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Casa BFF, a Milano la banca diventa architettura: dentro il building firmato OBR

A Milano, dove la trasformazione urbana passa attraverso nuovi edifici iconici e quartieri in continua evoluzione, c’è un progetto che prova a spostare l’attenzione dalla semplice architettura alla relazione con la città. Si chiama Casa BFF ed è la nuova sede di BFF Bank, gruppo bancario internazionale nato in Italia e specializzato nei servizi finanziari alle imprese e alle istituzioni, con un focus storico sulla gestione e sullo smobilizzo dei crediti commerciali verso le Pubbliche Amministrazioni.

Situato nel quartiere Portello, il complesso nasce per riunire gli spazi di lavoro del gruppo in un progetto architettonico che ambisce a essere anche un luogo di relazione con Milano. Non soltanto una sede direzionale, dunque, ma un edificio che mette insieme lavoro, sostenibilità, spazio pubblico e arte contemporanea.

La progettazione è stata affidata a OBR – Open Building Research, lo studio fondato nel 2000 dagli architetti Paolo Brescia e Tommaso Principi. Il progetto ha ottenuto il MIPIM Award 2024 nella categoria Best New Development, riconoscimento internazionale assegnato nell’ambito del mercato immobiliare e dello sviluppo urbano.

Casa BFF, i numeri del progetto firmato OBR

I numeri aiutano a comprendere ancora meglio la portata dell’intervento: casa BFF si sviluppa su circa 15.000 metri quadrati di superficie costruita, secondo i dati del progetto, e si articola intorno a una nuova piazza e a spazi interni concepiti per adattarsi a differenti modalità di utilizzo. L’idea dei progettisti è costruire un rapporto diretto tra edificio e contesto urbano. La struttura lascia spazio a una piazza pubblica e crea una connessione con il quartiere, superando la logica del quartier generale concepito come un volume isolato dalla vita cittadina.

Il valore dell’intervento, in questa prospettiva, non si misura soltanto nella qualità architettonica, ma anche nella capacità di generare relazioni. È una questione centrale per Milano, dove la rigenerazione urbana sta trasformando intere aree e ridefinendo il rapporto tra attività economiche, spazi collettivi e vita quotidiana.

casa BFF Milano
Ufficio stampa BFF
Il nuovo HQ di BFF a Milano – firmato dagli Architetti Paolo Brescia e Tommaso Principi di OBR – ha accolto i dipendenti del Gruppo a partire dal mese di dicembre 2024

Il tetto fotovoltaico e il rapporto con la sostenibilità

Uno degli elementi più riconoscibili di Casa BFF è il grande porticato, che raggiunge i 40 metri di altezza e sostiene una copertura fotovoltaica di forte impatto visivo. La struttura non svolge soltanto una funzione architettonica: contribuisce a definire lo spazio pubblico alla base dell’edificio e a caratterizzarne l’identità. La copertura ospita 2.300 metri quadrati di pannelli fotovoltaici, con una produzione dichiarata di circa 360 MWh all’anno e una potenza di picco di 300 kWp. È un esempio di come la sostenibilità possa diventare parte integrante del progetto, anziché rimanere un elemento tecnico separato dalla forma dell’edificio.

Casa BFF ha inoltre ottenuto le certificazioni LEED Platinum e WELL Gold, rispettivamente legate alle prestazioni ambientali dell’edificio e agli aspetti che riguardano la salute e il benessere delle persone negli ambienti costruiti. Il progetto adotta anche principi di progettazione DFMA, acronimo di Design for Manufacture and Assembly, un approccio che punta a facilitare l’assemblaggio dei componenti e a ottimizzare i processi costruttivi.

Dentro Casa BFF: come cambia lo spazio di lavoro

casa BFF Milano
Ufficio stampa BFF
Lo spazio interno di Casa BFF è stato pensato per rispondere alla sempre crescente richiesta di flessibilità, riconfigurabilità e adattabilità nel tempo e nello spazio.

Se l’esterno costruisce il rapporto con la città, gli ambienti interni raccontano l’evoluzione degli spazi professionali: luce, trasparenza e flessibilità contribuiscono a definire un contesto in cui l’architettura non svolge soltanto una funzione organizzativa, ma partecipa all’esperienza quotidiana di chi lo attraversa.

La nuova sede riunisce le attività del gruppo in un unico complesso e interpreta una trasformazione che interessa molte aziende: il luogo di lavoro non viene più valutato esclusivamente in base alla sua capacità di ospitare persone e funzioni, ma anche per la qualità degli ambienti, le possibilità di collaborazione e il benessere che può offrire. Per BFF Bank, Casa BFF rappresenta anche un modo di rendere visibile la propria identità attraverso uno spazio fisico riconoscibile, capace di integrare la dimensione operativa con quella rappresentativa e culturale.

La BFF Gallery: circa 250 opere d’arte nel cuore della banca

Uno degli aspetti più singolari di Casa BFF è la presenza della BFF Gallery, uno spazio dedicato all’arte moderna e contemporanea di circa 450 metri quadrati. La collezione del gruppo ha radici negli anni Ottanta e comprende circa 250 opere, con nomi di primo piano dell’arte italiana del Novecento.

Tra gli artisti rappresentati figurano Lucio Fontana, Alberto Burri, Enrico Baj, Mario Schifano, Emilio Tadini e Arnaldo Pomodoro. Una raccolta che affianca all’attività finanziaria di BFF Bank un investimento nella valorizzazione del patrimonio artistico. Anche gli spazi esterni dialogano con questa dimensione: la piazza ospita opere di Giò Pomodoro e Gianfranco Pardi, inserendo l’arte nel percorso quotidiano di chi attraversa l’area.

La BFF Gallery è aperta gratuitamente al pubblico dal lunedì al venerdì, dalle 10:30 alle 17:30, secondo le informazioni pubblicate dalla galleria. La presenza di uno spazio espositivo accessibile trasforma così una parte dell’identità aziendale in un’occasione di fruizione culturale.

BFF Bank e una nuova idea di sede aziendale

Casa BFF offre una chiave di lettura della Milano contemporanea che va oltre la ricerca dell’edificio spettacolare. Il progetto promosso da BFF Bank mette insieme funzioni differenti: una sede direzionale, uno spazio pubblico, un’infrastruttura per la produzione di energia e un luogo dedicato all’arte. La scelta di investire in un edificio di questa natura racconta anche l’evoluzione del modo in cui un’impresa può presentarsi alla città.

Il progetto di OBR mostra come un edificio direzionale possa essere ripensato in termini di qualità degli ambienti e relazione con il quartiere. Una prospettiva particolarmente significativa in una città in cui la rigenerazione urbana è diventata uno dei temi centrali del dibattito sul futuro degli spazi. Più che un nuovo landmark da aggiungere allo skyline milanese, Casa BFF è dunque un tentativo di immaginare un’architettura in cui la dimensione aziendale possa convivere con quella urbana e collettiva: un luogo in cui economia, design e cultura si incontrano per raccontare una Milano in trasformazione.

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Affitti in aumento del 33,2% in 6 anni, Milano la più cara ma a crescere maggiormente è Bari

Una ricerca promossa da Immobiliare.it ha rilevato gli aumenti degli affitti in Italia tra il 2020 a il 2026, trovando che, in media, nel nostro Paese i canoni sono aumentati del 33,2% in 6 anni, a fronte di un’inflazione totale di circa il 20%. Il costo delle case sta quindi aumentando più rapidamente di quello della vita.

I dati differiscono molto tra città. Inaspettatamente, Milano è tra quelle che cresce di meno. Già sei anni fa, però, partiva da un costo medio che era più alto di buona parte di quello delle altre grandi città oggi. Le crescite più repentine sono avvenute invece a Bari e a Genova.

Quanto sono aumentati gli affitti in Italia dal 2020

La ricerca di Immobiliare.it prende in considerazione un periodo di forte inflazione per l’Italia, in cui l’aumento dei prezzi ha spesso superato la media del 2% annuo che dovrebbe rappresentare il riferimento per il lungo periodo.

Nonostante questo, la crescita dei canoni nelle grandi città ha superato di gran lunga l’inflazione. Un segnale che le città sono in crisi abitativa: c’è troppa domanda, a causa delle migrazioni dalle aree interne del Paese, e poca offerta.

L’aumento degli affitti nelle città del Nord

Al Nord la città con gli aumenti più forti è stata Genova, che in 6 anni ha visto i canoni crescere di oltre il 48%. A sorpresa, quella con meno crescita è Milano, ma questo dato va contestualizzato. Già nel 2020 il capoluogo lombardo aveva canoni medi di 19,7 euro al metro quadro. Sei anni dopo solo una città italiana, Firenze, è riuscita a superare quella cifra.

La classifica degli affitti più costosi al Nord recita:

  1. Milano, 22,3 euro al metro quadro (+13,4%);
  2. Venezia, 15,5 euro al metro quadro (+25,4%);
  3. Torino, 13 euro al metro quadro (+37,9%);
  4. Verona, 12,3 euro al metro quadro (+18,0%);
  5. Genova, 11,2 euro al metro quadro (+48,1%).

Il Centro, tra prezzi alti e grande crescita

Le città del Centro presentano al contempo prezzi molto alti degli affitti e una crescita tra le più intense d’Italia. Firenze è l’emblema di questa combinazione, seconda in assoluto in Italia dietro Milano a oltre 21 euro al metro quadro di canone medio ma con un aumento oltre la media nazionale.

La classifica delle città con gli affitti più costosi del Centro Italia recita quindi:

  1. Firenze, 21,7 euro al metro quadro (+38,1%);
  2. Roma, 19,1 euro al metro quadro (+29,9%);
  3. Bologna, 16,5 euro al metro quadro (+18,3%).

 

La rincorsa delle città del Sud

Il Sud è l’area geografica in cui gli affitti sono rimasti più accessibili. Anche in città molto attrattive come Napoli, i canoni rimangono sotto quelli delle grandi città del Nord. Si registrano però alcuni casi di forte crescita, che segnalano una grande migrazione dalle aree interne in via di spopolamento.

Le città con gli affitti più costosi al Sud sono:

  1. Napoli, 15,3 euro al metro quadro (+25,5%);
  2. Bari, 13 euro al metro quadro (+52,9%);
  3. Catania, 9,7 euro al metro quadro (+24,4%);
  4. Palermo, 9,7 euro al metro quadro (+35,8%).

Le soluzioni alla crisi abitativa

Paolo Giabardo, direttore generale di Immobiliare.it, ha commentato la ricerca segnalando due possibili soluzioni a questa situazione:

  • l’immissione sul mercato del gran numero di alloggi sfitti presenti in Italia;
  • la costruzione di più abitazioni.

Entrambe però hanno dei limiti. Molti degli alloggi sfitti non si trovano nelle città che sono soggette alla crisi abitativa. I progetti immobiliari di larga scala richiedono tempo ed enormi investimenti, soprattutto in un momento in cui anche i terreni delle aree sotto pressione hanno prezzi sopra la media.

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