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Omoda X, il Suv che guarda al fuoristrada. Chery prepara la nuova offensiva in Europa – FOTO

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Il futuro è adesso. E non è solo in Cina, anzi. Già oggi Chery, che nel 2027 celebra i trent’anni di attività, è il costruttore della Repubblica Popolare più internazionalizzato con quasi il 70% dei volumi contabilizzato all’estero. Con i suoi marchi ha cominciato l’offensiva europea: dal 2024 è presente in Italia con Jaecoo e Omoda e quest’anno ha lanciato Lepas alla quale sta per aggiungersi la stessa Chery, cui seguiranno iCaur nel 2027 e, forse nel 2028, anche il brand premium Freelander frutto della joint-venture con Jaguar Land Rover, mentre sono in corso riflessioni anche per l’importazione di altri marchi, come Exceed, sul quale già ragiona la Spagna. Lo scorso anno nel Belpaese il gruppo aveva venduto 15.500 macchine, che nei primi otto mesi del 2026 sono diventate 28.000.

Nel corso dell’International User Summit di Wuhu, dove si trova il suo quartier generale, il costruttore che nel 2025 ha dichiarato un giro d’affari vicino ai 42 miliardi di dollari ha esibito in anteprima la Omoda X. Si tratta ancora di un concept, peraltro apparentemente non troppo diverso da quella che potrebbe essere la versione definitiva (i tempi per eventuali “aggiustamenti” sono rapidissimi come evidenzia il caso della Lepas 4, sottoposta ad una revisione dopo i riscontri ottenuti non avevano soddisfatto la casa automobilistica) che potrebbe arrivare sul mercato con il 2028.

Misura 4,7 metri di lunghezza (tra 2,7 e 2,8 il passo) ed è contraddistinto da un nuovo linguaggio estetico, che si differenzia da quello dell’attuale gamma del marchio. Sono differenti gli esterni, ma anche gli interni: meno crossover e più Suv con i quali vengono corteggiati quei clienti (europei in particolare) che apprezzano lo stile del fuoristrada.

Viene definito come il primo cross-offroad vehicle, anche con 1.800 kg di massa rimorchiatile e 75 di portata sul tetto. Anche nei numeri il modello conferma questa impostazione perché l’altezza libera da terra è di 20 centimetri e la capacità di guado raggiunge i 70. Per il momento la Omoda X, che potrebbe non essere il nome definitivo, viene anticipata con le sole motorizzazioni full hybrid (Shs-h) da 225 Cv e 295 Nm di coppia e elettrica, i cui parametri non dovrebbero essere diversi da quelli già noti della Omoda 5 (211 Cv e 340 Nm).

Dentro l’abitacolo, oltre a 39 vani portaoggetti, spicca lo schermo verticale centrale da 13.2” collegato alla consolle nella quale spicca una sorta di “manettino” rosso che nasconde il tasto di avviamento. Ci sono diversi tasti fisici e c’è il cruscotto digitale da 10.5”.

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XPeng L03, nel traffico di Parigi spunta l’auto che guida da sola

Un “visionario”. Classe ’77, He Xiaopeng spiega all’Automotive Summit di Parigi come, meno di dieci anni fa, nel 2017, ha lasciato la sua start-up UCWeb (veduta a Alibaba per circa 4 miliardi di dollari) per fondare l’azienda che porta il suo nome. “All’epoca – ricorda – pensavo che l’automobile sarebbe passata dai veicoli alimentati dal petrolio alle smart electric vehicle, le auto elettriche intelligenti”. A pochi metri di distanza la XPeng L03, malgrado una lunghezza di 4,65 metri il modello più compatto commercializzato dal costruttore cinese in Europa, gira non solo a zero emissioni, ma anche praticamente senza il conducente.

A differenza della Tesla Cybercab, la L03 ha ancora il volante, ma l’autista portoghese che occupa il posto del guidatore lo impiega solo per uscire e rientrare nell’area riservata alle auto dedicate ai test in occasione della rassegna. Le sue mani sono solo vicine al volante perché così impone la normativa comunitaria, ma le manovre vengono effettuate in completa autonomia dal veicolo, che regola l’andatura (fino ai 30 orari, secondo i limiti imposti in quella zona della città) e che si occupa di frenare e ripartire.

“In Europa la guida intelligente non è ancora così diffusa. In Cina, invece, i consumatori che acquistano una XPeng si aspettano tecnologie avanzate e sistemi Adas di alto livello. Credo che nei prossimi dieci anni l’industria automobilistica cambierà ancora di più e non sarà soltanto l’auto elettrica a trasformarla e nemmeno soltanto le nuove aziende come la nostra. Penso che sarà l’intelligenza artificiale ad avere il maggiore impatto sull’industria automobilistica”, spiega Xiaopeng.

Intanto la L03 si sposta senza problemi a Parigi, tra cantieri, pedoni, ciclisti, semafori, controviali, rotonde e, soprattutto, traffico. Non ci sono movimenti bruschi o manovre azzardate, né si avverte una sensazione di insicurezza: la macchina viaggia e si ferma, rallenta e accelera dolcemente, indubbiamente senza “passione”, ma con estrema razionalità. Al semaforo appena diventato giallo va avanti, mentre si ferma se lo è già da qualche secondo.

Sul veicolo non sono montati i lidar e le indicazioni sulla guida vengono ricavate dalle telecamere i cui dati vengono elaborati dai rapidissimi microprocessori Turing AI sviluppati dalla stessa XPeng che memorizzano sempre gli ultimi 30 secondi e anticipano i prossimi 6 grazie al “modello fondazionale end-to-end VLA 2.0 elaborato dai chip, che non sono semplici righe di codice scritto, ma una rete neurale multimodale in grado di interpretare lo spazio visivo e pianificare l’azione”. L’adattamento del sistema alle norme, alle strade e alla abitudini europee è stato eseguito dagli ingegneri di XPeng occupati presso il centro di Ricerca e Sviluppo di Monaco di Baviera.

“Crediamo fermamente che la nostra guida intelligente possa passare direttamente dal livello 2 al livello 4 (quello della L03, ndr), saltando sostanzialmente la fase intermedia del livello 3 – insiste Xiaopeng – Nel 2027 vogliamo portare la tecnologia NGP (Navigation Guided Pilot, ndr) di XPeng in tutto il mondo, Europa compresa. Pensiamo che tra la fine del 2028 e il 2029 il nostro software NGP possa raggiungere capacità vicine al livello 4. A quel punto saremo pronti a portarlo sui mercati globali”.

La sensazione, per quello che vale, è quella di uno spostamento in assoluta sicurezza già con il livello 4, visto che – almeno nel Vecchio Continente – per quello successivo sono necessarie norme che non sembrano essere all’orizzonte. “Non siamo venuti in Europa soltanto per vendere automobili – avverte il manager – Vogliamo lavorare insieme all’Europa, per l’Europa e con l’Europa, contribuendo allo sviluppo dell’industria automobilistica europea. Vogliamo costruire questa collaborazione sul lungo periodo”. E con il gruppo Volkswagen XPeng ha già avviato una collaborazione importante.

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