizionata l’iniziale efficacia del contratto, o di una sua clausola oppure (e in tal caso siamo di fronte a una condizione risolutiva) la cessazione degli effetti del contratto.

L’evento dedotto in condizione deve essere futuro rispetto al momento di sottoscrizione del contratto e incerto. L’incertezza riguarda sia il se dell’evento, sia il momento in cui esso si potrebbe verificare.

Tale avvenimento, inoltre, non deve essere meramente potestativo ossia dipendente strettamente dalla volontà di uno dei contraenti.

In attesa che la condizione si avveri si dice che essa è pendente. Questo lasso di tempo, bisogna intenderci, non può essere infinito tanto è vero che la condizione sospensiva può essere accompagnata dalla previsione di un termine entro il quale l’evento debba avverarsi. Scaduto detto termine la condizione si considera non avverata e il contratto non produce effetti.

L’autonomia contrattuale delle parti consente di pattuire una condizione in favore di una sola delle parti (cosiddetta condizione unilaterale), la quale può avvalersene o rinunciarvi a propria discrezione.

Durante il periodo di sospensione degli effetti le parti si trovano in una situazione di aspettativa che comunque viene tutelata dalla legge poiché le parti, in attesa che la condizione si verifichi, devono comportarsi secondo buona fede ossia secondo le regole della correttezza. Tale principio impone ai contraenti di astenersi dal compiere atti che possano impedire l’avveramento della condizione.

Condizione sospensiva di mutuo

Nel contesto specifico dell’acquisto di un bene immobile, la condizione sospensiva assume un ruolo fondamentale nei casi in cui per far fronte al pagamento del prezzo è indispensabile accendere un mutuo. Qualora nel contratto preliminare sia stata inserita la condizione sospensiva di mutuo il trasferimento della proprietà e l’obbligo di pagamento del prezzo non si producono fino a che l’evento, ovvero la concessione del mutuo dalla banca non si verifichi.

In pratica, il contratto viene firmato ma i suoi effetti restano “congelati” fino a quando la banca non comunica l’approvazione del finanziamento.

Se il mutuo viene concesso, il contratto diventa pienamente efficace.

Se invece il mutuo viene rifiutato entro i termini stabiliti, la compravendita non produce effetti e le parti vengono liberate dagli obblighi assunti.

Questa clausola rappresenta la principale forma di tutela per chi acquista un immobile facendo affidamento sul credito bancario.

Cosa succede alla caparra se il mutuo viene rifiutato?

La sorte della caparra confirmatoria dipende direttamente dalla presenza o meno della clausola sospensiva. Se è presente la clausola sospensiva e il contratto prevede espressamente che l’acquisto è subordinato all’ottenimento del mutuo, il rifiuto del finanziamento determina il mancato avveramento della condizione. Di conseguenza, il contratto diventa inefficace e la caparra deve essere restituita all’acquirente. Non si configura alcun inadempimento e non sono dovute penali.

Se la clausola sospensiva non è presente e l’acquirente non adempie rifiutando il contratto definitivo, il venditore potrà trattenere la caparra ricevuta oppure chiedere la risoluzione del contratto per inadempimento e il risarcimento del danno.

Quando è possibile recedere senza conseguenze

In presenza di una condizione sospensiva di mutuo non basta affermare che il mutuo non è stato concesso. Occorre dimostrare di aver presentato la domanda nei tempi previsti e di aver fornito alla banca tutta la documentazione richiesta. Questi documenti possono risultare decisivi per dimostrare che il mancato ottenimento del mutuo non dipende da una condotta negligente dell’acquirente.

Come deve essere scritta una clausola sospensiva efficace

Una clausola sospensiva generica può generare dubbi interpretativi e contenziosi. Per questo motivo è opportuno che indichi con precisione alcuni elementi essenziali. Essa deve essere redatta con il massimo della chiarezza.

In particolare dovrebbe specificare:

  • l’importo minimo del mutuo richiesto;
  • il termine entro il quale il finanziamento deve essere deliberato;
  • l’istituto bancario o gli istituti a cui ci si è rivolti;
  • le condizioni economiche minime accettabili;
  • le modalità di comunicazione dell’esito della pratica tracciabili come la Pec o la lettera raccomandata.

Una clausola dettagliata riduce sensibilmente il rischio di contestazioni tra venditore e acquirente.

A cosa fare attenzione prima di firmare

Per evitare spiacevoli conseguenze economiche, chi intende acquistare un immobile attraverso un mutuo dovrebbe adottare alcune precauzioni.

Prima di tutto è opportuno verificare la propria capacità di accesso al credito richiedendo una pre-valutazione bancaria preliminare. Inoltre, è consigliabile inserire sempre una clausola sospensiva chiara e dettagliata se possibile già nella proposta d’acquisto.

È altrettanto importante rispettare i tempi stabiliti per la presentazione della domanda di mutuo e conservare tutte le prove dell’iter seguito presso la banca.

Un’attenta pianificazione può evitare la perdita della caparra e costosi contenziosi giudiziari.

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EuroDreams: 66 prémios de 320 euros saem em Portugal

O terceiro prémio do EuroDreams, de 320,03 euros, saiu a 66 apostadores que registaram os boletins em Portugal, indica o departamento de jogos da Santa Casa da Misericórdia de Lisboa.

Outros 288 apostadores no estrangeiro também ganharam o terceiro prémio, com cinco números certos.

O primeiro prémio (20.000 euros/mês durante 30 anos) e o segundo (2.000 euros/mês durante cinco anos) não foram atribuídos.

É esta a chave do sorteio do EuroDreams desta quinta-feira, 15 de outubro: 4, 19, 27, 31, 34, 39 (números) e 5 (número de sonho).

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I dati sulla povertà assoluta confermano che l’affitto è un fattore di forte vulnerabilità economica

L’Istat ha pubblicato i dati sulla povertà assoluta nel 2025.

Nel 2025, in Italia, oltre 2,1 milioni di famiglie vivono in povertà assoluta, per un totale di 5,4 milioni di persone. L’incidenza resta stabile rispetto al 2024, attestandosi all’8% tra le famiglie e al 9,3% tra gli individui. Dietro questi numeri emerge un dato che richiama il tema della precarietà abitativa: 999mila famiglie in povertà assoluta vivono in affitto, quasi la metà del totale delle famiglie in povertà assoluta.

Il rapporto tra condizione abitativa e povertà è evidente. Tra le famiglie che pagano un affitto l’incidenza della povertà assoluta raggiunge il 20,9%, contro il 4,5% di quelle che vivono in una casa di proprietà. Per chi abita in un alloggio in usufrutto o a titolo gratuito, il dato è del 10,2%. L’affitto rappresenta dunque un fattore di forte vulnerabilità economica, soprattutto per chi dispone di redditi molto limitati e deve destinare una parte significativa del proprio reddito alle spese abitative.

La situazione è ancora più critica per le famiglie con figli. L’incidenza della povertà assoluta tra quelle con minori che vivono in affitto sale al 28,7%, contro il 6% delle famiglie proprietarie e il 10,5% di quelle in usufrutto. Quasi tre famiglie con minori su dieci tra quelle in locazione si trovano in condizioni di povertà assoluta. Un dato che evidenzia quanto il costo della casa possa incidere sulle condizioni di vita dei minori e sulle possibilità delle famiglie di sostenere le spese essenziali.

La questione abitativa si conferma così centrale nelle politiche di contrasto alla povertà. L’affitto è una spesa difficilmente comprimibile, che sottrae risorse ad alimentazione, salute, istruzione. Per le famiglie in povertà assoluta, l’affitto medio secondo Istat è di circa 379 euro al mese, contro i 454 euro delle famiglie non povere. Ma attenzione: questi affitti medi sono la media di tutti gli affitti, compresi quelli delle case popolari. Una differenza che non attenua il problema.

Di fronte a questi numeri, diventa prioritario rafforzare le politiche abitative pubbliche. Ampliare il patrimonio di edilizia residenziale pubblica. Aumentare il numero di case popolari disponibili significa offrire un’alternativa concreta alle famiglie che non riescono a sostenere i canoni del mercato privato sia libero che agevolato. A questo obiettivo possono contribuire il recupero degli immobili pubblici e privati inutilizzati, la riqualificazione e recupero degli alloggi esistenti e una programmazione stabile di nuovi investimenti.

Il sostegno economico all’affitto come misura di contrasto agli sfratti resta strumento importante, ma rischia di non essere sufficiente, o solo un travaso di risorse pubbliche verso i proprietari, se manca un’offerta adeguata di abitazioni pubbliche a canone sociale. Serve quindi una strategia di lungo periodo che consideri la casa non soltanto come un bene di mercato, ma come un elemento fondamentale del welfare e della tutela sociale pubblica.

Le differenze territoriali confermano la portata del problema: tra le famiglie in affitto, l’incidenza della povertà assoluta raggiunge il 22,4% nel Mezzogiorno, il 21,3% nel Nord e il 17,8% nel Centro. Particolarmente esposte sono anche le famiglie in affitto con almeno un componente migrante, per le quali l’incidenza sale al 32,8%, contro il 14,9% delle famiglie composte esclusivamente da italiani.

La stabilità della povertà rispetto al 2024 non deve dunque essere scambiata per un superamento dell’emergenza. I dati mostrano che il disagio economico è strettamente legato anche alle condizioni abitative e colpisce soprattutto chi non possiede una casa e deve mantenerla attraverso un affitto. Investire nell’edilizia residenziale pubblica, aumentando la disponibilità di alloggi ad affitti rapportabili al reddito netto, rappresenta una leva essenziale per contrastare la povertà, ridurre le disuguaglianze e garantire alle famiglie povere, il diritto a una casa effettivo.

Purtroppo i segnali di politiche abitative che vengono dall’Unione europea, Governo, Regioni e Comuni non sembrano affrontare la questione in termini di incremento dell’edilizia residenziale pubblica, continuando a proporre programmi abitativi di privati o fondi immobiliari. Questo è il nodo da sciogliere.

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Euromilhões: Português acerta em quatro números e duas estrelas (e ‘só’ ganha 1.800 euros)

O quarto prémio do Euromilhões, no valor de 1.896,76 euros, saiu a um apostador que registou o boletim em Portugal, indica o departamento de jogos da Santa Casa da Misericórdia de Lisboa.

Outros 18 apostadores no estrangeiro também ganharam o quarto prémio, com quatro números certos e duas estrelas.

No estrangeiro, o prémio mais alto foi de 234 mil euros (segundo prémio), que saiu a dois apostadores.

O primeiro prémio não foi atribuído, pelo que o próximo ‘jackpot’ será de 49 milhões de euros.

É esta a chave do sorteio do Euromilhões desta terça-feira, 13 de outubro: 21, 23, 39, 44, 49 (números) e 4, 11 (estrelas).

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Comprar casa para arrendar rende 6,8% em Portugal

A rentabilidade bruta da compra de uma casa em Portugal para arrendamento fixou-se nos 6,8% no terceiro trimestre de 2026, uma descida de 0,1 pontos percentuais (p.p.) face ao mesmo período de 2025 (6,9%) e de 0,4 p.p. em relação ao terceiro trimestre de 2024 (7,2%), de acordo com os dados do idealista. Ainda assim, […]

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EuroDreams: 17 prémios de 468 euros saem em Portugal

O terceiro prémio do EuroDreams, de 468,86 euros, saiu a 17 apostadores que registaram os boletins em Portugal, indica o departamento de jogos da Santa Casa da Misericórdia de Lisboa.

Outros 86 apostadores no estrangeiro também ganharam o terceiro prémio, com cinco números certos.

O primeiro prémio (20.000 euros/mês durante 30 anos) e o segundo (2.000 euros/mês durante cinco anos) não foram atribuídos.

É esta a chave do sorteio do EuroDreams desta segunda-feira, 12 de outubro: 3, 4, 6, 19, 30, 36 (números) e 2 (número de sonho).

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Euromilhões: Portugueses acertam em quatro números e duas estrelas (e ‘só’ ganham 1.500 euros)

O quarto prémio do Euromilhões, no valor de 1.595,07 euros, saiu a três apostadores que registaram os boletins em Portugal, indica o departamento de jogos da Santa Casa da Misericórdia de Lisboa.

Outros 25 apostadores no estrangeiro também ganharam o quarto prémio, com quatro números certos e duas estrelas.

No estrangeiro, o prémio mais alto foi de 204 mil euros (segundo prémio), que saiu a três apostadores.

O primeiro prémio não foi atribuído, pelo que o próximo ‘jackpot’ será de 37 milhões de euros.

É esta a chave do sorteio do Euromilhões desta sexta-feira, 09 de outubro: 5, 20, 24, 31, 45 (números) e 5, 10 (estrelas).

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