❌

Reading view

Fenaj manifesta indignação com formato do debate da TV Band

Logo Agência Brasil

A Federação Nacional dos Jornalistas (Fenaj) e seus sindicatos filiados manifestam indignação com a condução e o formato do debate eleitoral promovido pela TV Bandeirantes, na noite do último domingo (18).

O que deveria ser um espaço democrático de confronto de ideias, apresentação de propostas e esclarecimento dos eleitores, de acordo com a entidade, transformou-se em um espetáculo de provocações, bordões e ataques, em prejuízo da informação e do interesse público.

Notícias relacionadas:

Em nota, a Fenaj diz que “o jornalismo não pode ser refém da lógica do espetáculo, da audiência a qualquer preço ou das estratégias de candidatos que desprezam o diálogo democrático. Quando perguntas não são respondidas, afirmações falsas deixam de ser confrontadas e argumentos são substituídos por encenações, quem perde é a população brasileira”.

Liberdade de expressão não significa liberdade para transformar um debate jornalístico em instrumento de manipulação. E pluralidade não significa conceder às mentiras o mesmo tratamento dispensado aos fatos.

“Reconhecemos a trajetória dos profissionais responsáveis pela mediação, mas questionamos a responsabilidade editorial da emissora, a fragilidade das regras e a ausência de mecanismos capazes de assegurar a finalidade do debate. Não basta oferecer tempo igual aos candidatos. É indispensável garantir informações relevantes, fundamentadas e passíveis de verificação”, informa o documento.

O jornalismo não pode abdicar de sua responsabilidade de perguntar, confrontar versões, contextualizar acontecimentos e exigir respostas. A neutralidade diante da desinformação não representa imparcialidade. Ao contrário, pode contribuir para sua legitimação.

“É grave quando um debate favorece slogans e ataques pessoais, relegando a segundo plano temas fundamentais como saúde, educação, emprego, renda, desigualdade, segurança, soberania nacional, meio ambiente e direitos sociais. O futuro do país exige propostas concretas, não encenações destinadas à produção de cortes para as redes sociais”, avalia a Fenaj.

No documento, a Fenaj defende que as emissoras revejam seus modelos de debates eleitorais, com regras efetivas que assegurem respostas objetivas, intervenção editorial diante de informações comprovadamente falsas e responsabilização pelo descumprimento das normas”.

Não se trata de restringir o contraditório ou tutelar o pensamento dos eleitores, mas de assegurar o direito constitucional à informação de qualidade e impedir que a desinformação comprometa a liberdade de escolha.

“O Brasil conhece as consequências da normalização da mentira, da violência verbal e dos ataques às instituições democráticas. O jornalismo não pode ignorar essa experiência nem repetir práticas que transformaram a agressividade e a desinformação em instrumentos de disputa política”.

A nota afirma que “cabe às empresas de comunicação, aos profissionais e às entidades representativas reafirmar os princípios éticos do jornalismo. A informação é um direito da sociedade, não uma mercadoria subordinada aos interesses comerciais ou à busca de audiência”. Reafirmamos nosso compromisso histórico com a liberdade de imprensa, a ética profissional, o direito à informação e a defesa intransigente da democracia.

“Debate eleitoral não é entretenimento. Jornalismo não é espetáculo. Democracia não se constrói com mentiras. A sociedade brasileira merece debates à altura de seus desafios. E o jornalismo tem o dever de estar à altura de sua responsabilidade”, conclui o documento da Fenaj.

  •  

Morto Trevor Dietz, manager e “sesto componente” dei Fontaines D.C. Il medico legale: “Da tempo aveva problemi di salute mentale, era angosciato dalla situazione a Gaza”

Si torna a parlare della morte di Trevor Dietz, manager dei Fontaines D.C. figura centrale della scena notturna di Dublino. La notizia è stata data dalla band lo scorso 9 giugno sui social, con un messaggio in cui i musicisti raccontano di aver perso, domenica 7 giugno, un caro amico oltre che il manager. Aveva 47 anni.

Per il gruppo di Grian Chatten, Dietz era molto più di un professionista. Nel comunicato, la band ha scritto di non aver mai conosciuto i Fontaines D.C. senza di lui, definendolo “il sesto membro della band”, ricordandone la passione per ciò che è giusto e la fermezza nelle proprie convinzioni.

In queste ore è emerso, come riporta il tabloid The Sun, che l’inchiesta ha stabilito che “Trevor Dietz si è tolto la vita, in seguito a una caduta dall’alto, da tempo aveva problemi di salute mentale.

Durante l’udienza presso il tribunale dell’East Sussex, è emerso che l’uomo si sentiva “sopraffatto” dai propri problemi di salute mentale ed era diventato “sempre più angosciato” dagli eventi globali, in particolare dalla situazione a Gaza.
Oltre al suo contributo all’industria musicale, Trevor era noto per il suo impegno a favore dei diritti umani dei palestinesi e contro il genocidio.

Dalle testimonianze raccolte è emerso inoltre che Trevor si era rivolto al proprio medico di base e ad altri specialisti della salute mentale per affrontare un disturbo d’ansia persistente, nonché per pensieri di natura suicidaria.

La sorella e la compagna erano presenti in aula, mentre il fratello ha seguito il procedimento da remoto tramite collegamento video. In una dichiarazione letta dal medico legale, la sorella Helena Prentice ha descritto il defunto come un uomo profondamente impegnato in cause umanitarie, con una particolare sensibilità verso la questione palestinese.

“Per tutta la vita si è dedicato con passione a questioni umanitarie, in particolare alla causa palestinese; trovava molto difficile accettare la sofferenza di persone innocenti”, si legge nella dichiarazione. Helena lo ha ricordato come una persona “eccezionalmente intelligente, gentile e compassionevole”, sottolineando come negli anni avesse combattuto contro una “ansia ricorrente”.

***

Se hai bisogno di aiuto o conosci qualcuno che potrebbe averne bisogno, ricordati che esiste Telefono amico Italia (0223272327), un servizio di ascolto attivo ogni giorno dalle 10 alle 24 da contattare in caso di solitudine, angoscia, tristezza, sconforto e rabbia. Per ricevere aiuto si può chiamare anche il 112, numero unico di emergenza. O contattare i volontari della onlus Samaritans allo 0677208977 (operativi tutti i giorni dalle ore 13 alle 22).

L'articolo Morto Trevor Dietz, manager e “sesto componente” dei Fontaines D.C. Il medico legale: “Da tempo aveva problemi di salute mentale, era angosciato dalla situazione a Gaza” proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

“Spesso i giudizi più duri mirano a colpire proprio le passioni: se balli ti dicono che non sei capace, se canti ti dicono che sei stonata”: la denuncia delle Fourteen, il primo girl group K-Pop italo-europeo

Quattro adolescenti, un nome che è un’età, un progetto che parte dall’Italia e guarda all’Europa. Sono le Fourteen, il primo girl group K-Pop italo-europeo, nato da un casting su oltre 5.000 candidate e pensato fin dall’inizio per vivere insieme su più piattaforme: musica, serie TV, social e live.

Viola Scalzo, Cahaya Lovisa Kabuhung, Sofia Di Giamberardino (in arte Deegee) e Sofia Peleggi (Sofy) non sono una semplice band, ma un esperimento inedito per il panorama musicale italiano, dove la storia delle ragazze si racconta in televisione, la musica la porta fuori dallo schermo e la community la trasforma in relazione quotidiana.

Intanto esce il 23 ottobre “Bulletproof”, il nuovo singolo, dopo il debutto estivo con “One More Kiss”. Il brano, che unisce sonorità K-Pop e urban, affronta il tema del cyberbullismo e invita a costruire una “corazza emotiva” che protegga la propria identità senza rinunciare a sensibilità e autenticità, puntando su amicizia e sostegno reciproco. “Essere “bulletproof” non significa non soffrire o essere invincibili, ma credere in se stessi e trovare la forza di reagire”, spiegano le artiste. Il 31 ottobre il gruppo sarà al Lucca Comics & Games: alle 15.30 si esibirà sul Palco Centrale e incontrerà i fan per la prima volta.

Deegee ha dichiarato a Fanpage: “È fondamentale ricordare, però, che davanti a queste dinamiche ci sono anche persone molto fragili. Bulletproof vuole rivolgersi proprio a chi si sente più indifeso e colpito dal bullismo, anche online. Con questa canzone vogliamo dire loro che non sono soli, che bisogna farsi scivolare addosso le critiche che cercano di tarpare le ali. Spesso i giudizi più duri mirano a colpire proprio le passioni: se balli ti dicono che non sei capace, se canti ti dicono che sei stonata. Eppure le nostre passioni sono il motore che ci spinge ad andare avanti e, ingiustamente, sono la prima cosa che viene presa di mira”.

L'articolo “Spesso i giudizi più duri mirano a colpire proprio le passioni: se balli ti dicono che non sei capace, se canti ti dicono che sei stonata”: la denuncia delle Fourteen, il primo girl group K-Pop italo-europeo proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

“L’insuccesso di un disco? È come quando fai il comico, arrivi alla battuta finale del tuo pezzo e nessuno ride. A 66 anni voglio ancora conquistare le classifiche”: così Bono degli U2

Gli U2 hanno annunciato torneranno in tour con “Carnaval De Luz presents: The Greatest Show On Earth”, un tour mondiale che vedrà Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen Jr. tornare in alcuni stadi selezionati nel 2027 e oltre. I concerti saranno a supporto del sedicesimo album in studio della band, “Carnaval De Luz” in arrivo il 13 novembre. Altre date del 2027 per l’Europa e il Nord America saranno annunciate nelle prossime settimane.

Intanto Bono si è raccontato in una intervista al New York Times. Un po’ con un filo di ironia e un po’ seriamente il cantante ha dichiarato, mettendo le mani avanti: “L’insuccesso di un disco? È come quando fai il comico, arrivi alla battuta finale del tuo pezzo e nessuno ride”.

“Vogliamo ancora scrivere le canzoni migliori che siano mai state composte da chiunque. È qui che gli U2 diventano insopportabili. Questa grandiosità, tra l’altro, appartiene a tutti gli artisti che vogliono spingersi lontano, i Beatles, i Nirvana“.

E ancora: “È un difetto caratteriale, ma a 66 anni voglio ancora conquistare le classifiche. In fondo è perché non voglio che quelle idee restino fuori dal mainstream. I miei artisti preferiti hanno conquistato il mainstream. Penso a David Bowie: considero i suoi lavori migliori sperimentali e innovativi, ma anche a 40 anni, a 50 anni era in grado di tirare fuori una canzone pop perfetta”.

L'articolo “L’insuccesso di un disco? È come quando fai il comico, arrivi alla battuta finale del tuo pezzo e nessuno ride. A 66 anni voglio ancora conquistare le classifiche”: così Bono degli U2 proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Brasil: agencia de verificación desmonta mentiras de Flávio Bolsonaro en debate presidencial

Análisis de Aos Fatos revela que Flávio Bolsonaro acumuló ocho mentiras y cero verdades en el debate electoral. El candidato de ultraderecha apeló sistemáticamente a la distorsión de datos socioeconómicos y de seguridad
  •  
❌