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La stretta di TikTok sui video di scontri e danneggiamenti. Social pronto a rimozioni, blocchi e limiti alle Live

Dalle immagini degli scontri, dei saccheggi e delle violenze a Milano come in altre città ai contenuti che alimentano la tensione. TikTok si trova a fare i conti con il peso della propria piattaforma nella diffusione delle proteste giovanili. I video delle manifestazioni, diventati virali in diversi Paesi, raggiungono in particolare gli utenti più giovani, mentre cresce la necessità di distinguere la documentazione degli eventi dall’incitamento alla violenza. È in questo contesto che il social network annuncia un rafforzamento delle attività di moderazione e l’attivazione di una task force dedicata. Anche se proprio grazie alle immagini diffuse sono stati identificati due minorenni autori di saccheggi di cui uno di appena 11 anni.

La posizione dell’azienda è netta: “La società condanna ogni forma di violenza e non consente contenuti che la incitano o promuovono attività criminali”. TikTok precisa, tuttavia, che non tutti i filmati delle proteste possono essere considerati allo stesso modo. “Distinguiamo tra i contenuti che documentano le proteste e quelli che incitano alla violenza, garantendo l’accesso alle informazioni e il dibattito pubblico, contrastando al contempo l’uso improprio della piattaforma. In risposta ai recenti disordini, abbiamo attivato una task force e rafforzato le attività di moderazione, anche attraverso tecnologie di riconoscimento di immagini e audio”. Proseguiranno inoltre la rimozione dei video che violano le regole, la sospensione delle dirette e il blocco degli account responsabili delle violazioni.

L’attività di monitoraggio coinvolgerà anche partner esterni, tra cui fact-checker indipendenti, chiamati a collaborare nell’identificazione di possibili minacce emergenti. A questo si aggiunge il blocco dei termini di ricerca che rimandano a contenuti di incitamento alla violenza o ad attività criminali, nel tentativo di limitarne la reperibilità all’interno della piattaforma.

Le restrizioni riguardano anche i guadagni generati dai contenuti in diretta. TikTok ha infatti annunciato limitazioni temporanee ad alcune funzionalità di monetizzazione delle Live legate alle proteste, per evitare che gli eventi vengano trasformati in un’occasione di profitto. “Sono state limitate temporaneamente alcune funzionalità di monetizzazione delle dirette relative alle proteste, per prevenire eventuali forme di sfruttamento economico”, ha spiegato l’azienda. La strategia punta dunque a intervenire su più livelli: dalla circolazione dei video alla loro reperibilità, fino agli eventuali vantaggi economici derivanti dalle dirette. Una stretta che mira a contenere la diffusione di contenuti che alimentano la violenza, senza equiparare automaticamente la cronaca delle proteste alla loro promozione.

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TikTok is shifting advertising to YouTube after Meta says 'no thanks'

Mark Zuckerberg (Meta) and Shou Zi Chew (TikTok)
Mark Zuckerberg's Meta has blocked Shou Zi Chew's company, TikTok, from advertising in some markets.

Finn Gomez/Getty Images; Shawn Thew-Pool/Getty Images

  • TikTok is moving on quickly after losing access to Meta's ads platform in some markets.
  • It's shifted ad spend to YouTube, Pinterest, and mobile-app networks, according to Sensor Tower.
  • TikTok was a prominent ad spender on Meta before its ousting on October 8.

TikTok's message to Meta: If you won't take our ad dollars, your competitors will.

Meta took a bold stance this month by blocking ByteDance, TikTok's parent company, from running ads on Meta apps in some markets. Why? Well, Meta's answer was pretty straightforward. It didn't want to "run ads from a competitor whose goal is to pull people off our apps."

TikTok is now redirecting that ad spend elsewhere.

Since the ban went into effect on October 8, TikTok has shifted its ad budgets to other platforms like YouTube and Pinterest, according to allocation estimates provided to CMO Insider by the analytics firm Sensor Tower.

The share of TikTok's ad spend that went to YouTube rose to 17% between October 9 and October 16, up from 9% in the first week of October. Meanwhile, its ad spend on Pinterest grew to 9% during the same period, up from 3% in the first week of October. A majority of TikTok's spend — 58% — went to mobile-app ad networks like Google's AdMob, up from 19% at the start of October, when Meta was still an option.

Meta's move against TikTok "highlights the growing intensity of the competition across the digital landscape and across the two of them," said Kate Black, EVP of social strategy at Horizon Media. "For marketers, this really just reinforces the need to be agile and build balanced media strategies — and not having all your eggs in one basket."

Meta's TikTok ousting isn't unprecedented. Other platforms like Amazon have previously blocked competitors from running ads, while Twitter in late 2022 restricted users' ability to link to their accounts on social apps like Instagram and Mastodon, calling it "free promotion."

"Declining promotional services to a competitor is a normal business practice across industries," a Meta spokesperson said. Meta's changes will impact advertising policies in the US, Canada, Egypt, Indonesia, Japan, Thailand, and Vietnam.

For Meta, a company that pulled in $117 billion in revenue in the first half of 2026, losing one advertiser won't hurt much. Still, TikTok and ByteDance were notably prominent spenders on Meta's apps, according to Sensor Tower.

Meta will also lose ad spend from third-party marketers that link to TikTok or other ByteDance properties in their ads, further increasing its potential losses. Direct-to-consumer brands that may want to drive potential customers to TikTok Shop will miss out.

No Meta, no problem

For TikTok, losing access to Meta's more than 3 billion monthly users is a setback.

Like any social media giant, TikTok is incentivized to grow, grow, grow. Ads that target new users and drive new app downloads are part of the playbook — a strategy Meta uses to promote its own apps, like Instagram, too.

One TikTok staffer focused on user acquisition, James Gao, posted a LinkedIn callout on Sunday asking people to get in touch if they had ad inventory that could help the company meet its goals.

Horizon Media's Black said that while Meta controls the "lion's share" of social budgets, there are plenty of viable alternatives when it comes to using an ad to drive an action like an app download. Besides Google, YouTube, and Pinterest, marketers are increasingly turning to other platforms like Snapchat and Reddit, she said.

Read the original article on Business Insider
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“Abbiamo sbagliato. L’abbiamo visto fare su TikTok”, i ragazzi della minicar piangono davanti ai pm minorili di Roma

“Chiediamo scusa per quello che abbiamo fatto”. Davanti al pm della Procura per i minorenni di Roma, le parole dei due ragazzi indagati per le aggressioni con una minicar arrivano tra le lacrime, dopo quasi quattro ore di interrogatorio. I due adolescenti, di 16 e 17 anni, hanno risposto alle domande e ripercorso gli episodi avvenuti tra il 4 e il 5 ottobre nel quartiere Monteverde, fornendo versioni che, secondo quanto riferito, confermano in parte quanto già raccontato agli investigatori.

I giovani sono accusati, a vario titolo, di tentato omicidio, lesioni personali aggravate e percosse in concorso. La loro posizione è ora al vaglio della Procura, che dovrà valutare anche la relazione dei servizi sociali prima di decidere quale misura cautelare chiedere al giudice per le indagini preliminari. Le ipotesi comprendono gli arresti domiciliari, il collocamento in comunità e altre misure, come l’obbligo di firma o di dimora.

Il primo a essere ascoltato è stato il diciassettenne, che si trovava alla guida della minicar nera utilizzata durante le uscite. Accompagnato dal padre, un carabiniere, il ragazzo ha negato la propria responsabilità in due degli episodi contestati e ha raccontato di essere ormai sopraffatto dalla vicenda, tanto da non riuscire più a mantenere il segreto. Anche il sedicenne, arrivato in Procura con la madre, ha risposto alle domande del magistrato. I due sono stati interrogati separatamente e assistiti dagli avvocati Pasquale Connatelli e Lavinia Felisso.

È stato soprattutto il più giovane a ricostruire le serate trascorse per le strade della capitale, spiegando che le aggressioni sarebbero state ispirate da alcuni video pubblicati sui social. “L’abbiamo visto fare su TikTok. È pieno di video dove ci sono persone che danno spintoni a passanti scelti a caso. Nessuno si faceva niente. Credevamo che avrebbe funzionato così anche per noi”, avrebbe dichiarato al pm.

Una spiegazione che, secondo il racconto riportato, non sarebbe legata a un piano preciso né alla scelta preventiva delle vittime. “Abbiamo fatto e deciso tutto insieme. Lui guidava e io agivo. Le persone aggredite le abbiamo scelte a caso. Non c’era uno schema preciso”, ha riferito il sedicenne, aggiungendo che le uscite erano inizialmente pensate per stare insieme e parlare. Il ragazzo ha inoltre sostenuto che gli episodi di cui i due sarebbero responsabili sono quattro, una ricostruzione che dovrà essere confrontata con gli elementi raccolti dagli investigatori.

Tra le aggressioni contestate c’è quella ai danni dell’attore Davide Iacopini, ancora ricoverato in terapia intensiva all’ospedale San Camillo. Secondo quanto raccontato dal sedicenne, mentre l’attore procedeva in monopattino, lui avrebbe allungato un braccio dal finestrino della minicar, facendogli perdere l’equilibrio. Iacopini è caduto contro un’automobile in sosta, riportando un grave trauma cranico.

“Non ho capito di aver fatto male all’attore. Quando sono risalito sull’auto ero tranquillo, ero certo che stesse bene”, avrebbe spiegato il ragazzo. Una convinzione che, stando alla sua versione, sarebbe rimasta tale anche dopo la caduta. “Se io o il mio amico ci fossimo accorti che stava male dopo la caduta non avremmo proseguito a girare per Monteverde”, ha aggiunto, raccontando di aver appreso solo successivamente la gravità delle condizioni dell’uomo. Dopo l’aggressione a Iacopini, resa pubblica il 6 ottobre, sono avvenuti altri due episodi: uno ai danni di una studentessa francese e un altro contro un giovane in monopattino su ponte Testaccio. Il sedicenne ha ammesso di aver cercato di nascondere quanto accaduto, raccontando di aver vissuto giorni di forte agitazione. “Ho provato a nascondere tutto. Ma piangevo in continuazione e stavo per esplodere”, avrebbe detto durante l’interrogatorio.

Al termine delle audizioni, entrambi i ragazzi avrebbero espresso rimorso per quanto accaduto. “Non finiremo mai di scontare questa pena. Abbiamo sbagliato”, avrebbero dichiarato, secondo quanto riporta il Corriere della Sera. Intanto, gli investigatori sono arrivati alla loro identificazione incrociando le testimonianze delle vittime e dei presenti con le immagini delle telecamere di sorveglianza. Un ruolo decisivo sarebbe stato svolto dalla ricerca della minicar nera, descritta da alcuni testimoni e seguita attraverso i filmati per ricostruirne gli spostamenti. Anche la segnalazione di un residente del quartiere Testaccio avrebbe contribuito a restringere il campo fino ai due adolescenti. La decisione sulle eventuali misure cautelari spetta ora al giudice, sulla base delle richieste della Procura e degli elementi raccolti.

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