❌

Normal view

Maxi richiamo alimentare, diversi prodotti ritirati per rischio microbiologico: i lotti

20 October 2026 at 05:00

Il Ministero della Salute ha reso noto un maxi richiamo per vitello tonnato, tacchino e lonza per Listeria e di pesce per rischio microbiologico.

I rischi legati al consumo riguardano la presenza di due batteri oltre i limiti tabellari. Nelle note di richiamo si invita a evitare il consumo e di riportare i vari prodotti acquistati al punto vendita.

Maxi richiamo per Listeria all’Eurospin

Un nuovo maxi richiamo alimentare per prodotti da gastronomia sotto diversi marchi.

Prodotti Portami Via

Il marchio del prodotto è Portami Via e provengono dallo stabilimento in via Gioberti 36, a Spresiano.

Si tratta di tacchino arrosto al limone in vaschette da 170 grammi (data di scadenza dal 18 ottobre al 3 novembre), con numeri di lotto:

L265/26, 266/26, 268/26, 271/26, 272/26, 273/26, 274/26, 275/26, 278/26, 280/26 e 281/26

Anche vitello tonnato, in vaschette da 180 grammi (data di scadenza dal 17 ottobre al 2 novembre), con numeri di lotto:

L264/26, 265/26,266/26, 267/26, 268/26, 271/26, 272/26, 273/26, 274/26, 275/26, 278/26, 279/26 e 280/26

Prodotti A.M.M. 53 Pasticceria-Gastronomia

Sempre del reparto gastronomia, provenienti dallo stesso stabilimento, il ministero della Salute ha richiamato altri prodotti.

Si tratta di tacchino al forno, in confezioni da 2 kg (data di scadenza dal 17 ottobre al 7 novembre), con numeri di lotto:

L260/26, 264/26, 266/26, 267/26, 272/26, 274/26, 280/26 e 281/26

Anche arrosto di tacchino ai funghi, in confezioni da 2 kg (data di scadenza dal 17 ottobre al 7 novembre), con numeri di lotto:

L260/26, 261/26, 264/26, 266/26, 267/26, 271/26, 272/26, 274/26, 278/26 e 282/26

E ancora vitello tonnato, in confezioni da 1,5 kg (data di scadenza dal 16 ottobre al 1 novembre), con numeri di lotto:

L259/26, 264/26, 267/26, 271/26 e 275/26

Infine vitello tonnato, in vaschetta da 300 grammi (data di scadenza dal 16 ottobre al 1 novembre), con numeri di lotto:

L259/26, 264/26, 267/26, 271/26 e 275/26

I prodotti per Eurospin provengono dallo stesso stabilimento, quello che si trova in via Gioberti 36, a Spresiano in provincia di Treviso (marchio di identificazione IT M2V1X UE).

Richiamo pesce spada per rischio microbiologico

Un nuovo richiamo alimentare per un prodotto da congelatore. Il produttore è Promarine Srl e il nome di vendita è Filetto di pesce spada decongelato.

Il lotto ritirato fa riferimento a una data di affissione specifica: il 21 ottobre 2026. Il lotto è stato richiamato per rischio legato alla presenza di una “non conformità microbiologica” non specificata.

Tra le azioni da fare, nelle avvertenze:

ai clienti che avessero acquistato il prodotto in questo ngozio dal 12 ottobre 2026 al 17 ottobre 2026 (vendita servita al banco pescheria o preincarto) si raccomanda di non consumarlo ed eliminarlo.

Dettagli per riconoscere il prodotto

È utile conoscere altri dettagli per identificare al meglio il prodotto sotto richiamo e non rischiare la consumazione accidentale.

Le informazioni del richiamo pubblicate dal Ministero della Salute ci danno altri dettagli.

Per il filetto di pesce spada, con lotto di produzione 2026160285:

  • la denominazione di vendita è Filetto di pesce spada decongelato;
  • il nome o ragione sociale dell’Osa a nome del quale il prodotto è commercializzato è Promare Srl;
  • la data di scadenza o il termine minimo di conservazione è il 21/10/2026;
  • il marchio di identificazione dello stabilimento è IT N3487 UE;
  • la sede dello stabilimento è via della Pesca 18 – 00054, Fiumicino (RM);
  • il peso/volume dell’unità è variabile.

Truffa della Tessera Sanitaria, il Ministero della Salute lancia l’allarme: attenzione ad una mail

19 October 2026 at 11:19

Una nuova truffa online utilizza il nome del Ministero della Salute per sottrarre dati personali e sensibili ai cittadini. L’allarme arriva direttamente dal dicastero, che ha segnalato la circolazione di false email con cui viene richiesto di procedere alla sostituzione della Tessera Sanitaria. I messaggi, apparentemente inviati da un ente istituzionale, invitano i destinatari a cliccare su un collegamento per completare il rinnovo del documento. In realtà, il link conduce a un sito contraffatto progettato per raccogliere informazioni personali. Il Ministero ha chiarito che si tratta di un “tentativo di phishing per sottrarre dati personali”, invitando i cittadini a non seguire le istruzioni contenute nelle comunicazioni sospette.

Come funziona la truffa della Tessera Sanitaria

Il meccanismo utilizzato dai truffatori parte dall’invio di un’email che riproduce il nome del Ministero della Salute e richiama la necessità di sostituire la Tessera Sanitaria. All’interno del messaggio è presente un link che rimanda a una pagina web graficamente simile a quelle delle amministrazioni pubbliche. Una volta aperto il sito, l’utente viene invitato a compilare un modulo inserendo diversi dati personali e sensibili.

Le informazioni raccolte possono essere successivamente utilizzate per attività illecite, tra cui il furto d’identità, la clonazione di documenti e la rivendita dei dati. La presenza del nome del Ministero o di elementi grafici istituzionali non garantisce quindi l’autenticità della comunicazione.

Il Ministero della Salute ricorda che il rinnovo della Tessera Sanitaria avviene normalmente in modo automatico. Alla scadenza del documento, la nuova tessera viene inviata al cittadino senza che sia necessario compilare moduli ricevuti tramite email.

Il dicastero precisa inoltre che non invia comunicazioni per richiedere l’inserimento di dati personali attraverso siti non istituzionali. Per verificare informazioni relative al documento o richiedere assistenza, è necessario utilizzare esclusivamente i canali ufficiali delle amministrazioni competenti.

Cosa fare se arriva la falsa email del Ministero

Per evitare di cadere nella truffa, il Ministero della Salute invita i cittadini a seguire alcune precauzioni:

  • Non cliccare sui link presenti nelle email sospette che richiedono il rinnovo della Tessera Sanitaria;
  • Non inserire dati personali, documenti o informazioni bancarie nei moduli collegati al messaggio;
  • Cancellare la comunicazione fraudolenta e consultare i siti istituzionali per eventuali verifiche.

Se sono già state comunicate informazioni personali o bancarie, è opportuno contattare tempestivamente gli intermediari interessati e segnalare l’accaduto alla Polizia Postale.

Il precedente delle false comunicazioni sul Fascicolo sanitario elettronico

Un episodio simile era già stato segnalato dal Ministero della Salute nell’aprile 2026.

In quella circostanza, i truffatori inviavano false email nelle quali chiedevano ai cittadini di aggiornare i dati contenuti nel Fascicolo sanitario elettronico. Il collegamento presente nel messaggio conduceva a un sito contraffatto, dove veniva richiesto di compilare un modulo con informazioni personali, sensibili e bancarie. Anche in quel caso, l’obiettivo era ottenere dati riservati sfruttando l’identità di un’amministrazione pubblica e la necessità apparente di aggiornare un servizio sanitario.

Ictus cerebrale dopo l’emergenza la sfida è la riabilitazione: in Italia cure ancora disuguali

19 October 2026 at 10:36

Negli ultimi trent’anni la medicina ha compiuto enormi progressi nella cura dell’ictus cerebrale. Oggi sempre più persone sopravvivono grazie alla tempestività dei soccorsi, alle Unità Ictus e alle terapie tempo-dipendenti. Ma, per chi supera la fase acuta, il percorso di cura è tutt’altro che concluso: recuperare il movimento, il linguaggio, l’autonomia personale e la possibilità di tornare a una vita il più possibile indipendente rappresenta una sfida che può durare mesi o anni.

Ma cosa accade dopo la fase acuta? A.L.I.Ce. Italia Odv (Associazione per la Lotta all’Ictus Cerebrale) segnala come occorra garantire a ogni persona colpita da ictus un percorso riabilitativo appropriato, tempestivo e omogeneo, indipendentemente dal luogo in cui vive. Purtroppo, su questo fronte, ci sono ancora criticità come testimonia il primo Report nazionale sulla riabilitazione ospedaliera, commissionato dalla Fondazione Gianfranco Salvini, elaborato da Luca Giorgio, Ricercatore in Tenure Track in Organizzazione Aziendale dell’Università Europea di Roma e supportato da A.L.I.Ce. Italia Odv. Realizzato analizzando i dati ufficiali del Ministero della Salute, delle Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO), degli Open Data ministeriali e dell’ISTAT, il report analizza l’evoluzione della riabilitazione in Italia nel periodo 2013-2024.

Come funziona la riabilitazione

Il bisogno di riabilitazione ospedaliera non riguarda soltanto le persone colpite da ictus: il Report evidenzia, infatti, il ruolo della riabilitazione nella fase post-acuta anche per i pazienti che, a seguito di eventi traumatici, necessitano di trattamenti finalizzati al recupero funzionale e al reinserimento nelle attività della vita quotidiana, tra questi anche le persone che hanno subito un grave trauma cranico. Si tratta di condizioni diverse, ma accomunate dalla necessità di un percorso riabilitativo intensivo, multidisciplinare e continuativo, capace di accompagnare la persona nel recupero delle proprie funzioni e della propria autonomia.

Stando al rapporto, nel 2024 sono stati effettuati circa 292.000 ricoveri riabilitativi ordinari, per oltre 7,6 milioni di giornate di degenza, con una dotazione di quasi 24.000 posti letto dedicati alla riabilitazione. Questi numeri testimoniano quanto questa fase rappresenti una componente essenziale del percorso di cura dopo un evento acuto come l’ictus. Lo studio evidenzia però anche una criticità importante: il sistema non ha ancora recuperato completamente i livelli precedenti alla pandemia. Rispetto al periodo pre-Covid, infatti, le dimissioni risultano ancora inferiori di circa l’8% e le giornate di degenza del 6,5%, nonostante la disponibilità di posti letto sia ormai tornata pressoché ai livelli del 2019.

Italia a macchia di leopardo

Dopo l’ictus la riabilitazione ospedaliera è la fase che determina, più di ogni altra, le possibilità di recuperare autonomia, relazioni sociali e qualità di vita. Per questo servono reti riabilitative realmente integrate, continuità assistenziale e modelli organizzativi che siano in grado di accompagnare il paziente anche dopo la dimissione.

Ma non è così in tutto il Paese. Il dato che emerge con maggiore forza riguarda le profonde differenze territoriali. Il tasso di ospedalizzazione varia, infatti, da oltre 8 ricoveri ogni mille abitanti in Valle d’Aosta a meno di 2 ricoveri ogni mille abitanti in Toscana, mentre la disponibilità di posti letto riabilitativi presenta differenze ancora più marcate, con alcune Regioni che dispongono di un’offerta oltre quattro volte superiore rispetto ad altre.
Anche la riabilitazione ospedaliera, fondamentale per molti pazienti colpiti da ictus, risulta concentrata in pochi centri altamente specializzati, rendendo l’accesso alle cure particolarmente disomogeneo sul territorio nazionale.

Il report mostra, inoltre, che la mobilità sanitaria continua a rappresentare un indicatore delle disuguaglianze esistenti: alcune Regioni, come la Provincia autonoma di Trento, la Lombardia e l’Emilia-Romagna, attraggono pazienti provenienti da tutta Italia, mentre altre registrano ancora elevati livelli di mobilità passiva.

Per A.L.I.Ce. Italia Odv, tutto questo significa che le opportunità di recupero continuano a dipendere anche dal CAP di residenza.

Come funziona il percorso

Tra i dati del Report ce n’è uno che sintetizza bene il significato della riabilitazione: l’82,9% dei pazienti viene dimesso direttamente al proprio domicilio. È un dato che conferma la funzione della riabilitazione ospedaliera nell’accompagnare la persona verso il ritorno al proprio contesto di vita.

Ovviamente la dimissione non coincide necessariamente con la conclusione del percorso di recupero. Infatti, recuperare il linguaggio, tornare a camminare, riacquistare l’autonomia nelle attività quotidiane, reinserirsi nella vita familiare e lavorativa richiede frequentemente la continuazione del percorso riabilitativo e una continuità assistenziale adeguata ai bisogni della persona. In questa ottica la presa in carico nella fase ospedaliera riesce a garantirne la continuità sul territorio, fino al raggiungimento del massimo recupero possibile.
Lo stesso principio vale per chi deve recuperare dopo un trauma cranico: la conclusione della fase acuta non coincide con la conclusione della cura, bensì apre una fase nella quale il percorso riabilitativo può essere determinante per il recupero funzionale e il ritorno alla vita quotidiana.

Il Report mostra inoltre una pluralità di modalità di dimissione: oltre al domicilio, l’1,7% dei pazienti viene indirizzato verso una struttura residenziale territoriale o RSA, l’1,6% viene dimesso con attivazione dell’Assistenza Domiciliare Integrata, l’1,2% viene trasferito a un altro istituto di riabilitazione, mentre il 3,4% passa ad altro regime di ricovero o ad altra attività nello stesso istituto. Questi dati evidenziano la presenza di percorsi assistenziali differenti, che devono essere definiti in funzione delle condizioni cliniche e dei bisogni della persona, assicurando quando necessario il raccordo tra i diversi setting di cura.

In questa prospettiva, il rafforzamento della riabilitazione non passa semplicemente dall’aumento dei posti letto, ma dalla capacità di costruire percorsi integrati e appropriati, nei quali ospedale, strutture riabilitative e servizi territoriali possano operare in continuità, ciascuno secondo il proprio ruolo.

Richiami alimentari, ritirati vitello tonnato e tramezzini per rischio listeria e allergia: i lotti

14 October 2026 at 14:22

Il Ministero della Salute e diverse catene della grande distribuzione hanno segnalato nuovi richiami precauzionali dedicati a prodotti alimentari di largo consumo.

Le allerte riguardano un lotto di vitello tonnato a marchio Portami Via venduto da Eurospin per rischio microbiologico e un lotto di tramezzini a marchio Coop per la presenza di un allergene non dichiarato in etichetta. Controllare le confezioni acquistate è fondamentale per evitare potenziali rischi per la salute.

Richiamo Vitello tonnato Portami Via (Eurospin)

Il Ministero della Salute ha diffuso un avviso di richiamo per un lotto di vitello tonnato commercializzato da Eurospin Italia S.p.A. a causa della presenza del batterio Listeria monocytogenes.

Di seguito i dettagli del prodotto interessato:

  • Denominazione di vendita: Vitello tonnato gr. 180
  • Marchio del prodotto: Portami Via
  • Lotto di produzione: L260/26
  • Data di scadenza: 13/10/2026
  • Formato: vaschetta da 180 g
  • Produttore: A.M.M.53 Srl
  • Sede dello stabilimento: via Gioberti 36, Spresiano (TV)
  • Marchio di identificazione dello stabilimento: IT M2V1X UE

Vitello tonnato ritirato

La causa del ritiro è la contaminazione da Listeria monocytogenes, batterio responsabile della listeriosi. L’infezione può causare disturbi gastrointestinali e febbre o evolvere in forme invasive più gravi (come meningiti o setticemie) soprattutto in soggetti fragili, anziani, persone immunodepresse e donne in gravidanza. Si ricorda che la Listeria è in grado di sopravvivere e moltiplicarsi anche a temperature di refrigerazione.

Richiamo Tramezzini Prosciutto cotto/Gamberetti (Coop)

Coop ha disposto il richiamo precauzionale di un lotto di tramezzini a proprio marchio per un errore di confezionamento ed etichettatura che comporta un grave rischio per i soggetti allergici.

I dati per identificare la confezione coinvolta:

  • Denominazione di vendita: Tramezzini Coop Prosciutto cotto
  • Marchio del prodotto: COOP
  • Lotto di produzione: A-269-F
  • Data di scadenza: 31/10/2026
  • Formato: confezione da 150 g
  • Produttore: Riva Alimentari Uniti Srl
  • Sede dello stabilimento: via Gaggio 43, Nibionno (LC)
  • Marchio di identificazione dello stabilimento: UE IT D1T8V

Tramezzini ritirati

All’interno delle confezioni etichettate come “Tramezzino COOP Prosciutto cotto 150g” sono stati erroneamente inseriti tramezzini ai gamberetti. Di conseguenza, l’ingrediente crostacei non è indicato nella lista degli allergeni. I soggetti allergici o intolleranti ai crostacei non devono assolutamente consumare il prodotto. Il consumo non presenta invece rischi per la salute di chi non soffre di tale allergia. Per informazioni è attivo il numero verde Coop 800 805580.

Cosa fare

Per entrambi i prodotti segnalati, l’indicazione precauzionale è di non consumare i lotti interessati. I consumatori che hanno acquistato le confezioni coinvolte possono riportarle presso il punto vendita d’acquisto per ottenere la sostituzione o il rimborso completo dell’importo versato, anche senza dover esibire lo scontrino fiscale.

❌