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Decreto Bollette, primo passo verso l’intesa con Bruxelles: come funziona il tetto al gas e perché l’Ets resta fuori

Dopo mesi di braccio di ferro, il governo Meloni e la Commissione europea hanno raggiunto un’intesa preliminare sul decreto Bollette. Il via libera definitivo non c’è ancora: Roma dovrà presentare a Bruxelles un nuovo testo delle misure per ridurre il costo dell’elettricità, che dovrà passare al vaglio sugli aiuti di Stato. Il ministro dell’Ambiente Gilberto Pichetto Fratin parla di “un primo passo importante” e annuncia che “a breve notificheremo alla Commissione Ue un nuovo testo della norma”, coerente con il quadro temporaneo di aiuti per la crisi in Medio Oriente, il Metsaf. “È stata una trattativa lunga, ma costruttiva, che ha portato a un risultato importante”, ha commentato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che si è detta “molto contenta” dell’accordo che aprirebbe la strada a una soluzione simile alla cosiddetta “eccezione iberica”, quella accordata a Spagna e Portogallo nel 2022 proprio per limitare l’effetto del costo del gas sul prezzo dell’elettricità.

Per capire la posta in gioco tocca partire dal prezzo dell’elettricità e da come viene calcolato. In Italia viene prodotta con rinnovabili: solare, eolico, idroelettrico. Ma anche con il gas. E nel mercato all’ingrosso il prezzo viene spesso determinato dall’ultima centrale necessaria a soddisfare la domanda, che generalmente è quella alimentata a gas. Se per esempio eolico e fotovoltaico non bastano a coprire il fabbisogno e serve anche una centrale a gas, con costi più elevati, il prezzo di mercato viene fissato in base a quest’ultima e riconosciuto anche agli altri produttori. Così, quando rincara il gas, l’aumento può ricadere su tutto il mercato, anche sull’elettricità prodotta con le rinnovabili.

Per attenuare questo effetto, tra le ipotesi negoziate dal governo c’è un tetto convenzionale al costo del gas utilizzato dalle centrali elettriche, e compensazioni pubbliche, finanziate attraverso un meccanismo da definire, a copertura della differenza con il costo effettivo del combustibile. Il tetto permetterebbe così di abbassare il prezzo all’ingrosso dell’elettricità, compresa quella prodotta dalle rinnovabili. I dettagli del meccanismo, però, non sono ancora confermati e andranno verificati sul nuovo testo. Bisogna infatti rispettare le regole europee sulla concorrenza ed evitare che le centrali destinatarie delle compensazioni ottengano un vantaggio ingiustificato rispetto agli operatori di altri Paesi europei.

Resta invece fuori dall’intesa la compensazione dei costi dell’Emission Trading System (Ets), il sistema europeo che obbliga le centrali a pagare per le emissioni di anidride carbonica. Anche questa spesa contribuisce ad aumentare il prezzo dell’elettricità, ma Bruxelles ha chiarito che i rimborsi potranno coprire soltanto il rincaro del gas, non il costo delle emissioni. La Commissione vuole infatti evitare che le compensazioni annullino il costo delle emissioni, pensato proprio per scoraggiare l’uso dei combustibili fossili e incentivare le fonti rinnovabili. La Commissione precisa inoltre che le compensazioni saranno temporanee, finanziate solo dai consumatori che ne beneficeranno e dovranno tradursi interamente in una riduzione dei prezzi per gli utenti finali. Resta da conoscere il contenuto definitivo del decreto che l’Italia invierà a Bruxelles, il costo delle compensazioni e in quale misura, una volta approvato, il meccanismo riuscirà a trasferire i benefici alle bollette. “Sono molto contenta dell’accordo Ue, le abbasserà“, assicura Meloni. L’intesa politica è raggiunta, l’autorizzazione europea deve arrivare.

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Decreto bollette, l’Italia tratta con l’Ue: tetto al prezzo del gas tra 55 e 65 euro per MWh

L’accordo tra Italia e Unione europea sul decreto bollette è vicino e potrebbe aiutare a contenere il costo dell’elettricità.

L’obiettivo del Governo è ridurre l’impatto dei rincari del gas sul prezzo finale della luce, senza intervenire direttamente sulla tassazione europea delle emissioni. Restano da definire solo gli ultimi dettagli.

Decreto bollette, intesa Ue-Italia vicina

In via generale, in Italia il valore della luce dipende in larga misura da quello del gas utilizzato per produrla. E quando quest’ultimo aumenta, anche il prezzo dell’elettricità tende a salire per famiglie e imprese.

Secondo quanto riferito dalla Commissione europea, il confronto con il Governo italiano ha raggiunto una fase avanzata.

Lo conferma il portavoce per la Concorrenza Ricardo Cardoso, citato dal Sole 24 Ore:

Siamo vicini a una soluzione compatibile con le regole dell’Ue che consentirebbe di attuare la misura proposta, che ridurrebbe in modo efficace l’incidenza dei costi di generazione a gas sul prezzo complessivo dell’elettricità. Dopo discussioni intense e costruttive negli ultimi mesi tra la Commissione e le autorità italiane, si sta delineando un accordo di massima sugli elementi chiave necessari per attuare questa misura in conformità con le norme dell’Ue. Il tutto, naturalmente, resta subordinato alle discussioni tecniche.

Decreto bollette, il piano per ridurre il costo della luce

Il punto di partenza è il decreto bollette varato dal Governo a febbraio. La misura prevede un meccanismo che interviene sul peso della tassazione europea delle emissioni, il sistema Ets, applicata ai produttori di elettricità che utilizzano il gas.

Nella formulazione iniziale, il Governo intendeva spostare sulle bollette dei consumatori il costo della tassazione europea a carico dei produttori. L’operazione avrebbe dovuto favorire una riduzione del prezzo all’ingrosso dell’elettricità superiore all’aumento della tariffa in bolletta, producendo così un risparmio effettivo per gli utenti.

Il meccanismo, però, è entrato in frizione con le regole europee: la tassazione Ets rientra infatti nelle competenze dell’Ue e modificarne direttamente il funzionamento avrebbe richiesto un intervento a livello comunitario. Il confronto tra Roma e Bruxelles è quindi virato su soluzioni alternative per contenere il costo della luce senza modificare direttamente il sistema europeo delle emissioni.

Tetto al prezzo del gas, ipotesi tra 55 e 65 euro per MWh

Tra le ipotesi al vaglio c’è la fissazione di una sorta di tetto al prezzo del gas, pensato per sterilizzare una parte dei rincari oltre una determinata soglia.

Il livello potrebbe collocarsi tra 55 e 65 euro per Megawattora (come riporta Il Messaggero) ma la forchetta definitiva è ancora da definire. Ed è proprio questo uno dei principali punti aperti nella trattativa tra il Governo italiano e la Commissione europea.

Mercato del gas sotto pressione

Il prezzo al Ttf di Amsterdam ha raggiunto 87,4 euro per Megawattora, con un aumento del +172% dall’inizio della guerra. Un livello inferiore ai picchi dell’agosto 2022, quando il prezzo aveva toccato 340 euro per Megawattora, ma comunque capace di pesare sulle bollette di famiglie e imprese.

Da dove arriverebbero i soldi

Poi c’è un altro fronte aperto, che riguarda il reperimento delle coperture: tra le possibilità ci sarebbe l’utilizzo dei 14 miliardi di euro di flessibilità europea.

Per il Governo, poi, c’è anche un’altra gatta da pelare: benzina e gasolio, i cui prezzi sono alle stelle.

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