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Sciopero del 16 ottobre, si fermano EasyJet, scuola e trasporti: gli orari

Il 16 ottobre ci saranno sia uno sciopero nazionale della scuola, sia uno della compagnia aerea low cost EasyJet, una delle più diffuse e utilizzate in tutto il Paese. Se la prima mobilitazione potrebbe avere conseguenze limitate e dipendenti dall’adesione, è quasi sicuro che il secondo creerà molti disagi.

Oltre a questi scioperi, ci saranno anche alcune mobilitazioni locali che colpiranno il settore dei trasporti pubblici locali, sia su strada, sia marittimi.

Lo sciopero di EasyJet il 16 ottobre

Lo sciopero dei voli di EasyJet durerà tutta la giornata e si estenderà in tutta Italia. Ci potranno quindi essere ritardi e cancellazioni su tutti i voli della compagnia aerea, che è tra le più diffuse nel nostro Paese. Ci sono però delle eccezioni. Oltre allo sciopero di EasyJet, in Toscana si fermeranno anche le aziende che gestiscono gli aeroporti di Pisa e Firenze.

I voli garantiti

L’Enac, l’Ente nazionale per l’aviazione civile, ha diffuso l’elenco dei voli garantiti per il 16 ottobre. Si tratta di:

  • Eju 4115 Napoli (Lirn)-Olbia (Lieo)
  • Eju 4116 Olbia (Lieo)-Napoli (Lirn)
  • Eju 3599 Malpensa (Limc)-Lampedusa (Licd)
  • Eju 3600 Lampedusa (Licd)-Malpensa (Limc)
  • Eju 3897 Malpensa (Limc)-Sharm El-Sheikh (Hesh)

Questi voli seguono alcune linee guida di Enac in caso di sciopero. Le compagnie aeree devono infatti garantire sia i collegamenti per le isole, la cosiddetta continuità territoriale, sia i voli intercontinentali che arrivano e partono dall’Italia. Infine, saranno garantiti tutti i voli in partenza nelle fasce di garanzia:

  • dalle 7 alle 10 del mattino;
  • dalle 18 alle 21 la sera.

Gli altri scioperi dei trasporti

Sempre il 16 ottobre ci saranno una serie di scioperi del trasporto pubblico locale:

  • lo sciopero di Minervabus a Fiumicino per tutta la giornata;
  • lo sciopero di Arriva a Bergamo con fasce di garanzia dalle 6:00 alle 8:30 e dalle 12:30 alle 16:00;
  • lo sciopero del trasporto pubblico nelle province di Pescara e Chieti.

Quest’ultimo, in particolare, coinvolgerà diverse aziende, ognuna con i propri orari:

  • TUA, 9-13;
  • Di Fonzo, 8:30-12:30;
  • La Panoramica, 8:30-12:30;
  • Satam, 9-13;
  • Baltour, 9-13;
  • Di Giacomo Angelo Domenico, 8:30-12:30.

Infine, il 16 ottobre sarà l’ultimo giorno dello sciopero di 48 ore dei marittimi nei porti di Napoli e Salerno.

Lo sciopero della scuola il 16 ottobre

Il 16 ottobre si terrà anche uno sciopero nazionale della scuola. Il personale si fermerà per tutta la giornata e la mobilitazione coinvolgerà:

  • il personale Ata;
  • gli insegnanti;
  • i dirigenti.

Il sindacato che organizza questa protesta è Sisa, una sigla relativamente poco diffusa. L’ultima volta che ha indetto uno sciopero simile, l’adesione è stata circa dell’1%. I disagi quindi potrebbero essere limitati per studenti e genitori, ma potrebbero comunque acuirsi in istituti che hanno una maggiore densità di iscritti a questa sigla.

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Caro carburanti, la protesta degli autotrasportatori in Sicilia: camion fermi per cinque giorni e stop allo scarico delle merci dalle navi

A partire dalla mezzanotte del 16 ottobre e fino al 20 ottobre in Sicilia i mezzi pesanti rimarranno fermi nei rispettivi piazzali e le navi con i prodotti ortofrutticoli per i supermercati non li scaricheranno. La serrata decisa dal Comitato trasporto siciliano serve a protestare contro l’aumento del costo dei carburanti. “Dobbiamo fermare l’effetto domino che si va a innescare: l’impennata del carrello della spesa e il rincaro di tutte le materie prime che trasportiamo finiscono per abbattersi direttamente sull’utente finale, ovvero il cittadino” ha spiegato Salvatore Bella, rappresentante del Comitato trasporto siciliano.

Lo sciopero era stato annunciato qualche giorno fa da Confindustria Catania, che riportava il malcontento del settore degli autotrasporti per “una condizione economica divenuta insostenibile“. I numeri indicano un prezzo medio mensile del gasolio per autotrazione cresciuto di 0,35 euro al litro rispetto a febbraio, superando i 2,16 euro al litro il mese scorso: ciò si traduce in un aumento della spesa per il carburante di oltre 8mila euro in otto mesi per un veicolo che percorre 100mila chilometri l’anno.

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Nuovo Codice della Strada cosa cambia a multe e regole e quando entra in vigore

Il nuovo Codice della Strada 2026 approvato in Consiglio dei Ministri introduce una serie di modifiche su multe, controlli, assicurazioni e documenti di guida. La riforma, secondo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, punta a rendere le sanzioni meno gravose nei casi ordinari, ma più severe per i comportamenti considerati più pericolosi. Tra le principali novità ci sono la riduzione di alcuni importi, il blocco dell’adeguamento automatico biennale all’inflazione e l’arrotondamento al ribasso delle cifre.

Nuovo Codice della Strada 2026, multe ridotte e sanzioni riorganizzate

La riforma prevede una riorganizzazione generale delle sanzioni principali. Le fasce sanzionatorie vengono ridotte da 82 a 21. La prima fascia prevede, in linea generale, un minimo di 25 euro e un massimo di 100 euro, mentre l’ultima arriva da 10.000 a 40.000 euro.

Il principio indicato dal Mit è quello di mantenere una funzione deterrente, evitando però importi considerati eccessivamente penalizzanti nei casi meno gravi. Allo stesso tempo, il testo introduce un inasprimento per le condotte più rischiose, con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza stradale. I minimi edittali da 26 e 42 euro scendono rispettivamente a 25 e 40 euro. Le multe da 83 e 87 euro vengono invece ridotte a 80 euro.

Stretta su chi guida senza assicurazione

Una delle misure più rilevanti riguarda la circolazione senza copertura assicurativa. Per chi viaggia senza assicurazione è previsto il divieto di marcia a tempo indeterminato. Il provvedimento interviene anche sui veicoli con targa straniera: chi circola in Italia per più di 30 giorni dovrà avere un’assicurazione conforme alle regole italiane. È previsto inoltre un meccanismo di recupero delle somme non pagate dagli utenti stranieri, così da rendere più efficace la riscossione delle multe.

Le novità per autovelox, patente e libretto cartacei

Cambiano anche i tempi di notifica delle sanzioni quando l’infrazione viene accertata da remoto, senza contestazione immediata. Il termine scende da 90 a 45 giorni. La novità riguarda, ad esempio, i verbali legati a rilevazioni effettuate tramite dispositivi automatici.

La riforma prevede anche che ogni procedura di riscossione coattiva sia preceduta da un avviso bonario, per consentire al cittadino un confronto prima dell’attivazione del recupero forzoso.

Il nuovo Codice supera l’obbligo di portare con sé i documenti fisici di guida e circolazione. Patente e carta di circolazione non saranno più documenti da esibire necessariamente su carta. In caso di controllo, le forze dell’ordine potranno verificare i dati tramite l’accesso alle banche dati digitali nazionali. Anche il verbale potrà essere redatto in formato digitale e notificato in via telematica attraverso il servizio delle notifiche digitali della Pubblica amministrazione.

Novità per disabili, moto e monopattini

La riforma semplifica le procedure relative al Contrassegno Unificato Disabili Europeo, il CUDE. Tutti i Comuni dovranno aderire alla piattaforma nazionale, così da garantire il riconoscimento del contrassegno su tutto il territorio italiano.

Per i motociclisti viene introdotta la possibilità di utilizzare la corsia di emergenza in autostrada in caso di sinistri o rallentamenti, fermo restando l’obbligo di lasciare spazio ai mezzi di soccorso e di polizia.

Per i monopattini elettrici è previsto il divieto di circolazione quando rappresentano un intralcio o un pericolo per i pedoni. I Comuni potranno inoltre individuare aree di sosta sui marciapiedi, purché resti garantito il passaggio sicuro dei pedoni e delle persone con disabilità.

Trasporto professionale fino a 70 anni

Il nuovo Codice della Strada 2026 interviene anche sulle patenti del gruppo 2, cioè quelle per autotrasporto e autobus. Il limite di età viene innalzato da 68 a 70 anni, con verifiche mediche periodiche. La misura riguarda le patenti C1, C1E, C, CE, D1, D1E, D e DE. Per alcune categorie sono previste limitazioni specifiche dopo i 70 anni, soprattutto per l’autotrasporto professionale per conto terzi e per la guida di veicoli destinati al trasporto persone.

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L’accisa del nostro scontento

Le accise non sono solo una fonte di gettito, sono strumenti per orientare i comportamenti dei cittadini. Vale per il tabacco come per i carburanti. Serve dunque coerenza tra le misure introdotte e gli obiettivi che la politica pubblica dichiara di perseguire.

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