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Guerra in Ucraina, altra notte da incubo a Kiev: ripetuti attacchi missilistici russi: 13 esplosioni in otto minuti

Missili balistici lanciati dalle forze russe hanno colpito diverse località di Kiev, ferendo sei persone e causando esplosioni che hanno scosso la città. Lo riferiscono i media ucraini. Intorno alle 2 del mattino (ora locale) nel quartiere di Dniprovsky sono stati colpiti due edifici residenziali e “potrebbero esserci persone intrappolate sotto le macerie”, secondo quanto dichiarato dal sindaco, Vitali Klitschko, citato dal Kyiv Independent. Un’ora più tardi missili balistici hanno nuovamente preso di mira la capitale: almeno 13 esplosioni hanno scosso la città in meno di otto minuti. Una terza ondata di esplosioni è stata avvertita intorno alle 3:35.

Un edificio adibito a struttura medica è stato danneggiato nel quartiere di Pecherskyi, mentre nel quartiere di Sviatoshynskyi, a seguito di un attacco nemico, è scoppiato un incendio all’interno di un ristorante”, ha riferito l’Amministrazione militare della città. Massiccio attacco di droni ucraini verso Mosca. Secondo quanto riferito dal sindaco della capitale russa, Sergei Sobyanin, tra le 20.30 di ieri e le 4 di oggi, 650 velivoli senza pilota hanno sorvolato la zona, la gran parte dei quali sono stati abbattuti.

Le forze ucraine hanno colpito con un attacco di droni la città russa di Lipetsk, importante centro industriale e capoluogo dell’omonima provincia, a 335 chilometri a est del confine ucraino. Secondo quanto riportato dal Kyiv Independent, nell’attacco è stato colpito un edificio di diversi piani e sono state udite esplosioni in città. Testimoni oculari hanno diffuso video che sembrano mostrare droni ucraini che sorvolano la città a bassa quota e fiamme che illuminano il cielo notturno. Lipetsk ha una popolazione di circa 500.000 abitanti e ospita l’acciaieria di Novolipetsk, un imponente impianto che assicura il 20% della produzione totale di acciaio grezzo della Russia ed è il più grande stabilimento siderurgico del paese.

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Guerra in Ucraina, Witkoff vede Putin e parla di colloqui “produttivi” a Oslo con Zelensky

I negoziati con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, a Oslo sono stati “produttivi”. Lo ha dichiarato l’inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, durante il suo incontro a San Pietroburgo con il presidente russo, Vladimir Putin. Witkoff ha detto a Putin di aver portato con sè i “documenti” relativi ai colloqui di ieri e ha dichiarato che “si è lavorato per raggiungere un cessate il fuoco in Ucraina“.

L’inviato del presidente americano Steve Witkoff è atterrato a Mosca e oggi avrà colloqui con Vladimir Putin volti a porre fine alla guerra in Ucraina, all’indomani degli incontri con Volodymyr Zelenskyy caratterizzati, secondo entrambe le parti, da progressi reciproci. Al termine di questi colloqui a Oslo con Witkoff e l’inviato Jared Kushner (quest’ultimo in videoconferenza per motivi di salute), nonché con i leader norvegesi e finlandesi, il presidente ucraino ha accolto con favore la ripresa della condivisione delle informazioni da parte degli Stati Uniti e ha chiesto di essere coinvolto in qualsiasi negoziazione riguardante il futuro del suo Paese. Da parte sua, un funzionario statunitense ha parlato all’Afp di discussioni “molto produttive e costruttive”, constatando “ora un forte allineamento tra Stati Uniti, Ucraina ed Europa sulle prossime tappe” e ha aggiunto che Witkoff incontrerà oggi Putin per portare avanti il processo diplomatico.

È “impossibile” discutere una soluzione definitiva alla guerra in Ucraina senza la presenza di rappresentanti di Kiev. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, all’agenzia Interfax. A Peskov era stato chiesto un commento sulla proposta del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di escludere il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, dal tavolo delle trattative.

Donald Trump non esclude che un accordo di pace in Ucraina possa essere concluso senza la presenza contemporanea di Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky nella stessa stanza. “Non lo so. Dipende”, ha risposto il presidente americano a una domanda sulla necessità che i due leader si incontrino per firmare l’intesa. “Credo di poterlo fare in un altro modo”, ha aggiunto.

La prima nave carica di diesel russo diretta negli Stati Uniti partirà domani. Lo ha annunciato il vice primo ministro russo responsabile dell’Energia, Aleksandr Novak, citato dalle agenzie di stampa. “Secondo le previsioni, la prima petroliera partirà domani alla volta degli Stati Uniti”, ha dichiarato. All’inizio di ottobre, Donald Trump aveva annunciato un accordo tra Washington e Mosca per la fornitura di diesel russo al mercato statunitense, revocando così alcune sanzioni contro la Russia e attirandosi aspre critiche da parte di Kiev e dei suoi alleati. Tale misura è stata interpretata come un tentativo di ridurre i prezzi del carburante per i consumatori americani in vista delle elezioni di metà mandato, previste per il 3 novembre.

Il presidente russo, Vladimir Putin, ha annunciato la liberazione dello statunitense Stephen Hubbard. La comunicazione è arrivata durante l’incontro tra Putin e l’inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff. Hubbard, oggi settantaquattrenne, era stato catturato dalle forze russe nell’aprile del 2022 mentre combatteva a fianco dell’esercito ucraino. Un segnale a Trump in vista dei negoziati per porre fine alla guerra in Ucraina.

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Guerra in Ucraina, bombardata Zaporizhzhia: ennesima notte di sangue. Wsj: “Musk ha ordinato il rallentamento di Starlink”

Un drone russo a pilotaggio remoto ha colpito un autobus di linea a Zaporizhzhia, ferendo una persona. A denunciare l’attacco, secondo quanto riportato da ‘Ukrinform’, è stato il capo ad interim dell’amministrazione militare regionale di Zaporizhzhia, Mykhailo Semikin, con un messaggio su Telegram. “Le forze russe hanno attaccato un autobus municipale a Zaporizhzhia. Un drone Fpv si è schiantato sul tetto dell’autobus”, hanno dichiarato le autorità regionali in un post su Telegram.

Le forze ucraine hanno colpito le infrastrutture energetiche nella città di Chystiakove, nell’oblast di Donetsk, mentre sono stati segnalati blackout in Crimea a causa di attacchi di droni. Lo riporta ‘The Kyiv Independent’, spiegando anche che un sito di telecomunicazioni a Luhansk è stato colpito. In particolare, un massiccio attacco di droni ha preso di mira Chystiakove, mentre nel distretto di Krasnoperekopskyi, in Crimea, alcuni testimoni oculari hanno segnalato attacchi di droni vicino alla stazione ferroviaria e il rumore di sistemi di difesa aerea russi in funzione.

Elon Musk avrebbe ordinato di limitare la velocità di connessione dei satelliti Starlink utilizzati dall’Ucraina per la propria difesa. Lo riporta il Wall Street Journal, che, citando funzionari statunitensi e persone a conoscenza dei fatti, scrive che Musk, fondatore e amministratore delegato di SpaceX, “ha imposto un limite alle velocità con cui l’hardware ucraino poteva rimanere connesso alla rete satellitare” di Starlink. Tale decisione avrebbe reso “praticamente inutilizzabili” alcuni droni offensivi e intercettori ucraini, scrive il quotidiano, secondo cui Musk e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbero discusso della decisione relativa a Starlink “durante una telefonata poco dopo che la limitazione era stata resa pubblica”, ma avevano già affrontato l’argomento in precedenza, hanno riferito le fonti al Wsj.

Il Segretario alla Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, ha attribuito a Starlink, la compagnia guidata da Elon Musk, la decisione finale che riguarda la copertura satellitare richiesta dall’Ucraina nel conflitto con la Russia. Quando gli è stato chiesto se il Pentagono avesse ridotto l’impiego della rete satellitare, come sostenuto dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, Hegseth ha risposto: “Non abbiamo ridotto nulla. Ci sono condizioni di servizio che devono essere rispettate e, in ultima analisi, spetta a Starlink decidere in merito. Ma, dal nostro punto di vista, non è cambiato nulla. Non abbiamo impartito direttive né fatto nulla del genere e, naturalmente, auguriamo agli ucraini di avere successo”.

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Guerra in Ucraina, Trump conferma tutto: “Pronto a incontrare Xi e Putin per la pace”. Ma non cita Zelensky

Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha detto di essere pronto a mettersi attorno a un tavolo con Vladimir Putin e Xi Jinping per mettere fine alla guerra tra Russia e Ucraina, anche se non ci fosse il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Li incontrerei per qualsiasi cosa io possa fare per porre fine alla guerra, che ci sia qualcuno presente oppure no. E loro vogliono davvero avere un incontro”, ha detto rispondendo alle domande dei giornalisti.

Trump ha invocato di nuovo una successione al Presidente ucraino, Volodymyr Zelensky. Quando gli è stato chiesto dai giornalisti cosa pensasse del commento di Zelensky, secondo il quale lui si era messo dalla “parte sbagliata della storia”, Trump ha risposto: “Zelensky non sa di cosa sta parlando. Zelensky è un uomo che avrebbe dovuto far finire questa guerra molto tempo fa. Adesso è ora che qualcun altro negozi per conto dell’Ucraina”.

Parlando in remoto con i senatori americani di entrambi gli schieramenti, il presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha spiegato che le restrizioni Usa all’utilizzo di Kiev dei sistemi satellitari Starlink e Starshield, entrambi controllati da Elon Musk, stanno “ostacolando la capacità dell’Ucraina di abbattere i droni d’attacco russi”. È quanto riporta Axios. Zelensky ha rivelato ai senatori americani la mancanza di Patriot per contrastare gli attacchi russi. “Non ci sono praticamente più intercettori Patriot forniti dai nostri partner statunitensi”, ha detto. “Tutto questo lascia pensare che sia stata presa una decisione politica per rallentare il sostegno a nostro favore”, ha aggiunto Zelensky. “Vogliamo capire che cosa sta succedendo, perché sta succedendo e dove ci porterà tutto questo”, ha concluso.

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Guerra in Ucraina, Trump: “Zelensky non vuole la pace”. E Putin gli propone un vertice a tre (ma con la Cina e senza Kiev)

Donald Trump difende la propria decisione sulla Russia sostenendo di non voler allontanare Mosca dal tavolo dei negoziati e accusa Volodymyr Zelensky di non voler porre fine alla guerra. “Sto negoziando la pace nella guerra tra Russia e Ucraina e non voglio fare nulla che, stupidamente, allontani la Russia dal tavolo delle trattative”, ha scritto il presidente americano in un messaggio su Truth. “Si stanno facendo grandi progressi, anche negli attuali negoziati sugli ostaggi”, ha aggiunto Trump. “Firmare quel documento in questo momento avrebbe quell’effetto, e posso firmarlo più avanti o in qualsiasi momento voglia“, ha proseguito, senza precisare nel messaggio a quale documento si riferisca.

Il presidente ha inoltre collegato la propria posizione al ruolo di Mosca nei confronti di Teheran. “La Russia sta facendo pochissimo, se non nulla, per aiutare la Repubblica islamica dell’Iran rispetto a quanto potrebbe fare, e voglio che continui così”, ha affermato, aggiungendo che manterrà questa situazione “a meno che degli stupidi non si mettano in mezzo”.

Trump ha poi attaccato Zelensky per i raid contro le raffinerie russe che producono diesel, sostenendo che il presidente ucraino sappia che queste operazioni “stanno danneggiando gravemente i mercati mondiali del diesel, compresi quelli degli Stati Uniti”. Secondo Trump, agricoltori, allevatori e imprese di ogni tipo ne stanno soffrendo, mentre la Russia continua a inviare “a basso prezzo milioni di barili di diesel al mondo”.

“A Zelensky non importa e, francamente, con tutti i soldi che l’Europa gli sta dando e che il corrotto Joe Biden gli ha dato in passato, non vuole porre fine a questa guerra e probabilmente non l’ha mai voluto“, ha accusato il presidente americano. “Avrebbe potuto ottenere un accordo migliore due anni fa rispetto a quello che può ottenere adesso”, ha proseguito Trump, descrivendo l’Ucraina come un Paese “a pezzi”, con una larga parte del territorio perduta. Ha inoltre sostenuto che “Kiev abbia perso l’accesso ai mari e che la popolazione maschile sia ridotta, ferita o morta”. “Voglio che questa guerra finisca!”, ha concluso.

Il presidente russo Vladimir Putin ha proposto che lui, il presidente americano Trump e il leader cinese Xi Jinping si incontrino il mese prossimo per discutere dell’Ucraina, nel tentativo di negoziare una conclusione del conflitto quadriennale che favorisca Mosca. Lo scrive il Wall Street Journal. Il piano rappresenta un tentativo da parte di Putin di trarre vantaggio dal miglioramento dei rapporti tra Trump e il leader russo, che ha allarmato l’Ucraina e i suoi alleati a Washington e in Europa. Un vertice di questo tipo – senza il coinvolgimento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky – sarebbe senza precedenti e farebbe scattare l’allarme nelle capitali europee e non solo.

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Guerra in Ucraina, Trump durissimo: “Zelensky? Meglio non averci niente a che fare. Non sono un suo fan”

Donald Trump ha dichiarato a Newsmax di “non essere un grande fan” del presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy e di considerarlo più difficile con cui negoziare rispetto al presidente russo Vladimir Putin, criticando la decisione dell’Ucraina di riprendere gli attacchi contro le raffinerie petrolifere russe nel contesto degli sforzi per porre fine alla guerra. “Zelensky non è una persona con cui è consigliabile avere a che fare“, ha dichiarato Trump in un’intervista esclusiva a “Finnerty” dalla Casa Bianca. “Non vuole trovare un accordo. Dice di volerlo, ma non lo vuole. No, non sono un grande fan di Zelensky”.

Intervistato da Newsmax sui nuovi attacchi dell’Ucraina, Trump ha affermato che stavano facendo aumentare i prezzi globali dell’energia. “Ora, se mi dite che Zelenskyy sta di nuovo sparando alle raffinerie, tutto ciò che sta facendo è far aumentare il prezzo mondiale del petrolio”, ha affermato. “Beh, penso che sia una vergogna. Ci sono molti altri obiettivi… Ci sono molti obiettivi che si possono colpire”, ha continuato Trump.

Nella notte del 16 ottobre, le forze ucraine hanno apparentemente colpito diversi obiettivi nelle regioni russe di Mosca, Rostov e Vladimir, nel corso di un’ampia operazione condotta con droni. Secondo i canali di monitoraggio ExileNova+ e SuperNova+, nell’operazione notturna è stato preso di mira il data center del colosso tecnologico russo Yandex, situato nell’oblast di Vladimir, a circa 500 chilometri dal confine ucraino.

Nella città di Sepetivka (regione di Khmelnytskyi, nell’Ucraina occidentale) è scoppiato un incendio nei pressi di un deposito di petrolio a colpito con i droni dalle forze armate russe. Lo scrive il capo dell’amministrazione statale di Khmelnytskyi, Serhiy Tyurin su Telegram: “A seguito dell’attacco, è scoppiato un incendio nell’area di un deposito di petrolio”.

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