❌

Reading view

A Bruxelles l’azione degli europarlamentari M5s a sostegno di autotrasportatori e agricoltori del Sud Italia: “Siamo con voi”

La protesta di agricoltori e autotrasportatori contro il caro carburante nel Sud Italia arriva al Parlamento europeo. A margine della plenaria di Strasburgo, la delegazione del Movimento 5 Stelle ha organizzato una manifestazione di solidarietà, esibendo cartelli con le scritte “Sud in crisi”, “Stop al carovita” e “Siamo con voi”. L’eurodeputato Mario Furore ha annunciato un’interrogazione urgente alla Commissione europea per sapere se il governo abbia informato Bruxelles delle proteste. Valentina Palmisano ha definito “sacrosante” le richieste dei manifestanti, mentre il capodelegazione Pasquale Tridico ha rilanciato la proposta di tassare gli extraprofitti delle compagnie energetiche per finanziare un credito d’imposta europeo sul carburante. Giuseppe Antoci ha criticato le politiche europee che penalizzano famiglie e lavoratori, rivendicando l’opposizione all’accordo Mercosur.

L'articolo A Bruxelles l’azione degli europarlamentari M5s a sostegno di autotrasportatori e agricoltori del Sud Italia: “Siamo con voi” proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Motori termici oltre il 2035, l’Europa fa un altro passo indietro

Lo stop ai motori termici dal 2035 perde un altro pezzo del sostegno politico su cui era stato costruito. Dopo l’intesa raggiunta la scorsa settimana tra Francia e Germania, anche i principali gruppi del Parlamento europeo hanno trovato un accordo per allentare gli obiettivi sulle emissioni delle nuove automobili. Un passaggio che avvicina la revisione delle norme comunitarie, pur lasciando ancora aperta la strada verso l’approvazione definitiva.

Secondo quanto riportato da Bloomberg, il Partito Popolare Europeo, i Socialisti e Democratici e il gruppo liberale Renew Europe hanno concordato una proposta che prevede una riduzione delle emissioni di CO₂ dell’87,5% entro il 2035, rispetto ai livelli di riferimento stabiliti dalla normativa europea. Un ulteriore 7,5% potrebbe essere compensato attraverso l’impiego di acciaio verde nella produzione delle vetture.

La differenza rispetto al quadro normativo attuale è significativa. Il regolamento europeo ancora in vigore prevede una riduzione del 100% delle emissioni di CO₂ delle nuove auto dal 2035, ma già lo scorso dicembre la Commissione aveva proposto di abbassare l’obiettivo al 90%, compensando il restante 10% attraverso l’impiego di acciaio a basse emissioni e carburanti sostenibili. L’intesa raggiunta ora tra i principali gruppi parlamentari va oltre, fissando la riduzione all’87,5%, con un ulteriore 7,5% riconosciuto attraverso l’utilizzo di acciaio verde prodotto nell’UE.

L’accordo parlamentare arriva come detto a pochi giorni da quello tra Parigi e Berlino, che proponeva una riduzione del 90% senza l’obbligo di compensare il restante 10%. Le due formule non coincidono, ma condividono l’obiettivo di concedere maggiore flessibilità all’industria automobilistica europea, alle prese con gli investimenti nella transizione elettrica e la concorrenza dei produttori cinesi.

Manfred Weber, presidente del gruppo PPE, ha accolto l’intesa come un successo per il settore automobilistico, sostenendo che il divieto dei motori a combustione sia ormai superato. Una valutazione che anticipa però l’esito del percorso legislativo: le norme del 2035 restano in vigore e potranno cambiare soltanto dopo un accordo definitivo tra Parlamento e Stati membri.

La proposta comprende anche un ampliamento delle possibilità di utilizzare i cosiddetti supercrediti per i veicoli elettrici, oltre a requisiti meno severi per i veicoli commerciali leggeri. Restano da definire i dettagli dei meccanismi di compensazione e le condizioni alle quali i costruttori potranno continuare a vendere modelli termici.

Per l’industria europea, la revisione potrebbe prolungare la vita degli investimenti nei motori tradizionali e nelle tecnologie ibride, riducendo la pressione su stabilimenti e fornitori. Sul fronte opposto, chi sostiene gli obiettivi originari teme che un rallentamento della transizione finisca per ampliare il ritardo rispetto alla Cina nello sviluppo delle tecnologie elettriche.

Il prossimo passaggio è previsto per la fine di novembre, quando il Parlamento europeo dovrebbe votare la propria posizione. Seguirà il confronto con gli Stati membri per definire il testo finale. La direzione politica appare sempre più orientata verso una revisione del 2035, ma la portata delle concessioni all’industria e il futuro delle motorizzazioni tradizionali restano ancora da negoziare.

L'articolo Motori termici oltre il 2035, l’Europa fa un altro passo indietro proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Zeekr, oltre 4.100 chilometri in 24 ore sul raccordo anulare di Roma

Oltre 4.100 chilometri percorsi in 24 ore, senza mai lasciare il Grande Raccordo Anulare di Roma. È il bilancio della 24 Heures du GRA, la prova di durata organizzata da Zeekr per verificare autonomia, consumi e capacità di ricarica dei modelli elettrici 7X e 7GT.

Le due vetture, entrambe nella versione Long Range a trazione posteriore e con batteria da 100 kWh, hanno viaggiato su strade aperte al traffico, alternando la guida alle soste presso una stazione di ricarica IPlanet da 300 kW.

La Zeekr 7X ha percorso 2.059,8 chilometri, equivalenti a 31 giri del raccordo, con un consumo medio dichiarato di 21,2 kWh/100 km. La 7GT ha invece raggiumto 2.098,7 chilometri, completando 31,5 giri e registrando un consumo di 18,8 kWh/100 km.

Il dato più significativo riguarda le ricariche: ciascuna vettura ha effettuato sette soste, compreso il rabbocco finale, per un tempo complessivo di 100 minuti sulla 7X e 109 minuti sulla 7GT. Nelle dodici sessioni complete, le auto hanno recuperato in media 68,4 kWh in 15 minuti e 50 secondi, con picchi di potenza vicini ai 300 kW. Entrambi i modelli possono teoricamente raggiungere i 420 kW utilizzando infrastrutture compatibili.

L’energia complessiva erogata è stata di 862,88 kWh. Applicando la tariffa IPlanet Plus di 0,52 euro/kWh, la spesa è stata di 448,70 euro per entrambe le vetture. Senza abbonamento, alla tariffa di 0,74 euro/kWh, sarebbe salita a 638,53 euro. I conteggi comprendono anche le ricariche conclusive.

La prova ha messo in evidenza il ruolo cruciale della ricarica ultrarapida nella mobilità elettrica sulle lunghe distanze. Più che sull’autonomia di una singola carica, Zeekr ha puntato sulla possibilità di sostenere percorrenze elevate riducendo i tempi di fermo. Un risultato ottenuto in condizioni specifiche, con infrastrutture ad alta potenza sempre disponibili

L'articolo Zeekr, oltre 4.100 chilometri in 24 ore sul raccordo anulare di Roma proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  

Mercato auto Europa, immatricolazioni crescono del 10%. Sugli scudi EV, Cina e Tesla

Il mercato automobilistico europeo pigia sull’acceleratore a settembre, ma a beneficiare della crescita sono soprattutto i costruttori cinesi, Tesla e le auto elettriche. Secondo i dati preliminari di Dataforce, riportati da Automotive News Europe, le immatricolazioni sono aumentate del 10% rispetto allo stesso mese del 2025, portando il bilancio dei primi nove mesi dell’anno a +6,1%. Un risultato positivo che nasconde, tuttavia, differenze sempre più marcate tra i protagonisti del mercato.

A trainare le vendite sono le auto elettriche, cresciute del 60% a settembre e arrivate a rappresentare il 30% delle nuove immatricolazioni, un livello mai raggiunto prima. Dall’inizio dell’anno l’incremento è del 42%, favorito dagli incentivi disponibili in Francia, Germania e Italia, dall’aumento dei prezzi dei carburanti e dall’arrivo di modelli più accessibili. Crescono anche le ibride plug-in (+25%) e le full hybrid (+9,3%), mentre arretrano le vetture a benzina (-10%) e diesel (-19%).

Ancora più evidente è l’avanzata dei marchi cinesi, che a settembre hanno raddoppiato le vendite rispetto a un anno prima, registrando un incremento del 104%. La loro quota di mercato ha raggiunto il 14,5%, contro una media del 10,5% nei primi nove mesi del 2026. In pratica, quasi un’auto nuova su sette venduta in Europa proviene ormai da un brand di Pechino.

A guidare la crescita è Leapmotor, sostenuta dalla partnership con Stellantis, con un aumento del 324% e 14.382 immatricolazioni. Seguono Chery (+263%), Xpeng (+229%), Geely Group (+151%) e BYD (+102%). Più contenuto l’incremento di SAIC, proprietaria di MG, che si ferma al 21%. Numeri che confermano come la presenza cinese si stia allargando a un numero crescente di marchi, con una progressione che non riguarda più soltanto i protagonisti della prima fase di espansione.

Settembre segna anche il ritorno di Tesla, le cui vendite crescono del 71%: la Model 3, con 25.057 immatricolazioni e un incremento del 106%, conquista il secondo posto nella classifica europea dei modelli più venduti, preceduta soltanto dalla Model Y, a sua volta in crescita del 55%. Sul risultato pesa anche la consueta accelerazione delle consegne di fine trimestre.

Per i costruttori tradizionali il quadro è meno favorevole. Stellantis cresce del 5,1%, grazie soprattutto a Fiat e Citroën, mentre Mercedes-Benz registra un +4% e Toyota un +1,1%. il gruppo Volkswagen perde il 2,8%, Renault lo 0,8%, Hyundai-Kia il 2,7%. Più pesanti le flessioni di Nissan (-14%) e Ford (-18%). Tra i marchi in controtendenza spiccano Mazda (+24%) e Land Rover, che sostiene la crescita del 35% del gruppo Tata.

L'articolo Mercato auto Europa, immatricolazioni crescono del 10%. Sugli scudi EV, Cina e Tesla proviene da Il Fatto Quotidiano.

  •  
❌