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Caro carburanti e caro vita, la protesta dei tir si allarga: dalla Puglia alla Campania. Nuovi presidi anche a Potenza

La mobilitazione di autotrasportatori e agricoltori continua a creare disagi nel Mezzogiorno. Nuovi presidi anche in Basilicata, mentre in Campania le manifestazioni hanno provocato chiusure autostradali e chilometri di code. Preoccupano i rifornimenti di carburante e la distribuzione alimentare. Martedì è previsto l’incontro con il ministro Salvini.

Chiuso il raccordo A1-A30 nella notte, camion agli svincoli di Potenza e problemi per la distribuzione

Alle tre del mattino, la protesta degli autotrasportatori ha provocato la chiusura temporanea del collegamento tra l’A1 Milano-Napoli e l’A30 Caserta-Salerno, per chi proviene da Napoli. La giornata è cominciata con lunghe code in Campania: due chilometri tra Villa Literno-Pomigliano e la barriera di Napoli Nord, altrettanti tra Napoli Nord e Caserta Nord e tre chilometri sulla A30, nel tratto tra Maddaloni e il collegamento con l’A1. Polizia Stradale e personale di Autostrade per l’Italia sono intervenuti per gestire la circolazione.

Contemporaneamente, la mobilitazione ha raggiunto anche gli ingressi di Potenza. Questa mattina sono stati segnalati presidi di tir nei pressi degli svincoli di Potenza Est e Potenza Ovest e nella zona industriale di Tito, lungo il raccordo autostradale Potenza-Sicignano degli Alburni. Altri disagi si registrano sulla statale 106 Jonica, nel Metapontino, al confine tra Basilicata, Puglia e Calabria, senza blocchi completi della circolazione. Nella regione lucana, dopo giorni di difficoltà, la situazione ai distributori di carburante sta invece tornando quasi alla normalità.

Sono gli ultimi sviluppi di una protesta che da settimane attraversa il Sud Italia, coinvolgendo agricoltori, autotrasportatori e altre categorie produttive. Camion e trattori sono presenti lungo arterie stradali, svincoli autostradali e collegamenti strategici per il trasporto delle merci. Le conseguenze cominciano a interessare anche chi non partecipa alle manifestazioni, con difficoltà nelle consegne, scaffali meno riforniti in alcuni supermercati e timori per la disponibilità di gasolio.

Perché protestano agricoltori e autotrasportatori: il gasolio vicino a 2,30 euro al litro

All’origine delle mobilitazioni ci sono soprattutto l’aumento dei carburanti e dei costi di produzione, che stanno riducendo i margini economici delle imprese. Secondo le rilevazioni diffuse dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, il prezzo medio del gasolio self service aveva raggiunto 2,296 euro al litro sulla rete autostradale e 2,257 euro sulla rete stradale ordinaria. Il Codacons ha stimato un rincaro del 39% rispetto allo stesso periodo del 2025, pari a circa 31,65 euro in più per un pieno da 50 litri.

Per gli autotrasportatori il gasolio rappresenta una delle principali voci di spesa. Le imprese denunciano anche il costo dei collegamenti marittimi, particolarmente rilevante per chi lavora in Sicilia, e chiedono interventi sul credito d’imposta e sulle accise. L’aumento dei costi rischia di rendere economicamente insostenibili numerosi viaggi, soprattutto quando le tariffe riconosciute ai trasportatori non crescono nella stessa misura.

Le difficoltà dell’agricoltura sono in parte differenti e precedono gli ultimi rincari estivi. Gli agricoltori denunciano costi sempre più alti per carburante, energia e fertilizzanti, mentre in alcuni comparti i prezzi riconosciuti alla produzione sono diminuiti. È il caso dell’olio d’oliva. Le rilevazioni Ismea indicano che sulla piazza di Bari il prezzo all’origine dell’extravergine è sceso a 4,30 euro al chilogrammo. Un prezzo che riguarda la vendita all’origine, non quello pagato dai consumatori al supermercato. Gli olivicoltori chiedono controlli più rigorosi sulle importazioni e sulle possibili frodi, oltre a misure di sostegno e prezzi capaci di coprire i costi produttivi. La protesta agricola riguarda anche allevatori e altri produttori, preoccupati per la sostenibilità delle aziende e per la concorrenza di prodotti provenienti dall’estero.

Calabria e Puglia, i trattori in strada da settimane e gli scaffali dei supermercati si svuotano

La Calabria è stata tra le prime regioni a mobilitarsi, con iniziative spontanee degli agricoltori già dalla fine di settembre. Nelle ultime settimane i presidi si sono estesi dalla Sibaritide al Pollino, dal Cosentino alla provincia di Catanzaro, fino ad alcuni snodi importanti per i collegamenti regionali. Domenica 18 ottobre la protesta coinvolgeva una quindicina di aree, tra cui la statale 534 nei pressi di Firmo-Sibari e la statale 106 nel territorio di Cassano allo Ionio. Nel pomeriggio si è registrato anche un blocco dello svincolo autostradale di Falerna, lungo l’A2.

Accanto agli agricoltori, dal 16 ottobre si sono fermati gli autotrasportatori aderenti alla Fedralog Calabria, con una mobilitazione programmata fino alla mezzanotte del 20 ottobre. I manifestanti hanno ribadito la volontà di proseguire in assenza di provvedimenti ritenuti sufficienti. “Se non avremo risposte certe e concrete, andremo avanti, intensificheremo la mobilitazione e niente è escluso”, ha dichiarato uno dei partecipanti ai presidi calabresi. Anche in Puglia i disagi si stanno prolungando. Nel Foggiano i presidi coinvolgono la zona di Poggio Imperiale, vicino al casello dell’A14, e diversi collegamenti della statale 16. Altre manifestazioni hanno interessato il Brindisino. Il rallentamento dei trasporti sta incidendo sulla distribuzione alimentare, con carenze già segnalate in alcuni supermercati della provincia di Foggia, soprattutto per i prodotti freschi.

Gli agricoltori rischiano a loro volta di subire ulteriori danni. Frutta, verdura, latte e altri prodotti deperibili devono raggiungere rapidamente i mercati e i punti vendita. Quando le consegne vengono ritardate o sospese, aumenta il rischio che la merce si deteriori prima di essere commercializzata, con nuove perdite economiche per chi l’ha prodotta.

Sicilia, dai supermercati agli autobus: cresce la preoccupazione per i rifornimenti

In Sicilia il fermo dei servizi di autotrasporto merci proclamato dal Comitato Trasporto Siciliano è iniziato il 16 ottobre e dovrebbe terminare il 20. Numerosi mezzi sono rimasti nei piazzali delle aziende e nelle aree portuali, con ripercussioni sulle consegne. A Palermo, nei giorni scorsi, la preoccupazione per la disponibilità di carburante ha provocato code alle pompe, mentre diversi cittadini hanno anticipato gli acquisti nei supermercati.

A preoccupare sono anche i trasporti pubblici su gomma. Il presidente di Anav Sicilia, Antonio Graffagnani, aveva denunciato già sabato 17 ottobre la mancata consegna di gasolio ad alcuni depositi aziendali. Senza nuovi approvvigionamenti, le imprese private che effettuano servizi di linea potrebbero essere costrette a ridurre le corse, concentrando le riserve disponibili sui collegamenti indispensabili per studenti e lavoratori.

La regolare distribuzione dei beni alimentari resta un’altra incognita. Le difficoltà potrebbero aggravarsi se il fermo dei camion dovesse proseguire oltre le date annunciate, interessando anche le imprese di trasformazione che dipendono dall’arrivo quotidiano di materie prime.

A Taranto la crisi dell’ex Ilva ha aggravato le difficoltà nei rifornimenti

Alle proteste di agricoltori e autotrasportatori si è aggiunta nei giorni scorsi quella degli operai dell’ex Ilva di Taranto. I lavoratori dello stabilimento siderurgico contestano le prospettive occupazionali e il piano governativo, chiedendo garanzie per il futuro della produzione e dei posti di lavoro, oltre a un progetto industriale che affronti la decarbonizzazione.

La vertenza è distinta da quella sul caro carburanti, ma i suoi effetti hanno coinvolto gli stessi territori. Il blocco degli accessi alla raffineria Eni di Taranto ha interrotto o rallentato il transito delle autocisterne, contribuendo alle carenze di carburante registrate in Puglia, Basilicata e Calabria. Le difficoltà hanno interessato anche i rifornimenti degli aeroporti di Bari e Brindisi, dove nei giorni scorsi erano state introdotte limitazioni.

Venerdì 16 ottobre i sindacati hanno deciso di rimuovere il blocco davanti alla raffineria, mentre lo sciopero dei metalmeccanici è stato sospeso in attesa di nuovi confronti con il governo. Per il 27 ottobre è previsto un incontro dedicato al futuro dell’acciaieria. La rimozione dei blocchi ha consentito di riavviare i rifornimenti, ma non ha interrotto le mobilitazioni degli autotrasportatori.

Le prime risposte delle Regioni e l’incontro di Salvini con gli autotrasportatori

Le amministrazioni regionali hanno annunciato i primi interventi economici. In Calabria la Giunta ha approvato un pacchetto da 15 milioni di euro, di cui 5 milioni destinati alle imprese agricole e 10 milioni agli autotrasportatori. Sono stati definiti anche i criteri per l’assegnazione dei contributi, calcolati sulla base dei maggiori costi sostenuti e documentati per il carburante.

In Puglia la Regione ha annunciato un pacchetto da 30 milioni di euro per l’agricoltura, destinato a sostenere i costi di produzione e gli investimenti nelle filiere. Circa un terzo delle risorse potrebbe essere riservato alle spese per il gasolio. Si tratta di interventi diversi per destinatari e stato di attuazione, che non risolvono da soli le richieste avanzate dalle categorie.

L’attenzione si concentra adesso sull’incontro di martedì 20 ottobre a Milano, convocato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, con la partecipazione prevista del viceministro Edoardo Rixi. Il confronto con le rappresentanze nazionali sarà affiancato da quello con i gruppi autonomi attivi nelle regioni meridionali, previsto nel pomeriggio.

Il governo sta lavorando per accelerare la disponibilità dei 590 milioni di euro già stanziati per il rinnovo del parco veicolare, ma rimasti rallentati da ostacoli burocratici, e per individuare ulteriori risorse a sostegno dell’autotrasporto. Le associazioni chiedono soprattutto misure immediate per compensare il rincaro del gasolio e ridurre i costi che gravano sulle imprese.

Il fermo proclamato in Calabria e Sicilia dovrebbe terminare alla mezzanotte di martedì. Le delegazioni porteranno al tavolo le proprie richieste, mentre la prosecuzione della mobilitazione dipenderà dalle risposte del governo. Nel frattempo, i presidi restano attivi e le imprese della distribuzione devono fare i conti con i ritardi accumulati nelle consegne.

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Benzina sopra 2 euro: la mappa delle regioni con i prezzi più bassi

Crisi carburanti: i dati Facile.it e Mimit mostrano forti differenze tra regioni. Ecco dove benzina e gasolio costano meno.

La crisi dei carburanti in Italia si riflette nei prezzi alla pompa e nelle differenze sempre più evidenti tra un territorio e l’altro. Dopo lo stop allo sconto sulle accise, la ricerca di un distributore conveniente è diventata una priorità per automobilisti e pendolari. Secondo un’analisi di Facile.it sui dati pubblicati dal Mimit, al 14 ottobre 2026 appena il 26% delle stazioni stradali esaminate vendeva gasolio sotto 2,20 euro al litro. Per la benzina sotto 2 euro, invece, la quota arrivava al 52%. Il costo del pieno può cambiare anche a pochi chilometri di distanza.

Diesel più caro della benzina: i prezzi medi

La fotografia dei prezzi medi nazionali, basata sui dati ministeriali aggiornati al 16 ottobre 2026, chiarisce l’entità del rincaro: sulla rete stradale in modalità self la benzina costa in media 2,034 euro al litro, mentre il diesel raggiunge 2,256 euro al litro. In autostrada le medie salgono rispettivamente a 2,048 e 2,278 euro al litro. Il divario pesa soprattutto su pendolari e lavoratori. Questi valori sono medie rilevate in una data precisa, non tariffe identiche in ogni impianto né quotazioni valide automaticamente nei giorni successivi.

Solo 5.030 distributori diesel sotto 2,20 euro

L’indagine considera più di 19.500 distributori censiti dal ministero che avevano aggiornato almeno un prezzo dal 5 ottobre, escludendo la rete autostradale. Di questi, 5.030 impianti, pari al 26%, avevano un prezzo self del gasolio inferiore a 2,20 euro. Il quadro è meno severo per la verde: 10.223 distributori, il 52% del campione, erano sotto i 2 euro al litro. Le percentuali non descrivono tutti gli impianti esistenti, ma esclusivamente il perimetro analizzato da Facile.it. Serve quindi confrontare i prezzi locali.

Marche e Abruzzo: dove il diesel resiste

Guardando al prezzo del diesel regione per regione, sono le Marche a guidare la classifica: il 38% dei distributori osservati resta sotto 2,20 euro al litro. Segue l’Abruzzo con il 36%, mentre Lazio e Umbria condividono il 31%. Friuli-Venezia Giulia, Valle d’Aosta e Liguria raggiungono il 30%. In valori assoluti, gli impianti sono 568 nel Lazio, 250 nelle Marche e 197 in Abruzzo. È dunque utile distinguere tra percentuale di distributori sotto soglia e disponibilità effettiva di stazioni in una determinata zona.

Campania, Basilicata e Calabria più penalizzate

All’estremo opposto della graduatoria del gasolio compaiono la Campania, dove soltanto il 14% degli impianti esaminati scende sotto 2,20 euro, la Basilicata con il 16% e la Calabria con il 19%. Anche per la benzina queste tre regioni sono nelle ultime posizioni: rispettivamente 37%, 36% e 42% dei distributori sotto 2 euro al litro. I prezzi possono comunque variare da una pompa all’altra. Le differenze regionali rendono evidente come il caro pieno non colpisca tutti allo stesso modo.

Benzina sotto 2 euro: spiccano Valle d’Aosta e Sicilia

Per la benzina self la mappa cambia. La quota più alta di stazioni sotto i 2 euro si registra in Valle d’Aosta (62%), seguita da Sicilia e Marche (60%); il Lazio si colloca al 58%. Interessante anche il dato della Lombardia, dove il 56% degli impianti monitorati rientra nella soglia, per un totale di 1.450 distributori. Seguono per numerosità il Lazio con 1.078 impianti e la Sicilia con 945. La quota percentuale non indica, da sola, quanti impianti convenienti siano disponibili.

Quanto incide sul portafoglio il caro pieno

L’effetto dei prezzi dei carburanti è concreto. Applicando le medie stradali del 16 ottobre a un rifornimento ipotetico di 50 litri, la spesa sarebbe di circa 101,70 euro per la benzina e 112,80 euro per il diesel: una differenza di 11,10 euro a pieno. È un semplice esempio di calcolo, non una stima del consumo delle vetture. Per chi rifornisce spesso il veicolo, persino pochi centesimi al litro possono incidere sul bilancio mensile. Il confronto va comunque fatto tenendo conto del percorso necessario per raggiungere una pompa meno cara: risparmiare sul prezzo unitario non conviene se richiede una deviazione troppo lunga.

Come scegliere il distributore senza perdere tempo

Nella fase attuale, il consiglio pratico è verificare i prezzi aggiornati di benzina e diesel prima di partire, confrontando impianti vicini, modalità self e servito e costo del carburante realmente disponibile. La rilevazione di Facile.it segnala inoltre che alcuni operatori hanno riproposto sconti, i cui effetti potranno emergere soltanto in successivi aggiornamenti. Anche le notizie su possibili difficoltà di approvvigionamento in alcune regioni non consentono di generalizzare una carenza nazionale: il comunicato non quantifica l’estensione delle criticità. La fotografia di ottobre mostra soprattutto una certezza: nella crisi dei carburanti, informarsi sui prezzi locali è uno dei pochi strumenti immediati a disposizione di chi guida.

Fonte: Facile.it su dati Mimit del 14 e 16 ottobre 2026.

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Bollo auto: abolirlo o riformarlo?

Negli annunci del governo la cancellazione parziale della tassa automobilistica è stata giustificata da una duplice finalità: compensare gli aumenti dei carburanti e abolire una tassa “odiata”. In entrambi i casi la scelta si scontra con alcune criticità.

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Via il bollo: un rimborso per il caro carburanti?

L’esenzione dal pagamento del bollo di circolazione può compensare temporaneamente il caro carburanti senza passare dal prezzo alla pompa. Ma favorisce chi usa poco l’auto. E le economie sul Pnrr, ancora da accertare, possono coprire un solo anno.

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Aiuti contro il caro diesel, il reddito non basta

Lo sconto sul diesel costa ed è poco selettivo. Ma aiuti basati sul solo reddito delle persone non garantirebbero più equità. Perché, a parità di risorse disponibili, la necessità di usare l’auto e quindi consumare carburante può essere molto diversa.

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Gasolio: meglio un cap europeo*

Il governo ha prorogato fino al 5 settembre lo sconto sul gasolio, spendendo altri 105,6 milioni. Ma il taglio fiscale non si trasferisce automaticamente alla pompa. Un’imposta sugli extraprofitti può finanziare gli aiuti, non correggere il prezzo: più coerente studiare in sede europea un tetto dinamico agli spread eccezionali, con salvaguardie per le importazioni.

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Prezzo della benzina tra percezione e realtà

È vero che il prezzo alla pompa sale rapidamente e scende lentamente di fronte a uno shock. Ma è un fenomeno che si riassorbe in pochi giorni. È poi un settore più trasparente di altri. E anche più reattivo nel passaggio tra ingrosso e dettaglio.

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L’accisa del nostro scontento

Le accise non sono solo una fonte di gettito, sono strumenti per orientare i comportamenti dei cittadini. Vale per il tabacco come per i carburanti. Serve dunque coerenza tra le misure introdotte e gli obiettivi che la politica pubblica dichiara di perseguire.

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Prezzo dei carburanti, benzina a 2.028, diesel a 2.261. La regione più cara è la Basilicata

Ogni giorno dalle 8.30 del mattino, QuiFinanza vi informa sul costo dei carburanti in tutte le regioni italiane. Il costo medio attuale è di 2.028 per la benzina, 2.261 per il diesel, 0.797 per il gpl, 1.989 per il metano. Per sapere il prezzo esatto nella tua regione scorri in basso per tutti i dettagli di costo. Il costo medio si riferisce al prezzo mostrato dai distributori di carburanti presenti sulle strade comunali, provinciali e statali.

Abruzzo

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 ottobre 2026 nella regione Abruzzo.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.253
Benzina SELF 2.031
GPL SERVITO 0.782
Metano SERVITO 1.938

Basilicata

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 ottobre 2026 nella regione Basilicata.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.311
Benzina SELF 2.070
GPL SERVITO 0.776
Metano SERVITO 1.897

Bolzano

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 ottobre 2026 nella provincia autonoma di Bolzano.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.268
Benzina SELF 2.042
GPL SERVITO 0.868
Metano SERVITO 1.963

Calabria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 ottobre 2026 nella regione Calabria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.291
Benzina SELF 2.051
GPL SERVITO 0.820
Metano SERVITO 1.966

Campania

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 ottobre 2026 nella regione Campania.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.300
Benzina SELF 2.068
GPL SERVITO 0.753
Metano SERVITO 1.868

Emilia Romagna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 ottobre 2026 nella regione Emilia Romagna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.252
Benzina SELF 2.017
GPL SERVITO 0.770
Metano SERVITO 1.974

Friuli Venezia Giulia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 ottobre 2026 nella regione Friuli Venezia Giulia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.260
Benzina SELF 2.022
GPL SERVITO 0.766
Metano SERVITO 2.103

Lazio

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 ottobre 2026 nella regione Lazio.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.247
Benzina SELF 2.018
GPL SERVITO 0.764
Metano SERVITO 1.993

Liguria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 ottobre 2026 nella regione Liguria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.239
Benzina SELF 2.006
GPL SERVITO 0.863
Metano SERVITO 1.973

Lombardia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 ottobre 2026 nella regione Lombardia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.247
Benzina SELF 2.009
GPL SERVITO 0.765
Metano SERVITO 1.916

Marche

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 ottobre 2026 nella regione Marche.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.241
Benzina SELF 2.016
GPL SERVITO 0.795
Metano SERVITO 2.023

Molise

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 ottobre 2026 nella regione Molise.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.275
Benzina SELF 2.040
GPL SERVITO 0.807
Metano SERVITO 1.960

Piemonte

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 ottobre 2026 nella regione Piemonte.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.251
Benzina SELF 2.011
GPL SERVITO 0.760
Metano SERVITO 1.940

Puglia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 ottobre 2026 nella regione Puglia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.273
Benzina SELF 2.039
GPL SERVITO 0.762
Metano SERVITO 1.947

Sardegna

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 ottobre 2026 nella regione Sardegna.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.253
Benzina SELF 2.023
GPL SERVITO 0.863

Sicilia

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 ottobre 2026 nella regione Sicilia.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.275
Benzina SELF 2.036
GPL SERVITO 0.813
Metano SERVITO 2.116

Toscana

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 ottobre 2026 nella regione Toscana.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.249
Benzina SELF 2.020
GPL SERVITO 0.780
Metano SERVITO 2.058

Trento

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 ottobre 2026 nella provincia autonoma di Trento.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.252
Benzina SELF 2.022
GPL SERVITO 0.809
Metano SERVITO 2.130

Umbria

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 ottobre 2026 nella regione Umbria.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.242
Benzina SELF 2.020
GPL SERVITO 0.792
Metano SERVITO 2.039

Valle d’Aosta

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 ottobre 2026 nella regione Valle d’Aosta.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.254
Benzina SELF 2.013
GPL SERVITO 0.869

Veneto

Questo è il prezzo di benzina, diesel, gpl e metano di oggi 23 ottobre 2026 nella regione Veneto.

TIPOLOGIA EROGAZIONE PREZZO MEDIO
Gasolio SELF 2.251
Benzina SELF 2.017
GPL SERVITO 0.780
Metano SERVITO 2.005

Fonte: Osservatorio prezzi Mimit

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