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Dona de clínica de estética irregular é presa após denúncia no RJ

A Polícia Civil do Rio Janeiro realizou, nesta quinta-feira (22), uma operação contra uma clínica acusada de realizar procedimentos estéticos irregulares e com falsos médicos, no Centro de Nova Iguaçu, na Baixada Fluminense. A dona do establecimento foi presa na ação.

Segundo a polícia, a investigação começou no dia 5 de outubro, após uma denúncia de irregularidades no local. Na data, os agentes da 52ªDP (Nova Iguaçu) apreenderam 16 ampolas de medicamento controlado para sedação.

Clientes relatam dores e lesões

Uma das pacientes ouvidas pela polícia aponta que foi submetida a um procedimento chamado de “hidrolifting”, que seria um tipo de preenchimento, mas que acabou envolvendo a retirada de gordura do abdômen, que foi aplicada nos glúteos.

A profissional que realizou o procedimento, segundo a vítima, ainda não havia concluído sua formação. Ela também conta que recebeu sedativos e desmaiou três vezes durante o atendimento.

No relato ela ainda menciona complicações após outro procedimento estético, incluindo dores e nódulos na região dos glúteos. As lesões corporais foram confirmadas no exame de delito.

Relatos nas redes sociais

Os agentes identificaram publicações nas redes sociais e mensagens em um grupo de clientes da clínica com relatos de dores intensas durante os procedimentos.

A polícia também investiga o possível uso indevido dos dados de um profissional, que foi apresentado como responsável técnico do estabelecimento, mas que negou ter autorizado a utilização de seu nome e de seu carimbo.

A Polícia Civil apura possíveis crimes de exercício ilegal da medicina, lesão corporal, exposição da vida ou saúde de terceiros a perigo, falsidade documental e crimes contra as relações de consumo.

As investigações seguem em andamento para identificar outras possíveis vítimas e esclarecer a responsabilidade dos envolvidos.

 

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NetZero Milan, il Nobel Aghion: “AI e nucleare risorse strategiche per la transizione green”

“La Green Innovation è un’evoluzione possibile e necessaria, ma può essere raggiunta soltanto se industria, istituzioni e società civile uniscono le forze”. È questo uno dei messaggi lanciati da Philippe Aghion, Premio Nobel per l’Economia 2025, intervenuto oggi con una Lectio Magistralis nella giornata conclusiva di NetZero Milan, l’Expo-Summit di Fiera Milano dedicato alla decarbonizzazione dell’economia.

Al centro dell’intervento dell’economista il rapporto tra innovazione, politiche industriali e transizione energetica, con un’attenzione particolare al ruolo di tecnologie come intelligenza artificiale e nucleare, che secondo Aghion non devono essere considerate necessariamente incompatibili con gli obiettivi ambientali, ma possono diventare strumenti strategici per raggiungerli.

Aghion: “La carbon tax da sola non basta”

Partendo dal concetto di “distruzione creativa”, sviluppato nelle teorie di Joseph Schumpeter e Peter Howitt, Aghion ha sottolineato la necessità di creare le condizioni affinché l’innovazione green possa svilupparsi e diffondersi. “Bisogna supportare l’innovazione green. Non possiamo pensare di realizzare la transizione verde semplicemente attraverso la Carbon Tax – ha osservato Aghion –. Questa, da sola, non è la soluzione: ciò di cui abbiamo bisogno sono politiche industriali capaci di sostenerla e accelerarla”.

Per l’economista, infatti, la transizione non può essere affidata alla singola impresa o alla singola tecnologia, ma deve coinvolgere l’intera filiera produttiva. “L’innovazione green non può riguardare una singola impresa o una singola tecnologia: deve coinvolgere l’intera filiera. Ogni tassello deve evolvere in maniera coerente con gli altri. È proprio qui che la politica industriale diventa essenziale, perché può creare coordinamento tra tecnologie, investimenti e attori economici”, ha spiegato.

“Il nucleare è necessario, le rinnovabili da sole non bastano”

Nel corso della Lectio Magistralis Aghion ha affrontato anche il tema delle tecnologie che continuano a suscitare un confronto acceso nell’ambito della transizione energetica. Tra queste, il nucleare. “Il nucleare mostra perché non possiamo affrontare la transizione chiudendo a priori determinate strade tecnologiche: la transizione verde senza questo tipo di energia non è possibile e le rinnovabili da sole non bastano”, ha affermato. Secondo il Nobel, dunque, la decarbonizzazione richiede un approccio tecnologicamente aperto, senza escludere a priori alcune soluzioni che possono contribuire alla riduzione delle emissioni.

L’intelligenza artificiale può contribuire alla transizione green

Un ragionamento analogo riguarda l’intelligenza artificiale, spesso al centro del dibattito per l’elevato consumo energetico legato ai sistemi di calcolo e ai data center. Anche in questo caso, Aghion invita a considerare non soltanto l’energia utilizzata dalla tecnologia, ma il suo bilancio complessivo. “L’intelligenza artificiale può avere un ruolo fondamentale nella transizione. I gemelli digitali applicati, per esempio, ai sistemi di purificazione dell’acqua possono ridurre il consumo energetico del 5,4%, le emissioni del 6% e i costi energetici dell’8,2%”. “È vero che l’IA richiede energia, ma dobbiamo guardare al bilancio complessivo: in questo caso, l’energia utilizzata dai server rappresenta appena l’1% di quella che la tecnologia consente di risparmiare”, ha aggiunto.

“La questione non è fermare l’innovazione, ma indirizzarla”

Da qui la conclusione dell’intervento: non frenare lo sviluppo tecnologico, ma orientarlo verso obiettivi capaci di produrre benefici ambientali ed economici. “La questione non è fermare l’innovazione, ma indirizzarla – ha concluso Aghion –. Dobbiamo utilizzare l’intelligenza artificiale e le nuove tecnologie in modo intelligente, facendo in modo che l’energia e le risorse investite producano un beneficio superiore al loro costo”. “La strada da seguire” è quindi quella di “politiche industriali che rendano possibile l’innovazione green e strumenti come la carbon tax applicati in un contesto nel quale esistano realmente alternative tecnologiche”.

Il ruolo dei capitali nella transizione energetica

Al termine della Lectio Magistralis, Aghion si è confrontato con i rappresentanti dei fondi Algebris e Ambienta e della società di consulenza finanziaria Clearwater, affrontando il tema delle nuove strategie di investimento nella transizione energetica. Il confronto ha riguardato in particolare il ruolo dei capitali nel sostenere decarbonizzazione, innovazione e competitività industriale, mettendo in relazione gli obiettivi della transizione con le opportunità di investimento e sviluppo per le imprese.

Con l’intervento del Premio Nobel Philippe Aghion, NetZero Milan ha così riportato al centro del dibattito il rapporto tra capitale, energia e industria, offrendo un momento di confronto tra imprese, esperti e istituzioni sulle strategie necessarie a trasformare gli obiettivi climatici europei in nuove opportunità di crescita e competitività.

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Roma cambió la genética de Hispania mucho más que los suevos, alanos y visigodos, según 243 genomas antiguos

A comienzos del siglo V, una mujer de alto rango fue enterrada junto a una antigua posta de la Vía Augusta, en la actual provincia de Castellón, con un vaso de vidrio y dos alfileres de oro de tradición danubiana. Su hermano acabó sus días en Mérida, la romana Augusta Emerita, a unos 725 kilómetros […]

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Manovra 2027 fra Bonus casa e cedolare secca al 5%, Governo a caccia di coperture

La Manovra 2027 potrebbe riservare importanti novità per chi deve fare la ristrutturazione della casa, affittare un immobile, gestire un negozio o acquistare la prima abitazione. A patto, naturalmente, che si trovino le coperture.

Tra le ipotesi allo studio del Governo figurano la proroga dei bonus edilizi, il rafforzamento degli incentivi per l’efficienza energetica, la riduzione della cedolare secca sugli affitti a canone concordato dal 10% al 5% e il ritorno di alcune agevolazioni per i giovani under 36.

Bonus casa 2027, servono 500 milioni per evitare i tagli

Il pacchetto dedicato alla casa potrebbe costare almeno 1 miliardo di euro, una cifra destinata a crescere se venissero confermate tutte le proposte attualmente in discussione. Le risorse disponibili sono limitate e il Governo deve reperire circa 5 miliardi di euro di coperture per la prossima Legge di Bilancio.

Non tutte le misure, quindi, avranno necessariamente il via libera. Ci sono al momento due confronti in corso: il primo fra Governo e Commissione Ue al fine di avere maggiore flessibilità, il secondo fra Fratelli d’Italia, Forza Italia e Lega per capire quali misure inserire concretamente in Manovra. Un terreno di confronto, ad esempio, riguarda il contributo di banche e assicurazioni, con Salvini che spinge forte e Tajani che frena.

Senza un nuovo intervento normativo, dal 2027 le aliquote dell’Ecobonus, del Sismabonus e del Bonus ristrutturazioni ordinario scenderebbero dal 50% al 36% per le abitazioni principali e dal 36% al 30% per gli altri immobili.

Anche il Bonus mobili rischia una sforbiciata. L’agevolazione permette di detrarre le spese per l’acquisto di arredi ed elettrodomestici collegati a determinati lavori edilizi.

Per mantenere l’attuale sistema di incentivi servirebbero circa 500 milioni di euro. La maggioranza valuta inoltre il possibile ripristino dell’Ecobonus al 65% per interventi di efficientamento energetico, come l’installazione di pompe di calore, sistemi ibridi e cappotti termici. Il costo aggiuntivo è stimato in circa 50 milioni di euro all’anno. Il conto totale: 550 milioni di euro.

Conto termico, fino a 800 milioni per l’efficienza energetica

Un altro capitolo riguarda il Conto termico, lo strumento destinato a sostenere interventi di riqualificazione energetica realizzati dalla pubblica amministrazione e dai privati. L’obiettivo è favorire la sostituzione degli impianti meno efficienti e ridurre i consumi energetici degli edifici.

L’ipotesi allo studio prevede una dotazione compresa tra 700 e 800 milioni di euro. Le risorse potrebbero beneficiare della flessibilità europea riconosciuta agli interventi energetici, attraverso il ricorso all’extradeficit.

Nella Manovra potrebbero inoltre trovare spazio fondi aggiuntivi per gli interventi previsti dal Piano casa.

Cedolare secca al 5% sugli affitti concordati

C’è poi il capitolo locazioni, con l’ipotesi di cedolare secca sugli affitti a canone concordato da portare dall’attuale 10% al 5%. L’ipotesi, sostenuta da Noi Moderati, punta a rendere più conveniente la locazione residenziale di lungo periodo e ad aumentare la disponibilità di abitazioni a prezzi accessibili, soprattutto nelle grandi città.

Il canone concordato viene determinato sulla base di accordi territoriali tra le organizzazioni dei proprietari e degli inquilini. E la cedolare secca consente di sostituire l’Irpef e le relative addizionali con l’imposta sostitutiva. Il regime evita inoltre il pagamento delle imposte di registro e di bollo sul contratto.

La nuova aliquota potrebbe riguardare circa 257mila nuovi contratti stipulati nel 2027, con un costo per le casse pubbliche di circa 100 milioni di euro.

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