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Protests against electoral fraud continue in India

Thousands of protesters marched to the headquarters of the Election Commission of India (ECI) in Delhi and to other government offices in several cities across India on Friday, October 23, as part of the ongoing nationwide demonstrations against alleged electoral fraud and manipulations.

Protesters in Delhi carrying the national flag shouted slogans against the election fraud and the attacks on people’s right to vote, right to protest, and basic democracy in the country. They were stopped by the security forces deployed in large numbers who had barricaded all the routes leading to the ECI office hours before the protests began. Some of the protesters were also detained.

Similar protests were held across different parts of the country on Friday and earlier this week. The protests in Delhi were called by People Against SIR, a group of over 300 organizations formed recently to coordinate ongoing protests. The group includes major trade and farmers unions, student and youth movements, and other sections of civil society. 

A large number of farmers also participated in the protests which have been ongoing since the beginning of the month and are expected to intensify in the coming days as all opposition parties and civil society groups have already called for a large demonstration in Delhi on November 1 over the failure of the government to respond to their demands so far.

The march on Friday was converted to a public meeting after it was stopped by the security forces. Several people addressed the protesters, pointing out the complete disregard to the basic rights of citizens by the Narendra Modi-led government.

Some of them also questioned the legitimacy of the ultra-right-wing government, claiming it was a result of a stolen mandate.

Undeclared emergency

The Narendra Modi government has imposed an undeclared emergency in the country by making it an offense to wave the national flag, arresting activists, and letting the police and pro-regime thugs repeatedly attack protesters, women and journalists, People Against SIR said in a press release on Thursday.

The failure of the constitutional institutions, including the Supreme Court of India to intervene against the blatant misuse of state power and their failure to protect the basic rights of the people confirms the state of democracy in the country, it underlined.

Two leaders of the CJP were sent to seven days of judicial custody after they tried to unfurl the national flag in central Delhi last week in an attempt to resist the government’s clampdown on the protesters.

Hundreds of people, mostly young activists, have been detained, and beaten by the security forces since the beginning of the protests. Several of the women protesters and journalists have complained about police and pro-government thugs molesting and beating them during the protests.

The government has repeatedly used sections of the law to restrict movement and barricaded the central parts of the capital city for weeks now.

India cannot be allowed to become a police state

The protesters decried the restrictions imposed by the government against protests in the capital and other places, calling it a violation of the right to peaceful protest. They announced that they will not let India become a “police state.”

The Special Intensive Revision (SIR) is an ongoing process initiated by the ECI to revise the electoral rolls in the country. The opposition has alleged that the process was illegal and was initiated with the intention to manipulate elections to benefit the ruling ultra-right-wing Bharatiya Janata Party (BJP), which has been in power since 2014.

Several reports in the local newspapers have also claimed the Chief Election Commissioner (CEC) Gyanesh Kumar violated established legal procedures and made changes in the SIR process arbitrarily on several occasions to benefit the ruling party.

Over 130 million voters, around 14% of all registered electorates in the country as per the 2024 data, have been removed from India’s decentralized electoral rolls since the process began last year. In some states a quarter to half of all electorates were removed.

The number is significant especially given the fact that in India’s First Past the Post system, the victory margins in elections are often very small.

Some have claimed that many of the voters removed from the roll were from religious minority communities or sections of the working class which have generally voted against the BJP. 

One of the major demands of the ongoing protests is the removal of the SIR process altogether. Protesters have also demanded the removal of the sitting CEC and for legal action to be taken against him, as well as the re-inclusion of all the people whose names have been removed from the electoral rolls.

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Dalle strade di Delhi ai palazzi dei maharaja: il Calendario Pirelli 2027 racconta le due anime dell’India. E dietro le immagini, la storia di un padre scomparso e della figlia che ne raccoglie l’eredità

Da una parte Old Delhi, un dedalo incasinato, maleodorante e saturo di colori, dove sciami ininterrotti di tuk-tuk si incastrano tra le vacche sacre e i cavi elettrici pendono come liane sui banchi di spezie con le scimmie che vi si aggrappano, tra il frastuono dei barbieri di strada e il mercato dei fiori. Dall’altra la New Delhi coloniale, rigorosa, pulita e ordinata, dominata da immensi viali alberati ed edifici in perfetto stile Impero. Il dualismo viscerale che spacca a metà la capitale indiana è la chiave di lettura esatta del nuovo Calendario Pirelli 2027. Presentata venerdì 23 ottobre con una cena di gala nel giardino dell’Imperial Hotel, la cinquantatreesima edizione di The Cal si costruisce interamente sulla contrapposizione.

Fisicamente, l’oggetto si apre come un libro e si divide in due. Da un lato le immagini del norvegese Sølve Sundsbø, dall’altro quelle dell’indiana Avani Rai. È il dualismo tra maschile e femminile, ma soprattutto quello tra un’India vissuta dall’interno e un’India osservata con lo sguardo di un fotografo di moda occidentale, attento a scansare scientificamente le trappole dell’esotismo. E proprio le pagine di Avani nascondono un ulteriore, profondissimo dualismo: quello tra un padre e una figlia. Il lascito di Raghu Rai e il progetto “Past Forward” Inizialmente, Pirelli aveva ingaggiato per il progetto Raghu Rai, 83 anni, pioniere indiano del fotogiornalismo e maestro dell’agenzia Magnum. Il progetto era già avviato quando, il 26 aprile, un tumore se l’è portato via, bloccando i lavori. A 34 anni, la figlia Avani ne ha raccolto il testimone, affiancando Sundsbø e trasformando la commissione aziendale in un lungo, catartico processo terapeutico per affrontare il lutto.

Insieme alla moglie, Raghu aveva battezzato l’idea iniziale Past Forward, il passato portato in avanti, immaginando di usare i suoi iconici scatti d’archivio come fondali per ritratti in studio. Avani ha mantenuto l’intuizione, ma ne ha ribaltato l’esecuzione, portandola fuori. “Mio padre apparteneva alla strada”, ci racconta la fotografa. “Per questo ho preso l’idea alla quale stava lavorando e l’ho riportata nei vicoli, tra le persone che aveva fotografato per tutta la vita. Mi metto un passo indietro, in senso spirituale e letterale. Mi metto dietro di lui. Quando non so come scattare lo penso, dico tra me e me ‘papà, fai tu’, e la foto arriva”.

Accompagnata da Nandan, lo storico autista del padre, Avani ha trascinato le grandi stampe in bianco e nero nei mercati e sulle rive dello Yamuna, facendole invadere dalla megalopoli contemporanea. Le fotografie originali restano intatte, con i bordi visibili, ma vengono inghiottite dal presente: al mercato dei fiori bisogna aguzzare la vista per separare la folla immortalata decenni fa dai passanti di oggi. In un caffè di Mumbai, gli scatti storici diventano la tappezzeria contro cui si staglia una gioventù fatta di smartphone e macchine istantanee. Su una terrazza, la star del cinema Ranveer Singh posa sotto una pioggia di coriandoli con i grattacieli alle spalle, in una composizione interamente in bianco e nero che azzera il confine tra ieri e oggi. È uno scontro generazionale su pellicola. L’India solenne che Raghu documentò tra la tragedia di Bhopal e la guerra del Bangladesh fa da fondale a quella frenetica vissuta dalla figlia, fatta di giovani sui rooftop e piazze in rivolta. Alle proteste Avani ci va regolarmente, rivendicando il diritto di guardare in faccia la realtà: “Vado a fotografare i tempi in cui viviamo. Quando la vita accade fuori dalla tua porta, come fotografa è tuo dovere documentarla. In tanti Paesi si eliminano punti di vista e interi pezzi di realtà”.

Il processo di elaborazione della morte culmina nell’immagine che chiude la sua sequenza. Avani ha ritratto sua madre nella casa di famiglia; a farle da sfondo c’è una vecchia fotografia del giardino in cui compare il piede di Raghu. Un’illusione ottica commovente, calibrata al millimetro: in quello scatto è come se l’uomo fosse fisicamente lì, ancora una volta dietro l’obiettivo, per immortalare la moglie. “Questo progetto è un dono e una benedizione da parte sua”, ammette Avani. “Mi ha insegnato a elaborare il lutto e a trasformare il dolore in celebrazione”.

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05_SARDAARS_by_Avani_Rai

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Sull’altro versante del calendario, Sølve Sundsbø sceglie l’isolamento del ritratto. “Non me la sentivo di provare a rappresentare l’India in tutta la sua complessità, non ne avevo il diritto”, confessa il norvegese. Portando la sua attrezzatura tra le mura e i cortili del Jaigarh Fort di Jaipur e ad Ajabgarh, si è concentrato sui volti di nove donne, giocando con le ombre geometriche della pietra.

Ci sono le attrici Freida Pinto, Aditi Rao Hydari e Avantika Vandanapu; la musicista Anoushka Shankar sotto un monsone ricreato ad hoc; la poetessa Rupi Kaur; l’autrice Padma Lakshmi e le modelle Lakshmi Menon e Bhavitha Mandava. “Sono immagini costruite attorno al colore, alla luce e al contrasto”, spiega Sundsbø. E i risultati sono pittorici: Bhavitha sfoggia un abito dorato che raccoglie la luce del forte; Freida è distesa tra le bougainvillea con un abito rosa acceso attraversato dalle ombre dei rami; Lakshmi Menon fissa l’obiettivo con il volto e le spalle cosparsi di polveri gialle e rosa, in un vibrante richiamo alla festa di Holi. Padma Lakshmi, immersa nell’acqua per quaranta minuti circondata da fiori di loto (non a caso, visto che il suo nome in sanscrito significa proprio “loto”), sembra abitare una tela preraffaellita, un’Ofelia contemporanea: “Ho aspettato tutta la vita di fare un servizio fotografico di questo tipo”, commenta.

C’è una tensione palpabile, in entrambi i fotografi, nel tentativo di sfuggire all’esotismo da cartolina, che ricorda il doppio sguardo di Pasolini e Moravia durante il loro celebre viaggio in India nei primi anni Sessanta. “Spero che questo servizio contribuisca a ridurre un po’ l’esotismo di cui soffrono l’India e la sua immagine in Occidente”, auspica Padma. Le fa eco Bhavitha: “Mi piace pensare che la mia origine etnica non sia la cosa più interessante di me”. La sfida è la stessa per Avani: “Se mi chiedessi quali stereotipi esistono sull’India, finirei per pensare a quello che la gente vuole vedere. Voglio invece scoprire quello che voglio vedere io”.

Il dialogo tra maschile e femminile, tra Occidente e Oriente, si concretizza anche in uno scambio di ruoli: la stessa Avani Rai passa davanti all’obiettivo di Sundsbø, ritratta su una barca con un abito giallo. “Per un fotografo il modo migliore per creare una connessione è fotografare ed essere fotografato“, osserva la trentaquattrenne.

Questo massiccio impianto estetico e culturale sigilla un’operazione industriale di enorme peso per il gruppo milanese. L’edizione indiana certifica un accordo economico vitale firmato il 22 ottobre tra Pirelli e Bkt (Balkrishna Industries). La partnership prevede la produzione locale di pneumatici di fascia alta a marchio Pirelli nel nuovo impianto BKT di Bhuj, in Gujarat (con l’obiettivo di 800 mila pezzi entro il 2030), e la prospettiva di una joint venture paritetica. “L’India oggi gioca un ruolo chiave nello sviluppo tecnologico con grandi opportunità nel mercato dell’automotive”, spiega il presidente esecutivo Marco Tronchetti Provera, che difende la natura artigianale dell’opera escludendo categoricamente scorciatoie algoritmiche: “Un progetto frutto dell’IA? Non sarebbe possibile: senza l’esperienza dell’occhio del fotografo non avrebbe alcun senso”.

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05_PADMA_LAKSHMI_by_Sølve_Sundsbø

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La longevità di The Cal, d’altronde, risiede nell’aver smarrito da tempo la sua utilità originaria. Con nove pagine per fotografo e i mesi posizionati senza seguire un ordine logico, il calendario non serve più a contare i giorni. Il suo valore è puramente simbolico. In un’epoca satura di contenuti usa e getta, è un oggetto che non si può comprare, ma solo ricevere in regalo. Rappresenta l’ultimo barlume di non-consumismo sopravvissuto nella società di oggi, uno strumento che non accelera i desideri ma impone di fermarsi. Esattamente come la macchina fotografica per Avani Rai: “Per me non è un processo di creazione, è un processo di rallentamento: trattenersi, osservare il mondo che accade davanti a te”.

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Punjab House passes resolution against electoral irregularities

Taking part in the discussion on the resolution on Day 2 of the Assembly session, Chief Minister Bhagwant Mann blamed the BJP for alleged vote ‘loot’, terming it dangerous for democracy, and demanded the scrapping of the Special Intensive Revision (SIR) of electoral rolls

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IndiGo extends cancellation of Saudi flights as regional tensions escalate: Indian mission

IndiGo has extended the cancellation of its flights to and from Saudi Arabia as regional security concerns escalate, with Riyadh routes halted until October 31, 2026 and Jeddah, Dammam, and Madinah routes until October 27, 2026, the Indian Embassy in Riyadh said.

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