La figura y la memoria de Alfredo Pérez Rubalcaba han vuelto a concentrar este martes toda la atención en el Congreso de los Diputados, donde ejerció como parlamentario 21 años. La Mesa del Congreso aprobó hace casi un año otorgar el nombre de Pérez Rubalcaba a la tradicional sala del escritorio de prensa donde trabajan a diario los representantes de los medios de comunicación, justo al lado de la salida del hemiciclo, para homenajear la importancia de un político que falleció hace siete años. En el salón de los pasos perdidos del Congreso se ha ubicado este martes una fotografía de Rubalcaba en la tribuna de oradores y un escritorio con sus libros y los seis premios de oratoria que le concedió en su día la Asociación de Periodistas Parlamentarios. Su viuda, Pilar Goya, ha agradecido su presencia a todos los asistentes en un salón lleno. El PP solo envió a una diputada de base, Carmen Navarro, que fue hasta el final de esta legislatura secretaria cuarta de la Mesa.
Los ministro de Hacienda, Arcadi España, Transportes y Movilidad Sostenible, Óscar Puente y Transformación Digital de la Función Pública, Óscar López, durante el acto celebrado este martes en el Congreso.
La presidenta del Congreso, Francina Armengol, y la viuda de Alfredo Pérez Rubalcba, Pilar Goya, durante el acto de cambio de denominación del Escritorio de Comunicación por el de Escritorio Alfredo Pérez Rubalcaba, en el Congreso de los Diputados, este martes.
Il baby fenomeno del Real Madrid entra all’Olimpico, segna e rivela il segreto della sua prestazione: una conversazione con l’Altissimo.
Gasperini rimpiange il talento sfumato sul mercato, mentre Mourinho deve decidere quanto farlo giocare. Ma lassù, evidentemente, qualcuno ha già espresso una preferenza. Altro che indicazioni tattiche, lavagnette magnetiche e discorsi motivazionali. Per segnare alla Roma basta avere il numero giusto in rubrica. Possibilmente quello di Dio.
Endrick, gioiellino brasiliano del Real Madrid, ha raccontato il curioso retroscena della sua serata all’Olimpico. Mentre i compagni correvano e sudavano, lui era seduto in panchina a conversare con l’Onnipotente. Poi, improvvisamente, la chiamata dalla panchina. Quella terrena, stavolta.
«Ero in panchina a parlare con Dio», ha confessato il ragazzo, spiegando di aver continuato a pregare anche mentre si preparava a entrare. Risultato? Ingresso devastante e gol alla Roma. Una specie di assistenza divina, senza bisogno di passare dal centrocampo.
E pensare che il brasiliano, inseguito durante il mercato proprio dai giallorossi, avrebbe potuto indossare la maglia della Roma. Gasperini e D’Amico lo avevano messo nel mirino, ma il talento è rimasto a Madrid. Salvo presentarsi all’Olimpico per ricordare quanto sarebbe stato comodo averlo dalla parte giusta.
Mourinho decide, ma l’ultima parola spetta all’Altissimo
Il problema, adesso, è capire chi abbia più voce in capitolo sul futuro del ragazzo: José Mourinho oppure il suo interlocutore celeste. Alla domanda su un possibile aumento del minutaggio, Endrick risponde con prudenza. Le scelte spettano all’allenatore, che deve pensare agli interessi della squadra. Lui promette lavoro, sacrificio e pazienza. Un atteggiamento ammirevole. Ma con una linea diretta così privilegiata, potrebbe anche chiedere una piccola raccomandazione. Magari senza disturbare San Pietro.
Intanto, dopo appena quattro minuti giocati nella Liga, il brasiliano si è trasformato nel protagonista della rimonta madrilena: dal 3-1 al 4-3, con gol del pareggio e premio di migliore in campo.
Vinicius squalificato, il Paradiso apre una finestra
A favorire Endrick potrebbe arrivare anche la squalifica di Vinicius, fermato per quattro giornate nel campionato spagnolo. Il giovane attaccante difende il compagno, giudicando eccessivo il provvedimento e denunciando quello che considera un accanimento nei suoi confronti. Nel frattempo, però, qualche posto nell’attacco del Real potrebbe liberarsi. E il brasiliano è pronto ad approfittarne.
Per la Roma resta una beffa doppia: aver sfiorato un talento sul mercato e averlo poi visto segnare all’Olimpico, contribuendo a una rimonta che sembrava impossibile. Per Mourinho, invece, si profila un problema di abbondanza. E forse anche di competenze: fino a ieri il suo celebre soprannome era Special One. Adesso, con Endrick che conversa direttamente con il Padreterno, rischia di essere retrocesso a semplice intermediario.