Ai suoi comizi urla e lacrime di gioia. «È come fare una doccia pulita», dice una sostenitrice, cercando di spiegare il sollievo di sentire finalmente qualcuno criticare il presidente americano con chiarezza
«Se il presidente interviene, siamo pronti». Alla vigilia del voto del 3 novembre, i due Stati contesi nel 2020 provano a rassicurare gli elettori. Ma il pericolo più grande, avvertono gli esperti, non sono i brogli. È la sfiducia, che può spingere a disertare le urne oppure, al contrario, trasformare la paura in rabbia e mobilitazione.