❌

Reading view

In arrivo a Milano il soldato peripatetico | il commento

I soldati che saranno a Milano per rassicurare la città e presidiarla contro ogni rischio, annuncia il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, assumeranno funzioni più “dinamiche” rispetto al passato. Finora i militari hanno l’obbligo di osservare ma in silenzio, guardare senza toccare, non sparare per nessuna ragione né manganellare alcuno. Gli è concesso di stare fermi, nella modalità statica, come rievoca il ministro, all’interno del gazebo: mitra in pugno e occhi bene aperti. Statici ma vigili, statici ed efficienti, in guardia senza eccedere. Mutando la situazione, cambia inesorabilmente il compito delle forze armate.

Negati dal Quirinale la concessione dei poteri di polizia, si stanno valutando aspetti, come dichiara il ministro, “innovativi” per i cinquecento militi in arrivo. Il primo dei quali, è l’assunto di Piantedosi, si propone di concedere più “dinamicità” alla loro azione. Più dinamici, se abbiamo inteso bene, permetterà di vederli spaziare da slargo a slargo, da angolo ad angolo del palazzo, magari intorno al monumento. Passeggiando, correndo, supervigilando. L’attività dinamica, escludendo le pistole, si sviluppa così in una condizione peripatetica: passeggio seguendo le direttrici est-ovest, nord-sud, e così provando con lo sforzo fisico a sopperire alla revoca dei poteri di manganellare e – nei casi più gravi – di fermo e di arresto.

L'articolo In arrivo a Milano il soldato peripatetico | il commento proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Salvini, i tir di Cerignola convocati a Milano e lo strano “doppio” che voleva portare quelli del Brennero a Caltanissetta…

Gli autotrasportatori di Gizzeria, Racalmuto, Cerignola, quelli del lagonegrese, delle Madonie, gli autuisti di Pachino con i loro magnifici pomodorini, quelli dell’Etna che trasportano le arance rosse sono attesi in prefettura a Milano da Matteo Salvini.

Il ministro è milanese, le cose da fare sono tante, i problemi crescono, l’orologio è impietoso.

Chi scioperà per via del portafoglio vuoto fa un altro piccolo sacrificio: treno, aereo o autobus e via a Milano. Poche centinaia di euro e si è da Salvini in persona, per parlare dei portafogli vuoti.

Abbiamo pensato cosa sarebbe accaduto in Italia se un ministro della Repubblica, magari nato a Caltanissetta ed ivi residente, avesse convocato gli autisti del Brennero, i veneti di Valpolicella, i piemontesi di Alba, e quelli che guidano i tir di Sassuolo per trasportare ovunque le bellissime ceramiche tutti a Caltanissetta, nella città dove il ministro affaccendato ha da sbrigare le tantissime faccende appunto.

Avremmo mormorato, vero? La fannullaggine del sud, la mancanza di rispetto, quelli che lavorano e gli altri col culo in poltrona, la vita traversa dei soliti mantenuti.

Eccetera eccetera.

L'articolo Salvini, i tir di Cerignola convocati a Milano e lo strano “doppio” che voleva portare quelli del Brennero a Caltanissetta… proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  
❌