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Sulla morale dei benpensanti per il riarmo e dei "fan" di Draghi

 

di Paolo Desogus*

 

È interessante vedere come in tanti si stano fiondando nella gara tra chi è più benpensante dopo gli scontri di ieri a Milano, Roma e Parigi. È interessante perché chi si prodiga in lunghe prediche moralistiche si scandalizza per qualche copertone bruciato o qualche vetrina spaccata mentre tace di fronte alla violenza che è stata esercitata sui lavoratori e sui cittadini.

Senza andare a fare la storia economica e sociale degli ultimi trent'anni di neoliberalismo e soffermandoci solo a ciò di cui siamo testimoni oggi, assistiamo al crollo del potere d'acquisto, alla precarietà del lavoro, all'esplosione degli affitti per fare spazio agli b&b, alla profonda crisi climatica, ai morti sul lavoro, all'esplosione dell'evasione fiscale, agli extra profitti di banche, industrie energetiche e delle armi, al decadimento dei servizi essenziali come sanità e istruzione, sotto minaccia di privatizzazione, senza contare poi la complicità dello stato italiano con Israele nel genocidio a Gaza e con la Nato nella guerra in Ucraina.

Credo che i vari benpensanti, "i moderati" per il riarmo, i fan di Draghi e della Von Der Leyen, la Sinistra per Israele (e speriamo che prima o poi arrivi anche la Norimberga per Israele) e tutti i simpatizzanti dei fascisti al governo, se ne devono fare una ragione: il loro potere vive oggi una crisi di autorità. La loro ideologia non incanta più. Possono schierare tutti i poliziotti che vogliono, ma il problema resta. Resta la violenza economica della loro azione oramai del tutto disconnessa dai bisogni concreti, capace di mantenere il comando solo per via della minaccia e del terrore sollecitato ogni qualvolta si profila all'orizzonte un'alternativa politica.


*Post Facebook del 17 ottobre 2026

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